LA NASCITA DELLA BANDA MUSICALE PONTREMOLESE (*)

La Banda musicale pontremolese, considerata come sodalizio organizzato [1], ha origine nel “secondo periodo lorenese”.

Con l’espressione “secondo periodo lorenese” si vuole intendere dalla Restaurazione (1815) all’ingresso della comunità di Pontremoli nella Lunigiana Parmense (1848)[2]: una trentina d’anni davvero intensi per quanto riguarda l’attività musicale e teatrale della città.

Non esistendo studi unitari ed organici sulla formazione della Banda in Italia, è necessario ricorrere a vicende locali o territoriali per farne emergere le caratteristiche. Come sottolinea lo studioso piacentino Stefano Pronti: “Nella prima metà del secolo XIX in Italia fioriscono le bande musicali con una tendenza esponenziale proporzionale alla crescita dello spirito risorgimentale di indipendenza nazionale.” [3]

Presso la Sezione dell’Archivio di Stato di Pontremoli si conserva un prospetto del 1839 pronto a fornirci preziose informazioni sulle bande di Pontremoli, Fivizzano e Bagnone[4].

La banda musicale di Pontremoli, priva di titolo o concessione legale, fu attivata il 1° giugno 1832. Nelle osservazioni si dice esplicitamente: “Nel giorno dicontro fu stipulata una scritta firmata da 31 Soci, che doveva aver vita per tre anni, contenente alcune regole disciplinarie, che fu verbalmente ammessa dall’Autorità Governativa di quel tempo, ma non essendo state osservate tali regole, la scritta andò in oblìo e solo in alcune circostanze straordinarie ha potuto aver luogo la riunione de’ Filarmonici per eseguire in Paese delle Sinfonie musicali a guisa di Banda. Attualmente la società si dà premura per ricomporsi e completarsi, dopo di che si propone di rivolgersi al Governo per avere un Regolamento proprio, ed una esistenza legale.”[5]

Solo per completezza d’informazione si dirà che a Fivizzano sin dal 1779 esisteva una “Società Filarmonica di Canto e Suono”, che fu poi “eretta in Banda Musicale nel 1831”[6]; a Bagnone “una banda musicale esisteva da lungo tempo, ma nel 1831 si eresse con un Regolamento, che ebbe per oggetto di fare delle Adunanze settimanali per studiare ed apprendere, adunanze che si sono sempre tenute e si tengono a diligenza e cura del Dottor Luigi Bicchierai di Bagnone, che ne è stato e ne è il Direttore e Maestro.”[7]

I documenti attestano che la banda pontremolese fu attiva già nell’anno in cui fu fondata.

Nel 1832 il Granduca Leopoldo II venne in Lunigiana per visitare i lavori stradali che si stavano eseguendo alle strade del Cerreto e della Cisa[8].

Di tale visita il nobile pontremolese Antonio Ricci (1772-1846) ci ha lasciato un’interessante relazione manoscritta pubblicata dallo storico locale Pietro Ferrari (1874-1945)[9]. Il Granduca giunse a Pontremoli il 27 settembre 1832 verso mezzogiorno e prese alloggio nella casa del gonfaloniere Marchese Luigi Pavesi, “davanti alla quale trovavasi la truppa schierata in armi, a tamburo battente; indi cominciò a sonare la banda dei dilettanti, al momento che il Sovrano si affacciò al terrazzo in mezzo agli evviva di tutta la popolazione accorsa”[10].  In serata per rendergli onore si svolse una festa da ballo in casa del Cavalier Luigi Bocconi. Il 28 settembre Leopoldo II si recò a visitare la strada per Parma fino alla Cisa e al termine della giornata partecipò ad un’altra festa data in teatro.  Riprese la strada per Firenze il 29 settembre.

Non è solo un documento privato a venirci in soccorso bensì un manoscritto rinvenuto recentemente presso l’archivio di stato.

Nel “Registro delle Deliberazioni Magistrali” si legge in data 26 settembre 1832: “Inerendo alla circostanza fortunata del prossimo arrivo di S.A.I. e R. in questa Città i SS. Ri Adunati predetti deputarono e deputano gli infrascritti signori perché si rechino ad incontrare la Prefata A.S..I e R. a quella distanza che di concerto col Sig. Gonfaloniere sarà creduta propria: Anziani Cav.re Matteo, Dosi Marchese Cavalier Giovan Simone e Ricci Antonio. Il tutto per voti favorevoli quattro e contrari nessuno. Similmente commessero invitarsi il Signor Deputato di questa Banda filarmonica perché voglia fare eseguire in così fausta occasione de’ pezzi musicali componenti la medesima, per voti favorevoli quattro, contrari nessuno.”[11] 

Due documenti, dunque, in grado di attestare in maniera inconfutabile che la banda musicale pontremolese fu certamente attiva fin dal 1832.

