RELAZIONE STATISTICA DEL 1848 SULLE COMUNITA’ DELLA LUNIGIANA ESTENSE AGGREGATE ALLO STATO DI PARMA

Premessa[1]

Virgoletta

Tra le carte della Sezione dell’Archivio di Stato di Pontremoli, per ora ancora chiusa al pubblico, si conserva un’interessante “Relazione statistica” del 17 gennaio 1848[2] relativa a quella parte della Lunigiana Estense che fu aggregata allo Stato di Parma[3] in seguito al Trattato stipulato a Firenze il 28 novembre 1844[4].

Ho pensato di trascriverla e proporla ai lettori di questa preziosa rivista, ripartendo da fotoriproduzioni[5] che mi feci fare quando l’archivio era ancora aperto, perché presenta passi curiosi.

Come si legge nel documento “la parte di territorio nella Lunigiana Estense aggregata allo stato di Parma” era costituita dai Distretti di Treschietto (con le sezioni di Treschietto capoluogo, Vico e Iera), di Villafranca (con le sezioni di Villafranca capoluogo, Virgoletta, Filetto, Mocrone, Malgrate, Orturano e Irola), di Mulazzo (con le sezioni di Mulazzo capoluogo, Montereggio, Parana, Pozzo, Castagnetoli e Busatica) e della parrocchia o sezione di Castevoli (che faceva parte del Distretto di Tresana).

Gli argomenti trattati nella Relazione del 1848

La Relazione si suddivide in una trentina di paragrafi e tratta delle amministrazioni governative e comunali, del sistema politico e giudiziario, del sistema economico e finanziario dei Comuni, del sistema censuario, del sistema militare (cioè alloggi, coscrizioni e militi volontari), di industria locale e commerciale, della statistica della popolazione, dell’istruzione, di sanità pubblica, di mulini, di pesi e misure, di economia dei boschi e degli oliveti, della caccia, della pesca, dei dazi di consumo, dello stato civile e dei beni patrimoniali.

Non parafraserò i contenuti e lascerò che siano i lettori ad immergersi nello scritto.

Il passo più curioso della Relazione del 1848

Il paragrafo 11° è riservato alla “Statistica della popolazione”. Inizialmente vengono presentati i dati. Veniamo a conoscere che complessivamente la popolazione si aggirava sulle 6528 persone, ovvero 2773 nel distretto di Villafranca, 855 nel distretto di Treschietto, 800 circa in quello di Tresana e 2.100 in quello di Mulazzo.

Si dice che non vi erano ebrei, che la maggior parte della popolazione era costituita da contadini e il resto da piccoli proprietari. Si ricorda che a Villafranca erano residenti e possidenti molti della famiglia dei Marchesi Malaspina e che a Mulazzo la Marchesa Mosti nata marchesa Malaspina, residente a Benevento, possedeva circa centomila franchi.

Segue poi il passo più curioso, ovvero: “In Mulazzo stesso nel 1303 Dante Alighieri, essendo profugo, ricovrò presso il Marchese Morello Malaspina”.

Più volte mi sono interrogato su quale fosse la fonte di questa notizia con il riferimento, peraltro, al 1303, poi ho pensato che potesse trattarsi di un “lapsus calami”, ovvero di un errore involontario da parte dello scrivente[6].

Mi piace in ogni modo segnalarlo perché resta pur sempre un manoscritto conservato presso la Sezione Archivio di Stato di Pontremoli.

Appendice

Sezione Archivio di Stato di Pontremoli, Commissario Regio – Affari diversi, Filza XXXVIII di lettere e affari diversi del Commissario Regio per i mesi di gennaio febbraio marzo anno 1848, b. 99, Dipartimento dell’Interno – Governo – Statistica – Parte della Lunigiana Estense aggregata allo Stato di Parma.

Parma 17 Gennaio 1848

Relazione statistica su quella parte di territorio nella Lunigiana Estense aggregata allo Stato di Parma in seguito del Trattato stipulato in Firenze il dì 28 di Novembre del 1844.

