di Marco Angella

Nel corso del tempo fiumi di inchiostro sono stati versati per rendere omaggio a Maria Luigia d’ Asburgo – Lorena (1791-1847): sulla donna, sulla duchessa, sulla madre, sulla moglie, sull’ amante sono state riempite pagine e pagine da poeti, storici e saggisti (1). Ne sono usciti anche giudizi fortemente contrastanti. Maria Luigia fu l’innocente vittima dei calcoli del Metternich e del padre Francesco I o la cinica imperatrice dei francesi che abbandonò Napoleone nei giorni della sventura? Fu la passionale duchessa di Parma che morì di sfinimento dopo aver amato con trasporto Neipperg e de Bombelles o fu una fredda e calcolatrice “donna in carriera”? Le opinioni degli studiosi sono le più disparate, ma non è questo il tema che s’intende affrontare.
Obiettivo del presente modesto studio è quello di riportare alla luce carte segrete, rinvenute presso la sezione pontremolese dell’ Archivio di Stato di Massa (2) , con lo scopo di ricostruire alcuni dei passaggi di Maria Luigia attraverso la Lunigiana. Ci si propone soltanto di offrire dei semplici “flash” di “microstoria” (3) da inserire nella grande vicenda storica del celebre personaggio femminile in questione.
Ovviamente i documenti a cui si fa riferimento saranno letti e confrontati con quanto è stato prodotto su questo argomento a livello locale (4), con la convinzione che le ricerche d’ archivio, pur non potendosi mai ritenere concluse, possano in qualche misura arricchire le conoscenze attuali. Un’attenzione particolare sarà riservata agli studi monografici strettamente attinenti al tema, nonché a manoscritti conservati presso l’Archivio di Stato di Parma ed alle cronache dell’epoca.
Ci si occuperà in particolare dl tre passaggi effettuati sul territorio lunigianese in tre anni distinti e abbastanza distanti fra loro: 1817, 1821 e 1836.
Partiamo dal viaggio estivo del 1817 (6) . Maria Luigia, ventiseienne, da poco più di un anno aveva preso il possesso del ducato di Parma, Piacenza e Guastalla (20 aprile 1816). Il 1° maggio del 1817 era nata, dalla sua relazione con il conte Neipperg, Albertina, che nel 1833 avrebbe sposato a Sala il conte Luigi Sanvitale.
Dalle colonne della Gazzetta di Parma si apprende che la sera di mercoledì 6 agosto 1817, “dopo il teatro”, l’arciduchessa Maria Luisa duchessa di Parma era partita da Firenze per raggiungere Livorno (7).
Nella tarda mattinata del 12 agosto (ore 11) nel Palazzo della città livornese “ebbe luogo la solenne consegna di S.A.I. e R. la Principessa Leopoldina, novella sposa del Principe Ereditario del Portogallo e del Brasile” (8). Dopo la cerimonia, continuano Ie cronache livornesi, “S.A.I. e R. il nostro Sovrano con la sua I. e R. Famiglia e con gli augusti ospiti di Napoli furono tutti a pranzo presso S. M. l’arciduchessa Maria Luisa duchessa di Parma che dimora nel Palazzo del Governatore di questa città.”
In serata, per celebrare “sì fausto giorno”, i negozianti fecero riccamente illuminare il Teatro di San Marco dove intervennero gli illustri regnanti.
Dalle cronache si apprende che, dopo una giornata indimenticabile a bordo del vascello del retrammiraglio portoghese , tanto Maria Luigia quanto la sorella, principessa del Brasile, hanno prolungato la loro dimora fino alla mattina del 15 agosto. Poi il “R. Convoio Portoghese” è ripartito dal porto di Livorno alla volta di Rio de Janeiro, mentre la duchessa di Parma, dopo aver assistito alla S. Messa nella Cappella del Regio Palazzo, è “partita alla volta di Lucca dove era attesa da Sua Altezza il Principe di Metternich, per indi restituirsi nella sua capitale” (10).
Sempre sul giornale parmigiano si legge: “Sua Maestà l’Augusta Sovrana nostra, reduce in ottima salute dal suo viaggio di Toscana, si è restituita per la via di Berceto e Fornovo alla sua villeggiatura di Sala il dopo_ pranzo del 19 corrente (11). Come è noto il 26 agosto (il giorno seguente a quello del suo onomastico) la duchessa si sarebbe recata “al suo deliziosissimo Palazzo di Colorno” per fare “scassare” la colossale statua rappresentante la “Concordia”, l’opera del celebre Canova che lo stesso principe di Metternich ebbe modo di vedere pochi giorni dopo in occasione del suo soggiorno parmigiano (12). Questo è quanto ci è dato conoscere sul viaggio in questione leggendo le cronache del periodico di Parma. Analizzando le carte dell’ archivio pontremolese si riesce a ricostruire anche il transito per la Lunigiana.
Dalla documentazione, che, rigorosamente riservata, parte dal 14 luglio, s’ avverte come le comunità del comprensorio si fossero attivate con largo anticipo per riuscire a ricevere nel miglior modo la duchessa e, al contempo, come le notizie sui suoi spostamenti tardassero ad arrivare.
Gli antefatti si ricavano da un “Rapporto straordinario del Commissario Regio di Pontremoli”, datato 14 luglio 1817, stilato per il Buongoverno, che si riporta parzialmente:
“Tutte le lettere venute da Parma annunziano che S.A. l’ Arciduchessa Maria Luisa nel tornare dalla Toscana ne’ suoi stati traverserà da Pontremoli al doppio oggetto di vedere il taglio della strada che doveva aprirsi da Parma alla Spezia e di veder Borgo Taro e gli altri paesi meridionali del suo Governo. Se ciò è vero le sarebbe indispensabile di pernottare in questa Città e converrebbe esserne prevenuti perché a quanto ristretto possa essere il di lei seguito e per quanto ella possa facilmente adattarsi, pure non vi è ne’ famiglia ne’ quartiere ne’ locali per cavalli che possan esser nel momento adattati al di tanto personaggio. A questa nuova è generalmente aggiunto che ella sarà per verificarsi se anderanno a cessare le malattie che di presente serpeggiano a Sarzana, nei Feudi, qui e pur anche a Borgotaro tre di nuovo si sono ora manifestate; e se lei dimora costà sarà protratta a stagione meno calda ma essa dovrebbe percorrere a cavallo 52 miglia di strada montuosa, punto ombrata ed anzi tutta scoperta ai cocenti raggi solari….” (13).
II seguito si ricava scorrendo qua e là un carteggio che si presenta rilegato ma cronologicamente piuttosto disordinato. In una lettera “confidenziale” del 17 luglio così scriveva Puccini, dalla Presidenza del Buon Governo, al Commissario Regio di Pontremoli Falconcini:
“Le confido il possibile, che la Duchessa di Parma possa far ritorno nel suo stato prendendo da Pietrasanta, Pontremoli e Borgo di Taro; questa notizia è solo per V.S. Ill.ma, debba restar segreta ad ogni altro, ma occorre per ciò una informazione la più precisa sullo stato sanitario di Sarzana, Pontremoli ed altri luoghi di passaggio intermedio sino al Parmigiano. La prego a darmi un riscontro relativo colla sollecitudine maggiormente possibile. Se le occorrono ricerche, le sarà facile motivarle con altro pretesto. Mi risponda anche per espresso….”(14)
Le informazioni richieste portano la data del 21 luglio. Si viene così a conoscenza del fatto che “le malattie di febbre petecchiale vanno diminuendo di giorno in giorno, esse sono di un corso blando e sono tali che … non se ne fa un benché minimo caso.” In dettaglio: a Sarzana gli “ammalati febbricitanti” sono settantanove (di cui sessantacinque presso l’ ospedale provvisorio di San Francesco, otto in città e sei in campagna) ed a Santo Stefano “meno che due o tre convalescenti, non vi esiste malattia di sorta alcuna” (15).