Lo storico Emanuele Repetti annotò nel suo celebre Dizionario geografico fisico e storico della Toscana pubblicato nel 1841: “Fra li stabilimenti di pubblica istruzione e diletto Pontremoli conta un grazioso teatro recentemente restaurato. Havvi inoltre un’Accademia filarmonica sotto il titolo poetico dei Risorti Apuani ed una banda civica di dilettanti.”[12]

Ciò testimonia la differenza tra l’Accademia filarmonica, da ritenersi composta da orchestrali, e la banda musicale: istituzioni aventi diverse finalità [13].

Nel 1845 Gaetano Bertinelli, Maurizio Caimi e Giuseppe Ceppellini scrissero una lettera al Commissario di questo tenore:

“I sottoscritti ed altri individui che insieme con essi componevano la Banda Civica di questa Città, che da circa cinque anni ha sospese le proprie riunioni, volendo adesso riattivare la medesima, che già era funzionante nelle forme, domandano a V.S. Ill.ma il permesso di potersi nuovamente riunire onde effettuare l’enunciato loro progetto, facendo e deliberando quanto in simili contingenze si rende necessario per ottenere la regolare riorganizzazione di essa.”[14]

Con lettera del 4 luglio 1846 Raffaello Reghini, presidente della società musicale, richiedeva al Commissario di approvare il Regolamento della banda e l’uniforme da indossare nelle pubbliche manifestazioni[15].

Il Regolamento, costituito da 25 articoli, riportava le firme dei componenti del sodalizio,[16] tra cui quella dell’affermato direttore e compositore “P. G. Parolini”[17].

Nel settimo articolo si diceva esplicitamente che la Società ebbe inizio “dal primo gennaio  milleottocentoquarantacinque”[18]. Era costituita da un Presidente, un Direttore o Capo-Banda, un Provveditore, un Cassiere ed un Segretario che, tra le altre incombenze, aveva quella di custodire l’archivio[19]. Si componeva di “Soci ordinari”, che suonavano qualche strumento nonché pagavano una tassa di dieci lire fiorentine, e “Soci onorari” che volontariamente facevano parte della società e che annualmente corrispondevano una tassa[20]. I soci ordinari dovevano “gratuitamente intervenire alle processioni del Duomo nel giorno del Corpus Domini e Ottava”[21]. Per tutte le altre funzioni alle quali la Banda fosse chiamata doveva essere diretto l’invito al Segretario che, presi accordi con Presidente e Direttore, doveva contattare i soci ordinari. Chi mancava doveva pagare una penale a meno di riuscire a giustificarsi fornendo seri motivi. I soci ordinari erano obbligati ad “intervenire alle sortite nei giorni più solenni dell’anno” e a tutte quelle manifestazioni che la Società ritenesse opportuno di fissare “sia per rallegrare il Popolo, come per onorare qualche distinto soggetto, sia infine per decorare i pubblici spettacoli.”[22]

Nel 1848 la banda musicale pontremolese fu impegnata in almeno tre manifestazioni prestigiose: per i festeggiamenti organizzati dopo l’allontanamento della guarnigione parmense (28 marzo)[23]; per accogliere degnamente Vincenzo Gioberti che, come afferma lo storico Manfredo Giuliani, pernottò a Pontremoli presso l’Albergo del Pavone (18 maggio)[24]; infine per rendere onore al Granduca di Toscana Leopoldo II che, in visita alla città, fu ai primi di luglio ospite di Palazzo Bocconi (5-7 luglio)[25].

Marco Angella, La nascita della Banda musicale pontremolese, pubblicato in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Tipografie Riunite Donati, Parma, 4^ s., vol. LII, 2010, pp. 41-53


(*) Dedico questo studio al Commendator Nicola Azeglio Michelotti (1 dicembre 1935 – 28 novembre 2010), che ho avuto la fortuna di conoscere e di frequentare. Se a Pontremoli ed in Lunigiana è ancora viva la passione per la storia locale è grazie alla meritoria opera di eccellenti divulgatori come lui.


