
Premessa
In Lunigiana spesso vengono organizzate manifestazioni di qualità che propongono personaggi di grande valore culturale. Solo tra qualche decennio si potrà dire quali persone hanno veramente lasciato un segno nella nostra terra tanto da tramandare alle future generazioni qualcosa di significativo.
Riconoscere ai giorni nostri i veri fari del sapere, nei tempi della globalizzazione, non è facilissimo.
In questo saggio voglio parlare di un personaggio che, grazie al libraio ed erudito Massimiliano Mazzei[1], ho avuto la fortuna di intervistare la scorsa estate[2] e che, senza tanti clamori, frequenta da anni la Lunigiana.
Sto parlando del “geniale” artista livornese Federico Maria Sardelli[3]. Conosciuto nel mondo come direttore d’orchestra, compositore, flautista e, dal 2007, catalogatore della musica di Antonio Vivaldi (1678 – 1741), è anche un ottimo pittore.
I primi passi di Federico Maria Sardelli in Lunigiana
E’ proprio Federico Maria Sardelli a svelare nell’intervista del 10 luglio 2021 che ha mosso i primi passi in Lunigiana da piccolo, al seguito del padre Marc, pittore[4]:
“Venni già da bambino a seguito di mio padre, che fece una mostra qui in Lunigiana. Mi ricordo vari posti della Lunigiana: Bagnone, Filetto, Malgrate. Io avevo 8-9 anni. Mi ricordo questo bellissimo viaggio di poco più di dieci giorni con la mia famiglia. Da bambino, figlio di pittore, mi portavo sempre dietro un blocco da schizzi, anche degli acquerelli e cominciai a disegnare pure dei posti qua. Dopo ho conosciuto l’amico Mazzei e da lì in poi c’è stata una frequentazione un po’ più sistematica, però il primo legame è antico!”[5]
La presentazione de “L’affare Vivaldi” a Bagnone nel 2015
Il 16 agosto 2015, in seno alla manifestazione “Per le Vie di Bagnone”, organizzata dalla locale Associazione Sportiva & Culturale, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Bagnone, l’Associazione Donne di Luna Onlus e i giovani volontari bagnonesi con il patrocinio del Parco Nazionale, presso il Giardino di Villa Quartieri venne presentato il libro di Federico Maria Sardelli “L’affare Vivaldi”, edito da Sellerio.
Dialogarono con l’autore la giornalista Letizia Leviti (1971 – 2016)[6] e il Maestro Carlo Boccadoro[7]. Quest’ultimo successivamente tenne un concerto per piano solo.
Ecco come ricorda quell’avvenimento Massimiliano Mazzei:
“Nell’organizzazione dell’edizione 2015 della manifestazione “Per le Vie di Bagnone” mi occupavo, con altri, della scelta e della pianificazione degli eventi culturali. Visto anche il rapporto di cordiale conoscenza che mi legava a loro e che c’era tra loro, mi venne in mente di invitare, nella stessa giornata, i maestri Federico Maria Sardelli e Carlo Boccadoro, il primo a presentare il suo romanzo storico “L’affare Vivaldi”, allora appena uscito per i tipi di Sellerio, il secondo a eseguire un concerto per pianoforte. Per la moderazione della presentazione, alla quale avrebbero presenziato, in virtuoso dialogo, entrambi gli ospiti, pensammo alla cara Letizia Leviti, che accettò con entusiasmo.
Quel 16 agosto con il M° Sardelli, il M° Boccadoro e alcuni altri amici ci ritrovammo in mattinata presso la mia libreria. Dopo una doverosa puntata al bar, ci recammo alla locanda “La Lina”[8] per il pranzo. Quindi, con i maestri, mi spostai, per i preparativi, nel giardino di Villa Quartieri, messo gentilmente a disposizione dai proprietari per alcuni eventi della festa, tra i quali, appunto, quelli dei nostri. Poco prima delle 17 i cancelli della proprietà vennero aperti e il nutrito pubblico in attesa poté finalmente prendere posto.
La preparazione, la professionalità e la bravura di Letizia e la competenza e l’erudizione dei maestri diedero vita ad una memorabile presentazione, con scambi veri e certo non banali. Con un po’ di ritardo sull’orario previsto delle 18.30, seguì poi il concerto, con musiche di Mozart, Haydn, Glass e Nyman, un concerto-lezione, in verità. Il M° Boccadoro fece precedere l’esecuzione da un dotto excursus e intervallò i brani con interessanti spiegazioni.
La serata si concluse di nuovo a tavola, a degustare le specialità gastronomiche lunigianesi sapientemente preparate nelle cucine della festa.
Per me fu una giornata indimenticabile!”[9]
Questo fu il primo vero contatto pubblico tra Sardelli e la comunità bagnonese.
Come abbiamo detto si presentava il romanzo storico “L’affare Vivaldi”, edito da Sellerio, che di lì a poco avrebbe vinto il Premio Comisso[10] per la narrativa per poi diventare un best seller.
Il libro viene presentato dalla casa editrice Sellerio come “La storia della discesa nell’oblio della musica di Antonio Vivaldi, e della sua travolgente riscoperta, tra il Settecento e l’Italia fascista”.[11]
Un brano musicale menzionato più volte nel libro è “In memoria aeterna”, tratto dal “Beatus vir”, RV 597.
