UNA SORGENTE FREQUENTATA IN ETA’ ROMANA A FORNO DI VERSOLA

Cavezzana d’Antena. Sorgente di acqua solforosa.

Nel luglio 2018 è stata condotta un’indagine archeologica sui due lati di un antico percorso acciottolato in località Forno di Versola (m 795 slm, Comune di Pontremoli (MS). La ricerca, in regime di concessione ministeriale a nome ISCUM-Genova, sostenuta da Fondazione Cariparma e diretta dallo scrivente, si proponeva di accertare la presenza d’eventuali testimonianze d’età romana a cui facevano cenno sia i racconti degli anziani contadini che avevano lavorato quel sito circa sessant’anni fa sia recenti osservazioni condotte da Simone Mori, guida ambientale e nostro collaboratore.

Localizzate due ampie fasce di terrazzamento queste sono state dapprima ripulite dai rovi e sottoposte ad esplorazione mediante metaldetector (solo terreno arativo, con posizionamento reperti mediante stazione totale) e quindi indagate attraverso una trincea per individuare eventuali strutture sepolte.

Nella fascia a monte del percorso (sito 1) è stata individuata una sorgente strutturata con 8 metri di canalizzazione, realizzata per portare l’acqua in uno slargo (probabilmente in origine dotato di vasca) sull’acciottolato ancora riscontrabile (vedi foto); una moneta di IV secolo d.C. ne prova un momento di frequentazione. Il terreno arativo posto a lato della sorgente ha restituito altre 8 monete romane (1 repubblicana, 1 altoimperiale, 3 tardoimperiali, 3 tardoantiche), oltre a borchie/chiodini per calzature (d’epoche diverse) e qualche elemento in piombo d’età romana (piccoli pesi ed elementi per riparazione di recipienti fittili).

Il secondo pianoro interessato dalla ricerca, posto sottostrada (sito 2), non ha restituito strutture in posto ma una messe maggiore di reperti, tutti recuperati nel terreno arativo: 11 monete d’età romana (1 tardorepubblicana, 1 altoimperiale, 1 tardoimperiale, 8 tardoantiche), più qualche elemento in piombo (piccoli pesi, tra cui una cosiddetta conchiglia ponderale) e in bronzo (piedino di boccale gallo-romano).

Nel complesso, il sito a Forno di Versola indica la presenza di un punto di sosta in corrispondenza di ampi pianori dotati di copiose sorgenti, almeno una delle quali interessata dalle offerte monetali di coloro che transitavano.

La ricerca mostra come un percorso importante d’epoca romana, identificabile con un tratto della Parma-Luni, sia stato nei secoli sempre utilizzato e mantenuto efficiente, fino all’abbandono, a partire dalla metà del XX secolo, dovuto alla realizzazione di strade alternative e più agevoli ricavate con mezzo meccanico.

L’identificazione di questo tratto della via romana Parma-Luni, posta a metà tra il massimo crinale appenninico (Cisa-Valoria) e gli scavi di Tiziano Mannoni a Sorano, fornisce indicazioni piuttosto precise sui rispettivi tratti di percorso a nord e a sud dell’area indagata, sui quali possono cogliersi almeno due importanti osservazioni. A nord la via diretta al crinale appenninico risaliva lambendo le sorgenti d’acqua solforosa e termale di Cavezzana d’Antena, circostanza che fa immaginare tali fonti conosciute anche in epoca romana (anche se difettano al momento ulteriori indizi); a sud la via proseguiva per il Passo dei Piaggi (m 993 slm, valico sicuramente utilizzato nell’antichità, il tratto di via romana accertato vi si dirige senza indugio) per tenersi sul ciglio ovest dell’altipiano di Logarghena, dal quale, a metà percorso, si scorge verso est la cima dominante di monte Castello nella valle del Caprio.

L’ubicazione del forte bizantino indagato dal generale Pietro Ferrari, Ubaldo Formentini e, da ultimo, da Giannichedda e Biagini dell’ISCUM trova, a nostro avviso, la propria ragion d’essere nel controllo della via romana sottostante, attiva fino agli inizi dell’VIII secolo a giudizio delle ricerche condotte alla Sella del Valoria (qui due reperti si datano tra metà VI e inizi VII secolo ed il percorso che transita è sempre lo stesso). La via romana continuava quindi la propria discesa per Serravalle e il fondovalle Caprio, deviando all’altezza di Ponticello in direzione sud, verso Sorano.

Angelo Ghiretti – Direttore Museo Statue Stele Lunigianesi – ISCUM ( Istituto di Storia della Cultura Materiale), Una sorgente frequentata in età romana a Forno di Versola, sulla via Parma – Luni, tratto da Almanacco Pontremolese 2021, edito e curato da Centro Lunigianese di Studi Giuridici

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