In un documento del giorno successivo sta scritto:
“S.M. l’Arciduchessa Maria Luigia Duchessa di Parma partirà da Firenze ai primi del prossimo futuro mese di agosto per ritornare nel suo stato da cotesta parte. La prelodata Sovrana si fermerà a Sarzana nella qual Città V.S. Ill.ma procurerà di trovarsi al suo arrivo, per sentire, fatta prima ricerca di S. Ecc. il Signor Tenente Generale Neipperg Cavalier d’Onore di Sua Maestà, tuttociò che in ogni rapporto può occorrerle pel suo transito per la Lunigiana. Ciò frattanto le potrà servir di regola, sarà bene che fin d’ora dia delle disposizioni perché la Principessa possa esser fornita di buoni Cavalli.
Debbo prevenir pure V.S. Ill.ma che non debbe aver luogo nessun Cerimoniale poiché Sua Maestà l’ Arciduchessa vuol mantenere il più stretto e rigoroso incognito in tutto il detto viaggio” (16).
Addirittura, in una lettera del 26 luglio, si legge:
“Se con la posta del prossimo lunedì non mi giungeranno contrordini, io sarò nel primo agosto a Sarzana e mi ci tratterrò finché non vi giunga S.M. l’ Arciduchessa di Parma con il Sig. Neipperg cui a tenor dei di lei ordini mi presenterò… senza dir il motivo io diedi le opportune disposizioni perché la strada fosse in tutti i punti resarcita onde la prefata M.S. non incontrasse cattivi pezzi. Ho ora date delle generali disposizioni per saper ove sono Cavalli boni onde poter pel momento provveder le Poste di Terrarossa e Pontremoli, ma niente di positivo ho potuto tanto su ciò quanto per gli alloggi ordinare sia perché non ho notizie precise, sia perché ho in silenzio rispettato il tenor riservato della suddetta reverita sua del 22 corrente” (17).
In tutti i documenti si avverte la forte esigenza di mantenere la riservatezza. Nonostante ciò pare che ad Aulla ed a Borgotaro ci si stesse impegnando alacremente a preparare i festeggiamenti, se è vero che si andava ricercando una “bona Accademia strumentale” in grado di intrattenere il celebre personaggio (18) . Nel giro di pochi giorni:
“Non avendo più luogo ai primi dell’entrante agosto la partenza a cotesta volta di S.M. l’ Arciduchessa Duchessa di Parma, le significo di sospendere, fino a nuove comunicazioni che farò per farle, di portarsi a Sarzana, e mentre Ella vi si fosse già recata, potrà volendo restituirsi alla sua Residenza, non potendo ora indicarle quando precisamente sarà per seguire la partenza come sopra della prelodata maestà sua.
A tale effetto scrivo al Sig. Cancelliere Criminale di spingerle la presente a Sarzana nel caso che a forma dell’ultima sua de 26 del cadente la presente non la trovasse più in Pontremoli…(19).
Nel frattempo si cercavano luoghi in Lunigiana ove poter far alloggiare la duchessa col suo seguito. A tal proposito ecco cosa scriveva il signor B. Cocchi di Terrarossa, a fine luglio, al Commissario Regio di Pontremoli:
“Già era precorsa fin qui la voce del passaggio della Principessa, senza sapere il quando; e si credeva che pernottando in Sarzana o alla Spezia, dove si dice che possa andare per veder quel Golfo, facesse, con una buona levata, tutta la gita andante, fino a Pontremoli; comunque siasi la mia Casa di Campagna non sufficiente per ricevere tal Personaggio, serà a di lei disposizione; gradirei però sapere il giorno preciso…” (20).
Sembra, a giudicare dai contenuti di una lettera del 5 agosto, che si fosse raggiunta una maggior determinazione sulla programmazione del viaggio di rientro dell’ illustre viaggiatrice:
“Sua Maestà l’ Arciduchessa di Parma da Firenze si trasferisce a Livorno, ove resterà sino a martedì o mercoledì della prossima settimana, e ritenga ciò per sua regola se non le pervenissero altri avvisi.
Pare che la prefata Maestà Sua siasi prefissa di pernottare all’Aulla e che non si fermerà in Pontremoli; V.S. Ill.ma si umilierà a questa Sovrana in Sarzana dove procurerà di trovarsi al suo arrivo e sentirà cosa potrà occorrerle in ogni rapporto nel suo transito sul territorio del Commissariato ed ho già reso conto che in questa veduta V.S. Ill.ma ha già date delle disposizioni preventive per i Cavalli.
Siccome la M.S. vuole sempre conservare il più stretto incognito, stia sempre fermo all’istruzione di non eccitar feste o dar luogo ad alcun cerimoniale …” (21).
In un manoscritto dell’ 11 agosto, firmato dal funzionario del tribunale di Bagnone Pandolfini ed inviato al Commissario Regio di Pontremoli, si legge:
“Appena ho ricevuto in quest’oggi alle ore tre e mezzo pomeridiane la pregiatissima lettera di V.R. Ill.ma di questo stesso giorno. relativa alle disposizioni necessarie per il Passaggio, che sembra certo, per questa Provincia di Lunigiana di S.M. la Principessa Maria Luisa di Parma ho ordinato ai possessori di Cavalli di questo Vicariato di tener pronti i Cavalli respettivi a disposizione del Postiere di Terrarossa Domenico Tomellini, a cui vado rimettendo la Nota dei Cavalli requisiti pe di Lui regola e governo. Né manco di trasmettere a V.S. Ill.mo la Nota dei Proprietari dei Cavalli predetti, che risiedono nelle Comunità di Filattiera e di Groppoli ai quali nell’atto della requisizione ho ordinato, ai termini di detta sua, che qualora cotesto Postiere Sig. Bernardo Campolonghi spedisse a richiedere i Cavalli stati loro come sopra requisiti non manchino di consegnarli.
Ho pure ordinato al Caporale di questa Squadra di star pronto con i suoi Uomini a qualunque ordine possa venirgli dato per eseguirlo immediatamente” (22).
Tra le carte ne spunta poi una proveniente da Livorno, datata 13 agosto, che sembra acquistare una certa importanza anche perché porta la firma del Conte di Neipperg:
Ho l’onore di prevenire V.S. Ill.ma che Sua Maestà l’Arciduchessa Duchessa di Parma ritornando nel suo Stato passerà per Pontremoli ove conta di pernottare Domenica 17 del corrente. Essa desidera se è possibile di alloggiare all’ osteria per non dare incomodo a nissuno.
Il Maestro di Casa di S.M. che arriverà alcune ore prima lo stesso giorno darà le ulteriori disposizioni per il numero delle persone, di seguito, e loro alloggio. Sua Maestà viaggia sotto il nome di Contessa di Colorno, e desidera seriamente che non le siano resi nessuni onori, e fatta alcuna specie di complimento. Una guardia di 8 uomini con un basso ufficiale è più che sufficiente, al suo alloggio, ed una scorta di un basso ufficiale e 4 uomini a cavallo per il giorno seguente, sino al confine, ove troverà la Scorta delle sue Truppe. Aggradisca, Signore Governatore gli attestati della mia distinta considerazione con cui sono. Di V.S. Ill.ma Dev. Servitore il Tenente Maresciallo Conte di Neipperg. Cavaliere d’Onore di S.M.
P.S. Sua Maestà avrà bisogno di 20 cavalli circa da sella e dieci muli da basto per continuare il suo viaggio, ma si crede che parte di quelli di Sarzana potranno continuare più avanti. In ogni caso non mancherò di fargliene pervenire l’ avviso per tempo’ (23).
Addirittura in data 15 agosto vengono diramate delle vere e proprie “istruzioni” al Comando dei Reali Dragoni Estensi sul “passaggio di S.M.” che sarebbe scesa “per questa Provincia – si legge – nella mattina di Domenica 17 corrente Agosto diretta per Pontremoli”(24) . Vincenzo Mignani (delegato governativo), rivolgendosi al Commissario Regio per fornirgli le ultime disposizioni, chiude una lettera, datata 16 agosto, rammentando “la Fiera di Filetto che cade ai 25 corrente in Lunedì” (25) mostrando come già in quell’epoca la manifestazione fosse tenuta in grande considerazione.