Un ricordo di Sardelli della giornalista lunigianese Letizia Leviti
Il poliedrico artista livornese, tornando con la mente a quel 16 agosto 2015, ricorda nella video intervista la giornalista lunigianese Letizia Leviti in questo modo:
“Fu un momento felice e malinconico allo stesso tempo perché era già segnata dalla malattia e fu bravissima, generosissima a presentare il mio libro in quell’occasione con una perizia, con un approfondimento che mi fecero impressione cioè si vedeva tutta la sua grande preparazione, il suo senso professionale altissimo. Io in quella occasione rimasi impressionato da questa donna così brava, così capace, così faconda, lieta, simpatica quando era già sotto questa spada di Damocle tremenda che l’ha segnata.”[12]
Massimiliano Mazzei nelle parole di Sardelli
Nella stessa intervista il Maestro Federico Maria Sardelli spiega come ha conosciuto Massimiliano Mazzei e come sono diventati amici:
“L’amico Mazzei, invece, è una frequentazione ed uno di quei casi felici che nascono dai social. Di facebook si può parlar male quanto si vuole perché comunque è un disastro di false notizie, di polemiche sterili, un pollaio ecc. ecc. … però è anche un’occasione per incontrare persone che non conosceremmo mai di persona se non fossimo nel luogo e quindi ci avvicina a posti lontani e tramite facebook ho conosciuto Massimiliano Mazzei, già molti anni fa. Siamo diventati amici virtuali, poi amici di persona perché lui è venuto da me a Firenze, portandomi alcune cose della sua Libreria Antiquaria, io dandogli qualche cosa di mio, qualche libro ed è nata un’amicizia, quindi molto più che virtuale, un’amicizia vera e ci accomuna l’amore per le lettere, per l’arte anche e quindi abbiamo ormai questo rapporto consolidato che è diventato una bella amicizia.”[13]
Il direttore d’orchestra, che è anche un fine incisore e disegnatore[14], ha ritratto più volte Mazzei in questi anni[15].
I “raduni” di Bagnone e il “Sodalizio Mvschiato”
Vista la riuscita del pranzo del 16 agosto 2015, il libraio Massimiliano Mazzei ripropose il ritrovo o “raduno” a Bagnone ogni anno facendolo divenire un appuntamento fisso e irrinunciabile per un ristretto e selezionato numero di convinti ammiratori e affezionati seguaci del M° Federico Maria Sardelli, che è sempre stato presente. Il 6 agosto 2022 si è tenuto l’VIII.
I “raduni” – per dirla con le parole di Mazzei – “sono consessi di menti pronte e brillanti, di genti educate e bencreate, che sanno stare in compagnia divertendosi, ridendo e scherzando, in modo anche chiassoso, ma sempre intelligente”[16].
A partire dal VI “raduno” (2020) partecipa anche Stefano Caprina[17], vignettista livornese, in arte “Capras”, Camerlengo del “Sodalizio Mvschiato”.
Cos’è il “Sodalizio Mvschiato”?
Ecco come lo descrive lo stesso Sardelli nell’intervista del 10 luglio 2021:
“Il Sodalizio Mvschiato è un gruppo di cinque persone che si sono trovate per caso accomunate dalla voglia di ridere e scherzare. Un gruppo di cinque livornesi, uno era mezzo lucchese ed è l’unico che manca tutt’oggi, Ettore Borzacchini[18], purtroppo scomparso. Io, mio padre, Alberto Fremura[19], Stefano Caprina e Giorgio Marchetti, alias Borzacchini ci trovammo 27 anni fa per fare un giornale satirico insieme e da lì nacque tutto. Poi ci fu un episodio buffo che fu la morte e resurrezione del maestro Alberto Fremura[20]. Da quel momento in poi celebriamo ogni anno questo evento e si è creata una specie di setta segreta satirica che produce bigliettini, con dei motti ridicoli, e fa tante cose che a raccontarle ora in breve è un po’ difficile …”[21]
Sempre nel 2020 partecipò al ritrovo anche il M° Orazio Sciortino[22], musicista, compositore e direttore d’orchestra, che accompagnò la comitiva al pianoforte dalla “Lina” nel canto dell’ “Inno del Sodalizio Mvschiato”[23], eseguito su proposta di Stefano Caprina per celebrare una sorta di gemellaggio col raduno, i cui partecipanti, ovviamente, sono tutti appassionati del consesso livornese.
“Il volto di Vivaldi”
Quando scelsi le immagini per impreziosire l’intervista del 2021, grazie a Massimiliano Mazzei ebbi la fortuna di imbattermi, per la prima volta, nella foto del ritratto di Antonio Vivaldi realizzato da Federico Maria Sardelli rifacendosi al primo schizzo di Pier Leone Ghezzi (1674-1755), che prontamente chiesi all’amico e collaboratore Fabio Milani[24] di inserire nel video[25].
Ritrovai poi quel ritratto pubblicato nelle pagine finali del nuovo libro di Sardelli intitolato “Il volto di Vivaldi” (Sellerio)[26], che ho letteralmente divorato all’inizio del gennaio di quest’anno e che mi auguro prima o poi possa essere presentato anche a Bagnone o in Lunigiana.
Non svelerò quanto contiene questo straordinario volume interdisciplinare, che tratta di pittura, musica, storia, filosofia.
Mi limiterò a dire che una traccia anticipatoria di parte del libro si può trovare nella “lectio magistralis” che Sardelli fece al Torcularia Book Festival (Festival di Torrechiara), dal titolo “Il volto di Vivaldi: la musica attraverso le sue effigi”[27].
La mostra di Federico Maria Sardelli alla Libreria Antiquaria Mazzei di Bagnone
Nei mesi di luglio e agosto del 2022 La Libreria Antiquaria Mazzei di Bagnone ha temporaneamente cambiato volto e si è trasformata in una vera e propria Galleria d’Arte, andando ad ospitare una ventina di capolavori del Maestro Federico Maria Sardelli[28] e 5 opere del giovane artista abruzzese Claudio Valerio[29], nato nel 1991 a Popoli (Pescara), ora attivo a Bologna, che nel 2020 si è aggiudicato il noto Premio Zucchelli[30].
In un angolo della Galleria erano esposte anche esilaranti e gustose tavole del grafico e vignettista “Capras” o Stefano Caprina, di cui abbiamo già parlato.
Sembra interessante sottolineare che dal 3 al 5 giugno di quest’anno ai primi tre piani del Faro Livornese è stata allestita una mostra di opere di Federico Maria Sardelli accanto a quelle del padre Marc, dal titolo “Sardelli: un Nome, due Storie, una Passione”, che ha fatto registrare in pochissime ore il “tutto esaurito”[31].
Inoltre è ancora in corso (ed è visitabile fino al 19 novembre) un’altra mostra con 12 opere di Sardelli (introdotte dallo storico dell’arte Davide Pugnana, residente in Lunigiana) a Sutri (Viterbo) nel Museo di Palazzo Doebbing, dal titolo “Eccentrici e solitari”, ideata da Vittorio Sgarbi[32].
