
Nei secoli passati, anche a Succisa – come in tutta la Lunigiana – la vita era segnata da un’agricoltura di sussistenza. La terra offriva solo piccoli appezzamenti, spesso aridi e sassosi, che non permettevano raccolti abbondanti. La castagna, trasformata in farina, era la risorsa principale: garantiva la sopravvivenza stagione dopo stagione.
Quando l’annata era sfavorevole e il raccolto scarseggiava, la situazione diventava critica. I succisani, gente laboriosa, cercavano di arrangiarsi con attività secondarie, come la raccolta dei frutti di bosco da rivendere in città. Un aiuto, certo, ma insufficiente a superare le carestie.
A partire dall’Ottocento, anche da Succisa si cominciò a emigrare. All’inizio i giovani partivano per lavori stagionali in Maremma, in Corsica o nel bresciano, dove serviva manodopera agricola. Ma presto le partenze si fecero più lontane e definitive: America del Nord e Brasile furono le mete principali. All’inizio partivano da soli, poi con le famiglie, portando con sé mestieri e abilità apprese in paese, come quella degli scalpellini, tramandata di generazione in generazione.
Accanto a questa emigrazione verso l’estero, nel Novecento prese piede anche quella interna. Roma divenne la destinazione privilegiata, tanto che nella Capitale si formò una vera colonia di succisani. Qui molti trovarono la loro strada nel commercio porta a porta, in particolare nella vendita di burro, formaggi e altri prodotti caseari. L’attività ebbe talmente successo da portare all’apertura di un negozio e, in seguito, alla creazione di una vera e propria azienda: la Ditta Succisa s.r.l., formata da numerosi compaesani ormai stabiliti a Roma.

Nel 1973 la comunità fu premiata in Campidoglio con una medaglia d’oro, come ricordato da Maria Luisa Simoncelli, per l’“alto senso civico e comunitario”. I succisani si erano distinti come lavoratori seri, tenaci e generosi: “ottimi romani senza tradire Succisa”. Oltre ai latticini, molti si dedicarono anche al commercio di biancheria per la casa e indumenti intimi, ampliando ulteriormente le attività.
Nonostante l’inserimento nella vita romana, il legame con il paese d’origine non si è mai spezzato. Ogni estate, ancora oggi, tanti tornano a Succisa per trascorrere qualche settimana nelle case di famiglia, spesso ristrutturate con amore.

Per celebrare questo legame, nel 2008 è stata apposta una targa commemorativa su proposta di Fabio Tonelli e con il sostegno di Stefano Tozzi, consigliere del Municipio Roma Centro Storico, entrambi di origine succisana. Il testo recita:
“Il Municipio Roma Centro Storico alla fiera e laboriosa Comunità di Succisa e a tutti i Lunigianesi emigranti in Patria e nel mondo, che con il loro lavoro hanno contribuito al progresso spirituale e materiale della terra di Lunigiana – Roma A. D. 2008.”
La targa, inaugurata il 19 agosto 2008 alla Colla di Succisa, è stata scoperta alla presenza del sindaco di Pontremoli Franco Gussoni, del consigliere Stefano Tozzi e del professor Gino Monacchia, in rappresentanza degli abitanti del paese.
Le fotografie sono di Stefano Tozzi che ringraziamo.