E’ impossibile non menzionare la “cronaca” inedita uscita dalla penna del lunigianese Cocchi, compresa la descrizione relativa alla richiesta di un “bicchier d’acqua”, che ha il sapore di un brano estrapolato da una sceneggiatura:
“Devo relatare V.S. Ill.ma come ierisera giorno 17 corrente ca alle ore 8 passò di quà S.M. l’ Arciduchessa M.a Luigia Duchessa di Parma col suo seguito, e in tale occasione, dietro le di Lei instruzioni non mancai di presentarmela d’avanti alla mia Porta ed offrirle anche in nome del mio Governo Toscano la mia casa che avevo preparata per tutto ciò che le poteva Occorrere al che rispose subito garbatamente S.E. il Sig. Maresciallo Conte di Neuperg che Sua Maestà era diretta a Groppoli, che non gradiva fermarsi per esser l’ora tarda e che però ringraziava me, pregandomi ancora di ringraziare S.A.R. e seguitorono subito il loro viaggio in sei, il resto poi del seguito si fermò un poco, e si rinfrescò con diverse bevande perché dissero avere una gran sete e perché sapevano di non trovare da dissetarsi che a casa mia, non scese però da cavallo che il Medico di S.M. e gl ‘ altri bevetero da cavallo in mezzo alla strada; S.M. si fermò poi fuori del Paese e mandò a riprendere un Bicchier d’ acqua; eccole il ragguaglio esatto di detto passaggio di quà.
Già sapevo prima che nulla aveva preso all’Aulla e che non voleva fermarsi in alcun Paese perché voleva viaggiare incognita e non voleva recare incommodo ne spesa ad alcuno; non so poi se si sarà fermata costà” (26).
In una nota del 17 agosto, che viene allegata in appendice, vengono riportati i generi alimentari “occorrenti nel servizio di Sua Maestà nel pranzo del 18 ad Bercetto” ( 27).
Il documento si presenta interessante, alla luce del celebre volume del parmigiano Mario Zannoni (28), perché è in grado di rivelare gli ingredienti del menù di uno dei “pranzi rurali” della duchessa. Ciò è quanto mettono in evidenza le carte “riservate” pontremolesi.
Per arricchire le informazioni relative a questo viaggio ci vengono in soccorso alcuni manoscritti conservati presso l’ archivio di stato di Parma. ln particolare da un contratto stipulato tra il Controllore della Casa di S.M., Amelin, e il signor vetturale a Firenze, Giuseppe Polastri, “per la condotta degli equipaggi di Sua Maestà l’ Arciduchessa Duchessa di Parma da Lucca a Parma”, si apprende che erano impegnati nel viaggio un landau, cinque “carettelle” e tre furgoni per un totale di nove mezzi di trasporto (29).
Dalla “Note des Gratifications payées par ordre de S.M. aux diverses Escortes qui ont accompagné S. M.té pendant son voyage en Toscane,, ( 30) si viene a sapere che il 18 agosto, in relazione al tratto lunigianese, furono pagate “4 guides de Villafranca, … 2 guides de Groppoli, … l’ éscorte militaire à pied jusqu’à Pontremoli … e une guide de la Bettola.”
Da altri manoscritti (31) si apprendono cose di estremo interesse riguardanti i luoghi in cui la duchessa ha alloggiato. Infatti vengono pagati il signor Giovannini “Secrétaire de la Maison Picedi à Sarzana pour les gens de la Maison où S. M.té à logé”; il Sig. Olivieri “pour les gens de la Maison Remedi à Sarzana”, nonché il Sig. Carloni di Groppoli “pour les gens du Chateau S.M. a logé” (32) Zoomando ulteriormente si apprende che 20 franchi furono pagati “à la Musique de Groppoli”(33). Non ci è dato sapere chi ebbe modo di accompagnare in musica la serata, tuttavia ci sembra di poter dedurre, giudicando a posteriori, che la Lunigiana rimase nel cuore della Duchessa, seppur essa amasse restare in incognito.
******
Ed ora veniamo al passaggio del 1821. Nel frattempo erano accadute molte cose.
Nell’ agosto del 1819 dalla relazione tra Maria Luigia e Neipperg era nato un altro figlio, chiamato Guglielmo Alberto (34). Il 5 maggio del 1821 era morto Napoleone, tuttavia la notizia giunse tardi in Italia. Alessandro Manzoni la lesse sulla “Gazzetta di Milano” del 16 luglio; la duchessa apprese con certezza della morte del marito (i due si erano sposati nel 1810 e nel 1811 avevano avuto un figlio, noto come il “re di Roma”) dalla “Gazzetta del Piemonte” (35) . La “Gazzetta di Parma” infatti annunciò la scomparsa di Napoleone solo martedì 24 luglio (36). Nei primi giorni d’ agosto del 1821, con cerimonia religiosa segreta, il conte di Neipperg divenne “marito morganatico” di Maria Luigia (37). In una lettera del 16 agosto inviata alla contessa di Creville Maria Luigia accenna al viaggio che ella è intenzionata a compiere in Toscana (38). Le tappe di questo viaggio, con relativi protagonisti, vengono scandite in un articolo apparso sul periodico parmigiano dell’ 11 settembre:
“Ieri 10 corrente verso mezzogiorno Sua Maestà l’ amatissima Nostra Sovrana in compagnia della sua Dama di Corte Contessa Wallis, del suo Cavalier d’Onore S.E. il Sig. Tenente Maresciallo Conte di Neipperg e del suo Segretario Intimo di Stato e di Gabinetto Tenente Colonnello Barone Werklein, è dipartita da questa capitale per visitare la non per anco da lei veduta provincia del Valtarese, tenendo la strada di Salso per Bardi a Borgotaro, ed ha pernottato la sera del giorno stesso a Pellegrino. La Prefata Maestà Sua da Borgotaro si recherà al Golfo della Spezia, e di là a Livorno ed a Firenze da dove farà ritorno ne’ suoi Stati a’ primi del venturo Ottobre” (39).
Una corrispondenza del medesimo tenore appare sulla Gazzetta di Firenze dello stesso giorno (40). Dalle colonne dei periodici dell’ epoca possiamo ricostruire parti del viaggio. Il 10 settembre la duchessa, dopo aver inaugurato il grandioso ponte eretto sul torrente Taro transitandovi per la prima volta in carrozza, giunse alle due pomeridiane a Salso, ove visitò le Saline.
Poi continuò il percorso progettato e dopo aver sostato per qualche tempo sulla vetta di monte Belvedere, arrivò alle sette di sera a Pellegrino. Prese alloggio presso i signori Cornazzani (giudice) e Parolini (pretore). La mattina seguente alle nove si rimise in viaggio alla volta di Bardi (41). Una volta attraversato il monte Santa Cristina e visitati il lago e la chiesa di Varsi, giunse. malgrado un improvviso temporale, a Bardi. Lì alloggiò e pernottò presso il Castello e la mattina del 12 settembre si recò al monte dei Diamanti, dove c’è una pietra molto simile a quella che si trova sui monti della Boemia, detta “stras”. Fatto ritorno a Bardi per le 11 del mattino, si rimise in viaggio verso Borgotaro (42).
Dopo essersi svagata essendo salita, con un’ora di cammino, sul monte Pelpi, giunse in serata a Compiano, dove si trattenne solo per vedere le prigioni di stato. “Al chiarore della luna” si diresse verso Borgotaro, dove giunse alle dieci, ma solo alle tre di notte fece l’entrata trionfale da Porta Nuova. Il 13 settembre Maria Luigia si portò, dopo il mezzogiorno, a sentire la Messa “alla Chiesa maggiore che era vagamente ornata”. Successivamente volle vedere il Tribunale, l’ Archivio Pubblico, la Caserma dei Dragoni, il Teatro e la Fabbrica del ferro. Il 14 settembre, dopo aver assistito, alle dieci del mattino, alla Messa nella chiesa di San Domenico, si mise in strada per Pontremoli (43) . Lo stesso giornale parmigiano attesta che S.M. sarebbe giunta a Pontremoli nel tardo pomeriggio, che nella mattinata del 15 sarebbe ripartita per La Spezia dove si sarebbe imbarcata per recarsi a Livorno. La sua salute sembrava ottima, “malgrado le fatiche … inseparabili da un simil viaggio” (44). Pervenne a Livorno il 17 settembre (45).
