I partigiani ricorderanno benissimo il nome del maggiore inglese Gordon Lett nonché quello del capitano Phlip: il primo era a capo della missione alleata presso il comando della quarta zona operativa, il secondo presso la Brigata Borrini della quarta apuana. Essi che dapprima furono prigionieri in Italia, trascorsero poi molti mesi della loro vita sui nostri monti fra i partigiani avendo agio così di apprendere e conoscere le qualità del nostro popolo.
Tornati nella loro terra essi hanno intrapreso una calorosa campagna in favore dei nostri prigionieri che ancora si trovano là e delle relazioni fra l’Inghilterra e l’Italia. In una lunga lettera da essi inviata al “Manchester Guardian” mettono in viva luce il senso ospitale della nostra gente domandando che ai prigionieri italiani in Gran Bretagna sia riservato un trattamento migliore ed aggiungono che è difficile per chi non vi sia stato apprezzare nel suo giusto valore tutto quello che è stato fatto in Italia per i prigionieri alleati e rendersi conto della gratitudine da questi nutrita nei confronti della gente d’Italia.
Gordon Lett può ben rendersi interprete di tale sentimento. Per chi non lo sapesse ricordiamo che egli, prigioniero a Chiavari, l’8 settembre fuggì sui monti di Zeri e si rifugiò presso un contadino che lo accolse come un proprio figlio. Ma egli voleva rendersi utile e lavorò la terra con il contadino stesso per tutti i mesi invernali. Tanto affetto aveva preso per la nostra terra che volle tornare in piena estate a mietere il grano da lui stesso seminato.
I due ufficiali nella loro lettera citano ad esempio i pericoli affrontati dagli italiani per proteggere i prigionieri alleati e ne esaltano il coraggio. La lettera conclude chiedendo sia data ai prigionieri italiani in Gran Bretagna una più sostanziale prova di gratitudine e specialmente concedendo un maggior numero di mezzi di trasporto, proponendo infine l’erezione di un monumento che oltre ad essere una testimonianza di gratitudine dei prigionieri alleati all’Italia, servirebbe a rendere più stretti i legami di amicizia fra le due nazioni.
Il Corriere Apuano, 29.1.1945 (dal “Tirreno” del 20 Nov. U.s.).