Premessa
Questo articolo nasce per divulgare documenti inediti che ho semplicemente segnalato in un mio saggio di prossima pubblicazione (1) e per far luce sull’attività di Innocenzo Portugalli. Da tempo, infatti, mi occupo della storia dei Ticinesi attivi a Pontremoli nei secoli XVIII e XIX (2) e in questi ultimi anni ho rinvenuto molti manoscritti in grado di attestare la loro presenza non solo nella “città del Campanone” ma anche in Lunigiana.
La presenza dei Portugalli a Pontremoli e in Lunigiana
In base alle pubblicazioni già note nel 1997 (3), a quelle più recenti (4), e grazie ai numerosi manoscritti rinvenuti in questi anni è ora possibile delineare un quadro abbastanza definito sul “ramo” dei Portugalli che operò nel nostro territorio.
I Portugalli (5) attivi furono almeno otto ed erano tutti imparentati fra loro. Provenivano da Arosio (6) (859 m. sul livello del mare), un tempo comune, oggi (dal 2005) frazione di 437 abitanti del comune svizzero di Alto Malcantone (7) (1414 abitanti) nel Canton Ticino, distretto di Lugano.
I primi – in base alle conoscenze attuali ad approdare a Pontremoli furono i fratelli Jacopo e Domenico: giunsero nel 1732 in occasione dei lavori dell’oratorio e del ponte di Nostra Donna. Citati come “mastri” o “maestri” furono impegnati nello stimare o costruire dalle fondamenta alcuni palazzi pontremolesi. Jacopo ebbe tre figli maschi che esercitarono l’attività di periti, stuccatori e talvolta architetti: Pietro (1729 – 1812), Martino (1741-1812) ed Antonio (sec. XVIII). In particolare Pietro e Martino furono molto operosi sul territorio pontremolese e lunigianese.
Domenico ebbe un figlio di nome Bartolomeo (sec. XVIII), che fu attivo come stuccatore.
Portarono avanti l’attività dei Portugalli Giacomo, figlio di Martino e il “nostro” Innocenzo, figlio di Pietro, citati con mansioni diverse.
Notizie su Innocenzo Portugalli
Il 3 settembre 1812 morì a Pontremoli il noto stuccatore ticinese Pietro Portugalli (1729-1812) di Jacopo, molto attivo nella “città del libro” e in Lunigiana. Proprio quel giorno venne effettuata l’ “apposizione dei sigilli” (8) nella sua casa, posta “nel popolo di San Geminiano” e più precisamente nella Bietola. In quell’occasione fu redatto un documento molto significativo in cui sta scritto: ….”attesa la morte alle ore nove del signor Pietro Portugalli ci siamo trasportati alla casa di Domenico Agniudani posta nel popolo di San Geminiano tenuta in affitto dal suddetto fu Signor Pietro Portugalli all’effetto di apporre i Sigilli sugli effetti esistenti in detta casa per aver tre figli, uno per nome Innocenzio, Giovanna e Prudenza, i quali abitano nella Svizzera nel Canton Ticino, distretto di Lugano nel paese denominato Arosio….” (9).
Grazie a questo documento dunque apprendiamo che Innocenzo era figlio di Pietro, che aveva due sorelle (Giovanna e Prudenza) e che nel 1812 abitava ad Arosio.
L’anno successivo e precisamente il 28 maggio 1813 si procedette all’ “apertura dei sigilli (10). Dal manoscritto si evince che Innocenzo, residente sempre ad Arosio, era erede perpetuo del padre Pietro. Inoltre che Pietro Rusca (fu Matteo) di Arosio, dimorante a Salsomaggiore”, era Procuratore di Innocenzo.
Chi era Innocenzo? Di lui sappiamo poco ma in questi venticinque anni di ricerche sono emersi alcuni manoscritti che val la pena prendere in considerazione per provare a delinearne la figura, con la speranza che in futuro, mettendo a confronto fonti pontremolesi e fonti ticinesi possa emergere qualcosa di più. Nei manoscritti solitamente viene indicato come “capo maestro”, “capo mastro” o “perito”.
Il primo documento rinvenuto in cui viene citato risale al 1792. Nell’atto si richiama un “contratto” stipulato il 25 luglio 1790 fra Innocenzo Portugalli e “i SS.ri Fabbricieri, Rettore e Massari della Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo di Zeri nel qual contratto fu convenuto fra dette parti un cotimo per la fabbricazione della detta Chiesa di San Lorenzo Stiamo parlando della chiesa di Pati-gno di Zeri, “(12).
Nel documento si elencano i lavori da realizzare, ovvero:
“quadratura delle mura, pilastri e volti, a riserva del Sancta Sanctorum con più l’ornamento da farsi alla detta quadratura cioè di fare capitelli, cornicioni e mettere a stucco 11 volti...” (14).