Appendice

Regolamento della Banda Musicale di Pontremoli (1846), in S.A.S.P., Commissario Regio, Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 967-974, 4 luglio 1846 (data lettera di accompagnamento)

  1. La Società si compone di due classi, di Soci Ordinari e Onorari. I primi sono quelli che suonano qualche instrumento e corrispondono una tassa annua di lire fiorentine Dieci. I secondi sono quelli che volontariamente vogliono far parte di detta Società e che corrispondono annualmente una tassa. Gli uni e gli altri hanno nelle Adunanze diritti perfettamente uguali.
  2. Le tasse annue saranno pagate dai singoli soci al principio dell’anno per una rata e per l’altra rata entro il mese di giugno. Le penali, poi, delle quali sarà parlato in appresso, saranno pagate colla prima rata della Tassa dell’anno immediatamente successivo a quello nel quale a carica dei Soci si saranno verificate.
  3. Le Obbligazioni e Sottoscrizioni dei minori e dei figli di famiglia dovranno essere approvate dai rispettivi Genitori e Tutori.
  4. I Soci Ordinari dovranno gratuitamente intervenire alle Processioni del Duomo nel giorno del Corpus Domini e Ottava. Per tutte le altre funzioni alle quali la Banda fosse invitata, l’invito (previo deposito da farsi nelle mani del Cassiere di lire dodici fiorentine, tassa che viene così determinata) dovrà essere diretto al Segretario, il quale presi gli opportuni concerti col Presidente e col Direttore, trasmetterà l’invito ai Soci ordinari. Se alcuno di essi mancherà, dovrà pagare una penale di fiorentine lire due, salvo il concorso di cause legittime e gravissime da dedursi e riconoscersi per tali in adunanza.
  5. Nell’istesso modo, e sotto le stesse penali saranno obbligati i Soci ordinari d’intervenire alle sortite nei giorni più solenni dell’anno a tutte quelle che la Società crederà di fissare sia per rallegrare il Popolo, come per onorare qualche distinto soggetto, sia infine per decorare i pubblici spettacoli.
  6. Se qualche individuo bramasse di essere ammesso nella Società, dovrà prima di tutto presentarsi al Segretario, che ne prenderà le informazioni necessarie dai di lui Genitori Tutori, o altri dalla cui autorità e direzione legalmente Egli dipende ed essendo le medesime favorevoli, presenterà la sua istanza al Segretario diretta alla Società per essere al primo raduno sottoposta ai Soci ed Essi per via di schede segrete a pluralità di voti dovranno o accoglierla o rigettarla. Oltre le formalità suddette se il Postulante suonerà qualche instrumento e vorrà entrare come Socio Ordinario la di lui capacità dovrà essere attestata dal Direttore della Banda, al quale il medesimo dovrà dirigersi per ottenere il conveniente Certificato, che dovrà essere sempre unito all’Istanza suddetta. Quando poi alcuno domandi di entrare come Socio Onorario dovrà obbligarsi di pagare una Tassa annua non inferiore alle Lire dieci fiorentine. Dovrà esibire la sua istanza, come è stato detto superiormente e la Società delibererà come sopra, verificando in prevenzione se appartenga a famiglia civile.
  7. I Soci sono obbligati verso la Società dal primo Gennaio milleottocentoquarantacinque, epoca in cui s’intende che abbia avuto principio detta Società a tutto l’anno milleottocentocinquantatre, salvo il caso di morte o d’abbandono definitivo di domicilio dalla Giurisdizione Criminale di Pontremoli. In pendenza di questo termine nessuno potrà ritirarsi dalla Società medesima meno il concorso di cause gravissime da riconoscersi per tali previe le più accurate verificazioni dal corpo accademico. Ed ove durante il suddetto Novennio qualche Socio Ordinario volesse essere dispensato dal suonare per motivi di salute, rimarrà nonostante obbligato al pagamento della Tassa annua e sarà a tutti gli effetti considerato come Socio Onorario.
  8. Sarà immediatamente dimesso dalla Società, previa cognizione di causa e deliberazione del Corpo sociale quell’Individuo 1° che si farà lecito in occasione della adunanze di ingiuriare ed offendere con vie di fatto alcuno dei Soci riprendendo le mancanze altrui, opporsi alle Deliberazioni legittimamente prese; 2° che avrà riportata una condanna criminale, escluse però quelle relative a semplici trasgressioni; 3° se essendo in Corpo cogli altri Soci avrà tenuto un contegno indecente e gravemente reprensibile; 4° se sarà abitualmente insubordinato al Direttore della Banda; 5° se si permetterà discorsi contrari alla Religione e buoni costumi. Tale dimissione non lo dispenserà dal dover continuare, durante il Novennio, e fino al termine di esso, a pagare la Tassa delle suddette Lire dieci.
  9. I Soci Ordinari dovranno intervenire a tutti gli studi settimanali nell’ora che sarà fissata ed a tutte le adunanze dietro invito da trasmettersi in questo caso tre giorni innanzi meno però i casi di urgenza che basterà un invito entro le ore ventiquattro. Mezz’ora dopo quella fissata per le prove o nell’invito sarà fatta la chiama e quelli che mancheranno pagheranno mezza lira fiorentina; chi si manterrà contumace anche al di là di un’ora, da quella fissata nell’invito pagherà doppia penale. Chi avrà scuse da dedurre, dovrà esibirle al Segretario in scritto, prima del raduno, e la Società nella stessa adunanza ed al termine di essa dovrà ammetterle e rigettarle; come pure se qualcuno dei Soci ordinari si permetterà di andarsene tanto prima che siano finiti gli studi od esercizi quanto prima che siasi terminato di suonare, allorche si faranno delle sortite, nel primo caso incorrerà nella multa di un Paolo, nel secondo di una Lira fiorentina.
