CALANI PIETRO

CALANI PIETRO

Pietro nasce a Pontremoli il 9 giugno 1913 da Emilio e Ambrosini Alderina. Alla visita di leva dichiara di saper leggere e scrivere avendo frequentato la 5° classe elementare e di lavorare come falegname.

Il 14 marzo 1933 entra, come volontario nella scuola sottoufficiali di Casagiove, Fanteria di Linea.

Viene promosso: Caporale il 16 giugno 1933, Caporal Maggiore il 18 settembre 1933 e Sergente il 16 gennaio 1934. Ultimata la preparazione Pietro viene inserito nel 21 Reggimento Fanteria e il 16 marzo 1936 promosso Sergente Maggiore.

Sino al 1943 si susseguono periodi di rafferma e la partecipazione a corsi di perfezionamento.

Anche per Pietro l’8 settembre rappresenta un momento di grande disorientamento e sbandamento, l’armistizio sancisce la fine della guerra con gli Anglo-Americani ma mancano le disposizioni operative sul campo. Ognuno, nel momento della scelta di campo, deve fare appello solo al proprio orientamento ed alla propria coscienza.

Pietro non intende continuare la guerra al fianco dei tedeschi e, elusane la sorveglianza, rientra a casa, in famiglia.  Vi resta pochi mesi.

La coscienza lo spinge ad aderire alla lotta per la Liberazione ed il 25 febbraio 1944 entra, come partigiano combattente, nella formazione partigiana Div. Gramsci alla Spezia. Il suo passato di esperto militare gli consente di assumere ruoli sempre più importanti all’interno dell’organizzazione: Comandante di Nucleo dal 1.3 al 31.3.1944 – Comandante di Squadra dal 1.4 al 31.5.1944 – Capo di Stato Maggiore di Battaglione dal 1.6 al 30.6.1944 – Capo di Stato Maggiore di Brigata dal 1.7.1944 al 25.1.1945.

Il 25 gennaio attraversa, per motivi poco chiari, le linee nemiche e si ricongiunge ad un Comando Militare  Italiano.

Il 25 maggio 1945, a guerra finita, viene ricoverato all’ospedale civile di Portoferraio: è stato investito dall’esplosione di un ordigno esplosivo a Biodola, località di Portoferraio. L’esplosione provoca gravi danni al viso, agli occhi ed alla mano sinistra; seguono lunghi ricoveri negli ospedali di Pisa e di Livorno.

L’11 aprile 1947 Pietro viene congedato.

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