Il “raduno” del 6 agosto 2022
In occasione dell’VIII “raduno”, alle ore 11.30 di sabato 6 agosto, è stato effettuato il vernissage della mostra di Sardelli e Valerio allestita presso la Libreria Antiquaria Mazzei di Bagnone in via Niccolò Quartieri n. 6. Era presente il M° Federico Maria Sardelli, di ritorno dal Festival della Valle d’Itria, con la moglie Bettina Hoffmann[33], nota violista, il fumettista livornese Daniele Caluri[34] e il musicologo livornese Marco Lenzi[35]. A seguire gli estimatori di Sardelli si sono ritrovati, come consuetudine, dalla “Lina”. Per lasciare traccia del recente “raduno bagnonese” ho pensato di chiedere di scrivere delle “impressioni” alla giovane e talentuosa Valentina Catalano[36], che vi ha partecipato per la prima volta. Per leggerle non resta che sfogliare l’Appendice[37].
Appendice
Allegato n.1
Biografia di Federico Maria Sardelli presentata alla mostra di Bagnone
Federico Maria Sardelli nasce a Livorno nel 1963 e vive, da molti anni, a Firenze.
Flautista di formazione, nel 1984 fonda l’orchestra barocca Modo Antiquo, con cui svolge attività concertistica in tutta Europa, sia in veste di solista sia di direttore: l’ensemble è presente nei maggiori festival di musica antica e ospite delle maggiori sale da concerto d’Europa, come il Concertgebouw di Amsterdam, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, la Tchaikovsky Concert Hall di Mosca, l’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Come direttore, è invitato regolarmente dalle più importanti orchestre, quali l’Orchestra Barocca dell’Accademia Santa Cecilia di Roma, la Gewandhaus di Lipsia, il Maggio Musicale Fiorentino, la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, l’Orchestra Filarmonica di Torino, la Staatskapelle di Halle e molte altre.
E’ uno dei principali protagonisti della rinascita del teatro musicale vivaldiano dei nostri tempi. Sue sono le prime rappresentazioni, incisioni ed edizioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite: nel 2005, presso il Concertgebouw di Rotterdam, ha diretto la prima mondiale dell’opera Motezuma, riscoperta dopo 270 anni, nel 2006 ha diretto la prima ripresa mondiale dell’opera L’Atenaide al Teatro della Pergola di Firenze; nel 2012 ha inciso in prima mondiale le ultime otto scoperte vivaldiane (New Discoveries II, Naïve) e diretto in prima mondiale il nuovo Orlando Furioso da lui riscoperto e ricostruito (Festival di Beaune, disco Naïve).
Nel 2007 è stato direttore principale dell’Händel Festspiele di Halle, dove ha diretto l’opera Ariodante. Fra le altre produzioni prestigiose che ha diretto, Giasone di Francesco Cavalli alla Vlaamse Opera di Anversa, Olivo e Pasquale al Festival Donizetti di Bergamo, Dido and Aeneas di Purcell al Teatro Regio di Torino, La Dafne di Marco da Gagliano e Alceste di Gluck al Maggio Musicale Fiorentino, Teseo di Händel alla Tchaikovsky Hall di Mosca, Tolomeo di Händel al Badisches Staatstheater di Karlsruhe, Il barbiere di Siviglia al Teatro La Fenice di Venezia.
Incide per Naïve, Deutsche Grammophon e Glossa. Ha al suo attivo più di quaranta incisioni discografiche, come direttore e solista. Nel febbraio del 1997 ha ricevuto a New York, per il suo disco Vivaldi, Concerti per molti stromenti, la nomination ai Grammy Awards; nel 2000 una seconda nomination è giunta a premiare la sua ricostruzione dei Concerti grossi di Corelli. Nel 2009 ha diretto e inciso la prima mondiale del Mondo alla rovescia di Salieri.
È membro del comitato scientifico dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi presso la Fondazione G. Cini di Venezia, per il quale ha pubblicato il volume La musica per flauto di Antonio Vivaldi (Olschki, 2002) che è stato tradotto in inglese da Michael Talbot (Ashgate, 2007). Sempre per conto dell’Istituto ha creato e dirige la collana di musiche in facsimile “Vivaldiana”, edita da SPES. Nel 2012 è apparso il suo Catalogo delle concordanze musicali vivaldiane (Fondazione G. Cini/Olschki).
Nel 2007 Peter Ryom lo ha incaricato di continuare la sua monumentale opera di catalogazione della musica di Antonio Vivaldi e da quel momento Federico Maria Sardelli è il responsabile del Vivaldi Werkverzeichnis (RV).
Nel 2009 la Regione Toscana lo ha insignito, “per l’eclettismo artistico e lo spessore culturale evidenti”, della sua più alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento.
Nel 2015 il suo romanzo L’affare Vivaldi, edito da Sellerio, ha vinto il Premio Comisso per la narrativa ed è diventato un best seller; nel 2021, sempre per i tipi di Sellerio, ha pubblicato il saggio Il volto di Vivaldi.
Federico Maria Sardelli, oltre che autore satirico, è anche pittore e incisore: recentemente, dodici sue opere sono state selezionate da Vittorio Sgarbi per la mostra Eccentrici e solitari, da lui curata, allestita presso il Museo di Palazzo Doebbing di Sutri (VT), e a Livorno, a lui e a suo padre, Marc, anch’egli mirabile artista, è stata dedicata la mostra Sardelli: un Nome, due Storie, una Passione.