Vi si legge inoltre: “… avendo detto signor comparente (Innocenzo Portugalli) fermato e fatto venire di fuora a bella posta due maestri, uno stuccatore e l’altro quadratore per terminare detta Chiesa….” (15)
Purtroppo il manoscritto non rivela i nomi dello “stuccatore” e del “quadratore”, così come non è più possibile ammirare gli stucchi in questione perché la chiesa di San Lorenzo fu interamente ricostruita tra il 1938 e il 1943 (16).
Tra il febbraio e il luglio 1796 Innocenzo Portugalli è menzionato per opere eseguite nella Santissima Annunziata di Pontremoli. In particolare: “per fare gli antiponti finti …….nel dormitorio e … per l’altro ornamento nella sala in fondo del dormitorio grande che guarda il giardino” nonché “per accomodare il quartiere accanto alla libreria“. Il 12 gennaio 1797 viene eletto in qualità di “Perito” per stendere una mappa e una relazione utili ad istruire il Vicario Regio su una causa riguardante la comunità e il signor Francesco Mastrelli (18).
In questi anni era in costruzione la fabbrica “degli scannatoi” ovvero dei macelli pubblici. La “prima bottega de’ scannatoi”, vicina al teatro, fu consegnata al macellaio Giulio Dani nel 1797 (19). Come si evince da una perizia del ticinese Innocenzo Portugalli, la fabbrica degli “scannatoi”, costituita da quattro botteghe, presentava al suo interno “abbellimenti di quadratura”, quindi doveva essere un fiore all’occhiello della comunità (20).
Tale fabbrica, tuttavia, non ebbe lunga vita, soprattutto a causa dei danni provocati dalla straordinaria pioggia caduta il 31 ottobre 1823 (21). Già in alcune piante della città del 1828 si legge “fabbrica degli scannatoi da demolirsi” (22) per far posto ad altre costruzioni ideate a seguito dei progetti di Borgovecchio.
Innocenzo Portugalli viene citato nell’indice del “Repertorio di Atti Civili e Cause dall’anno 1814 all’anno 1772” (23) anche per due documenti (249 che, purtroppo, ora non sono consultabili perché il 15 novembre 2018 è stata chiusa al pubblico la Sezione Archivio di Stato di Pontremoli (25).
Appendice di documenti
Allegato n. 1
SEZIONE ARCHIVIO DI STATO DI PONTRE-MOLI, Filza Prima di Atti Civili al tempo dell’Ill.mo Signor Francesco Barchetti Vicario per S.A.R. di Pontremoli (146), сс. 208-344 (Martino Portugali – Pietro Portugali), anno 1789, in particolare cc. 210-211. [Cfr. MARCO ANGELLA, Fonti inedite sull’attività dei Portugalli a Pontremoli e in Lunigiana nei secoli XVIII e XIX, Allegato n. 4, in corso di stampa sul LXX volume dell’ “Archivio Storico per le Province Parmensi”].
cc. 210-211
[…] 2° Qualmente la verità fu ed è che il Ponente (Martino) dall’anno 1771 sino all’anno 1784 ha sempre egli manegiato ed amministrato le sostanze del Ponente vivendo fra essi in una comunione di lucro, e di guadagno, prestando il Ponente la di lui Opera ai lavori che esso rispondente pigliava a cotimo ed altri lavori ancora
3° Qualmente la verità fu ed è che Jacopo Portugali padre di se rispondente e del Ponente possedeva di sua propria e privata ragione diverse mobiglie per uso di casa e diversi mobili per uso della sua propria professione, consistenti questi in legnami, cordami e ferramenti quali robe sono tuttavia esistenti nelle mani di esso rispondente senza che egli abbia dato la sua contingente porzione al Ponente
4° Qualmente la verità fu ed è che il Ponente per recedere dai sponsalli contratti colla Domenica figlia della fu Rosa Andreoli ebbe dalla medesima pezze di Spagna n. 30
5° Qualmente la verità fu ed è che 14 delle suddette pezze servirono per pagare diverse cibarie alla Bottega della Giovanna Chiodini, quali furono pagate dalla Elisabetta Ferrari attuale serva del suddetto Rispondente
6° Qualmente la verità fu ed è che due delle suddette pezze di ragione del Ponente servirono per vestire Giuseppe Clerici per tanta robba presa da Leopoldo Salvini ed altre due pezze servirono per vestire Innocenzo figlio di se Rispondente [Pietro], ed altre pezze 4 per fare un cambio del cavallo con Giovanni Savani di Pontremoli e così tutta la somma suddetta restò nelle mani di se rispondente a riserva di una pezza….”
Allegato n. 2
SEZIONE ARCHIVIO DI STATO DI PON-TREMOLI, Filza IX di Atti Civili al tempo dell’Ill.mo Sig. Francesco Barchetti Vicario di S.A.R. di Pontremoli, atto n. 857, cc. 77-78v, “Protesta” – “Portugalli e Fabbricieri, massari di San Lorenzo di Zeri”, anno 1792.