La parte di territorio nella Lunigiana Estense aggregata allo stato di Parma, e della quale addì 8 del volgente mese dal Regio Commissario Estense, a nome di Sua Altezza Reale l’Arciduca Duca di Modena, è stata fatta consegnazione a S.A.R.  Don Carlo Lodovico di Borbone Infante di Spagna Duca di Parma rappresentato dal sottoscritto Regio Commissario Parmense, si compone

1° Del Distretto di Treschietto il quale dividesi in tre parrocchie, e sezioni, cioè Treschietto Capo Luogo, Vico, Iera

2° Del Distretto di Villafranca, il quale dividesi in sette parrocchie e sezioni, cioè Villafranca Capo Luogo, Virgoletta, Filetto, Mocrone, Malgrate, Orturano, Irola

3° Della parrocchia o Sezione di Castevoli, la quale dipendeva dalla Comunità o Distretto di Tresana rimasta, se si eccettua appunto Castevoli, di dominio estense. Si nota: la sezione di Castevoli potrebbe essere aggregata alla Comunità o Distretto di Villafranca, della quale, s’assicura, ne faceva parte anche in altri tempi.

4° E dal Distretto di Mulazzo, il quale dividesi in sei parrocchie o sezioni, cioè Mulazzo Capo Luogo, Montereggio, Parana, Pozzo, Castagnetoli, Busatica.

1° Amministrazioni Governative – La descritta porzione di territorio ora aggregata allo Stato di Parma non ha in sé alcuna amministrazione governativa dipendendo in passato da quella di Aulla.

2° Amministrazioni Comunali, loro diritti e privilegi – Ciascun distretto ha la rispettiva amministrazione comunale disimpegnata da un sindaco gratuito; da tre anziani pure gratuiti; e da un segretario con paga, la quale rileva a franchi 300 annui oltre a qualche gratificazione. E da un Cursore con paga la quale sale a franchi 200 annui.

L’attuale Sindaco di Villafranca è il Signor Dottor Rinaldo Bottini (sic!) ed il suo segretario è il signor Dottor Luigi Moscatelli.

L’attuale Sindaco di Treschietto è il signor Pietro Bianchi e il suo segretario Signor Antonio Santi.

In Mulazzo non avvi un Sindaco né segretario e ne fanno presentemente le funzioni del primo il signor Cavagnada Luigi e del secondo il signor Marchese Alfonso Malaspina.

L’attuale Sindaco di Tresana da cui dipende Castevoli è il signor Porrini, ed il suo segretario Signor Parrini. Castevoli stesso poi ha un Agente Comunale, come hanno tutte le sezioni, che è il signor Domenico Federici.

Le attribuzioni e le incombenze de’ Sindaci, degli Anziani e dei Segretari si hanno nell’allegato foglio A.

Il Cursore dipende dagli ordini del Sindaco per proclamare, per portar pieghi e lettere, per recarsi all’Esattore comunale a riscuotere, per far pegni …

Il Sindaco e gli Anziani di ciascun Distretto, uniti esaminano e deliberano sull’attivo e passivo del rispettivo Comune, firmando il preventivo e consuntivo di ciascun anno. Il Consuntivo viene fatto e presentato in aprile e il preventivo entro il mese di ottobre.

Il Sindaco nel disimpegno della Polizia può ordinare l’arresto per tre dì; le attribuzioni appunto per la polizia sono contenute nel libretto intitolato “Istruzioni e norme compilate dal Ministero di Buongoverno per regola dei Signori Podestà e Sindaci nel disimpegno del Servigio di Polizia”, Modena dalla Tipografia Camerale 1835.

La Comunità di Villafranca ha una commissione di Annona e vettovaglie per il Calmiere d’ogni genere che si vende da pizzicagnoli, delle carni e del vino vendibile al minuto.

Ogni sezione di Comunità ha un agente Comunale che corrisponde, sì per l’amministrativo, come pel politico, col Sindaco della Comunità stessa riferendo visi in tutto.

Avvi un Ingegnere provinciale per tutta la Lunigiana Estense il quale è pagato dalle diverse Comunità; quella di Villafranca gli corrisponde franchi 50  annui.

I nominati Distretti hanno i seguenti privilegi: 1° d’avere il sale a 6 centesimi la libbra; 2° E il tabacco al prezzo di Massa, che è minore di quello di Modena; 3° di non essere soggetti a gabella di sorte alcuna; 4° di essere esenti dal testatico personale. Siffatti privilegi datano da tempo remoto assai, ma non se ne conosce l’epoca e meno gli atti sui quali sono fondati. Essi Distretti però in luogo del Testatico personale sono caricati di quello del bestiame, che consiste pel bestiame grosso cioè bovino in genere, e cavalli, in centesimi trenta (30) per capo; per gli altri centesimi quindici (15) pure per capo, e pel bestiame minuto, cioè pecore, capre e compresi i maiali in centesimi sei (6) parimenti per capo.

