Montelungo prende il suo nome da uno sprone dell’Appennino della Cisa, ed è situato circa otto miglia a settentrione di Pontremoli, sulla via detta già di Monte Bardone, o Francesca. Il più antico ricordo, che se ne abbia, è del 5 Giugno 774, in cui Carlo Magno donò al celebre Monastero di S. Colombano di Bobbio silva nostra (così dice il diploma) una cum Corte illa ibidem sita, quorum vocabulum est Monte Longo, cum omnibus adiacentiis vel appenditiis ad ipsa silva vel ad ipsa Curte aspicientibus vel pertinentibus ibidem (1). Di Montelungo è pure fatta memoria in un placito pronunziato il 20 Agoste 972 da Oberto, Conte del Sacro Palazzo, dal quale poi discesero gli Estensi e i Malaspina. Godeva esso in feudo, per concessione de’ due Ottoni, il celebre Monastero di S. Colombano di Bobbio; a danno del quale il Monastero di S. Martino di Pavia aveva fatto tagliare arbitrariamente cento e più alberi d’ alto fusto in silva una, que est posita in loco qui dicitur Montelungum. Coll’ esame di parecchi testimoni, Oberto pose in chiaro che da oltre quarant’ anni era quella selva posseduta dal Monastero di S. Colombano, e nessun diritto vi avevano i monaci di S. Martino (2).
Nella descrizione de’ confini del territorio di Grondola, falta nel Settembre del 1245 da Enrico Testa e da Roberto Caracciolo, per comando dell’ imperatore Federico II, si nomina anche Montelungo, come appartenente alla giurisdizione di quel castello, ma si nota peraltro: salva racione Monasterii de Leno (3). Quali erano queste ragioni, che l’antica Abbazia del Salvatore e di S. Benedetto di Leno, nel bresciano, fondata da Desiderio Re de’ Longobardi e favorita di larghi privilegi da Papi e da Imperatori, aveva su quell’ alpestre paesello? Ne’ diplomi emanati a favore dell’ Abbazia di Leno dall’ imperatore Lodovico II nell’ 862, dai Re Berengario II e Adalberto nel 958, dall’ imperatore Ottone I nel 962, e da Ottone II nel 981 e 1001, non si fa alcuna menzione di Montelungo; e neppure è rammentato nella bolla di papa Silvestro II del 999, dove si enumerano tutte quante le possessioni che spettavano ad essa Abbazia. Tra i beni e i diritti, che, a preghiera dell’ Abbate Liuzzone, le confermò il 12 Maggio del 1014 l’imperatore Arrigo II, si nomina per la prima volta l’ospedale di San Benedetto di Montelungo, insieme con duas partes de strata in Ponte tremulo (4). Lo xenodochium in Monte longo è pure confermato all’ Abbazia in una bolla di papa Benedetto VIII, de’ 15 Giugno 1019, indirizzata all’ Abbate Oddone (5). E dell’ ospedale poi e delle duas partes de strata in Ponte tremulo è memoria ne’ diplomi di Corrado, Re de’ Romani, del 1026 e 1036 (6).
Nel Concilio, tenuto a Roma, nel 1060, da papa Niccolò II, venne definita una controversia, che verteva tra Guenzelao Abbate dell’Abbadia di Leno e Guido Vescovo di Luni, appunto per cagione di Montelungo. Querelavasi l’ Abbate contro il Vescovo, quod decimationem Curtis de Monte longo eiusque pertinentiarum, quam Abbacia sua iam per centum et eo amplius annos tenuerat, ipse (cioè Guido) sine aliquo ecclesiastico et mundano iudicio abstulerat et violenter invaserat. Rispondeva il Vescovo: decimas omnes, secundum statula canonum, esse in potestate Episcopi, ac proinde Abbatem exinde iniuste conqueri. Stabili il Concilio illam decimationem, unde querela agitabatur, predicta Abbatia sine ulla contradictione teneret in perpetuum (7).
Il 10 Marzo del 1078 papa Gregorio VII, non solo confermava all’ Abbazia Montem longum cum pertinentiis suis, ma ancora ecclesiam Sancti Georgii in Pontremulo cum pertinentiis suis. In una bolla d’ Urbano II del 21 Maggio 1092 si tace della chiesa di S. Giorgio, ma si nomina Montem longum cum pertinentiis suis. Dell’ una e dell’ altro invece trovasi fatto ricordo nella bolla di papa Callisto II del 16 Marzo 1123. La sola chiesa di S. Giorgio è nominata nelle bolle d’ Innocenzo II del 26 Luglio 1132 e di Eugenio III del 25 Ottobre 1146 (8).
Il 17 Agosto 1177 l’ imperatore Federico Barbarossa pigliava sotto la sua protezione l’ Abbazia di Leno, e con un privilegio amplissimo le confermava ogni diritto e possesso, facendo, tra gli altri, speciale menzione delle duas partes de strata in Ponte tremulo, dell’ ospedale di S. Benedetto in Monte longo, e della chiesa di S. Giorgio cum possessionibus suis; cose tutte che tornava a confermare l’ imperatore Arrigo VI col suo diploma del 3 Giugno 1194 (9).
Della chiesa di S. Giorgio era Priore per conto dell’ Abbazia nel 1332 fr. Simoncino, e nel 1353 don Gherardo da Corvaia (10). L’ 8 Luglio 1454 papa Eugenio IV, nel confermare la bolla già elargita da Alessandro III il 2 Settembre 1176, annoverava tra i possessi dell’ Abbazia la chiesa di S. Giorgio di Pontremoli e Montelungo con le sue pertinenze (11).
Sopra Montelungo ebbero giurisdizione anche i Malaspina. Infatti nell’ investitura data da Federico I, imperatore, il 29 Settembre 1164, al Marchese Objzo, tra le altre terre, è ricordato Montelungo: quartam partem Montis longi; che il Muratori ritiene appartenesse ad Obizo per eredità avita, e fosse tra le castella che si spartirono i quattro discendenti d’ Oberto, Conte del Sacro Palazzo, stipiti degli Estensi, de’ Pelavicino, de’ Malaspina, e de’ Marchesi di Massa (12); i quali tutti è da credersi avessero condominio con Obizo sopra Montelungo.
Giovanni Sforza, Il villaggio di Montelungo, tratto da Memorie e documenti per servire alla storia di Pontremoli,II,
(1) MURATORI, Antiquitates Italicae medii aevi; I, 1003.
(2) MURATORI, Antichità Estensi; I, 149 e seg.
(3) Documento n. 22.
(4) ZACCARIA, Dell’ antichissima Badia di Leno libri tre. Venezia, per Pietro Marcuzzi, 1767; pag. 87 e segg.
(5) Op. cit pag. 90 e segg
(6) Op. cit. pag. 96 e segg. 100 e segg.
(7) Op. cit. pag. 104 e segg.
(8) Op. cit. pag. 106 e segg. 109 e segg. 111 e segg. 114 e segg. 117 e segg.
(9) Op. cit. pag. 124 e segg 132 e segg
(10) Op. cit. pag. 277.
(11) Op. cit. pag. 257 e segg
(12) MURATORI, Antichità Estensi; 1 161.
L’immagine di introduzione alla pagina è una cartolina del paese di Montelungo, portata in Uruguay dalla famiglia di David Pinelli quale ricordo del paese.