“Ne’ il disastroso viaggio de’ Monti, ne’ il tragitto di mare alterarono punto la salute di S.M., la quale giunse in Livorno felicemente e nel più perfetto stato di salute”(46) . Nella città labronica si trattenne sino al 20 settembre, poi si recò con lo zio granduca a Pisa dove pernottò. Il 21 settembre, dopo aver pranzato alla “Imperial Villa Imbrogiana”, è giunta a Firenze “alle sette di sera nel miglior stato di salute” (47) . L’8 ottobre, accompagnata dal granduca di Toscana e dalla consorte, giunse alla Villa Imperiale di Cafaggiolo; la notte dormì a Loiano. Il 9 ottobre visitò a Bologna il rinomato cimitero della Certosa, poi proseguì il viaggio alla volta di Reggio, dove “si fermò a cena dagli Augusti suoi Cugini il Duca e la Duchessa di Modena”. La sera stessa tornò a Parma con il seguito (48).
Ricostruite sinteticamente le tappe del viaggio tramite la carta stampata, veniamo alle vicende locali. Il passaggio del 14 settembre 1821 da Pontremoli, come è stato segnalato da diversi cultori di storia locale (49) rimarrà impresso nella memoria della comunità grazie ad un’epigrafe murata nell’edificio dove allora risiedeva l’ Albergo del Pavone e che attualmente sta di fronte alla chiesa di san Geminiano (50).
Con l’ ausilio dei manoscritti rinvenuti nel fondo pontremolese si possono tuttavia aggiungere alcune informazioni. Il viaggio era già nell’aria in agosto, dato che in una lettera venivano individuati come possibili alloggi la “locanda del Pavone” ed il Vescovado ( 51). In un’ importante lettera del 13 settembre proveniente da Borgotaro, firmata ancora una volta dal conte di Neipperg e diretta al Commissario di Pontremoli, si legge:
“Ho l’onore di prevenire V.S. Ill.ma che S. M. l’Arciduchessa Maria Luigia Duchessa di Parma, la quale viaggia sotto il titolo di Contessa di Colorno arriverà in codesta città domani giorno 14 del corrente verso le ore sette pomeridiane onde pernottarvi. Debbo altresì prevenire V.S. Ill.ma che la prefata Maestà Sua, volendo conservare il massimo incognito ringrazia di qualunque disposizione d’ onore tendente al di Lei ricevimento. Si limita soltanto ad una sola sentinella alla porta della Locanda del Pavone ove alloggierà col di Lei seguito essendo stati dati a tale effetto gli ordini preventivi come anche una guardia agli equipaggi. Non accetta neppure sosta lungo la strada di veruna sorte. Ammetterà soltanto al di lei arrivo V.S. Ill.ma unitamente ai Capi Ecclesiastico e Militare ch’ella avrà la compiacenza di avvisare.
Colgo quest’incontro per anticiparle frattanto i sentimenti della mia distinta stima. Il T. M. conte di Neipperg Cavaliere d’Onore di Sua Maesta “ (52).
Il manoscritto però di maggior interesse che giace presso l’ archivio pontremolese in merito a questo viaggio è un breve “Ricordo” del Commissario Regio Scaramucci, che suona così:
“La sera del 14 7mbre 1821 S.M. l’Arciduchessa Duchessa di Parma Maria Luisa d’Austria giunse alle ore 5 ½ in questa Città di Pontremoli accompagnata dalla sua Dama di Onore Contessa Wallis, da S.E. il S.r Tenente Maresciallo Neipperg, Segretario intimo Colonnello Barone Verklein’ ed altri, provenendo da Borgotaro; prese alloggio alla Locanda del Pavone tutta posta a sua disposizione, ove fu ricevuta da me, dal Signor Vicario Generale e Proposto Maracchi e dal Tenente Secchiari Comandante di questa Piazza; la sera ebbemo l’onore di seco cenare. La mattina presa la Benedizione in Duomo si pose in viaggio alla volta della Spezia. Tanto io che il S.r Tenente suddetto l’accompagnammo fino nel Piano della Bettola. Si pranzò colla medesima in un bosco di castagni ad un miglio circa di distanza da Terrarossa” (53).
Un racconto sintetico, preciso e talmente eloquente che non ha bisogno di commento.
******
Un altro passaggio da Pontremoli viene solitamente menzionato dagli storici locali, ovvero quello del giugno 1836. In questo caso le carte pontremolesi prese in esame sembrerebbero tacere (54), tuttavia anche questo viaggio non può passare inosservato, grazie a testimonianze manoscritte parmigiane. Tante cose riguardanti la vita della duchessa sono accadute nel frattempo. Il 22 febbraio del 1829, anno dell’ inaugurazione del Teatro Ducale (poi Regio), è deceduto il conte Neipperg, cui è subentrato nell’ufficio il barone Giuseppe Verklein. Nel 1831, anno di tumulti e moti liberali, Maria Luigia è dovuta fuggire a Piacenza; rientrata con l’ ausilio militare austriaco, ha concesso un’amnistìa. Il 22 luglio 1832 si è spento giovanissimo a Schonbrunn, per tubercolosi, il duca di Reichstadt (Franz, figlio di Maria Luigia e Napoleone). Il 17 febbraio 1834 la duchessa si è segretamente unita in matrimonio con il suo primo Maggiordomo e Ministro di Corte Charles de Bombelles. Il 2 marzo 1835 è morto Francesco I, il “babbo carissimo” Sempre nel 1 835, per tornare a notizie lunigianesi, sono ripresi i lavori per la strada della Cisa (55).
Lo storico locale Pietro Ferrari, in un celebre articolo apparso a puntate su “La Giovane Montagna” e poi riedito in un “quaderno”, si dilunga sulla “festosa accoglienza” ricevuta da Maria Luigia a Pontremoli il 2 giugno 1836 (56).
Dalla “Gazzetta di Parma (57) si apprende che la duchessa partì da Piacenza il 29 maggio verso le vallate di Bardi e di Borgotaro accompagnata dal suo maggiordomo maggiore, da una dama di Palazzo, da un ciambellano in permanenza di Servigio e dal Segretario di Gabinetto. Sostò a Lugagnano (paese devastato pochi giorni prima dalle grandini) e pernottò a Bardi dove, giunta alle sette pomeridiane, rimase, alloggiando presso il Capitano Guglielmani podestà di quella terra, sino alla mattina del primo giugno. Quel giorno, dopo aver assistito alla messa nella chiesa di San Francesco, si diresse alla volta di Borgotaro. Alloggiò presso la casa del barone Picenardi e nel pomeriggio visitò il SS. Sacramento nella chiesa di S. Antonino. Assistette in serata ad un’accademia strumentale offerta dai filarmonici di Borgotaro, insieme ad altri chiamati da Parma, presso il teatro della comunità (58) . Nella mattina del 2 giugno la duchessa seguì la processione del Corpus Domini. Alle due e mezzo pomeridiane partì verso Pontremoli. Sempre dalle cronache si apprende che ella tornò a Parma il 3 giugno.
Oltre a Pietro Ferrari, anche Pietro Bologna sottolinea che Maria Luigia fu ospitata a Pontremoli presso il palazzo dei marchesi Pavesi (59). La conferma ci è data da alcuni manoscritti parmigiani (60). In particolare vengono pagati 300 franchi al signor Bertinelli “Segretario di casa Pavesi, per gratificazione alla servitù di detta casa”. Inoltre 46 franchi a un certo Succhiari (più probabilmente Secchiari, già comandante di piazza nel 1821 ! ) “per gratificazione ai militari di guardia al palazzo ove S.M. ebbe soggiorno in Pontremoli”. Infine 18 franchi e 40 “per mancia ad una staffetta dall’Ill.mo Sig. Marchese Pavesi di Pontremoli”
Da alcune carte parmigiane si avverte anche come, nel viaggio di ritorno, si temesse la salita della Cisa tanto che si consigliava di far trainare le carrozze, in quel tratto, non già da due ma da quattro cavalli (61). Il mese di giugno del 1836 tuttavia venne ricordato a lungo, non già per quel viaggio, ma a causa della forte epidemia di colera che, proveniente dal Bengala, si propagò a focolai in Europa, imperversando in modo inesorabile per tre mesi anche nelle terre della duchessa (62).