3° Sistema politico e giudiziario – I ripetuti Distretti dipendevano dal Giusdicente di Aulla, ove il sistema giudiziario è regolato dal Codice Civile e Criminale Estense del 1771, attivato col 1° maggio 1816 in circostanza che fu abolito il Codice di Napoleone.

Al predetto Codice Estense trovansi ora fatte diverse aggiunte, dichiarazioni e modificazioni oltre la collezione delle leggi estensi e le tasse giudiziarie.

Al Tribunale di Massa si aveva ricorso contro le sentenze del Giusdicente che erano suscettive d’appello

4° Sistema economico e finanziario delle Comuni

I Distretti stessi hanno pochissime entrate proprio per cui le comunità, onde far fronte alle spese, vi suppliscono colle sovrimposte comunali, facendo però ciascuna comunità casa di per sé

5° Sistema censuario

Nei distretti di che trattasi non è stato operato il catasto e quindi non esistono mappe.

Ciascuna comunità ha una matricola nella quale sono descritti, con numero progressivo, i diversi proprietari nella comunità stessa col rispettivo valore imponibile de’ stabili che posseggono valore che dicesi scudo d’estimo e scutato, ed ogni scudo corrisponde ad un valore di franchi cento (100).

Si nota: questo valore d’estimo è ritenuto corrispondere alla metà del valore reale, in fatti pel caso di successione o d’ipoteche viene duplicato il valore stesso.

Tanto l’imposta diretta, che è quella che tocca ogni anno all’erario dello stato, quanto l’imposta comunale,  che è quella di cui giovasi la Comunità per far fronte alle proprie spese si caricano sullo scutato.

L’imposta diretta è fissa e rileva a centesimi quarantadue (42) per ogni scudo, e l’imposta comunale varia a seconda dei bisogni del comune e delle sezioni che il compongono. L’esigenza sì dell’imposta diretta e sì della comunale si fa da un Ricevitore Comunale in sei rate, e lo stesso Ricevitore ne opera in uguali rate il versamento rispetto alla diretta a quella cassa destinata dal Governo, e rispetto alla Comunale al Comune stesso mediante mandati speciali. Per la Ricevitoria Comunale si tiene l’incanto di tre in tre anni giusta il metodo della legge del 22 di marzo del 1804. L’alligato foglio B presenta lo scutato, e l’imposta diretta dei quattro Distretti, il foglio C l’imposta diretta e la Comunale del Distretto di Villafranca per l’anno ora scorso 1847 e la divisione di esse imposte in sei rate.

 6° Istruzioni pie, corporazioni, società costituite laiche e religiose

In Villafranca avvi un luogo pio detto lo Spedale di Sant’Antonio Abate, in sollievo de’ poverelli. Esso è amministrato da operai del paese eletti dal Governo. I fondi di esso pio luogo presentano un estimo di scudi 35,06,4 ed ha sì alcuni piccioli capitali attivi fruttiferi e sì alcuni legati passivi. Presentemente i fondi stessi sono ammezzadrati, ed in passato erano affittati per secchie 40 di grano, corrispondenti a circa 20 staia, misura di Parma, al prezzo di uno scudo di Milano per ogni secchia.

In Filetto di Villafranca avvi altro pio istituto denominato di Santa Lucia amministrato come il predetto. Esso fu istituito da certo Calebrini di Mocrone per uso de’ pellegrini, ma i Vescovi per tempo han cambiato quell’uso destinandone le rendite a favore dei poverelli del paese e al mantenimento dei trovatelli tanto di Filetto quanto di Mocrone. Quel pio istituto ha una rendita in beni stabili di circa 350,00 franchi ed ha altresì de’ capitali fruttiferi per circa Lire 200, siccome ha alcuni legati passivi.

Nelle vicinanze del paese di Villafranca trovasi un Convento di Minori Osservanti di San Francesco. Essi, che vivono di questua, hanno un esteso recinto e godono di certa Eredità Leonardi coll’obbligo di convertirne la rendita nella celebrazione di tante messe annue.