  10. Anche i Soci Onorari potranno intervenire alle adunanze generali della Società previo invito da trasmettersi tre giorni innanzi meno i casi  d’urgenza nei quali basterà l’invito entro le ore ventiquattro. Intervenendo detti Soci Onorari alle adunanze prima che siasi incominciata la trattativa degli affari pei quali la Società si sarà adunata avranno diritto di prendere parte alle Deliberazioni.
  11. Le adunanze saranno legali qualunque volta sia presente la metà dei Soci Ordinari e Onorari effettivamente dimoranti a Pontremoli e le Deliberazioni che saranno prese a pluralità di voti dai Socii presenti al raduno saranno obbligatorie anche pei Socii non intervenuti, e per quelli che sono scusati come appresso.
  12. Se al primo raduno per affari ordinari e che ammettino dilazione non vi sarà numero legale per trattare il raduno s’intenderà rimesso al giorno immediatamente successivo a quello fissato come sopra alla stessa ora indicata nell’invito, ed ove fosse giorno festivo d’intiero precetto, l’Adunanza avrà luogo nel giorno successivo, all’ora medesima. In questa seconda adunanza saranno trattati gli affari dai Soci effettivamente presenti, qualunque ne sia il numero, e le deliberazioni prese dai medesimi a pluralità di voti saranno obbligatorie per tutto il Corpo sociale.
  13. Quando l’oggetto del raduno sia urgente, da esprimersi ciò nell’invito, le deliberazioni prese a pluralità di suffragi dai Socii effettivamente presenti, saranno obbligatorie per tutti e i non intervenuti ove non concorra una scusa, saranno sottoposti alla solita penale di mezza Lira.
  14. Quei Soci che mancheranno, sia nel primo giorno sia nel secondo all’Adunanza, pagheranno la suddetta penale di mezza lira, e di una lira quelli che mancheranno a tutte e due.
  15. Sono scusati d’intervenire alle adunanze il Vescovo, il Commissario Regio e il Gonfaloniere di Pontremoli, qualora onorassero la Società ascrivendosi come Soci Onorari, quelli che abitano fuori di Pontremoli tanto precariamente che stabilmente. Gli Impediti per causa del proprio uffizio e impiego, quelli che hanno settant’anni compiti, salvo altre scuse legittime da dedursi e da riconoscersi per tali dalla Società.
  16. E’ espressamente vietata qualunque sovraimposta anche per cause gravissime, e qualunque Deliberazione che fosse ciò nonostante presa su tale rapporto non sarà obbligatoria che pei Socii presenti e consenzienti: quelli che essendo presenti dissentiranno, dovranno dichiararlo e il Segretario ne prenderà nota nel Verbale della Società.
  17. Resta espressamente proibito a ciascun Socio, condurre seco loro qualsiasi persona alle prove, ancorché di famiglia, senza licenza del Capo Banda e Segretario sotto la pena di dover quello o quelli licenziare immediatamente. Alle adunanze non potranno intervenire che i Soci sia Ordinari che Onorari. La Società avrà: 1° un Presidente. 2° un Direttore o Capo Banda. 3° un Provveditore. 4° un Cassiere. 5° un Segretario. Queste cariche sono annuali e potranno essere confermate per una sola volta, e dopo l’intervallo di un anno da che saranno usciti di carica potranno essere nuovamente eletti.
  18. Per le suddette cariche potranno essere scelti degli Individui anche fra i Socii Onorarii.
  19. Le cariche suddette per formare il Bilancio delle Spese annue da sottoporsi all’approvazione di tutta la Società, come per adottare qualche urgente misura, comporranno il Consiglio di Amministrazione, il quale sarà legittimamente adunato, nonostante la mancanza di uno dei membri.
  20. Quelli fra i componenti il Consiglio di Amministrazione che invitati mancassero d’intervenire alle adunanze senza una giusta causa saranno sottoposti alle stesse multe, o penali fissate per le adunanze di tutta la Società.
  21. Nel mese di Settembre sarà tenuta un’adunanza generale per formare il Bilancio di Previsione per l’anno successivo; e nel gennaio del nuovo anno avrà luogo altra adunanza generale per conoscere lo stato di cassa da redigersi dal Cassiere, il quale dovrà in prevenzione sottoporlo al Consiglio d’Amministrazione.
  22. Il Maestro Direttore, o Capo-Banda, dovrà prestarsi gratuitamente per tutto ciò che riguarda il miglior andamento della Società e così avrà anche l’obbligo di istruire quei Socii Ordinari che ne abbisognassero, di ridurre occorrendo i pezzi da suonarsi; copiare le Parti e di comporre qualche pezzo di Musica.
  23. Il Maestro Direttore dovrà assentarsi dalle Adunanze tanto generali che del Consiglio di Amministrazione qualunque volta si pongano in discussione affari che lo riguardano.
  24. Gli studi settimanali da farsi indistintamente ogni lunedì, dal primo maggio a tutto agosto, avranno luogo dalle ore quattro e mezzo alle ore sette; e dal primo settembre a tutto aprile dalle ore sei alle ore otto e mezzo, sempre pomeridiane. Ove cadesse in detto giorno festa d’intiero precetto lo studio s’intende rimesso al giorno immediatamente successivo non festivo.
  25. La Musica che verrà di mano in mano provveduta dalla Società egualmente che quella composta dal Maestro Direttore o Capo-Banda e le Parti levate e ridotte dal medesimo dovranno di mano in mano inventariarsi a cura del Segretario, il quale rimane espressamente responsabile della Custodia della medesima nell’Archivio della Società, unitamente a tutto quanto sarà di spettanza della Società stessa.