Riepilogando, dai manoscritti presi in esame si avverte la storica vocazione della Lunigiana come luogo di transito e di sosta temporanea; d’altro canto sembra di carpire, nella continua richiesta di “riservatezza”, una sorta di intimo rapporto tra Maria Luigia e questa terra, come se certi furtivi passaggi costituissero alternative gratificanti rispetto ai grandi viaggi e, in quanto tali, fossero in grado di far assaporare nell ‘anonimato piacevoli momenti di svago da custodire gelosamente nel bagaglio dei sentimenti piuttosto che da divulgare ai quattro venti.
Marco Angella, Carteggi riservati sui passaggi di Maria Luigia in Lunigiana, in Studi Lunigianesi, vol. XXII/XXIX, a. 1992/1999

Legenda/Abbreviazioni
A.S.P. = Archivio di Stato di Parma
B.C.P. = Biblioteca Comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli
S.A.S.P. = Sezione Archivio di Stato di Pontremoli
(1) Per ricostruire le tappe essenziali della vita di Maria Luigia Ludovica Leopoldina Carolina Francesca Teresa Giuseppa Lucia, figlia primogenita dell’Imperatore Francesco I d’Austria (1768-1835) e di Maria Teresa delle Due Sicilie (1772-1807), si presterà particolare attenzione ai seguenti studi: G. Marchesi, Maria Luigia Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, Battei, Parma s.d.; L. Farinelli, Maria Luigia duchessa di Parma, Milano 1983; P.D. ORI – G. Perich, Maria Luigia di Parma, la duchessa incantadora, Camunia, Brescia 1984; AA.VV., 1791-1991 Due secoli di Maria Luigia, supplemento al n. 311 del 5 dicembre 1991 de “La Gazzetta di Parma”; L. Goldoni, Maria Luigia donna in carriera, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1993; A. Solmi, Maria Luigia Duchessa di Parma, Rusconi, Milano 1997; F. Herre, Maria Luigia. Il destino di un ‘Asburgo da Parigi a Parma, Arnaldo Mondadori Editore, Milano 1998.
(2) Si tratta in particolare di lettere intime, segrete, ritrovate tra le buste degli Affari di Governo conservate nei locali della SS. Annunziata di Pontremoli. In dettaglio: S.A.S.P., Lettere e Affari di Governo, Commissario Regio Falconcini, anno 1817, filza 3, vol. 13, n. 501, “Passaggio da Pontremoli di S.M. Maria Luisa di Parma” e S.A.S.P., Affari diversi di Governo, Commissario Regio Scaramucci, anno 1821, filza 5, vol. 21, n. 131.
(3) Cfr. L. Firpo, Funzioni e dignità della storia locale, in AA. VV., Studi in onore e memoria di Luigi Firpo, Lunigiana 1990, pp. 11-20.
(4) In particolare: G. Sforza, Memorie e documenti per servire alla storia di Pontremoli, Forni Editore, Bologna 1972 (rist. anast. dell’edizione fiorentina del 1904), vol. I, pp. 29-30, 74; P. Ferrari, Vecchia Pontremoli (Scorci e figure dell’Ottocento), Quaderno della Giovane Montagna n. 18, Parma 1938, XVI, pp. 15-16 (B.C.P., Miscellanea Lunigianese, LXXXVII – 34); G.C. Dosi Delfini – N. Zucchi Castellini, Le epigrafi di Pontremoli, Tolozzi Compagnia dei Librai, Genova 1989, p. 26; N. Michelotti, Pontremoli e Maria Luigia, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4.a s., vol. XLIV, anno 1992, pp. 335-343; P. Bologna, Artisti e cose d’arte e di storia pontremolesi, Forni Editore, Bologna 1972 (rist. anast. dell’edizione di Firenze, 1898).
(5) | documenti dell’Archivio di Stato parmigiano a cui si farà riferimento sono stati gentilmente segnalati dal giovane studioso di storia locale Giampiero Salvanelli, che si ringrazia.
(6) gli storici locali, rifacendosi ad una lettera del Metternich dettata, a quanto scrivono, ai Bagni di Lucca il 16 giugno 1817, ricordano un viaggio di Maria Luigia da Pontremoli nel giugno del 1817, “di ritorno da Lucca, per visitare la strada della Cisa”. Cfr. G. Sforza, op. cit., pp. 29-30; P. Ferrari, op. cit., pp. 15-16, nota 23; N. Michelotti, op. cit., pp. 337-338. In particolare in G. Sforza: “Marie Louise est arrivée ici a midi . elle a diné chez moi et est allée coucher a Marlia, d’où elle est repartie ce matin par la route de Pontremoli, qu’elle veut inspecter, parce qu’on va la construire à travers une grande partie de son duché. Une route qui n’est que sur le papier n’est pas commode pour le voyageurs; aussi aura-t-elle plus de cinquante milles à faire à cheval.” ln realtà i “carteggi riservati” rinvenuti si riferiscono al luglio – agosto 1817. Ciò fa pensare che la duchessa sia transitata più volte dalla Lunigiana in quel periodo. Mette conto precisare che in A.S.P., Casa e Corte di Maria Luigia d’Austria, Viaggi e soggiorni di S.M. all’estero (1816-1822), b. 377, n. 178, “Note des Gratifications payées pour Mr. Amelin pendant le Voyage de S. M.té en Toscane. Juillet et Aout 1817”, sta scritto al 16 agosto: “donnée au Cocher de la Voiture de Gouverneur de Lucques qui a conduit S.M. aux bains de Lucques, 40 [franchi]; donnée au Jardinier de la Ville Marlia 22.20; donnée aux Gens de la Villa Marlia 20.”
(7) Cfr. ”La Gazzetta di Parma”, sabato 16 agosto 1817, n. 65, p, 261, “Firenze, 8 agosto”.La ricostruzione dei giorni settimanali è affidata al “Calendario” tratto dal programma informatico Microsoft Publisher ed ai riscontri con le pubblicazioni de La Gazzetta di Parma.
(8) Cfr “La Gazzetta di Parma”, sabato 23 agosto 1817, n. 67, p. 267, “Livorno, 13 agosto”. Nel lungo articolo si fa cenno al fatto che fu il Principe di Metternich, in qualità di Commissario Imperiale, ad eseguire la consegna dell’augusta sposa.
(9) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, sabato 23 agosto 1817, n. 67, pp. 267-268, “Del 15 agosto”. “Ieri [14 agosto] la prelodata M.S. la Duchessa di Parma si recò coll’illustre suo seguito a bordo dell’illustre Vascello del Retr’Ammiraglio Portoghese, ove già si era imbarcata la di lei augusta Sorella, ed ivi pranzò insieme con essa. Nella sera ebbe luogo a bordo dell’istesso vascello la già annunziata festa di ballo la quale non potea riuscir più magnifica sì per la splendidezza dell’apparato come per la nobiltà dei personaggi che v’intervennero. Il più bell’ornamento di questa riunione erano le due reali sorelle Sul cominciar della notte ambedue i vascelli portoghesi si videro superbamente illuminati ed era si sorprendente il colpo d’occhio che presentavano che due terzi della popolazione uscirono in folla e si sparsero sul passeggio del Molo ond’esserne spettatori. La prelodata M.S. la Duchessa di Parma si trattenne lungamente a goder della festa in compagnia dell’augusta sposa. Finalmente le due reali sorelle si distaccarono con più commoventi segni di reciproca tenerezza e dopo essersi più volte abbracciate, restò l’una a bordo del vascello, l’altra si restituì al Palazzo del Governatore dove ha riseduto durante il suo soggiorno”.