In Treschietto sonovi due lasciti, uno di certo Pompeo Malaspina di una rendita di franchi 100, istituito, per mantenere la Cappella sotto il titolo del SS. Rosario, per la celebrazione di 60 Messe, per dote di zitelle ed uno di certo fu Don Giovanni Federici Parroco di Vico d’una rendita di franchi 35 per la predica festiva in quaresima.

In Mulazzo sonovi due istituti. Uno detto lo Spedale di Sant’Antonio Abate le rendite del quale sono amministrate e servono come quelle d’uguale istituto in Villafranca, E uno detto di San Vittorio le di cui rendite, che ammontano a poco, sono amministrate come le predette, e servono per la celebrazione di messe, e pei maestri delle scuole.

7° Sistema militare, cioè alloggi, coscrizioni e militi volontari

In Villafranca soltanto stanziano generalmente una forza pubblica composta di cinque o sei cacciatori con caporale pel servigio politico.

La Comunità di Villafranca forniva a quella forza la Caserma coi letti, biancheria, olio e legna, ritirandone ogni tre mesi il corrispondente indennizzo dall’Economato Militare.

In Mulazzo la Comunità tiene a disposizione del Militare in caso di passaggio una stanza con due letti. Soltanto in Mulazzo predetto avvi una ventina circa di militi volontari compreso il caporale e il sottocaporale. I militi stessi sono per lo più proprietari e tutti di buona reputazione sotto ogni rapporto. Il loro servigio è  ausiliario e debbono prestarsi ad ogni richiesta del Governo. Essi sono vestiti con   uniforme e forniti d’armi a spese del Governo stesso. Si assicura che presentemente que’ sudditi trovansi senza uniforme e senz’armi essendo gli uni e le altre stati ritirati dal Governo Estense.

Nessuna coscrizione si fa ne’ ripetuti Distretti, ma in vece ciascuno di essi Distretti contribuisce con una somma in denaro la quale già da qualche anno è fissata in 60 franchi annui sì rispetto ai tre Distretti Treschietto, Villafranca, e Mulazzo, e sì rispetto a quello di Tresana del quale fa parte la suddetta sezione di Castevoli.

8° Strade: loro divisione, e direzione e mantenimento

Tre classi di strade si annoverano nei nominati Distretti e così: Provinciale, Comunale, Sezionali.

Al mantenimento della prima che è quella che da Pontremoli accenna alla Spezia e che attraversa il Paese di Villafranca, concorre tutta la Provincia della Lunigiana Estense e quindi anche i ripetuti Distretti e Villafranca, in particolar modo per franchi 719 annui.

Al mantenimento della seconda che rimane nel Distretto di Mulazzo concorrono tutte le Sezioni del distretto stesso perché appunto serve a tutte per comunicare alla strada di Teglia che conduce a Pontremoli.

E al mantenimento delle Strade Sezionali vi pensano le rispettive sezioni nelle quali rimangono.

9° Industria locale, commerciale – Nessuna industria locale. Molti individui dei Distretti però sogliono ne’ tempi opportuni recarsi in Corsica e nella Bresciana e ivi prestar l’opera loro e diversi di Mulazzo anche in molti altri paesi esteri a far commercio di pietre da rasoio. Nessun commercio locale se si eccettuano poche botteghe da pizzicagnolo e alcune bettole in Villafranca, alcune altre bettole in Treschietto e cinque nel Distretto di Mulazzo, una cioè in Mulazzo stesso, una in Parana, due in Montereggio ed una a Castagnetoli.

10° Delitti, detenuti, prigioni – Pochi delitti si contano in que’ Distretti e la più parte riguardano a furti campestri. Sonovi due prigioni, una in Villafranca il di cui Custode è pagato dal Comune nella ragione di franchi 15,00 all’anno e una in Mulazzo composta di quattro stanze. Esse prigioni sono presentemente vuote e così trovansi quasi sempre.