Firmati all’Originale.

Maurizio Caimi

D.re Pietro Bertucci

Vincenzo Eschini

Marc’Antonio Salvini

Parolini Nicola

Crescini Luigi

Franco Olivieri

Leopoldo Frassinelli

Antonio Grossi

Giuseppe Fornari

Lorenzo Parolini                        Sta bene = P.G. Parolini

Domenico Razzettii                    Sta bene = F. Razzetti

Francesco Piedi

Davide Lazzeroni

Raffello Reghini

Gaetano Bertinelli

Domenico Razzetti                     Sta bene = Carlo Razzetti

Giuseppe Ceppellini

Francesco Frassinelli

Francesco Bergamaschi

Lorenzo Lorenzelli                     Sta bene = Angelo Maria Lorenzelli  

Antonio Braccelli

Cesare Cassanelli

Ferdinando Secchiari

Bernardo Reisoli come Socio Onorario

Concorda coll’originale

Raffaello Reghini Presidente.


[1] Pontremoli vanta antiche tradizioni musicali. Non è difficile, sfogliando manoscritti d’archivio di diverse epoche, imbattersi in gruppi di suonatori pronti ad intrattenere il pubblico con strumenti d’ogni genere, in occasione del passaggio di un famoso condottiero, di un governante o a sfilare in corteo sia per una processione sia per qualsiasi avvenimento in grado di suscitare interesse. Tuttavia si può cominciare ad intravedere l’esistenza di una “banda”, se con questo termine si vuole identificare una formazione collettiva organizzata, solo nel XIX secolo. Cfr. Musica Cittadina Pontremoli 1848-1998. 150 e oltre, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1997, p. 7.

[2] Per avere informazioni relative a questo periodo storico (1815-1848) cfr. Pietro Ferrari, Vecchia Pontremoli, scorci e figure dell’Ottocento, Quaderno della Giovane Montagna n. 18, Parma 1938; Armano Ricci Armani, Cronache pontremolesi dall’ottobre 1847 al giugno 1849, in “Archivio Storico per le Province Parmensi”, n.s., vol. XXXIV (1934), pp. XX-XXII; Nicola  Zucchi Castellini,  Storia di Pontremoli dalle origini all’Unità d’Italia, Tolozzi Compagnia dei Librai, Genova 1990, pp. 161-183.