Davanti Comparisce
Il sig. Innocenzo Portugalli di Pontremoli ed a V.S. Ill.ma disse e dice non in modo e forma di solenne libello nisi et quatenus ma di tal qual pura e semplice narrativa di fatto e protesta e come meglio, qualmente sino sotto di 25 luglio 1790 restò stipulato un contratto fra il Sig. Comparente da una e i SS.ri Fabbricieri, Rettori e Massari della Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo di Zeri nel qual contratto fu convenuto fra dette parti un cotimo per la fabbricazione della detta Chiesa di San Lorenzo nel seguente modo, e forma cioè
Il Sig. Comparente s’obbligò e accettò il cotimo della fabbricazione di detta Chiesa, consistente il lavoro nella quadratura delle mura, pilastri e volti, a riserva del Sancta Sanctorum con più l’ornamento da farsi alla detta quaratura cioè di fare i capitelli, i cornicioni e mettere a stucco undici volti, con che i massari, fabbricieri fossero tenuti a somministrare Manuali, Materiali e quant’altro restò fra dette parti convenuto nella polizza da loro firmata sotto dì 25 luglio 1790 quale a suo luogo e tempo produrassi quatenus Restò pur anche fissato in detto contratto che il prezzo del suddetto lavoro dovesse essere di scudi millequattrocento moneta di Parma e che detta somma dovesse essere sborsata al Sig. Comparente in tre rate, una cioè sul principio della fabbrica, l’altra alla metà e finalmente la terza nel fine di essa Fabbrica con obbligo di rendere terminata la medesima dentro l’anno 1791 mesi più mesi meno circa, salvo disgrazie, malattie, e tutto come più e meglio da detta polizza alla quale.
Il Signor Comparente dentro il prescritto termine avrebbe resa finita la suddetta Fabbrica se i Massari, Fabbricieri non gli avessero fatto mancare gli opportuni materiali e manualità che erano obbligati somministrargli, qual cosa gli ha apportato danno non poco avendo dovuto tante volte pagare i Maestri fissati per la continuazione di detta Fabbrica ed egli stesso ha dovuto lasciare d’intraprendere altri lavori per stare sempre pronto alla continuazione del lavoro suddetto e non volendo in avvenire più risentire tali danni né qualunque altro per detto effetto avendo detto Signor Comparente fermato e fatto venire di fuora a bella posta due Maestri, uno stuccatore e l’altro quadratore per terminare detta Chiesa e di più avendo esso tralasciato altri lavori per impiegare la sua opera in detto lavoro che può costit. leg. in giud. e davanti interpellò ed interpella i SS.ri D. Angiolo Petrini, Pietro Rossi, D. Giacomo Pietri-ni, D. Gio. Regi, D. Pietro Godani, come Massari, Fabbricieri, economo della suddetta Chiesa ad apportare non solo tutto il materiale e manualità occorrente per detta Fabbrica ma a pagarsi ancora prontamente la seconda rata in somma di scudi 446 lire 4: 13: 4 moneta di Parma per essere già fatta più della metà di detta Chiesa, sino nello scorso luglio, giacchè senza detto rimborso non è obbligato né è in grado di fare ulteriori spese per tirare innanzi detta fabbrica, altrimenti in mancanza di dette cose e di ciascheduna di esse addimandate dal Sig. Comparente solennemente si protestò e si protesta contro detti SS.ri Massari, Fabbricieri, Economo, Opera e qualsivoglia altra persona fisica e morale a cui spetti l’ingerenza e obbligo suddetto di tutti i danni e spese che il Sig. Comparente sarà per patire tanto per l’Opera sua che delli Maestri che tiene a disposizione di detta fabbrica protestandosi di nuovo di tutto ciò che gli lice e gli è lecito protestare in ogni modo e non solo ma in ogni altro miglior modo.
Instando notificarsi nelle forme
Dott. Varesi
A dì 17 ottobre 1792
Esib.
L’Ill.mo Sig. Vicario Regio di Pontremoli
…..
Allegato n. 3
SEZIONE ARCHIVIO DI STATO DI PON-TREMOLI, Deliberazioni 1795-1799, с. 265, 2° (relativamente al consiglio del 12 gennaio 1797) – Mappa e Relazione di Innocenzo Portugalli per la causa tra la Comunità e il Signor Francesco Mastrelli
Inoltre feci presente ai SS. Adunati d’aver partecipato al Sig. Avv. Niccolò Anziani Difensore di questa Comunità quello e quanto compiacquero deliberare intorno all’istanza fatta dal Capo Maestro Innocenzo Portugalli Perito eletto di comune consenso dal Sig. Francesco Mastrelli nella causa col medesimo vertente e questa Comunità per istruzione del Sig. Vicario Regio e di avermi lo stesso Sig. Avv.to detto di essere del sentimento di stanziare a favore di detto Portugalli la metà di quello richiede ed addimanda col riservo a favore del medesimo di percipere l’altra metà del suddetto Sig. Francesco Mastrelli per essere il medesimo concorso alla nomina dello stesso come risulta dagli atti del Tribunale e come fu praticato nel pagamento delle spese fatto per l’atto dell’accesso per lo che i SS.ri adunati rivenendo al sentimento di detto Sig. Avv.to Anziani Delib. Delib. con loro legittimo Partito di VF 7 e C-doversi stanziare come stanziano a favore del suddetto Innocenzo Portugalli la somma di lire 210 di Parma per metà della mappa e sua relazione fatta per Instruzione al Sig. Vicario Regio nella causa vertente fra questa nostra Comunità da una e detto Sig. Francesco Mastrelli dall’altra per occasione come dagli atti di questo Tribunale, col ricorso a favore dello stesso Portugalli di poter agire contro detto Sig. Mastrelli per il conseguimento dell’altra metà perché così.