Allegato n. 2
Elenco delle opere del Maestro Federico Maria Sardelli (n.1 – n.20) esposte alla mostra della Libreria Mazzei di Bagnone dal 1° luglio al 31 agosto 2022
| Federico Maria Sardelli, Altra porticina veneziana, 2018, olio su tavola, 30 x 20 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Gallo scarsamente incline alla discussione, 2022, pastello su carta grigia, 35 x 50 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Studio di arancia, 2022, olio su cartone telato, 25 x 35 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Il mulino di Rovezzano, 2020, olio su cartone ingessato, 20 x 36 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Un merlo, nel silenzio, 2021, olio su cartone ingessato, 32 x 32 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Gufone distratto, 2020, olio su cartone telato, 35 x 50 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Autoritratto stupìto, 2021, pastello su carta rosa antico, 32,3 x 25 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Jean-Baptiste Lully, 2022, penna e inchiostro bruno su carta, 30 x 24 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Cane melanconico, 2019, olio su tela, 50 x 60 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Ruscello a Oberbrügge, 2017, olio su tavola, 34,5 x 25 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Topino magico, 2020, incisione a puntasecca su lastra di zinco, stampata su carta Vang, primo esemplare del terzo stato, 8,7 x 11,7 cm alla battuta, foglio 24 x 31,6 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Solicchio all’Ardenza, 2021, olio su cartone telato, 18 x 24 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Ritratto di Giacomo Puccini nei suoi ultimi anni, 2021, olio su cartone ingessato, 48,7 x 33,5 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Un Carducci incazzato, 2021, penna e inchiostro bruno su carta ocra, 26 x 18 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Due ritrattini: Yorick e Fucini, 2021, penna e inchiostro bruno su carta vergata Vang, 31,7 x 24,6 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Cipressi a Sassetta, 2016, olio su cartone telato, 40 x 30 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Per andare a Bellosguardo, 2022, olio su tavola, 30 x 20 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Senza titolo [natura morta con pane e vino], 2021, olio su tela, 30 x 40 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Marktplatz, Karlsruhe, 2020, inchiostro ferrogallico su carta vergata, 23,8 x 30,8 cm. |
| Federico Maria Sardelli, Nuvole, 2017, pastello su carta grigia, 26,5 x 31,7 cm. |
| Claudio Valerio, Il monte rosso, 2022, carbone e resina naturale su lastra di zinco, 16 x 10 cm. |
| Claudio Valerio, Senza titolo, 2018, incisione alla maniera nera su lastra di rame, stampata su carta Rosaspina, secondo esemplare di venti, 31 x 18 cm alla battuta, foglio 50 x 35 cm. |
| Claudio Valerio, Veduta, 2021, tecnica mista su tela di lino, 40 x 50 cm. |
| Claudio Valerio, There was a tree, 2019, olio su tela, 50 x 40 cm. |
| Claudio Valerio, Insostenibile presenza, 2018, olio su tela, 50 x 40 cm. |
Allegato n. 3
Valentina Catalano, Impressioni sul Raduno di Bagnone del 6 agosto 2022
Se dovessi pensare al mio posto nel mondo, risponderei subito che si tratta di un luogo indefinito popolato da anime simili, incuranti di qualsivoglia confine anagrafico o di genere. Ho sempre creduto che questo luogo non esistesse, che fosse un’utopia, uno svolazzo della mia mente romantica ma devo dire che sono stata smentita ed è appena accaduto. Questo luogo che credevo essere immaginario ha assunto le sembianze di un’area geografica ben precisa, un’area che (fra le altre cose) non avevo mai contemplata prima di maggio. Sto parlando della Lunigiana, un pezzetto di Toscana insolitamente vicino a Milano. Come i turisti stranieri ho sempre identificato la Toscana con Firenze e per me Firenze è tristemente una terra di mezzo, né troppo vicina, né troppo lontana. La Lunigiana, invece, dista solo due ore da casa mia e questo fatto ha un che di sorprendente. È diventata in pochi mesi il mio “buen retiro”. Ebbene, è in questa terra che si tiene “Il Raduno”, una riunione di menti “altre” e che sapientemente rifuggono la pluralità. Questa riunione è stata voluta dal Margravio di Bagnone, il sodale Massimiliano Mazzei che è stato ufficialmente investito del titolo di sodale del “Sodalizio Mvschiato” a febbraio di quest’anno. La recente investitura colla “Rota di Pavone” non gli ha comunque impedito di esercitare i suoi poteri di Margravio e di organizzare il raduno al di là del titolo. Come tutti saprete, il Sodalizio Mvschiato è un’organizzazione altamente maschilista che non prevede la partecipazione di donne di sesso femminile e non si pensi che questo dipenda da una qualche forma di misoginia, quanto da un esasperato interesse nei riguardi del “Femminino sacro”.
Ebbene Massimiliano Mazzei, con animo sensibile e chiaroveggente, s’è reso conto che esistono degli uomini di sesso femminile e li ha voluti includere nel raduno che quest’anno è alla sua ottava edizione. Ecco che, alla luce di ciò, ha deciso di invitare anche me che [se non fossi stata di sesso femminile] sarei stata quantomeno un adipiscente del Sodalizio Mvschiato, anche a detta dello stesso Capras o Capram, in caso di accusativo di persona [d’altronde dipende dalle circostanze …]. Con sommo onore, nonostante la notte insonne, mi sono palesata in quel di Bagnone il 6 agosto 2022, rigorosamente in ritardo, su delle zeppe improbabili che hanno agevolato la mia morte prematura sulle pendenze della ridente cittadina e, prima del raduno ufficiale nel ristorante della Lina, mi sono lasciata beare dalle opere di Federico Maria Sardelli e di Stefano Caprina, in arte Capras, presso la splendida libreria antiquaria del Mazzei. Capras, il grande ed imperdonabile assente… Ho pregato il divin Maestro Sardelli di videochiamarlo per colmare il vuoto della sua valetudinaria assenza. Tra torte d’erbi e calici di spumante s’è tenuta l’inaugurazione e poi ci siamo recati dalla Lina per aprire le danze dell’ottavo raduno bagnonese. Il Maestro Morassi Roberto si è occupato della stesura del “NUME!” con i nomi delle portate sapientemente anagrammati e, al termine del pranzo, ci ha consegnato le soluzioni ormai arreso di fronte alla nostra incapacità di decifrarle. L’ottimo Marco Lenzi ha recitato “Morale” del Mazzei con un’interpretazione degna di Al Pacino, il Caluri ha caricaturato il Mazzei conferendogli le sembianze di un gorilla, fiumi di vino della casa sono scorsi amabilmente sui tavoli e la buona Lucia non ha mancato d’improvvisare un rosè sul posto [d’altronde in quale altro modo si fa il rosè?!] Si è parlato di tutto, di quel tutto che mi ha sempre reso “strana” agli occhi dei Lumbärd ma non agli occhi loro, amati compagni, conosciuti nel mondo virtuale ed istantaneamente ri-conosciuti lì. Mi sono seduta di fronte al Maestro Onori, accanto al Maestro Morassi e agli adorabili coniugi Ricchi-Sabatini e il tempo è volato decisamente troppo in fretta. Al termine del pranzo ci siamo trattati con indifferenza sul ponte di Bagnone, giacché “C’è tanta ignoranza” e abbiamo cercato un tratto di fiume ove immergere i piedi per ovviare alla detestabile arsura estiva sì ben dipinta dal Sardelli in “Bella, sì, l’estate” ma non siamo stati fortunati e siam rimasti coi piedi gonfi come i cani. Tra risa e lagrimæ amare s’è concluso l’ottavo raduno bagnonese, quello che ho capito essere il mio posto nel mondo.
