LA NECROPOLI LIGURE DI SORANO: UNA SCOPERTA SENZA PRECEDENTI

di Paola Pagani e Paolo Bissoli

Sono otto le tombe a cassetta venute alla luce nello scavo archeologico effettuato nell’area dove era la Statua Stele trovata a lulgio. Complete del corredo funerario risalgono al II sec. a.C.
Una delle otto tombe a cassetta rinvenute: questa conserva tutte le olle cinerarie

Una necropoli ligure apuana databile al I II secolo a.C.: è questa l’eccezionale scoperta annunciata la scorsa settimana durante la conferenza stampa tenuta dall’archeologa Emanuela Paribeni della Soprintendenza regionale, dal sindaco, Pierluigi Bardini e dall ‘ assessore Annalisa Folloni, all’interno dello scavo. Dunque l’area di Sorano sembra proprio non finisca di riservare grandi sorprese. La località interessata è denominata “Quartareccia”, poche decine di metri a nord della Pieve, a valle della strada statale. Qui nello scorso mese di luglio, durante i lavori alla rete fognaria, era avvenuto il casuale ritrovamento di una nuova Statua stele (Sorano VII): la piccola lastra scolpita (60 cm per 40) era posta in verticale, riutilizzata più di duemila anni fa per la costruzione di una tomba a cassetta. Un primo studio sul posto della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana aveva ipotizzato che ci si trovasse di fronte ad una necropoli ligure. Così, vista l’importanza della scoperta, con il contributo dell ‘Amministrazione comunale e della stessa Soprintendenza, erano stati subito avviati i lavori per effettuare uno scavo che ha interessato una superficie di 50 mq. Eseguito tra settembre e fine ottobre ha portato alla luce una vera e propria area cimiteriale; addirittura otto le tombe scavate su cui presumibilmente doveva elevarsi un cumulo di sassi delimitato da muretti in ciottoli fluviali più grandi trovati sconnessi in seguito alle esondazioni del Magra e alle lavorazioni agricole.

Come si presentava la tomba con il riutilizzo della Statua stele quale lastra di chiusura laterale

All’interno di questi piccoli monumenti, tombe rettangolari a cassetta intatte, con pareti e fondo in lastre di arenaria o calcare destinate ad accogliere i vasi con i resti della cremazione; vicino ad essi altri vasi, brocche, monili e oggetti ornamentali. Come ossuari venivano utilizzate grandi olle a forma ovoidale; di dimensioni più ridotte invece i vasi del corredo tra cui coppe, piatti e forme più rare come la pisside, dipinte a vernice nera e vasi a pareti sottili. Le ceramiche ritrovate permettono di datare l’utilizzo da parte dei Liguri della necropoli tra il 150 e il 50 a.C.

Essa segnala quindi la presenza di un insediamento di questa popolazione nella pianura circostante, difficile però stabilirne l’esatta collocazione.  

Archeologi al lavoro nella necropoli ligure-apuana di Filattiera

I lavori di scavo per ora sospesi, riprenderanno in primavera, così come assicurato dall’amministrazione comunale, che intende valorizzare tutti i ritrovamenti nella struttura a valenza museale che sta sorgendo dietro la Pieve di Sorano, oltreché stanziare  finanziamenti per la continuazione della ricerca.

Paola Pagani, Il Corriere Apuano, 8.11.2003

UN RITROVAMENTO CHE APRE PROSPETTIVE STRAORDINARIE

Definire eccezionale la scoperta della necropoli di Filattiera è probabilmente riduttivo: la portata dell ‘evento e le prospettive che apre potranno essere comprese forse solo nel prossimo futuro. Basti pensare che alcuni dei reperti ritrovati avranno la precedenza assoluta nei laboratori di restauro e potrebbero essere esposti I ‘anno prossimo a Genova nella grande mostra internazionale sui Liguri. Del resto gli ultimi ritrovamenti del genere risalivano al 1938, ma non sono nemmeno lontanamente confrontabili con quelli di Sorano; in precedenza, nel 1878, era venuta alla luce la grande necropoli di Genicciola, non lontano da Montedivalli: un rinvenimento che oggi viene letto più come un ‘occasione perduta piuttosto che come un evento. In quel caso – ma non solo in quello – i recuperi erano avvenuti in maniera tumultuosa o con tecniche di scavo che avevano causato la perdita di preziosi dati e, spesso, la dispersione degli oggetti. Proprio a Filattiera, nel 1921, erano state trovate due tombe a cassetta durante i lavori lungo la linea ferroviaria: un evento del quale tuttavia è rimasta soltanto la memoria. Due soprattutto gli ambiti di prospettiva che possono aprirsi con il ritrovamento della necropoli nei pressi di Sorano: da un lato c’è senza dubbio quello della valorizzazione dello scavo e dei reperti in quella struttura museale che sta sorgendo proprio in questi giorni dietro la Pieve e che rischia di essere già troppo piccola; dall ‘altro la grande mole di informazioni che gli archeologici avranno a disposizione per scrivere parole definitive sul territorio in questione e sulla popolazione che lo abitava nei millenni passati, dall ‘epoca del suo insediamento a quello della dispersione dopo la guerra contro i Romani e la deportazione seguita alla sconfitta.

Paolo Bissoli, Il Corriere Apuano, 8.11.2003

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