[3] Cfr. Stefano Pronti, Musica, Maestro! 250 anni della Banda musicale di Ponte dell’Olio con osservazioni sulle Bande italiane e un’indagine nazionale 2002, Edizioni Tip.Le.Co., Piacenza 2002, p. 7. Sembra doveroso segnalare la monografia del musicista Alessandro Vessella, edita nel 1935, che getta le basi per una concezione storica della formazione e della diffusione della Banda in Italia ed in Europa. Cfr. Alessandro Vessella, La Banda dalle origini fino ai giorni nostri. Notizie storiche con documenti inediti e un’appendice musicale, Istituto Editoriale Nazionale, Milano 1935.

[4] Cfr. Sezione Archivio di Stato di Pontremoli (d’ora in poi S.A.S.P)., Affari diversi di Governo, 1839, vol. 61 (segnatura originale, interna alla busta d’appartenenza), n. 111, “Prospetto delle Società o Corporazioni formali filodrammatiche esistenti nel Governativo Compartimento del Regio Commissariato di Pontremoli”. Nella lettera del 16 maggio 1839 si afferma che il Dipartimento è “nell’interesse di conoscere quali e quante Società o Corporazioni formali Filodrammatiche o Bande Musicali esistono in cotesto Governativo Compartimento”. Cfr. Fig. 1.

[5] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1839, vol. 61, Prospetto, cit., Banda di Pontremoli.

[6] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1839, vol. 61, Prospetto, cit., Fivizzano. Sull’epoca d’attivazione della Filarmonica di Canto e Suono, poi Banda Musicale di Fivizzano: “Permesso Sovrano partecipato dall’Auditore Fiscale di Firenze con Officiale del 3 Agosto 1779 e Sovrano Rescritto del 24 Agosto 1831”. Nelle osservazioni si legge: “Col dicontro Veneratissimo Sovrano Rescritto del 24 Agosto 1831 venne accordato ai Bandisti componenti l’indicato Corpo il progettato uniforme secondo l’esibito modello, o figurino per decorarsene in occasione di prodursi in pubblica forma. La Società non gode di alcun privilegio o prerogativa speciale.” 

[7] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1839, vol. 61, Prospetto, cit., Bagnone. Sulla concessione legale della Banda di Bagnone: “Banda Musicale da prima senza autorizzazione che poi si desunse dalla risolutiva della Presidenza del Buon Governo del 31 Agosto 1833.” Nelle osservazioni si legge: “Con Resolutiva del Superiore Dipartimento del Buon Governo del 31 Agosto 1833, emessa alle apposite preci che ne avevano umiliate il Regio Trono i Componenti la dicontro Società Musicale, fu permesso loro alla circostanza di riunirsi e prodursi in pubblica forma per decorare qualche festa sacra o profana, di poter indossare un Cappello uniforme, appuntato con lancetto semplice, a guancio di gallone, o di metallo dorato, senza distinzione di coccarda, bordura, o altro distintivo proprio delle Regie Milizie e con obbligo bensì di riportare volta per volta l’Autorità o Consenso del Vicario Regio Locale. Di tale distintivo non ha la Società fino ad ora profittato.” In aggiunta, come da lettera del 23 maggio 1839: “Non hanno mai aprofittato d’un tal permesso, ed hanno preferito, alla circostanza d’accompagnare Processioni o d’assistere a qualche altra Sacra Funzione di portare il Cappello Tondo senza uniformità e distintivilo che venne loro permesso dal fu Monsignor Venturini Vescovo di Pontremoli.” Su Luigi Bicchierai cfr. Ugo Pagni, Bagnone in Lunigiana ed i suoi teatri. Dal secolo XVI ad oggi, Tolozzi, Genova 1981, pp. 23-24. 

[8] Sulla storia delle strade Cisa e Cerreto Cfr. Gianpiero Salvanelli, La Cisa ed il Cerreto. Storia di due strade nel XIX secolo fra il Mar Tirreno, la Pianura Padana e Vienna, Grafiche Conti, Aulla 2002, in particolare p. 146; Gino Monacchia, Il Passo della Cisa e la sua strada (Incontro con la storia), Sarzana 2010.

[9] Cfr. Pietro Ferrari, Vecchia Pontremoli, cit., pp. 13-14. Cfr. Pietro Bologna, Artisti e cose d’arte e di storia pontremolesi, Forni Editore, Bologna 1972 (ristampa anastatica dell’edizione di Firenze, 1898), p. 87.

[10] Cfr. Pietro Ferrari, Vecchia Pontremoli, cit., p. 14.

[11] Cfr. S.A.S.P., Comunità di Pontremoli. Registro delle Deliberazioni Magistrali dal 31 marzo 1832 al 13 ottobre 1834, n. 52, c. 31v.