Marco Angella, Il M° Federico Maria Sardelli e i suoi soggiorni a Bagnone e in Lunigiana, pubblicato nella rivista “Il Porticciolo”, anno XV, n. 3.9.2022, , pp. 137 – 148.
La rivista spezzina “Il Porticciolo” è fondata e diretta dalla professoressa Rina Gambini.
[1] Massimiliano Mazzei è nato a Viareggio il 2 dicembre 1972 da genitori montignosini. Si è diplomato al Liceo Scientifico di Villafranca ed ha conseguito una laurea con lode in Filologia medievale ed umanistica presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa. E’ libraio antiquario dal 2003 e da allora gestisce nel cuore di Bagnone, insieme alla moglie Irene Porta, virgolettese, la “Libreria Antiquaria Mazzei – Libri antichi e d’occasione”, attiva anche on line: https://www.libreriaantiquariamazzei.com/ Autore di un pregevole libretto di poesie intitolato “Miche”, ha recentemente dato alle stampe “Cinquanta sonetti”. Per un richiamo alla sua libreria cfr. Pier Luigi Berdondini, Gli angeli della carta inventori in Lunigiana dell’arte di vendere le storie narrate nei libri, ne “La Repubblica”, 2 settembre 2017, p. XI (Firenze cronaca); l’articolo contiene tre foto con didascalia “Massimiliano Mazzei davanti alla sua libreria. Sotto la bancarella all’interno, in alto una rara edizione de Il vecchio e il mare”.
[2] Cfr. Marco Angella – Fabio Pilade Paolo Milani [a cura di] Il M° Federico Maria Sardelli in Lunigiana, Bagnone, 10 luglio 2021 [CanaleLunigiana2], in https://www.youtube.com/watch?v=UFYuinz0n0A [da ora in poi: MA-FM, Intervista a Federico Maria Sardelli – Bagnone – 10 luglio 2021].
[3] Cfr. Appendice, Allegato n. 1.
[4] Marc Sardelli (nato a Livorno il 1° gennaio 1930) è un pittore, disegnatore e incisore italiano. Per informazioni cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Sardelli : “Conseguita la maturità scientifica a Livorno, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove compie i suoi studi. Svolge la sua prima esperienza d’insegnante di disegno e storia dell’arte presso il Liceo Scientifico di Livorno ed il Seminario del Santuario di Montenero. Nel 1955 è la sua prima esposizione personale in Italia. Nello stesso anno espone a San Francisco (USA) alla Santor’s Contemporary Design Gallery. Nel 1955 la città di Livorno invia 6 sue opere alla Casa Bianca (Washington, DC) in dono alla first lady Mamie Eisenhower. Espone nelle principali città italiane e all’estero (1961 London, St. Martin Galleries, 1973 Parigi, Galleria d’Arte Fabre De Witty, 1984 St-Vincent, 1998 Caen, Chapelle du Carmel, 2002 Roma, Palazzo Valentini, etc). Collaboratore e vignettista de Il Telegrafo negli anni ’60 e ‘70, dal 1978 a metà degli anni ’80 passa al quotidiano Il Tirreno, con vignette di commento alle notizie nazionali e internazionali più importanti. Dal 1975 al 1986 è direttore e docente dell’Accademia di Belle Arti “Trossi Uberti” di Livorno come successore di Voltolino Fontani. Nello stesso periodo è chiamato a presiedere il Premio Rotonda. Ripetuti viaggi di studio in Germania, svolti per approfondire l’esperienza di Dürer, lo conducono a Norimberga, dove nel 1979 tiene la sua prima mostra personale (Wormser Gemälde Galerie) ed apre uno studio di pittore che gli servirà da base per le sue successive esposizioni in Germania (1979 e 1980, München, Das Haus der Gemälde Datzmann, 1991 Gemeinschaftshaus Nürnberg e 1994 Kulturladen Nürnberg, etc). Il suo interesse storico per il periodo legato alle vicende napoleoniche lo portano a realizzare centinaia di opere che illustrano l’epopea napoleonica, presentate in mostre e pubblicazioni librarie. Per il Giubileo del 2000 la città di Livorno commissiona a Sardelli un dipinto che viene portato in dono a papa Giovanni Paolo II. Dopo una lunga collaborazione artistica, la Marina Militare Italiana decide d’insignirlo del titolo di “Pittore di Marina”, qualifica concessa dopo aver vinto tre concorsi nazionali (1998, 2000 e 2002). I dipinti di Marc Sardelli si trovano nei quadrati delle principali unità navali della Marina Militare e nelle sedi di terra più importanti: Palazzo Marina Roma, Accademia Navale Livorno, Venezia, La Spezia, Taranto, etc. Nel 1999 lo Stato Maggiore della Marina gli commissiona un dipinto della nave-scuola Amerigo Vespucci per farne dono al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; il dipinto si trova tutt’oggi nel Palazzo del Quirinale.”
[5] Cfr. MA-FM, Intervista a Federico Maria Sardelli – Bagnone – 10 luglio 2021, da 2’ 47” a 3’33”. In un colloquio intercorso recentemente tra Marc Sardelli e Massimiliano Mazzei il padre del M° ha ricordato quel soggiorno in Lunigiana, riferendo di un temporale avvenuto in quel di Bagnone o di Malgrate e soprattutto di aver mangiato i testaroli. [Testimonianza orale di Massimiliano Mazzei raccolta a Bagnone l’8 agosto 2022].