(10) Cfr. La Gazzetta di Parma, 23 agosto 1817, n. 67, p. 268, “Del 15 agosto”. Da una famosa lettera di Maria Luigia sappiamo che la sorella Leopoldina sarebbe poi sbarcata a Cagliari “à la suite d’une forte burrasque…”: cfr. Correspondence de Marie Louise (1799-1847). Lettres intimes et inédites à la Comtesse de Colloredo et à M.Ile De Poutet depuis 1810 Comtesse de Crenneville’ Charles Gerold Fils Editeurs, Vienne 1887, lettera datata Parma, 4 settembre 1817.
(11) fr. “La Gazzetta di Parma”, martedì 26 agosto 1817, n. 68, p. 271, “Parma, 25 agosto”‘
(12 ) Sulla notizia de “La concordia” cfr. “La Gazzetta di Parma”, sabato 30 agosto 1817, n, 69, P 275, 29 agosto” sulla visita del principe di Metternich a Parma, ove giunse il 3 settembre’ cfr. “La Gazzetta di Parma”, sabato 6 settembre 1817, n. 71, p. 283, “Parma, 5 settembre.
(13) Cfr. S.A.S.P., Lettere e Affari di Governo, Commissario Regio Falconcini, anno 1817, filza 3, vol. 130 n. 501, “Passaggio da Pontremoli di S.M. Maria Luisa di Parma”, “Rapporto straordinario” datato 14 luglio 1817.
(14) Cfr. S.A.S.P., Ibid, vol. 130, n. 501, lettera “confidenziale” di Puccini (Buon Governo) a Falconcini (Commissario R. di Pontremoli) del 17 luglio 1817.
(15) Cfr. S.A.S.P., Ibid., vol. 130, n. 501, lettera (datata Sarzana, 21 luglio 1817) spedita dal Commissario di Polizia Baldassare Costa (?) al Vicario Regio di Pontremoli Falconcini.
(16) Cfr. S.A.S.P., Ibid., vol. 13° n. 501, lettera “riservata”, datata 22 luglio 1817, inviata da Puccini a Falconcini
(17) Cfr. s.A.s.p., Ibid., vol. 13° n.501, lettera del 26 luglio 1817, spedita da Falconcini a Puccini
(18) Cfr. Cfr. s.A.s.p„ Ibid., vol. 13° n. 501, lettera del 2 agosto 1817,
(19) Cfr. S.A.S.P., Ibid., vol. 130, n. 501, lettera “riservata”, datata 29 luglio 1817, inviata da Puccini a Falconcini.
(20) Cfr. S.A.S.P., Ibid., vol. 130, n. 501, lettera, datata Terrarossa 31 luglio 1817, inviata dal Sig, B. Cocchi al Commissario Regio di Pontremoli Falconcini.
(21) Cfr. SA.S.P., Ibid., vol. 130, n. 501, lettera “riservata” del 5 agosto 1817, inviata da Puccini a Falconcini.
(22) Cfr. S.A.S.P„ Ibid., vol. 130 , n. 501, lettera dell’ 11 agosto 1817, inviata dal funzionario del Tribunale di Bagnone Pietro Pandolfini al Commissario Regio di Pontremoli. Allegate vi sono delle “note delle Persone alle quali sono stati requisiti i Cavalli per il Passaggio per la Provincia di Lunigiana di S.M, La Principessa Maria Luisa di Parma.” Non è difficile scorgere tra i cognomi rinomate famiglie pontremolesi, bagnonesi e filattieresi.
(23) Cfr. S.A.S.P., Ibid., vol. 130, n. 501, lettera, datata Livorno 13 agosto 1817, firmata dal Conte di Neipperg. Adam Albrecht Neipperg (1775-1829), militare austriaco, quando conobbe Maria Luigia era già sposato ed aveva quattro figli; avrebbe perso la moglie nel 1815. Aveva partecipato a molte battaglie e durante una di queste era stato colpito all’occhio destro: a causa di tale infortunio portava sulla fronte una “romantica benda nera”. Dalla relazione con Maria Luigia ebbe tre figli, chiamati conti di Montenovo (traduzione italiana del cognome paterno): Albertina, Guglielmo e “una femminuccia morta bambina”. Cfr. L. Alfieri, Parma, la vita e gli amori. Storia della città dal Mille al Millenovecento, Artegrafica Silva, Parma 1993, pp. 215-216. Nella Chiesa parmigiana di Santa Maria della Steccata si conserva il monumento funebre (opera di L. Bartolini) al conte Neipperg, commissionato da Maria Luigia nel 1829 e terminato nel 1831.
(24) Cfr. S.A.S.P., Ibid., vol. 13 ° vol. 501, lettera, datata Aulla 15 agosto 1817, firmata dal Delegato Governativo Consultore Mignani. In particolare: “3° In conformità dei Sovrani Comandi destinerà tre Dragoni capaci di Cavalleria, che uniti ai due spediti da Modena dovranno scortare sul Nostro Territorio S.M. da un confine all’altro. Siccome è stato concertato col Sig. Commissario di Pontremoli che nel caso non vi fossero Dragoni Toscani per fare la scorta suddetta nei pezzi Territoriali Toscani intermediati dal Nostro, i Nostri Dragoni Estensi debbano fare tutto il Servigio dal Confine Sardo di Santo Stefano sino alla Città di Pontremoli ove avranno in caso Casermaggio; così in questo caso la nostra Scorta si ritroverà a detto Confine di Santo Stefano alle ore 4 della mattina al più tardi e si annuncerà a tale servigio a S.E. il S.r T. Maresciallo Conte di Neupperg Caval.e d’Onore della prelodata M.S. e starà ai di lui Ordini in tutto il Cammino ove sopra.
Nel caso poi al detto confine di Santo Stefano vi fossero i Dragoni Toscani, il brigadiere Nostro spiegherà come sopra il motivo d’essersi avanzato ove sopra e volendo i Toscani fare il servizio nel Loro Territorio della Bettola o avvanzerà di trotto il Corteggio appostandosi al nostro Comune, sulla strada delle Lame, o si ritirerà dietro al Corteggio per avvanzare poi e servire sul nostro o lo potrà fare anche promisquamente con i Toscani se così piacesse a S.E. il S.r Maresciallo sin dove piacerà ad Esso, od alla scorta Toscana, avvertendo però che essendovi questa, giunti al Confine di Santa Lucia la Nostra Scorta si licenzierà e reintrerà in Aulla. Non essendovi la suddetta Scorta Toscana farà il servigio sino a Pontremoli come sopra, avvertendo che se arriva il detto Corteggio in Essa Città in ora discreta in cui riposati i Cavalli e gli Uomini si possa rientrare in Aulla Lo debba fare. Prima di partire di colà devano presentarsi al detto S.r Marescial10 e S.r Commissario per intendere se hanno altri Ordini, e licenziarsi in caso non ne avessero, giacché potrebbe darsi il caso che dovessero prosseguire nel lunedì mattina la stessa scorta sino al Confine Parmiggiano per cederla ai Dragoni Parmiggiani, nel qual caso si presteranno in conformità.’
(25) Cfr. s.A.s.p., Ibid., vol. 13
° n. 501, lettera, datata Aulla 16 agosto 1817, inviata da Mignani a Falconcini. “Rammenti la Fiera di Filetto che cade ai 25 corrente in Lunedì, onde in una Società d’omini passare un’allegra giornata di campagna, di cui tanto abbisogno”,
(26) Cfr. s.A.s.p., Ibid., vol. 13° n. 501, lettera, datata Terrarossa, 18 agosto 1817, inviata da B. Cocchi a Falconcini
(27) Cfr. s.A.s.p., Ibid., vol. 13° n. 501; la nota a cui fa riferimento è preceduta da una lettera datata Groppoli, 17 agosto 1817, firmata dal Maggiore dei Dragoni di Parma.