[12] Cfr. Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca, Garfagnana e Lunigiana, Allegrini e Mazzoni, Firenze 1841, vol. IV, p. 555. Cfr. inoltre Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, Tipografia Emiliana, Venezia 1851, vol. LIII, p. 129: “Vi è un’Accademia Filarmonica dei Risorti Apuani.” La data di fondazione dell’Accademia dei Risorti Apuani si evince dall’introduzione all’inedito “Regolamento Organico per l’Accademia Filarmonica sotto il titolo Dei Risorti Apuani” dove si legge: “L’Accademia Filarmonica Pontremolese instituita sino nel dì 29 Marzo 1828 sotto il titolo Dei Risorti Apuani sarà retta d’ora innanzi dal seguente Regolamento …” Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo. 1830 e 1831, vol. 38, cc. 299-302, in particolare c. 299.

[13] Sulla finalità di bande e filarmoniche cfr. Antonio Carlini (a cura di), Accademie e Società Filarmoniche. Organizzazione, cultura e attività dei filarmonici nell’Italia dell’Ottocento, Atti del Convegno di Studi del Bicentenario di Fondazione della Società Filarmonica di Trento (Trento 1-3 dicembre 1995), Quaderno dell’Archivio delle Società Filarmoniche italiane/1, Tipolitografia Editrice, Trento 1998, pp. 465 [in S.A.S.P., Biblioteca I.F.9].

[14] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 966, 4 marzo 1845. Sul permesso accordato “di riunirsi per riattivare e organizzare regolarmente la Banda Civica” cfr. S.A.S.P., Affari di Governo. Copia-Lettere, 1845, vol. 88, cc. 106-107, n. 177, 5 marzo 1845, “Banda musicale in Pontremoli. Riattivazione”

[15] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 967, 4 luglio 1846: “Ho l’onore di rimettere alle pregiate mani di VS. Ill.ma il Regolamento che, salva la superiore approvazione, la Società della Banda formatasi in questa Città avrebbe redatto per il migliore andamento di essa. Fino a che la detta Società non aveva date soddisfacenti riprove di una condotta in ogni rapporto regolare ed irreprensibile, non ho creduto di eccitare l’approvazione di detto Regolamento. Ora che VS. Ill.ma può esser persuasa che i membri che compongono la Società predetta sono animati dal lodevole scopo di istruirsi nella musica, di decorare le funzioni sacre e di prestarsi nei pubblici divertimenti e spettacoli, ho fiducia che vorrà degnarsi siccome in nome della Società stessa rispettosamente imploro, non solo d’interporre la sua valevolissima mediazione onde il preallegato Regolamento ottenga la superiore approvazione, ma ancora di procurare che gli individui che la compongono possino nelle pubbliche comparse vestire l’uniforme, siccome è stato accordato a molte altre consimili società. Ho l’onore d’essere con profonda ossequiosa stima. Pontremoli 4 luglio 1846. Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo Raffaello Reghini Presidente:” 

[16] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, nn. 967-974. Cfr. Appendice. Per comodità di lettura e d’impaginazione i quattro nomi della colonna di sinistra, come “P.G. Parolini”, sono stati trascritti a destra. Cfr. Fig. 2

[17] Sul musicista Pietro Giovanni Parolini (1789-1875), figlio di Felice e Luigia Micheli, cfr. Rosaliana Zanetti, La vita di Pietro Giovanni Parolini (1789-1875) e un catalogo tematico-sistematico delle sue opere musicali, Università degli Studi di Pisa, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere, Storia della musica, anno accademico 1985/1986 (consultabile presso la Biblioteca Comunale “Camillo Cimati” di Pontremoli nel microfilm n. 221); Stefania Rossi (a cura di), Le piccole guide. Pontremoli. La storia, gli uomini, la città,Editoriale Città del Libro, 1991, pp. 63-64; Nicola Michelotti, “Pietro Giovanni Parolini”, in Ai cipressi di Verdeno-1, cit., pp. 29-32; Fabrizio Rosi, Pontremoli. La storia passa anche di qui. Vicende di un borgo medievale lungo la Francigena, Paolo Savi Editore, Pontremoli 2009, p. 58. Materiale (libri pubblicati dal maestro Carlo Gervasoni, uno strumento musicale, documenti e foto) di Pietro Giovanni Parolini e del figlio Carlo sono conservati presso la famiglia Bardi di Pontremoli. L’editore e giornalista Maurizio Bardi, infatti, è discendente diretto del compositore tramite Linda Parolini.