[6] “Letizia Leviti nasce a Pontremoli il 14 aprile 1971. Si laurea in filosofia e in filologia all’Università di Pisa e si avvicina al mondo del giornalismo nel 1995 con il Corriere Apuano e La Nazione. Assume l’incarico di responsabile dell’ufficio stampa della Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa e lavora per diverse redazioni della Nazione, a Carrara, Pisa, Pontedera, poi per la Voce di Romagna e infine approda nella redazione romana di Sky Tg24. Diventa inviata di guerra in Iraq, Afghanistan e Libano. Successivamente le viene affidata la conduzione di Sky Tg24 sera e del programma NightLine. Nel frattempo si dedica anche alla scrittura, pubblicando “Forse domani t’ammazzo”, “Caraitali@”, “La mia prigione – la vera storia di un poliziotto a Palermo, libro intervista a Bruno Contrada”. Letizia Leviti si spegne il 22 luglio 2016 a causa di un male incurabile, senza dimenticare di lasciare un ultimo messaggio audio ai colleghi e ai telespettatori. Subito le sue parole diventano uno spunto di riflessione per giovani e non: un insegnamento d’amore, di vita e di professionalità.” Cfr. https://www.associazioneletizialeviti.org/dire-la-verita/
[7] Carlo Boccadoro è nato a Macerata il 20 luglio 1963. “Diplomato in pianoforte e strumenti a percussione, ha studiato tecnica dell’improvvisazione jazzistica con il maestro Giorgio Gaslini. Viene annoverato fra i più noti compositori italiani contemporanei. Autore di musica sinfonica e cameristica, scrive musica per il teatro e per la danza collaborando regolarmente con Moni Ovadia. Affianca all’attività di musicista anche quella di divulgatore e musicologo. Suoi scritti sono stati pubblicati da EDT, Garzanti, Marcos y Marcos e Longanesi. È tra i fondatori, insieme a Filippo Del Corno e Angelo Miotto, del progetto culturale “Sentieri selvaggi”, ensemble di musica contemporanea in residenza al teatro Elfo Puccini di Milano, che [da diversi anni] è sulla scena musicale internazionale con diverse partecipazioni alle più prestigiose stagioni musicali italiane e straniere. Nel 2018 è succeduto a Jeffrey Swann nel ruolo di Direttore Artistico dei Concerti della Normale di Pisa.” Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Boccadoro
[8] La Locanda “La Lina” si trova nel borgo antico di Bagnone, nella piazza (Marconi, al numero 1) dove si affaccia la chiesa prepositurale di San Nicolò. Ospitata in un palazzo storico che apparteneva alla famiglia Cortesini presenta un arredamento e atmosfere di epoca liberty.
[9] Testimonianza scritta di Massimiliano Mazzei raccolta martedì 26 luglio 2022.
[10] “Il “Premio letterario Giovanni Comisso Regione del Veneto – Città di Treviso” è un premio letterario italiano che viene assegnato a Treviso annualmente a un’opera di narrativa italiana e a un’opera bibliografica edita nell’anno di riferimento. Il Premio è indetto per iniziativa dell’Associazione Amici di Giovanni Comisso. Il Premio Comisso nasce a Treviso nel 1979, per opera di un gruppo di amici dello scrittore.” Cfr. https://www.premiocomisso.it/il-premio/
[11] Cfr. https://sellerio.it/it/catalogo/Affare-Vivaldi/Sardelli/8092
[12] Cfr. MA-FM, Intervista a Federico Maria Sardelli – Bagnone – 10 luglio 2021, da 4’05” a 4’45”.
[13] Cfr. MA-FM, Intervista a Federico Maria Sardelli – Bagnone – 10 luglio 2021, da 4’45” a 6’52”.
[14] Segnalo il catalogo “Federico Maria Sardelli. Il primato della realtà. Oli, pastelli, acqueforti, disegni”, Edizioni Pananti, Firenze 2019, nella cui copertina campeggia il ritratto dell’architetto Giorgio Cerrai.
[15] Un ritratto di Mazzei da un’ “incisione a puntasecca” realizzato dal M° Federico Maria Sardelli è pubblicato in antiporta al libro Massimiliano Mazzei, Cinquanta sonetti, Bagnone, a spese dell’autore, 2022.
[16] Testimonianza scritta di Massimiliano Mazzei raccolta mercoledì 27 luglio 2022.
[17] Stefano Caprina (nato a Livorno il 16 aprile 1955) è un vignettista dal tratto ironico e sarcastico, spesso surreale. In tempo di pandemia “ha rispolverato un divertente gioco enigmistico: un modo per ingannare la quarantena e strappare una risata”, ovvero le “Parole crociate in livornese”: cfr. https://www.livornotoday.it/attualita/coronavirus-livorno-parole-crociate-ridere-giochi-cruciverba.html
[18] Ettore Borzacchini è lo pseudonimo di Giorgio Marchetti (Lucca 1943 – Viareggio 2014). Per informazioni cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Borzacchini: “Nato da genitori livornesi, dopo gli studi universitari di architettura operò nel settore dell’urbanistica, dell’ambiente e dei beni culturali. Membro del Consiglio Nazionale Architetti, fu Presidente della sezione italiana dell’Unione internazionale degli architetti e realizzò la rete telematica degli Architetti italiani “Archiworld Network”. Come scrittore collaborò nel corso degli anni con varie riviste di satira e giornali, tra cui il Vernacoliere (periodico satirico livornese di diffusione nazionale), il quotidiano Il Tirreno, Il Giornale e Focus. Ha vinto il premio satira Forte dei Marmi in gruppo con la redazione il Vernacoliere nel 1995, e in forma individuale con il volume Il Borzacchini Universale nel 1996, e un riconoscimento dell’Amministrazione Provinciale di Lucca “Premio alla Carriera per la Satira – Pantera d’oro – Personaggio dell’anno nel 2003”. L’AIIS (Associazione Internazionale di Studi di Italianistica) nella sua conferenza annuale del 2005 presso l’Università della Carolina del Nord gli ha dedicato una sessione del seminario “Anxiety of form in contemporary italian fiction” tenuta da Roberto De Lucca, Bennington College, ai docenti di Italianistica delle Università americane, dal titolo: “Il Borzacchini Universale, o Il Dizionario Macaronico di Giorgio Marchetti”. I dizionari del Borzacchini sono nel repertorio dei testi lessicografici di riferimento dell’Accademia della Crusca. Morì improvvisamente nel 2014 all’età di 71 anni.”