11° Statistica della popolazione – Il totale della popolazione de’ più volte rammentati Distretti rileva in complesso a 6528 circa e così quella di Villafranca  a n° 2773, come dall’allegato foglio D, quella di Treschietto a n° 855, cioè Treschietto Capo Luogo 249, Vico 306, Iera 300 / [totale] 855. Quella di Castevoli (sezione del Distretto di Tresana) fa circa 800 e quella di Mulazzo 2.100, cioè Mulazzo Capo Luogo 770, Montereggio 790, Parana 120, Pozzo 140, Castagnetoli 120, Busatica 160 / [totale] 2100. Totale come sopra n° 6528. Nessun Ebreo trovasi fra quella popolazione la quale per la più parte si compone di contadini e il resto di piccoli proprietari. In Villafranca vi abitano e vi posseggono molti della famiglia dei Marchesi Malaspina. In Mulazzo vi possiede per un valore di circa centomila franchi la Marchesa Mosti nata Marchesa Malaspina che abita in Benevento.

In Mulazzo stesso nel 1303 Dante Alighieri, essendo profugo, ricovrò presso il Marchese Morello Malaspina. In Villafranca si sono introdotte clandestinamente delle famiglie di Genovesi e di Toscani senza mezzi di sussistenza, alcune delle quali, per quanto dicesi, non godono di troppo buon nome.

12° Istruzione – Nessuna istruzione né superiore né inferiore a carico dello Stato, della Provincia o dei Comuni, se si eccettua la comunità di Mulazzo la quale ha affidata l’istruzione a parrochi corrispondendo loro un’indennità annua la quale viene pagata dalle diverse sezioni componenti la comunità stessa in ragione della popolazione per cui ciascuna di esse sezioni paga dalle lire 40 alle lire 80 italiane all’anno.  In Treschietto nessuna istruzione e soltanto il parroco di Vico dà qualche insegnamento percependo perciò picciol somma, lascito del fu Don Giovanni Federici Parroco di Vico stesso. Nemmeno in Villafranca Capoluogo avvi istruzione di sorta. Nelle sezioni però di Filetto, Mocrone, Malgrate, Orturano e Irola l’istruzione inferiore è affidata ai Parrochi rispettivi ai quali viene perciò distribuita la metà d’una rendita di lire 500 italiane, sul capitale a ciò legato dalla Marchesa Freganeschi di Castelbarco, ora a carico della nominata Marchesa Mosti di Benevento, essendo l’altra metà, di essa rendita, destinata pel medico condotto dell’ex feudo di Malgrate di cui più oltre. In Castevoli il parroco istruisce gratis.

13° Stabilimenti di pubblica educazione, seminari – Nessuno stabilimento di pubblica educazione, nessun seminario.

14° Sanità pubblica – Nella Comunità di Villafranca sonovi due medici condotti, uno che abita in Villafranca e serve le sezioni di Villafranca stessa e Virgoletta ed è corrisposto con franchi 700.00 che sono pagati come segue. Dal Luogo pio detto lo Spedale di Villafranca per la cura de’ poverelli lire 60,00; dalla sezione di Villafranca lire 440,00 e dalla sezione di Virgoletta lire 200,00. In somma lire 700,00. Ed uno che abita in Filetto e serve le altre cinque sezioni della predetta Comunità, dette dell’ex feudo di Malgrate ed è corrisposto colla metà delle lire e franchi 500 rendita del capitale a ciò legato dalla Marchesa Freganeschi, com’è detto più sopra all’articolo 12 in parlando dell’istruzione. Nella Comunità di Treschietto nessun medico condotto. Essa comunità si vale di quello di Bagnone, già Pontremolese, ora Parmense, ed è corrisposto man mano dalle famiglie che han d’uopo di lui. Nella sezione di Castevoli nessun medico condotto. Essa sezione si vale del medico di Canossa già Pontremolese, ora Parmense, mediante pagamento come pel predetto. Nella comunità di Mulazzo avvi un sol medico condotto collo stipendio annuo di franchi 1.000 circa che sono pagati dalle diverse sezioni che compongono la Comunità stessa in proporzione della rispettiva popolazione.

15° Dogane – Nessuna dogana.

16° Contrabbando attivo e passivo – Si direbbe nessuno contrabbando ma qualora vi fosse sarebbe attivo, specialmente pel sale e tabacco.