[18] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 970, articolo 7: I soci “sono obbligati verso la Società dal primo gennaio  milleottocentoquarantacinque, epoca in cui si intende che abbia avuto principio di detta Società a tutto l’anno milleottocentocinquantatre …”.

[19] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 970, articolo 17.

[20] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 970, articolo 1.

[21] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 970, articolo 4.

[22] Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di Governo, 1847, vol. 94, n. 970, articolo 5.

[23] Cfr. Natalino Benacci, Passa la banda, in “Almanacco Pontremolese 1987”, Editore Pacini, Pisa 1987, Novembre. Cfr. Armando Chiodi, La meravigliosa e complessa Storia della Banda Musicale della Città di Pontremoli, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1997, p. 7: “Si ha notizia certa che una Banda pontremolese era alla testa di un corteo nell’anno 1848 uscita per manifestare per le Cinque giornate di Milano. Suonò il 28 di marzo 1848 dopo l’allontanamento del Commissario Ducale e della Guarnigione Parmense …” L’autore avverte (p. 32): “Il maestro Armando Chiodi, cassista, compilò questa storia della Musica senza possedere materiale d’archivio basandosi sul sentito dire e sulla viva voce di vecchi musicanti. Ritrovò poi, molto tempo dopo, tutto il materiale in uno scatolone di vecchie carte destinate come spazzatura al fiume raccolte durante la pulizia della casa dell’ avv. Bassignani che insieme a libri ed altra roba venne a finire nel suo portone di San Pietro portatovi da un suo inquilino antiquario, Del Bianco Vladimiro, che aveva acquistato il tutto. Il Chiodi per curiosità prese dallo scatolone spazzatura un biglietto e lo lesse. Portava l’intestazione Filarmonica di Pontremoli. Fermò lo scatolone dal finire nel fiume e vuotandolo per terra raccolse tutte le carte documentazione d’archivio della Banda e della Società pro Patria.”

Cfr. inoltre Musica Cittadina Pontremoli 1848-1998. 150 e oltre, cit., p. 8. Per la cronaca dal 16 al 27 giugno 2008 la Sezione dell’Archivio di Stato di Pontremoli ha organizzato in collaborazione con la Musica Cittadina Pontremoli l’evento “Dalle pergamene agli ottoni”, mostra documentaria dal XII al XX secolo: pergamene musicali, carte, foto e strumenti.

[24] Cfr. Manfredo Giuliani, Gioberti a Pontremoli nel 1848, in “Giornale Storico della Lunigiana”, vol. III, Tipografia Francesco Zappa, La Spezia 1911-12, pp. 123-128, in particolare p. 124: “La banda cittadina si recò più volte all’albergo; il paese fu illuminato.” Cfr. pure Pasquale Pasquali, Vincenzo Gioberti esalta i generosi pontremolesi “figli illustri del paese più bello e più gentile d’Italia”, in “Il Corriere Apuano”, 27 settembre 1952. Cfr. Natalino Benacci, Passa la banda cit., Novembre;cfr. Musica Cittadina Pontremoli 1848-1998. 150 e oltre, cit., p. 8. Proprio “La presenza a Pontremoli di Vincenzo Gioberti nel 1848 e l’accoglienza riservatagli” era il titolo dell’ultimo studio di Nicola Michelotti per l’ “Archivio Storico per le Province Parmensi”. Il 20 giugno 2010, in occasione della tornata pontremolese, Nicola Michelotti (Presidente Onorario dell’Associazione “Amici del Campanone” di Milano) si fece rappresentare dall’ingegner Claudio Caldi (Presidente dell’Associazione “Amici del Campanone” di Milano), che, presso le Stanze del Teatro della Rosa, lesse la sua comunicazione. Manoscritti sulla presenza di Gioberti a Pontremoli si trovano in   S.A.S.P.,  Antonio Restori q. Pietro (1841-1848), 932, Protocollo XXI (1844-1848), cc. 62v-64, n. 3576, “Deposito dell’allocuzione di Vincenzo Gioberti”.

[25] Cfr. Nicola Zucchi Castellini, Storia di Pontremoli … cit., p. 179: “A Pontremoli nel luglio vi fu una nuova esplosione di entusiasmo per la sosta che vi fecero il Granduca Leopoldo II ed il principe ereditario, nel corso della loro visita ai territori lunigianesi di recente annessi alla Toscana. Il Granduca ed il figlio, ospiti della casa Bocconi, vi passarono due notti, dal 5 al 6 e dal 6 al 7 luglio; il tempo sufficiente per varie manifestazioni: archi di trionfo, bande musicali, luminarie, spettacoli al teatro, giochi popolari.”

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