[19] Su Alberto Fremura cfr. http://www.lfb.it/fff/umor/aut/f/fremura.htm (Museo del Fumetto e della Comunicazione – Fondazione Franco Fossati): “Nasce a Livorno (Italia) nel 1936. Si laurea in Economia all’Università di Pisa. Pittore e disegnatore molto apprezzato, collabora soprattutto con testate satiriche o di giornalismo politico, tra cui Il travaso (dove esordisce nel 1957) e Il Borghese, e quotidiani come La Nazione e Il Resto del Carlino (e, per tre anni, con Il Giornale di Indro Montanelli). Pubblica numerosi libri, tra cui “Arca Miseria”, “Urge diluvio stop” (con Magi), “Nonna minestra” (con Aldo Fabrizi), “Proverbi toscani”, “Pelle e Ossola” (con Palumbo), “Italia purtroppo” (con Magi), “Cronache italiane 74 – atto primo / atto secondo” (Pacini, Pisa, 1979).
Tra i libri illustrati, va ricordato “Le veglie di Neri” di Renato Fucini (Pacini, Pisa, 1984).
Pubblicato prevalentemente da testate di destra, è tra i pochi autori che godono comunque di rispetto e stima anche a sinistra, sia per il livello artistico eccezionale sia perché espressione di satira genuina. Viene così pubblicato anche da testate come la britannica Punch, la statunitense New Yorker, l’italiana Linus.
Riceve importanti riconoscimenti, dalla Palma d’oro del Salone internazionale dell’umorismo di Bordighera (1962) al Premio satira politica (Forte dei Marmi, 1989) e al Premio Giorgio Cavallo (terza edizione, Moncalieri 2001).”
[20] Cfr. Jessica Bueno, Il Sodalizio Mvschiato celebra un quarto di secolo, in “QuiLivorno”, 26 marzo 2019: “Era la vigilia di primavera del 1994 [19 marzo] quando la mente di un gruppo di colti personaggi livornesi dette vita al Sodalizio Mvschiato. Quella sera infatti, un gruppo di amici, i ‘sodali’, dopo una riunione di redazione si recò a cena nelle vicinanze di Montenero: si trattava del maestro Alberto Fremura, Ettore Borzacchini (pseudonimo di Giorgio Marchetti, famoso scrittore e satirista), Stefano Caprina (grafico meglio noto come Capras), Marc Sardelli (vignettista, umorista e pittore ufficiale della Marina Italiana) e suo figlio Federico Maria Sardelli(compositore e vignettista). Qui si verificò l’evento passato alla storia come il giorno della nascita ufficiale del sodalizio: il M.E.R.D.A.F, acronimo che sta per “Morte e Resurrezione di Alberto Fremura”. Quella sera infatti, il maestro ebbe un malore da cui si riprese all’arrivo dei soccorsi.” L’epigrafe che richiama quell’avvenimento e lo stendardo del “sodalizio” si possono vedere in una foto proposta nell’intervista del 10 luglio 2021 al minuto 11’34”. Il testo dell’ironica epigrafe è il seguente: “VIANDANTE / QUI SOFFERMA IL TUO PASSO E RECA / OMAGGIO AL LUOGO OVE / VENT’ANNI OR SONO NACQUE IL / SODALIZIO MVSCHIATO / E CELEBROSSI IL MISTERO DEL / M.E.R.D.A.F.” Cfr. inoltre Federico Maria Sardelli [a cura di], Carteggio Borzacchini – Sardelli 1996-2014, Edizioni Erasmo, 2016, pp. 110-111 (con foto del “Profeta Checche”).
[21] Cfr. MA-FM, Intervista a Federico Maria Sardelli – Bagnone – 10 luglio 2021, da 11’18” a 12’28”. Cfr. inoltre Jessica Bueno, cit., “QuiLivorno”, 26 marzo 2019: “Il suo marchio è un tempio con una colonna mozzata che simbolicamente rappresenta la perdita di Marchetti”. Per altre curiosità e sui “sodali aggiunti” o “parasodali” cfr. Luca Boschi, Ettore Borzacchini e il Sodalizio Mvschiato, in “Il Sole 24 ore”, 9 settembre 2014: “Va detto, da subito, che il Sodalizio, da statuto, “rifiuta, categoricamente, ogni definizione e cittadinanza politica”. Si riunisce periodicamente avvalendosi della Profetica Assistenza del Maestro Francesco Genovesi, più conosciuto da tutti come “Checche di Montenero”. Il soprannome gli venne dato da Mario Sbolci, parafrasando il diminutivo che la madre del suddetto Francesco utilizzava per richiamare l’attenzione del figlio.
La signora Alma Genovesi, di origine dalmate, era in uso chiamare il figlio “Keke” e da allora il soprannome si è, con il tempo, trasformato in “Checche di Montenero”. Tale personaggio è l’uomo dei luoghi comuni, nonché del “compagnaggio attivo”. Perché, primo tra tutti, lo spirito che muove tutti i sodali è quello di passare una serata in compagnia, godendo delle perle estemporanee, lanciate come anatemi da tutti i commensali.
E tra di loro non possiamo non ricordare alcuni tra i Sodali Aggiunti, nonché benemeriti come il regista Paolo Virzì, il cabarettista Paolo Migone, il menestrello Riccardo Marasco, il Cèo Favilla, il Maestrino Sbolci, l’architetto Malchiodi e Ciro Plebe.” Per informazioni più precise sul “Sodalizio Mvschiato” cfr. Federico Maria Sardelli [a cura di], Carteggio cit.
