DALLA VIA FRANCIGENA ALL’ ASSOCIAZIONE EUROPEA DELLE VIE FRANCIGENE

Inatteso e sorprendente il maxi convegno svoltosi a Terrarossa di Licciana sabato 21 gennaio u.s. “Le opportunità della via Francigena in una programmazione integrata fra imprese, enti ed istituzioni del territorio” ‘Sorprendente’ per il numero e la qualità dei relatori, per la straordinaria partecipazione a cominciare da politici e amministratori alla quale non eravamo più abituati e tanto meno preparati. E ‘ inatteso’ perché ormai da decenni rassegnati a sentir riciclare da e tra specialisti il già noto e soprattutto quello strettamente legato al tratto delle vecchie mulattiere che scendono dalla Cisa, o meglio dalI ‘ arco del bacino montano della Magra, fino alla Versilia dove ci si arenava o ci si smarriva tra coloro che proseguivano per Roma lungo la vecchia Aurelia e quelli che deviavano all ‘interno a venerare il Volto Santo a Lucca. Ma già noi ci accorgiamo di aver affrontato il percorso a rovescio, e cioè Europa-Roma, nel qual caso sarebbe più appropriata la definizione di Romea, mentre Francigena sta per Roma-Europa centro nord occidentale territorio variegato, semplificato nella popolazione dei Franchi.

Altre sorprese ci sono venute da notizie passate al massimo tra le righe piuttosto che sotto titoli di meritato rilievo. Ad esempio: che quello di Terrarossa non è il primo approccio al tema in quest’ottica; un altro si era avuto a dicembre a San Miniato , e tutt’e due per iniziativa di Paolo  Tognocchi, consigliere della Regione Toscana recentemente nominato dal Presidente Rossi membro dell’Ufficio di Presidente dell ‘Associazione Europea Vie Francigene (AEVF) , di esistenza e finalità totalmente ignote al colto e all’inclita. E ricordiamo anche dal 1994 la Comunità Europea ha definito la Francigena ‘Itinerario culturale del Consiglio d’Europa’, nel 2004 ‘Grande Itinerario culturale’ mentre la stessa via è candidata al riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Unesco; Europa che comunque ha varato il progetto ‘Via Francigena e vie di pellegrinaggio. Qui è l’Europa’. E finalmente la sorpresa del riconoscimento della valenza culturale religiosa del percorso che descrive un ritorno a casa, affidato in prima persona al Vescovo Mons. Giovanni Santucci (“Il possibile ruolo dei beni ecclesiastici in un progetto di area”) e al responsabile dei beni culturali della Diocesi Don Luca Franceschini (“Il valore aggiunto dei beni ecclesiastici in un percorso di pellegrinaggio”).

E’ evidente che una strada, o fascio di strade, non è pertinenza esclusiva al transito di singole categorie (eserciti compresi, purtroppo), .ma basta dare un’occhiata ai tracciati viari medioevali europei per capire senza ombra di dubbio che due erano soprattutto i terminali delle strade. Roma e Santiago di Compostela, cioè le città che custodiscono tombe degli apostoli del cristianesimo. E basta altresì dare un ‘occhiata al territori attraversati per veri Cicarc la proliferazione dei luoghi di culto (pievi, cappelle, santuari, monasteri, conventi) c assistenza destinati primariamente ai pellegrini.

Insomma l’Europa è nata qui e così. E proprio da questa cultura cristiana devozionale e penitenziale che — lo ripetiamo per coloro che volessero continuare a minimizzare o sorvolare -e vuole ripartire un progetto Europa (Aevf) e Toscana (Atvf), quest’ultimo dotato di fondi regionali per 14 milioni di euro, come ha ricordato Loris Rossetti presidente della II commissione del Consiglio Regionale, che valorizzi storia, fede, cultura, arte, tradizioni, evitando naturalmente di farne un contenitore universale di tutto e di niente. Giustamente don Luca ha ricordato I ‘impegno per il censimento dei beni culturali, la fondazione dei tre Musei diocesani di Pontremoli, Aulla e Massa, nonostante i beni culturali religiosi che costituiscono il 70/80 % dell’intero patrimonio artistico europeo anche custodito nei musei civici – sono davvero valorizzati nel loro ambito naturale che è la liturgia; e che comunque non andrebbero 10 milioni di turisti a Santiago, se a Santiago non andassero 200 mila pellegrini; a maggior ragione a Roma. “I pellegrini –  ha sintetizzato opportunamente Daniele Casprini — sono il cuore pulsante della via Francigena”.

Sia a San Miniato che a Terrarossa è stata proposta ad associazioni di volontariato, agricole , artigianali, commerciali, misericordie, pubbliche assistenze, associazioni turistiche, professionali, culturali, promozionali, teatrali, di ristoratori e albergatori, la sottoscrizione del Patto “Insieme per la via Francigena” che ha ottenuto un grande successo di adesioni e di cui ricordiamo nello specchietto gli impegni salienti per il segmento della nostra provincia. Si respira aria nuova, ma soprattutto non si parte da zero.

PATTO “ INSIEME PER LA VIA FRANCIGENA “ PER LA VALORIZZAZIONE DELLE TAPPE DELLA VIA DEI PELLEGRINI DAL PASSO CISA A PIETRASANTA

Promuovere una serie di servizi di offerte che integrino l’aspetto turistico a partire dal riconoscimento del pellegrino in cammino lungo la via Francigena come di una persona in cerca di un ‘esperienza prima di tutto spirituale.

Fare sistema tra i molteplici soggetti locali e tra i diversi settori nell’attività di valorizzazione della Francigena in un ‘ottica di integrazione e collaborazione. Identificare e valorizzare le caratteristiche identificative dello specifico tratto francigeno a partire da paesaggio, prodotti tipici e artigianato locale. Promuovere la propria tradizione e cultura come elemento di scambio e interazione con i pellegrini e con tutti coloro che interpretano il cammino come arricchimento personale.

Interpretare lo spirito ‘ospitaliero’ come accoglienza del prossimo al di là del credo, della razza e della provenienza.

Riconoscere il ruolo fondamentale degli operatori del mondo agricolo come guardiani’, manutentori e conservatori dei prodotti della terra, della cultura e delle tradizioni rurali alla base delle radici del territorio.

Fornire all’Aevf le informazioni relative alla propria attività; programmare occasioni di approfondimento, percorsi di formazione e divulgazione del patrimonio identitario e della memoria storica della Francigena.

Antonio Zanni, Il Corriere Apuano, 4.2.2012

L’immagine di introduzione alla pagina è tratta da Wikipedia

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