Allegato n. 4
SEZIONE ARCHIVIO DI STATO DI PONTREMOLI, Giudice di Pace (1808-1814), filza II (1811-1813), n. 600, Portugalli, “Apposizione di sigilli”, 3 settembre 1812. [Cfr. MARCO ANGELLA, Fonti inedite sull’attività dei Portugalli a Pontremoli e in Lunigiana nei secoli XVIII e XIX, Allegato n. 5, incorso di stampa sul LXX volume dell’ “Archivio Storico per le Province Parmensi”].
Oggi tre settembre dell’anno Mille Ottocento Dodici alle ore Dieci e un quarto di mattina
Noi A. Michell’Antonio Maracchi Giudice di Pace di questa Città Cantone di Pontremoli Dipartimento degli Appennini assistito dal nostro Cancelliere attesa la morte seguita in questa mattina alle ore nove del signor Pietro Portugalli ci siamo trasportati alla casa di Domenico Agniudani posta nel Popolo di San Geminiano tenuta in affitto dal suddetto fu Signor Pietro Portugalli all’effetto di apporre i Sigilli sugli affetti esistenti in detta casa per aver tre figli, uno per nome Innocenzio, Giovanna e Prudenza, i quali abitano nella Svizzera nel Canton Ticino, distretto di Lugano nel paese denominato Arosio, [Giunti ] alla detta casa abbiamo ritrovato Gaetano di Giuseppe Pelossi di profesione stuccatore, nativo di Arosio Svizero Distretto di Lugano, Parente del detto defunto signor Pietro, al quale abbiamo fatto presente l’oggetto del nostro [della nostra visita] a detta casa e dal quale siamo stati introdotti nella medesima e segnatamente nella [camera] ove è morto detto signor Pietro posta dietro alla cucina ove non abbiamo ritrovato il cadavere per essere stato trasportato alla camera mortuaria di San Geminiano e perciò avendo esposto alla finestra di cucina due dei nostri soliti sigilli con cordella rossa col nostro solito sigillo.
Allegato n. 5
SEZIONE ARCHIVIO DI STATO DI PONTREMOLI, Giudice di Pace (1808-1814), filza III (1813-1814), n. 800, Portugalli, “Apertura di sigilli”, Documento allegato
Diritto di Bollo – Cantone Ticino – (timbro rosa)
Mille Ottocentotredici (1813) li 24 aprile in Arosio distretto di Lugano Cantone Ticino in Svizzera.
Il qui sottoscritto Sig. Innocenzo Portugalli, figlio del fu signor Pietro di Arosio suddetto, volontariamente ed in ogni miglior modo ha fatto, creato, costituito e deputato come fa e costituisce in suo Procuratore speciale Messo, Nuncio, Attore, Il Signor Pietro Rusca fu Matteo pure di Arosio suddetto, ora dimorante in Salso Stato Parmegiano Impero Francese.
Nominalmente a nome del suddetto costituente a ritirare presso di se tutti gli mobili, scritture, istrumenti, danaro, od altro provenienti dall’Eredità pervenuta al suddetto signor costituente stante la morte del suddetto Pietro Portugalli Padre rispett. del signor Innocenzo Portugalli et a nome del detto costituente ad amministrare ed accudire tutti gli beni ed interessi al detto costituente spettanti in qualunque luogo posti ed al medesimo costituente sotto qualunque titolo pertinenti.
It. all’effetto suddetto alienare, vendere ed obbligare tutti o parte de suddetti beni per quel prezzo ed in quel miglior modo che meglio parerà e piacerà al detto Procuratore come sopra costituito, ma soltanto per taccitare quei debiti e spese gravitanti sopra la detta Facoltà Portugalli, ricevendone il prezzo de medesimi, ricevendone altresì qualunque somma di denaro da qualunque persona spendendone in nome come sopra d’opportuna quietanza in forma a sostituire uno o più procuratori con simile o più limitata facoltà e come meglio parerà e piacerà al Procuratore costituito.