[22] Sul M° Orazio Sciortino (nato a Siracusa nel 1984) cfr. http://www.oraziosciortino.com – Biografia: “Pianista e compositore, Orazio Sciortino collabora con importanti istituzioni musicali italiane ed estere: Teatro alla Scala di Milano, MiTo Settembremusica, Orchestra Verdi di Milano, Orchestra del Teatro La Fenice, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Bologna Festival, IUC di Roma, Ravello Festival, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Festival della Valle d’Itria, Sagra Malatestiana di Rimini, Società del Quartetto di Milano, Teatro Lirico di Cagliari, Sociedad Filarmonia di Lima, Nuova Harmonìa di Buenos Aires, Festival di Ankara, Konzerthaus di Berlino, Salle Molière di Lyon, Ottawa Chamber Music Festival, Sala Cecilia Meireles di Rio De Janeiro etc. Ha inciso per le case discografiche Dynamic, Bottega Discantica, Limen Music, Claves e Sony Classical. Per il teatro musicale ha composto La Paura, opera sulla Grande Guerra (Teatro Coccia di Novara) e per il Teatro alla Scala (stagione 2016/2017) ha composto La Gattomachia, favola musicale per narratore, violino concertante e archi. E’ stato nominato Krug Ambassador. La prestigiosa maison di champagne, per la prima volta nella sua storia, chiede ad un compositore di comporre un brano dedicato alla Krug Grande Cuvée. Nasce così il pezzo pianistico Lives through a glass incluso nell’album, Self Portrait – Piano Works, con sue composizioni pianistiche, pubblicato da Sony Classical.”
[23] Sull’ “Inno del Sodalizio Mvschiato” (con testo di Stefano Caprina e musica del M° Federico Maria Sardelli) eseguito a Bagnone il 16 agosto 2020 dal M° Orazio Sciortino al pianoforte e dal Coro del Radvno Bagnonese, esiste un breve video realizzato da Francesca Finocchiaro, postato sui social.
[24] Fabio Pilade Paolo Milani (nato a Massa nel 1954) è documentarista e cultore di storia e di tradizioni popolari. Ha scritto libri di racconti ed ha collaborato per oltre vent’anni con la rivista di archeologia ed etnologia “Sardegna mediterranea”. Ha realizzato reportage fotografici sui carnevali arcaici in Italia e in Europa, oltre a documentari e cortometraggi di vario genere. Recentemente ha pubblicato “Tra paura e superstizione” (Mursia 2021), “Quando canta la civetta” (Tarka 2021) e “Il Diavolo dietro l’angolo” (Tarka 2022).
[25] Cfr. MA-FM, Intervista a Federico Maria Sardelli – Bagnone – 10 luglio 2021, 8’45” – 8’47”.
[26] Cfr. Federico Maria Sardelli, Il volto di Vivaldi, Sellerio editore, Palermo 2021, in particolare pp. 276-277. Si legge nella didascalia: “Fig. 130: Federico Maria Sardelli, Ritratto di Vivaldi dal primo schizzo di Ghezzi, olio su tavola, 28,5×22,2 cm. Proprietà Federico Maria Sardelli”. Come scrive lo stesso Sardelli a pagina 277: “Questo piccolo dipinto a olio su tavola, realizzato nel 2003, è poi comparso in diversi programmi di concerto, sul manifesto del Farnace di Vivaldi che diressi nel 2013 al Maggio Musicale Fiorentino e sulla copertina dell’edizione spagnola del mio romanzo vivaldiano”.
[27] Cfr. https://www.youtube.com/watch?v=-kGsJalun2c
[28] Cfr. Appendice, Allegato n. 2.
[29] Sul giovane Claudio Valerio cfr. https://claudio-valerio.jimdosite.com/bio/
[30] Sulla mostra cfr. Gianluca Uberti, A Bagnone volumi antichi e le opere di Federico Sardelli [Massimiliano Mazzei apre all’arte pittorica la sua Libreria antiquaria], in “Il Tirreno”, 28 luglio 2022, p. IX; cfr. inoltre Quadri in libreria. Ecco le opere dell’artista Federico Maria Sardelli [All’Antiquaria Mazzei fino al 31 agosto si potrà ammirare anche la pittura del giovane Claudio Valerio], ne “La Nazione”, 3 agosto 2022, p. 12 (inserto Massa Carrara).
[31] Cfr. il catalogo Sardelli: un Nome, due Storie, una Passione, Sillabe, Livorno 2022. Scrive il padre, del figlio, in data 24 maggio 2022: “… Un figlio particolare. Sin dall’infanzia, a 5-6 anni, lasciava i compagni di gioco in giardino per salire velocemente in casa allorché udiva musica di Beethoven che quotidianamente mettevo sul giradischi. E con le gambe incrociate, seduto sul pavimento dello studio, ascoltava silenzioso. …”
[32] Cfr. il catalogo Eccentrici e solitari, a cura di Vittorio Sgarbi e Sara Pallavicini, Contemplazioni, 2022, pp. 297 – 315 (pagine dello storico dell’arte Davide Pugnana dedicate alle opere di Federico Maria Sardelli).
[33] Bettina Hoffmann (nata a Düsseldorf nel 1959; moglie di Federico Maria Sardelli) è una violoncellista, violista da gamba e musicologa tedesca naturalizzata italiana. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Bettina_Hoffmann
[34] Daniele Caluri o Kaluri (nato a Livorno nel 1971) è un fumettista italiano. È noto per il suo lavoro nel “Vernacoliere”, mensile satirico livornese (sul quale ha disegnato anche Sardelli fin da giovane) con cui ha collaborato dal 1985 al 2011 e per cui ha creato i personaggi più famosi. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Caluri e http://www.danielecaluri.com/
[35] Cfr. https://www.murateartdistrict.it/archive/marco-lenzi/ Marco Lenzi (nato a Livorno nel 1967) è compositore e musicologo.
[36] Valentina Catalano è nata il 14 maggio 1986 a Cernusco sul Naviglio (MI) e si è laureata in Mediazione Linguistica e Culturale nel 2009 presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 2017 ha cantato per As.Li.Co. (Associazione Lirica e Concertistica) in qualità di Artista del Coro in occasione della messa in scena de “Die Zauberflöte” di W.A. Mozart, diretto dal M° Federico Maria Sardelli nei teatri di “Circuito Lombardia”.
[37] Cfr. Appendice, Allegato n. 3.