Sabato scorso si verificò ad Arzelato il solito curioso fenomeno del passaggio, addirittura a nuvole, delle formiche alate. Ed a ragione chiamiamo curioso quel fenomeno perché esso si ripete ogni anno, precisamente nella stessa settimana, cioè quella che precede la festa di San Michele, patrono di quel paese.
Chiedemmo qualche notizia al nostro amico don Reggi, Rettore da circa trent’anni di quella Parrocchia, ed egli con la sua abituale cortesia, ci disse che tutti gli anni, nessuno eccettuato avvertì il fenomeno e aggiunse che sabato le alate formiche erano così numerose che tutto il campanile ne era ricoperto: ci disse che, dopo la sosta di un giorno, tutti gli anni le formiche da Arzelato prendono la via del Dragnone in Liguria dove pure, da tempo immemorabile, viene osservato il fatto.
Ci narrò una leggenda che corre in proposito nel paese la quale sta anche a dimostrare che il fenomeno è di origine antichissima. Nei tempi in cui Berta filava, il giorno di S. Michele capitava ad Arzelato non so di dove e da chi mandati due maiali: uno giovane e piccolo, l’altro adulto e ben grasso. Il Parroco prendeva il maiale grasso e lo uccideva per i suoi usi di cucina e ne distribuiva anche alla popolazione, ma lasciava indisturbato il piccolo che scompariva e nessuno riuscì mai a scoprire dove.
Cambiatosi il parroco il Parroco, il successore credette più conveniente alla sua dispensa ed a quella dei parrocchiani prendere i due maiali, il piccolo e il grosso adulto e convertirli entrambi in ottimi salumi.
Da allora i maiali non furono più veduti ad Arzelato, incominciò il passaggio delle formiche alate: eravamo nei tempi in cui Berta filava.
Tratto dal settim. A NOI, del 6.10.1907