DA SUCCISA AL BRASILE E RITORNO A BORDO DELLO SKATEBOARD

Un primo piano di Rogerio Antiga alla scoperta del bar degli Svizzeri e delle specialità pontremolesi

Anche il COVID può essere utile e lo è stato per un brasiliano d’eccellenza, Rogerio Antigo, già campione del mondo di Skateboard free style e 15 volte campione brasiliano che, nelle lunghe giornate della pandemia, grazie ai contatti internet con una nostra concittadina Alessandra Martinelli, ha scoperto di essere un succisano doc. Le origini italiane gli erano note, ma nulla sapeva delle provenienza del suo bisnonno Abramo Antiga, classe 1866, partito negli anni 80 dell’Ottocento per il Brasile assieme ai fratelli Giovanni e Lorenzo a vendere santini. Ma, mentre i fratelli nel breve tornarono in Italia, Abramo trovò l’amore della vita, la veronese Anna Crivellaro, da cui ebbe tre figli, ma morì a soli 33 anni per un’epidemia di febbre gialla, lasciando alla moglie l’onere di tirare avanti la famiglia.

Rogerio con la figlia Geoana e la seconda cugina Giovanna Antiga
Rogerio con la figlia Geoana e la seconda cugina Giovanna Antiga

Per uno strano caso della sorte il nonno Giovanni si vide cambiare il cognome in Antigo e da lui discese Dorival, padre di Ruggero. Una storia come tante, di cui in Italia non si aveva notizia, anzi nell’albero genealogico del ramo di Domenico Antiga il nome di Abramo rappresentava una casella vuota, strana nella vicenda di una famiglia davvero numerosa di cui si sapeva praticamente tutto. Ora, il problema è risolto e Ruggero, sposato con Rosanna Soares e padre di Giovanna e Lucas, ha colto l’occasione offerta alla moglie di venire in Italia a visitare la sede madre della ONLUS Cavanis per la quale la dottoressa lavora in Brasile. Un’opportunità preziosa che ha permesso di visitare non solo Venezia e altri luoghi dell’alta Italia, ma di chiudere l’esperienza proprio a Pontremoli, o meglio a Succisa dove non ha trovato solo un nutrito numero di parenti ma anche la dovuta accoglienza e soprattutto ha potuto visitare alla Villavecchia la casa che fu dei suoi avi, senza trascurare di scoprire i luoghi legati alla storia di Santa Zita.

Rogerio nella Chiesa di Succisa, la moglie, la figlia e i secondi cugini Giovanna, Dario e Fabrizia Antiga
Rogerio nella Chiesa di Succisa, la moglie, la figlia e i secondi cugini Giovanna, Dario e Fabrizia Antiga

Fin qui, come dicevano, una vicenda come tante in cui ci imbattiamo ogni anno. La vera sorpresa è stato scoprire che Rogerio Antigo, classe 1962, non era solo il figlio di un emigrante che tornava a casa dopo oltre 140 anni dalla partenza del suo progenitore, ma era un vero e proprio idolo della Skateboard brasiliano, free style e slalom, specialità nella quale, in una carriera avviata ormai oltre cinquant’anni fa, aveva conquistato, come detto, un titolo mondiale ed una seconda piazza iridata, ma soprattutto era stato per 15 anni campione brasiliano, diventando quindi un importante punto di riferimento anche per la Federazione locale, per la quale anche oggi opera per la diffusione della pratica sportiva. Inutile dire che Ruggero ha snobbato la notizia, godendo in particolare, insieme alla signora, alla figlia Giovanna ed al suo fidanzato Leonardo, delle gioie derivanti dai contatti con i tanti parenti e con i concittadini che li hanno accolti davvero con grande affetto, felici di condividere una gioia che per i succisani è una costante, abituati come sono ad accogliere regolarmente quanti di loro vivono altrove e ritrovano nell’intimità della loro comunità quelle consuetudini di rapporti e di vita altrimenti impossibili.

Rogerio con le seconde cugine Giovanna Antiga e Enrica Micheli
Rogerio con le seconde cugine Giovanna Antiga e Enrica Micheli

Ed è stato ancora più coinvolgente il fatto che il rinomato campione brasiliano, ancora oggi idolatrato dai suoi fans, abbia impegnato il tempo offerto dall’isolamento della pandemia per imparare l’italiano andando addirittura a lezione on line da una nostra connazionale con cui ha condiviso la gioia della visita in Italia. Ora, lo ha detto quasi con emozione, specie dopo avere ritrovato i luoghi delle sue origini, gli avanza solo un impegno, quello di recuperare il nome del suo avo e quindi tornare a chiamarsi Antiga e magari acquisire la seconda cittadinanza, quella italiana, che comunque gli è rimasta nel cuore. Inutile dire che auspichiamo che i membri della ritrovata famiglia Antiga abbiano nuove belle occasioni per tornare, lasciatecelo dire, in patria, onorati di sapere che per le loro qualità hanno tenuto alto il nome dell’Italia e sarà nostro impegno aiutarli a scoprire quello che a lungo hanno sognato e che ora diventa un obiettivo per il loro futuro. (lb)

(LB), Il Corriere Apuano, 6.7.2024

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