Promettendo detto Signor costituente sott’obbligo di sé e di tutti gli suoi beni presenti e futuri d’aver per rato, grato, valido e fermo tutto ciò e quanto che dal detto di lui Procuratore come sopra costituito verrà fatto, agito ed operato e di non contravenirvi sotto rifazione d’ogni danno e spese admettendo sin da adesso esso costituente tutto l’operato che verrà a farsi ed eseguirsi dal detto di lui Procuratore come sopra costituito.
La presente procura dovrà soltanto esser valevole per tutti quei beni che si ritrovano in Pontremoli Impero Francese per di ragione del Suddetto Signor Innocenzo Portugalli, ed in fede
Innocenzio Portugalli afermo quanto sopra
Giovanni Mosa testimonio. Antonio Mosa testimonio.
Io notaro Francesco Mosa ho veduto il Signor Innocenzo Portugalli ad affirmare di proprio carattere la presente procura come pure ho veduto li suddetti signori Giovanni Mosa ed Antonio Mosa a sottoscriversi. Testimonio e mi sottoscrivo come pubblico notaro del Cantone Ticino.
Marco Angella, Note sull’attività a Zeri e Pontremoli del ticinese Innocenzo Portugalli di Pietro (1729-1812), estratto da “Il Porticciolo”, anno XII, n. 2, giugno 2019, pp. 123-131
La rivista spezzina “Il Porticciolo” è fondata e diretta dalla professoressa Rina Gambini.
1 Cfr. MARCO ANGELLA, Fonti inedite sull’attivita dei Portugalli a Pontremoli e in Lunigiana nei secoli XVIII e XIX, in corso di stampa sul LXX volume dell “Archivio Storico per le Province Parmensi”.
2 Rimando alla pubblicazione MARCO ANGELLA, Nuovi contributi su artisti ticinesi operanti in Pontremoli nei secoli XVIII e XIX. in “Archivio Storico per le Province Parmensi, 4^ s., vol. XLIX, anno 1997, pp. 123-146.
3 Faccio particolare riferimento ai seguenti studi: PIETRO FERRARI, La Chiesa ed il Convento di San Francesco, Pietro Rosi Editore. Mulazzo 1974; PIETRO FERRARI, Vecchia Pontremoli, scorci e figure dell’Ottocento, Quaderno della Giovane Montagna n. 18. Parma 1938, NICOLA ZUCCHE CASTELLINI, Palazzi e Case pontremolesi, 1939 (rist. in “Pontremoli e Val di Magra”, Tolozzi Compagnia dei Librai, Pontremoli 1996); GIUSEPPE BRUNERO, Cose d’arte Pontremolesi. Arte Sacra, Scuola Tipografica Artigianelli. Pontremoli 1939: ANNIBALE CORRADINI, La Chiesa di S. Maria del Popolo in Pontremoli. Artigianelli, Pontremoli 1969; GIULIVO Ricci (a cura di). La Lunigiana del Settecento nelle Relazioni sul Governo della Toscana di Pietro Leopoldo d’Asburgo. Aulla 1980; MARIACLOTILDE MAGNI. Appunti sulla presenza di maestranze ticinesi a Pontremoli, in “Paragone/Arte”, luglio-settembre 1983. pp. 142-152: Αa.Va… La Chiesa di Santa Maria Assunta nei secoli e nella devozione di Pontremoli, Artigianelli. Pontremoli 1987: NICOLA ZUCCHI CASTELLINI, Storia di Pontremoli dalle Origini all’Unità d’Italia. Tolozzi Compagnia dei Librai. Genova 1990; LUCIANO BERTOCCHI – MAURO BERTOCCHI, La Chiesa di San Francesco a Pontremoli, Pizzi. Cinisello Balsamo 1994. Cfr. inoltre la rivisitazione di NICOLA MICHELOTTI. Un artista a Pontremoli: Pietro Portugalli, in “Il Corriere Apuano, 1 aprile 1978. p. 3.