17° Mulini, cartiere ed altri opifici notevoli – Nella sezione di Villafranca sonovi un forno da pane di proprietà sezionale, tre mulini, un torchio da olio ed un altro da pasta di ragione di privati. Nella sezione di Virgoletta sonovi un mulino ed un torchio di ragione della sezione stessa, le di cui rendite sono amministrate da una società di particolari fra quali vengono divise. Anche nella sezione di Filetto avvi un mulino con forno di ragione della sezione stessa, le di cui rendite sono amministrate come quelle del mulino e torchio di Virgoletta. Nella comunità di Treschietto sonovi cinque mulini tutti di privata proprietà. Nella sezione di Castevoli sonovi due mulini ed un torchio di ragione privata. Nella comunità di Mulazzo ed in quella stessa sezione sonovi due mulini ed un torchio da olio; nella sezione di Pozzo avvi un mulino con torchio pure da olio, e nella sezione di Montereggio un mulino: opifici tutti di ragione privata.

18° Raccolta del salmistro e fabbricazione delle polveri – Nessuna raccolta di salmistro e nessuna fabbricazione di polveri.

19° Sali e tabacchi – Rispetto ai sali e tabacchi veggasi in principio della presente ov’è parlato de’ diritti e privilegi de’ Distretti, sotto il n° 2.

20° Lotto – Nessun gioco di lotto nei Distretti di che si tratta.

21° Pesi e Misure – Il Peso che praticasi nei ripetuti Distretti è l’antico della Lunigiana. Esso consiste nella libbra che è di dodici oncie corrispondenti ad un terzo di chilogrammo; il peso è di 25 libbre; il peso stesso corrisponde ad un bel circa all’antico peso di Parma. Anche le misure lineari, quelle per i grani, quelle pei terreni e quelli per i liquidi sono le antiche della Lunigiana e corrispondono a quelle di Bagnone dipendente in passato da Pontremoli, ora dallo Stato di Parma. La misura lineare è il braccio il quale pel panno, pella tela e per tutto ciò che è mercantile corrisponde a circa centimetri 73 e ½ e per le terre e per i fabbricati è in uso il braccio fiorentino il quale corrisponde a circa centimetri 58. La misura per grani si chiama secchia la quale dividesi in ½ ¼ e 1/8; la secchia corrisponde circa alla mina della misura di Parma appunto pe’ grani. Anche per indicare l’estensione pei terreni si dice secchia, cioè il tal fondo è capace di tante secchie di semente. La misura dei liquidi chiamasi barile; Essa contiene tanto liquido che corrisponde in peso a 100 libbre.

22° Economia de’ boschi degli oliveti, della caccia, della pesca – La maggior parte de’ terreni de’ quali compongonsi i suddetti Distretti è a bosco di legno forte, cioè di Rovere e di Castagni, poca parte è ad oliveti (che hanno sofferto assai nell’inverno 1846-1847 avendo il gelo fatto perire molti degli olivi stessi) e il resto trovasi a vigneti sparsi nella Vallata della Magra. Tutti i boschi sono di alto fusto e sufficientemente conservati. La caccia è permessa mediante licenza che si rilascia dal Governo contro il pagamento di franchi 3,50 all’anno. E’ pure permesso la detenzione d’armi non proibite, ma anche questa con licenza per la quale pagasi al Governo franchi 1,50 per una sol volta.

La pesca può farsi da chiunque senza licenza e pagamento di sorta. E’ ciò nullameno proibito il far uso di veleni e della mazza.

23° Cave e miniere – Nessuna cava e nessuna miniera nei Distretti ai quali la presente riguarda.

24° Poste delle lettere, dei cavalli e diligenza – Nessuna posta e nessuna diligenza nei nominati Distretti.

25° Dazi di consumo, bollo, controllo, ipoteche, tassi giudiziali, di polizia, garantia dell’oro e dell’argento – In Villafranca e in Mulazzo avvi un dazio di consumo il quale comprende il macellaio, i venditori di vino e di liquori, ma è poca cosa in tutto. Per le vidimazioni e per i certificati di polizia si esigono centesimi 76 a vantaggio del Governo, siccome a di lui vantaggio si esigono per la vidimazione dei passaporti a pagamento per gli Estensi centesimi 10 e per gli Esteri centesimi 25. Nessun uffizio del bollo, del controllo, delle ipoteche, della garantia dell’oro e dell’argento trovasi ne’ più volte ricordati Distretti.