(28) Cfr. M. Zannoni, A tavola con Maria Luigia. Il servizio di bocca della Duchessa di Parma dal 1 815 al 1847, Artegrafica Silva, Parma 1991. In particolare si legge ne “Il servizio di bocca durante i viaggi” (pp. 273-286) a p. 273:”Nell’ottocento i viaggi erano piuttosto difficoltosi ma una sovrana poteva permettersi le maggiori comodità possibili. Maria Luigia notoriamente viaggiava volentieri … Negli anni del suo romanzo d’amore con Neipperg ella fece, assieme a lui, numerosi viaggi in Italia. In genere la Sovrana preferiva fare visite non ufficiali e alloggiare in alberghi anziché presso i principi che regnavano sulle regioni visitate. Di contro, non volendo rinunciare al proprio comfort, si attrezzava adeguatamente. Infatti durante i suoi viaggi ella aveva con sé un numeroso seguito. In particolare i dipendenti del servizio di bocca dovevano essere sempre all’altezza della situazione e in grado di svolgere i loro compiti comunque. Maria Luigia pretendeva moltissimo da loro costringendoli a volte a veri e propri miracoli, ella era infatti molto abitudinaria e non ammetteva cadute di “tono” nel servizio, nemmeno durante i viaggi.”
(29) Cfr. A.S.P., Casa e Corte di Maria Luigia d’Austria, Viaggi e soggiorni di S.M. all’estero (1816-1822), b. 377, n. 33. Sotto alla data del contratto (Firenze 6 agosto 1817), vi è quella del Pagamento (Parma 22 agosto 1817).Nello stesso incartamento è presente pure il contratto firmato dal maestro di posta di Sarzana, Rinaldo Bibolini, per fornire “da Sarzana fino a Fornovo” il servizio di ventuno cavalli da sella e dieci muli da trasporto, ad un prezzo di 35 franchi per ciascun cavallo o mulo.
(30) Cfr. A.s.p., Ibid., b. 377, n. 35.
(31) Cfr.A.S.P., Ibid., b. 377, “Gratifications depuis Marlia jusqu’à Parme”, n. 169-172.
(32) Cfr. A.S.P., Ibid., b. 377, “Gratifications depuis Marlia jusqu’à Parme”, n. 172. In particolare si legge nel manoscritto autografato da Pietro Carloni e datato Groppoli 18 agosto 1817: “Iosottoscritto ho ricevuto dal Sig. Controllore di S.M. la Duchessa di Parma la somma di franchi duecento che la prelodata M.S. si è degnata d’acordare a titolo di regalo all’occasione del Suo Soggiorno nel Casino del Signor Brignole.”Sui Palazzi Picedi e Remedi di Sarzana cfr. G. Marchini – S. Maccioni, Sarzana, Sagep Editrice, Genova 1995, p. 31 e p. 36.
(33) Cfr. A.S.P., Ibid., b. 377, “Gratifications depuis Marlia jusqu’à Parme”, n. 178.
(34) Marchesi ed Herre sostengono che Guglielmo sia venuto alla luce l’ 8 agosto 1819. Ori-Perich e Solmi, invece, datano la nascita al 9 agosto 1819, In particolare Solmi, soffermandosi sui figli nati dalla relazione tra Maria Luigia e Neipperg, riporta l’atto di battesimo di Guglielmo, “ritrovato nel battistero della cattedrale”: cfr. G. Matchesi, op. cit., p. 40; E Herre, op. cit., p. 248; P.D. ori – G. Perich, op. cit., p. 77; A. solmi, op. cit., pp. 232-233.
(35) Cfr. in particolare Correspondence de Marie Louise (1799-1847). Lettres intimes et inédites à la Comtesse de Colloredo et à M.Ile De Poutet depuis 1810 Comtesse de Crenneville, Charles Gerold Fils Editeurs, Vienne 1887, lettera datata Sala, ce 19 juillet 1821, inviata da Maria Luigia a Victoire Crenneville. Sull’ode manzoniana cfr. M, Ricciardi, La letteratura in Italia, Bompiani’ 1988, vol. 111, p. 244.
(36) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, martedì 24 luglio 1821, n. 59, p. l, Parma lì 23 luglio: “Per la morte del Serenissimo Sposo dell’Augusta nostra Sovrana, accaduta nell’Isola di S. Elena il 5 maggio u.s. sua Maestà, i Cavalieri e Dame che compongono il Servigio interno della Corte, le persone della Casa Ducale e la Livrea prenderanno il lutto per tre mesi a cominciare da domani 25 corrente, a tutto il 24 ottobre p.v. Il lutto sarà diviso in tre Classi, cioè dal 25 luglio a tutto il 4 settembre, Lutto di prima classe; dal 5 settembre al 2 ottobre, quello di seconda classe; e dal 3 al 24 ottobre, quello di terza classe. Le esequie si terranno nella Cappella attigua all’attuale Residenza di S.M. nella Villa di sala”
(37) Marchesi, Goldoni ed Herre datano l’avvenimento all’8 agosto 1821, mentre Solmi e OriPerich lo datano al 7 agosto. Cfr. G. Marchesi, op.cit., p. 40; cfr. L. Goldoni, OP, cit., p, 193; E Herre, op. cit., p. 256; A. Solmi, op. cit., p. 254 (“Durante l’intima cerimonia Maria Luigia appariva visibilmente incinta “); cfr. P.D. Ori – G, Perich, op. cit., p. 91.
(38) Cfr. Correspondence, op. cit., p. 228, “Sale, ce 16 Aout 1821,..j’irai dans 2 jours voir un fameux lac qui se trouve dans ce pays, entre les hautes montagnes, et ce sera un bon éssai pour voir si mes forces me permettront d’entreprendre le voyage en Toscane a travers Ies montagnes, je voudrais aller passer à la mi. Septembre une 15,ne de jours a Florence. Je compte toujours aller a Vienne le printemps prochaine
(39) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, martedì 11 settembre 1821, n. 73, p. 1.
(40) Cfr. G. Battelli, Il viaggio di Maria Luigia in Toscana nell’autunno del 1821 (da documenti inediti), in “Aurea Parma”, 1933, anno XVII, XI, pp. 59-64, in particolare p. 60.
(41) Cfr “La Gazzetta di Parma”, sabato 15 settembre 1821, n. 74, p. 1.
(42) Cfr.”La Gazzetta di Parma”, martedì 18 settembre 1821, n. 75, P. 1.
(43) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, ibid., n. 75, pp. 1-2, Borgotaro 14 settembre. Sui passaggi di Maria Luigia nel Valtarese cfr. P. Rameri, Borgotaro. Riassunto storico. Dalle origini ai nostri giorni, Tipografia Benedettina, Parma 1977 (rist. dell’ed. spezzina del 1923), p. 52.
(44) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, ibid., n. 75, p. 2.
(45) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, sabato 22 settembre 1821, n. 76, p, I. II viaggio per mare, fatto con due navi da guerra sarde (la corvetta Tritone e la goletta Beatrice) messe a disposizione dal Re di Sardegna, fu “assai fortunoso per causa del vento contrario” : cfr. G, Battelli, op. cit., p. 61 .
(46) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, sabato 29 settembre 1821, n. 78, p. 1, “Parma 28 settembre” Viste le ottime condizioni di salute, Maria Luigia il 18 settembre si recò al Santuario della Vergine di Montenero che sorge sopra una collina a qualche distanza dalla città e passò la serata al Teatro degli Avvalorati: cfr. G. Battelli, op. cit., p. 61.
(47) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, ibid., n. 78, p. 1. Sul soggiorno fiorentino si dilunga Guido Battelli citando manoscritti provenienti dalle Cronache di Corte dell’Archivio di stato di Firenze: cfr. G, Battelli, op. cit., pp. 61-64: apprendiamo che la Duchessa di Parma entrò in Firenze con il suo seguito (ventisei persone) scendendo al Palazzo della Crocetta in via della Colonna.
(48) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, sabato 13 ottobre 1821, n. 82, p. 1
(49) Il riferimento è agli studi già citati di Pietro Ferrari, Nicola Zucchi Castellini, Gian Carlo Dosi Delfini e Nicola Michelotti.