4 Cfr. VASCO BIANCHI – ROSSANA BOSSAGLIA – LUCIANO BERTOCCHI, Due secoli di pittura barocca a Pontremoli. Sagep Libri & Comunicazione, Genova 1997 (edizione aggiornata, 1 ed. 1974); MARCO ANGELLA La Deposizione del Duomo di Pontremoli: inediti su Cavallucci, Cades e Collignon, in “Archivio Storico per le Province Parmensi, 4^ s., vol. I. anno 1999. pp. 247-273; MARCO ANGELLA, L’abitazione pontremolese di Antonio e Niccolò Contestabili nelle perizie dei Portugalli, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4 s vol. LII, anno 2000, pp. 51-78; LUCIANO BERTOCCHI, Gli stucchi della Chiesa di San Francesco in Pontremoli, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 2003; MARCO ANGELLA, La Società delle Stanze Civiche di Pontremoli, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4^ s., vol. LVI. anno 2004. pp. 99-128 (sull’attività di Innocenzo Portugalli nella fabbrica degli “scannatoi”); LUCIANO BERTOCCHI – CORRADO POLI, L’ospedale vecchio di S. Antonio Abate di Pontremoli tra passato e futuro. Tipografia Mori, Aulla 2006; MARCO ANGELLA, L’Oratorio di Sant’Anna di Caprio nel XVIII secolo, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, 4^ s., vol. LVIII. anno 2006, pp. 51-75 (sull’attività di Pietro, Martino e Bartolomeo Portugalli a Caprio): MARCO ANGELLA, Negozianti pontremolesi attivi a Livorno nei secoli XVII e XVIII, in “Nuovi Studi Livornesi”, vol. XV (2008), Tipografa Benvenuti & Cavaciocchi, Livorno 2008, pp. 97-118: LUCIANO BERTOCCHI Il viaggio nella Pontremoli granducale e barocca, Editrice Il Corriere Apuano, Pontremoli 2013 (in particolare pp. 107-112: “XX-I Portogalli riprendono la tradizione comacina in Lunigiana”) PAOLO LAPI, Confraternite mariane e “statue vestite”: il caso del Territorio Pontremolese, in “Studi Lunigianesi, voll. XLVI-XLVII (2016-2017). Villafranca di Lunigiana 2018. pp. 125-180 (in particolare p. 134: sull’attività di Martino Portugalli nella chiesa di Gravagna).
5 Preferisco utilizzare la voce “Portugalli” perché questo è il termine più usato nei manoscritti. Per notizie som-marie sui “Portogalli” (e relativo stemma) cfr. ALFREDO LIENHARD- RIVA, Armoriale Ticinese, Losanna 1945, p. 355, “Portogalli Famiglia di Arosio, propagatasi a Torricella, venuta probabilmente dal vicino paese di Mugena, dove il cognome compare sin dal 1551. A: d’argento al portone di rosso sostenente un gallo al naturale addestrato da una stella di rosso (Tav. XXII). Var.: come sopra, in più un capo dell’impero.”
6 Su “Arosio” cfr. AA.VV., Guida d’arte della Svizzera italiana (a cura della Società di storia dell’arte in Svizzera], Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, pp. 384-386. Cfr. inoltre BERNARDINO CROCI MASPOLI, Arosio, in “Dizionario storico della Svizzera”, 9 gennaio 2017: “Ex comune TI, distretto Lugano, dal 2005 forma con Breno, Fescoggia, Mugena e Vezio il comune di Alto Malcantone; (1335: Aroxio). Villaggio dell’alto Malcantone diviso in due nuclei ben distinti denominati Terra di sopra e Terra di sotto. Pop: ca. 300 ab. nel 1599, 274 nel 1696, 221 nel 1801, 232 nel 1850, 186 nel 1900, 197 nel 1950, 177 nel 1960, 422 nel 2000. Secondo la tradizione Arosio era attraversato da una via romana che da Ponte Tresa portava al Monte Ceneri. Nel Medio Evo aveva funzione centrale nell’alta valle della Magliasina, denominata allora “valle d’Arosio” e che costituiva una circoscrizione economico-amministrativa comprendente Arosio, Breno, Cademario, Mugena, Tortoglio e Vezio. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Michele (menz. 1217), fortemente modificata fra il 1640 e il 1647, contiene un pregevole ciclo di affreschi di Antonio da Tradate e notevoli stucchi realizzati da artigiani locali nel XVII e XVIII sec. Un tempo le maestranze edili del luogo furono attive praticamente in tutta Europa. La tradizionale attività agricola comprendeva anche lo sfruttamento di alpi. Da alcuni decenni predomina il terziario, dagli anni ’60 si sono sviluppate nuove zone residenziali.”
7 Sul comune di Alto Malcantone (istituito nel 2005) con la fusione dei comuni soppressi di Arosio, Breno (capoluogo comunale), Fescoggia, Mugena e Vezio cfr. AA.VV., Guida, op. cit., pp. 384-388.
8 Cfr. SEZIONE ARCHIVIO DI STATO DI PONTREMOLI (d’ora in poi S.A.S.P.), Giudice di Pace (1808-1814). filza II (1811-1813), n. 600, Portugalli, “Apposizione di sigilli”.