26° Stato Civile – Lo Stato Civile è affidato ai Parrochi i quali sono obbligati alla fine d’ogni anno di trasmetterlo al Sindaco del rispettivo Distretto, e il Sindaco poi lo invia al Governo. Per quanto si dice un tempo la trasmissione per parte di Parrochi si eseguiva di sei in sei mesi, ma al presente si fa d’anno in anno.

28° Beni patrimoniali – Soltanto nel Distretto e Comunità di Treschietto sonovi de’ beni patrimoniali. Essi consistono in terreni coltivi alberati, vitati, in castagneti, ed in oliveti senza fabbricati. I beni stessi amministrati dalla R. Ducal Camera di Modena, trovansi presentemente affittati a certo Giuseppe Antonio Franchi di Treschietto mediante l’annua pensione di 350 in 400 franchi.

Così è.

Soscritto – P. Bussolati R° Commissario

Per copia conforme

Il Segretario Capo della Prima Divisione G.B. Mori. 


Marco Angella, Relazione statistica del 1848 sulle comunità della Lunigiana Estense aggregate allo Stato di Parma, pubblicato in “Il Porticciolo”, La Spezia, anno XV, n. 2.6.2022 pp. 172 – 180


[1] Dedico questo saggio a Germano Cavalli (1934-2021), fondatore e presidente dell’Associazione “Manfredo Giuliani”, ad un anno dalla scomparsa, avvenuta il 24 maggio 2021. Per un ricordo a caldo del professor Germano Cavalli cfr. Buon viaggio Germano, 24 maggio 2021 (on line in https://www.statuestele.org); cfr. Maria Luisa Simoncelli, Germano Cavalli e la storia della Lunigiana studiata e approfondita con amore, in “Il Corriere Apuano”, anno CXIV, n. 23, 5 giugno 2021, p. 6. Per la sua attività di etnografo e studioso rimando alla mia Intervista a Germano Cavalli, Presidente della “Manfredo Giuliani”, in vista del 50° anniversario dell’associazione, in “Il Porticciolo”, anno XI, n. 2 (giugno), La Spezia 2018, pp. 128-137.

[2] Cfr. Sezione Archivio di Stato di Pontremoli, Commissario Regio – Affari diversi, Filza XXXVIII di lettere e affari diversi del Commissario Regio per i mesi di gennaio febbraio marzo anno 1848, b. 99, Dipartimento dell’Interno – Governo – Statistica – Parte della Lunigiana Estense aggregata allo Stato di Parma.

[3] Il primo numero di “Studi Lunigianesi” (rivista di studi storici ed etnografici dell’Associazione “Manfredo Giuliani”) fu dedicato proprio a Villafranca nel Ducato di Parma, ovvero al periodo successivo a quello esposto nella “Relazione” di questo articolo: cfr. AA.VV., Villafranca nel Ducato di Parma (1848-1859), Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1971 (“Studi Lunigianesi”, anno I, n. 1). Fu Germano Cavalli a firmare la presentazione (p. 5) e l’ultimo articolo (“Considerazioni politiche sulla Lunigiana Parmense”: pp. 41-51) di quel numero.

[4] Sul “Trattato di Firenze” del 1844 cfr. Gian Carlo Venturini, Note al Trattato di Firenze del 1844, in “Studi Storici. Miscellanea in onore di Manfredo Giuliani”, La Nazionale Tipografia Editrice, Parma 1965, pp. 213-220; cfr. Ugo Folloni, Il Trattato di Firenze e la costituzione della Lunigiana Parmense, in AA.VV., Villafranca, cit., pp. 9-13.

[5] Proporrò la trascrizione dell’intera Relazione priva degli Allegati.

[6] Sul “Morello del ramo dei Marchesi di Mulazzo, in realtà agli inizi del Trecento defunto” e la “confusione interpretativa relativamente agli omonimi dei vari rami familiari” cfr. Eliana Maria Vecchi, “Ad pacem et veram et perpetuam concordiam devenerunt”. Il cartulario del notaio Giovanni di Parente di Stupio e l’instrumentum pacis del 1306, in AA.VV., Il nostro Dante e il Dante di tutti. 1306-2006, pp. 69-194, in particolare pp. 78-79 e nota 24. Per un aggiornamento su temi danteschi cfr. Alberto Casadei – Paolo Pontari (a cura di), Dante e la Toscana occidentale, University Press, Pisa 2021 (Atti del Convegno di studi Lucca – Sarzana 5-6 ottobre 2020).

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