(50) Cfr. G.C. Dosi Delfini – N. Zucchi Castellini, op. cit., p. 26. Ecco l’epigrafe nella versione integrale: AEDIBUS HISCE / JAMDIU FREQUENTIAE VIATORUM PATESCENTIBUS / MARIA
ALOYSIA / PRINCEPS CAESAREUS / ARCHIDUX AUSTRIAE / PARMAE PLACENTIAE
VASTALLAEQUE DUX / TUSCIAM PETENS / DECORA HOSPITII DONAVIT MAXUMA / DIE XVIII KAL. OCTOBRIS ANNO MDCCCXXI / VOTA PRO INCOLUMITATE MAJESTATIS AUGUSTAE / ANGELUS RAVANNUS HOSPES OBSEQUENTISSIMUS / EX ANIMO GLISF SOLVIT.
Il Celebre albergo pontremolese Del Pavone, che era gestito dai Ravani (già maestri di posta nel XVIII secolo), ospitò nel 1848 Vincenzo Gioberti e, successivamente, il duca Carlo III di Borbone,
(51) Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, Commissario Regio Scaramucci, anno 1821, filza 50 vol. 21, n. 131, 21 agosto 1821. In particolare si parla (la frase è stata poi barrata con un rigo) della Locanda del Pavone come di un locale “molto decente” e si dice che il Vescovado è “libero’
(52) Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, ibid., vol. 21, n. 131, lettera datata Borgotaro 13 settembre 1821, spedita dal Conte di Neipperg al Commissario di Pontremoli.
Sui “viaggi in incognito” di Maria Luigia cfr. Mogens Kai Norregaard, La “Contessa di Colorno ‘ in viaggio e a casa, in “Aurea Parma”, 1963, anno XLVII, pp. 53-58.
(53) Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, ibid., vol. 21, n. 131, “Ricordo”. Val bene precisare che Giuseppe Maracchi (1748 – 1830) fu il terzo proposto della chiesa di santa Maria del Popolo nonché il primo proposto della Cattedrale succeduta alla Collegiata del 1787: cfr. A. Corradini, La Chiesa di Santa Maria del Popolo, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1969, p. 78.
Il colonnello barone Giuseppe Werklein (1777 – 1849), uomo avido di denaro, protetto da Metternich, funse da “segretario intimo della Duchessa” fin dal 1820. Quando morì Neipperg gli succedette. Per la sua durezza si fece odiare dai parmigiani; durante i moti del ’31 tenne atteggiamenti irritanti, perciò fu richiamato a Vienna: cfr. L. Alfieri, op. cit., p. 216.Una breve informazione sul passaggio di S.M. da Pontremoli si può leggere anche in G, Battelli, OP. cit., pp. 60-61: vi si dice che la duchessa sarebbe transitata “verso le sei del pomeriggio”
(54) Ci si riferisce esclusivamente al fatto che nell’Indice degli Affari di Governo del 1836 (all’epoca il Commissario Regio era Betti) non appaiono rimandi a carte riservate sul viaggio in questione.
(55) Per avere notizie sintetiche sulla vicenda relativa alla strada della Cisa cfr. G. Sforza, op. cit., pp. 29-31; inoltre cfr. N. Michelotti, op. cit., pp. 336-338; C. Cresti – L. Zangheri, Architetti e ingegneri nella Toscana dell’Ottocento, Uniedit, Firenze 1978, p. 54; cfr. M. Pellegri, Il Museo “Glauco Lombardi”, Luigi Battei, Parma 1984, pp. 223-224; cfr. N. Zucchi Castellini, Viabilità antica e recente nella Lunigiana, in “Pontremoli e Val di Magra”, Tolozzi Compagnia dei Librai, Genova 1996, p. 269; P. Ferrari, op. cit., nota 23.
(56) Cfr. P. Ferrari, op. cit., pp. 15-16. ” festosa accoglienza ebbe la Duchessa di Parma Maria Luigia quando il 2 giugno 1836 venne a Pontremoli da Borgotaro per la strada del Brattello. Fu salutata al suo arrivo da numerosa popolazione che era andata ad incontrarla fin sotto il Castello del Piagnaro allo sbocco della strada di Traverde dove la Duchessa giunse a cavallo accompagnata da numeroso seguito tra cui era il Conte di Bombelles, suo terzo marito.
E dalle signore pontremolesi presenti all’arrivo si ricordò a lungo il largo cappello che ella portava con il costume di amazzone. Fu ospite del Marchese Pavesi; e alla sera si ebbero dimostrazioni, musica, illuminazione. Senza dubbio i Pontremolesi erano grati a Maria Luigia di aver ripreso l’anno precedente nei suoi stati i lavori di quella nuova strada della Cisa concepita e iniziata da Napoleone come grande arteria tra la Lombardia e il Golfo della Spezia: strada alla quale tanto tenevano i Pontremolesi e non solo per quella tale … faccenda dei vini! Ma, soprattutto nella Sovrana del vicino Ducato, essi vedevano la vedova dell’Imperatore, di cui non pochi conservavano ancora viva la memoria.”
(57) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, mercoledì 8 giugno 1836, n. 46, pp. 1-2, Parma 7 giugno
(58) Cfr. “La Gazzetta di Parma”, Ibid., n. 46, pp. 1-2. Sul Palazzo Picenardi di Borgotaro cfr. G. Cirillo – G. Godi, Guida artistica del Parmense, Artegrafica Silva, Parma 1986, vol. II, p. 148.
(59) Cfr. P. Bologna, op. cit., “Casa Pavesi”, p. 87: anche la Duchessa di Parma Maria Luigia alloggiò col suo seguito in casa Pavesi nel 2 giugno 1836.” In casa Pavesi già aveva alloggiato il granduca Leopoldo II il 27 settembre 1832.
(60) Cfr. A.S.P., Casa e corte di Maria Luigia d’Austria, b. 384, “Viaggio a Borgotaro e a
Pontremoli”, “Gratificazioni, Mancie, Sovvenzioni, Soccorsi distribuiti pel viaggio di Sua Maestà a Borgotaro e Pontremoli nell’anno 1836”
(61) Cfr. Cfr. A.S.P., Casa e corte di Maria Luigia d’Austria, b. 384, ibid., lettera di Ruspaggiari (Direttore delle Poste) al Cavaliere Intendente, datata Parma, 29 maggio 1836. Dalla lettera si comprende come in passato, nonostante tutte le attenzioni del caso, si fosse verificato qualche problema: io pure convengo che il servizio non potrà essere lodevolmente disimpegnato se non attaccando quattro cavalli come fu fatto l’altra volta in cui tutto ebbe luogo senza il menomo inconveniente, sebbene però, come deve esserle noto, in una salita il legno di Sua Maestà, quantunque vi fossero quattro cavalli ebbe ad arrestarsi e vi fu d’uopo dell’aiuto degli operai che lavoravano alla strada per rimetterlo in corso.” Ed ancora, sul consiglio di raddoppiare il numero dei cavalli da Pontremoli a Berceto:
“ciò lo dico per esperienza, avendo io fatta la detta strada con quattro cavalli e non con la massima cellerità … “. Da altri documenti inseriti nella busta si deduce che all’epoca era maestro di posta a Pontremoli un certo Campolonghi.
(62) Sulle vicende relative a questo periodo cfr. L. Goldoni, op. cit.,” Il colera e l’emicrania”, pp. 207/213. Cfr. altresì M. Fulloni, Il secolo delle duchesse, Parma da capitale a provincia del Regno (1816-1870), Proposte PPS Editrice, Parma 1994 (rist. anast. dell’ed. di Casalmaggiore del 1876), pp. 25-26. Il Goldoni guarda la vicenda a posteriori (“Sulla Gazzetta compaiono puntualmente anche i bollettini che aggiornano sullo stato di salute della duchessa. Ma Maria Luigia non soffre a Parma per il colera. sta poco bene a Vienna”), mentre il Fulloni è un contemporaneo di Maria Luigia e si sofferma sulle energiche misure precauzionali adottate dal Governo.