9 Cfr. MARCO ANGELLA, Fonti inedite…op. cit.),[in corso di pubblicazione] Allegato n. 5.
10 Cfr. S.A.S.P., Giudice di Pace (1808-1814), filza III (1813-1814), n. 800, Portugalli, “Apertura dei sigilli”.
11 Cfr. S.A.S.P., Giudice di Pace (1808-1814), filza III (1813-1814), n. 800, 24 aprile 1813 e 28 maggio 1813. A proposito di Pietro Rusca (di Matteo): sembra doveroso segnalare che Domenica Portugalli (sorella di Pietro, Martino e Antonio) si sposò nel 1777 con Matteo Rusca: “8° esibisce altro Instrumento del dì 22 marzo 1777 a rogo del Sig. N° Maurizio Albrizzi di Torricella di quietanza e rinunzia fatta al Comparente Sig. Pietro dalla Signora Domenica comune sorella e moglie del fu Matteo Rusca d’Arosio comune Patria di rutti i beni paterni, materni e fraterni.” Cfr. S.A.S.P., Filza Prima di Atti Civili al tempo dell’Ill.mo Signor Francesco Barchetti Vicario per S.A.R. di Pontremoli Pietro (146), cc. 208-344 (Martino Portugali – Pietro Portugali), in particolare c. 318 e c. 188: “Nel 1777 si maritò la Domenica nel Sig. Matteo Rusca d’Arosio”. Questo corposo carteggio mi è stato segnalato anni fa dallo studioso pontremolese Luciano Bertocchi. Per notizie sugli stuccatori Rusca di Arosio, presenti poi a Parma nell’Ottocento ed anche a Pontremoli cfr. FABIO STOCCHI, Architetti e maestranze edilizie della regione dei laghi nelle fonti censuarie e notarili parmensi (XVIII-XIX secolo), Dottorato di Ricerca in Forme e Strutture dell’Architettura, XXVI Ciclo, Università di Parma, p. 90.
12 Cfr. S.A.S.P., Filza IX di Atti Civili al tempo dell’Ill.mo Sig. Francesco Barchetti Vicario di S.A.R. di Pontremoli (d’ora in poi Filza IX Barchetti], atto n. 857, c. 77-78v, “Protesta”.
13 Per cenni sommari sulla chiesa di San Lorenzo di Patigno di Zeri efr. GIULIVO RICCI (a cura di), Zeri. Guida storico-turistica, Riproduzione Fotolito, Firenze 1982, pp. 119-121.
14 Cfr. S.A.S.P., Filza IX Barchetti, c. 77.
15 Cfr. S.A.S.P., Filza IX Barchetti, c. 77v-78.
16 Questo documento è importante perché l’ “archivio parrocchiale di Patigno è stato bruciato dalle truppe tedesche in occasione di avvenimenti bellici occorsi tra il 3 e 4 agosto 1944”. Rimane un unico faldone, contenente il “Liber Chronicus” compilato dal parroco Don Enrico Lorenzelli (1882-1950) dal 1946, che riporta anche memorie di avvenimenti precedenti. Don Lorenzelli fu Vicario Foraneo di Patigno di Zeri dal 1911 al 1946, quindi ebbe modo di vedere la chiesa con gli stucchi ed annotò:
“L’attuale chiesa fu iniziata nel 1784 e finita nel 1786.
…Furono poi costruiti muri longitudinali e latitudinali in forma di graticola per raffigurare quello che costituì il supplizio di San Lorenzo e nei punti di intersecazione dei muri furono innalzate le colonne che sostenevano i pesanti volti a vela, di magnifico effetto: cosi la costruzione risultò di stile barocco e d’ordine composito. Era bella! Cfr. Deposito Archivio Diocesano Massa Carrara Pontremoli Sezione di Pontremoli-Vicariato di Pontremoli, 5 ottobre 2010, p. 105, “Patigno”. Cfr. ARCHIVIO DIOCESANO DI MASSA CARRARA PONTREMOLI, Sezione di Pontremoli, Patigno, Busta 1, “Liber Chronicus” compilato dal parroco Enrico Lorenzelli dal 1946, contenente anche memorie di avvenimenti precedenti. Il “Liber Chronicus” è stato esaminato dallo studioso locale Marco Diaferia per le vicende relative agli anni 1943-1945: cfr. MARCO DIAFERIA, 1943-1945: Pontremoli, una diocesi italiana twa Toscana, Liguria ed Emilia attraverso i libri cronistorici parrocchiali, Industria Grafica Zappa, Sarzana 1995, pp. 101-115, p. 421, nota 136. Cfr. ARCHIVIO DIOCESANO DI MASSA CARRARA PONTREMOLI, Sezione di Pontremoli, Patigno, Busta 1. “Liber Chronicus”. Il fabbricato cominciò a cedere per slittamento e smottamento del terreno; nel 1917 la chiesa fu chiusa per lesioni di ampie proporzioni e fu dichiarata pericolosa dal sindaco; il terremoto del 1920 ne determinò la fine.
