LA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA NUOVA CHIESA DI SAN PIETRO

Pontremoli: il 23 ottobre di settant’anni fa, il vescovo mons. Giuseppe Fenocchio presiedeva la cerimonia all’avvio della ricostruzione dell’edificio colpito dalle bombe undici anni prima

La cerimonia sul cantiere per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale il 23 ottobre 1955

“Nel momento in cui la sacra pietra veniva calata, le campane di San Pietro dopo lunghi anni di triste silenzio spandevano nel cielo, esso pure schiaritosi, la loro voce festosa che ha fatto versare lacrime di commozione a molti dei presenti”. Così, settant’anni fa, il Corriere Apuano celebrava la posa della prima pietra nel cantiere della nuova chiesa parrocchiale di San Pietro, al confine meridionale del centro storico di Pontremoli.

La posa della pietra da parte del vescovo di Pontremoli, mons. Fenocchio

Iniziava così, il 23 ottobre 1955, la ricostruzione dell’edificio sacro gravemente danneggiato dal bombardamento alleato del 16 settembre 1944.
Le bombe, dirette sulla vicina stazione ferroviaria, avevano mancato l’obiettivo e colpito l’area di Porta Fiorentina. La facciata dell’antica chiesa medievale era crollata, così come gran parte della navata; distrutti gli edifici civili sui due lati.
Un cumulo di macerie dal quale si alzavano ancora il corpo centrale e l’abside della chiesa oltre alla torre campanaria dalle linee romaniche, pur modificata nel 1930.

Nel giorno della cerimonia si issa la bandiera sui ponteggi

E proprio al campanile il Corriere Apuano dedicava un accenno, ricordando come “dal tragico agosto 1944, da quando i tedeschi asportarono le corde dai campanili, le campane di S. Pietro avevano suonato una sola volta, e fu il giorno in cui annunciarono la nomina dell’attuale parroco [don Ermanno Capettini, ndr] nell’Ottobre 1945”.

Quel che restava della chiesa di San Pietro a Pontremoli dopo il bombardamento

A guidare la cerimonia di settant’anni fa, alla quale partecipò una gran folla assiepata lungo la strada interna del borgo anche grazie alla “opportuna installazione di un altoparlante”, era stato il nuovo Vescovo di Pontremoli, mons. Giuseppe Fenocchio, consacrato proprio nel febbraio precedente e succeduto a mons. Giovanni Sismondo che aveva guidato la diocesi per tutto il periodo della seconda guerra mondiale e, tra i primi, aveva potuto osservare gli effetti del bombardamento sul quartiere di Porta Fiorentina.
Ed era stato mons. Sismondo a consegnare ben presto a don Capettini una somma di denaro per i primi interventi in vista della ricostruzione e a spingere l’allora priore ad avviare le pratiche amministrative per la ricostruzione.
All’interno della pietra benedetta dal vescovo era stata inserita una pergamena a ricordo dell’evento, disegnata dall’artista Bruno Pruno.

Paolo Bissoli, Il Corriere Apuano, 25 ottobre 2025

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