17 Cfr. ARCHIVIO DI STATO DI PISA (d’ora in poi A.S.PI.), Corporazioni Religiose Soppresse, filza 1838.
18 Cfr. S.A.S.P., Deliberazioni 1795-1799, c. 265, 2″; relativamente al consiglio del 12 gennaio 1797.
19 Cfr. S.A.S.P., Filza di Istanze dal 1797 al 1800 (28), n. 11, 22 agosto 1797: “In quest’oggi si consegna…. la prima Bottega de Scannatoi, quella che è vicino al Teatro, al Macelaro Giulio Dani …”
20 Cfr. S.A.S.P., Filza di Istanze dal 1797 al 1800 (28), n. 13, “Giuseppe Orioli”. Per la cronaca la fabbrica degli Scannatoi sorse tramite un “contratto di cottimo” tra Giuseppe Orioli di Gio. Batta di Castagnetoli e la Comunità di Pontremoli (rappresentata all’epoca dal Gonfaloniere Giulio Parasacchi e dal Priore Nicolò del fu Matteo Anziani). Secondo il Capitolato, costituito da 14 articoli, si dovevano costruire “4 botteghe per uso di scannatoi per i Macellari della città per il prezzo di scudi 360”. Poiché al termine dei lavori si andò oltre la cifra prevista, Giuseppe Orioli fece varie suppliche per riprendere parte dei soldi persi. A tal proposito diversi periti muratori attestarono quanto dichiarato dall’Orioli, ovvero che erano state spese circa 80 piastre in più. La sottoscrizione, datata 7 aprile 1796, fu firmata da pontremolesi e ticinesi, ovvero da M° Martino Portugalli, da M° Agostino Lorenzelli, da Capo M° Pietro Portugalli, da Mº Vincenzo Lorenzelli, da Mº Tommaso Giorgi, da M° Giuseppe Giorgi, da M° Pietro Cremona, da Mº Michele Risoli e dal perito Innocenzo Portugalli. In particolare il Capo Maestro Innocenzo Portugalli (figlio di Pietro) fece una dettagliata perizia datata 6 agosto 1796 nella quale riportò che al termine dei lavori contro agli ipotizzati 1268 scudi di Parma (pari a 368 piastre) furono spesi 1928 scudi di Parma, quindi 660 in più del previsto. E’ nella dettagliata descrizione che il Ticinese fa riferimento a “Li abbellimenti di quadratura che esistono nell’interno di detta Fabbrica”. Già nella sottoscrizione del 7 aprile 1796 si parlava di “4 scannatoi dalle fondamenta con i volti reali”. I manoscritti rinvenuti sulla “fabbrica degli scannatoi” attestano ulteriormente, qualora ve ne fosse ancora bisogno, la vivace attività dei Maestri Ticinesi a Pontremoli.
21 Cfr. A.S.PI.. Camera della Soprintendenza Comunitativa, filza 202. n. 707. Da una lettera del 1º giugno 1824 si evince che il Gonfaloniere della Comunità di Pontremoli implorava “un proporzionato sussidio ai sofferti danni per la straordinaria pioggia caduta nel 31 ottobre 1823, o almeno il rilascio per l’anno andante della tassa prediale in lire quattromilacinquecento per supplire in parte alle spese occorrenti per riparare ai suddetti straordinari disastri …” Cfr. inoltre A.S.PI, Camera della Soprintendenza Comunitativa, b. 1163: nella busta sono conservati disegni a colori di Tommaso Malaspina in grado di mostrare il “pelo dell’acqua nella piena dell’ottobre 1823”. Nella “Sezione del corso della Magra secondo la linea A C E della Pianta si vedono i “Macelli”, il “Teatro” e la “Torre”. Vi è poi una “Carta topografica del Fiume Magra in ischiarimento della Relazione in proposito della Rotta seguita nell’Ottobre 1823 avanti il Teatro, e Macelli della Città di Pontremoli”. Parte del materiale conservato nella busta è stato fotografato da Gianpiero Salvanelli, che è in possesso dei negativi delle foto, scattate in occasione di una nostra visita all’archivio di stato pisano.
22 Cfr. S.A.S.P.. Archivio storico del Comune, Strada di Borgo Vecchio (1823-1834), น. 4 – Borgo Vecchio Zani e Eschini (1826-1829). La carpetta contiene un bellissimo disegno a colori: nelle “annotazioni” vi è scritto “A – Scannatoi da demolirsi”. Inoltre S.A.S.P.. Archivio storico del Comune, Strada di Borgo Vecchio (1823-1834), п. 9. Contiene due splendidi disegni dell’area.
23 Cfr. S.A.S.P.. Repertorio di Atti Civili e Cause dall’anno 1814 all’anno 1772. Il volume presenta nel frontespizio la dicitura “Archivio della Cancelleria della Com. di Pontremoli. Tomo I”.
24 Cfr. S.A.S.P., Atti civili di Luigi Baldi (1794-1801). n. 994, “Mastrelli Francesco – Portugalli Innocenzo”, filza XII, c. 74; cfr. S.A.S.P., Atti d’Appello (1773-1808). n. 16. “Mastrelli Francesco – Portugalli Innocenzo”, filza IX. s.c.; cfr. MARCO ANGELLA, Fonti inedite … op. cit [in corso di pubblicazione), Allegato n. 1.
25 Cfr. RICCARDO SORDI, Disagio, stupore e preoccupazione per la chiusura dell’Archivio di Stato, in “Il Corriere Apuano”, 14 dicembre 2018. Cfr. inoltre FABRIZIO ROSI, Non ci sono tempi certi per la riapertura dell’Archivio di Stato, in “Il Corriere Apuano”, 13 aprile 2019, p. 7.