Premessa

Mercoledì 8 aprile 2020, alle ore 10.15 circa è crollato il ponte sul fiume Magra tra Caprigliola e Albiano, noto anche come ponte di Caprigliola o ponte di Albiano Magra[1].
Grazie alle restrizioni della circolazione dovute alla pandemia di Covid-19 il volume di traffico era ridotto e così sono rimasti coinvolti nel crollo solo due conducenti che hanno riportato lievi ferite.
Le foto del disastro sono raccapriccianti e raccontano di un manufatto che si è letteralmente accasciato al suolo, diventando l’emblema di una terra (la Lunigiana) che, già sofferente come tutta la penisola per il lockdown, si è ritrovata in ginocchio ed ora prova a rialzare la testa.
Questo saggio nasce con l’intento di riproporre cronache di centododici anni fa che ricordano come quel ponte, inaugurato nel 1908 e intitolato al patriota Anacarsi Nardi (Apella di Licciana Nardi 1800 – Rovito 1844)[2], fu considerato all’epoca un’opera di alta ingegneria, da cui prendere esempio. Il progetto fu realizzato dall’ingegner Attilio Muggia (1860-1936)[3] e dall’impresa dell’ignegner Nino Ferrari (1875-1941)[4].
Val bene precisare che il ponte nella primavera del 1945 fu minato dalle truppe tedesche in ritirata: le esplosioni distrussero l’impalcato lasciando intatte le fondazioni e le pile. Fu ripristinato nel 1949 dalla stessa impresa costruttrice del ponte originale, ma secondo un nuovo progetto curato dagli ingegneri Arrigo Caré (1919 – 2004) e Giorgio Giannelli (1918-1985), entrambi docenti alla Sapienza di Roma[5].
Poiché in tempo di pandemia accedere a biblioteche ed archivi è diventata un’impresa[6], per produrre questo saggio mi avvarrò di una preziosa banca-dati digitale messa on line dalla Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini” della Spezia[7].
Il progetto originario
Come si evince dalle cronache “La provincia di Massa bandì nel 1904 una gara nazionale fra gli specialisti di costruzioni in cemento armato per la costruzione di un ponte sulla Magra tra Caprigliola e Albiano là dove fino ad allora la provinciale Pontremoli-Spezia attraversava il torrente con un guado difficile sempre e sovente impossibile per le grandi piene della Magra che la collocano fra i più grandi corsi d’acqua italiani. Ed è appunto per ridurre al minimo la perdita di sezione utile nel fiume che l’Amministrazione Provinciale stabiliva che il ponte avesse solamente cinque arcate di circa cinquanta metri ciascuna. La gara, cui presero parte otto concorrenti e di cui fu giudice il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici fu vinta dall’Ing. Muggia Professore alla Regia Scuola d’Applicazione fra gli Ingegneri di Bologna.”[8]
Segnalo volentieri questo passo, tratto da un raffinato articolo di Gigi Sardi uscito sul “Corriere della Spezia”, per far comprendere come si attraversava il fiume prima della costruzione del ponte:
“La vecchia barca, che fino a pochi giorni or sono traghettava i viandanti che numerosi recavansi dalla Lunigiana alla Spezia, giaceva abbandonata sulla sponda, cosa ormai inutile e morta: un giorno le acque scroscianti del fiume la strapperanno violentemente dal greto in cui riposa e la trascineranno ad infrangersi contro i piloni poderosi; andranno al mare i frantumi di essa e il mare ne accoglierà le misere spoglie. E dal mare scenderanno i forti lavoratori delle Apue traversando securi il ponte che al nome glorioso si intitola …”[9]
Il professor Enrico Lazzeroni (1881 – 1945)[10] ebbe a scrivere sulle colonne dell’ “A Noi!”:
“Questo grandioso ponte che è uno dei primi del genere in Italia e che tanto onore fa all’ingegneria italiana, è composto di 5 arcate di m. 51.85 l’una con 5 m. di monta, sostenute da quattro pile e da due spalle, ed è largo m. 7.20”[11]
Altri dati tecnici, di spesa e di mano d’opera si riscontrano in questo passo tratto dalla “Gazzetta della Spezia”:
“Le fondamenta, che scendono dai 10 ai 12 metri sotto il livello dell’acqua, furono incominciate il 31 maggio 1906 col sistema dell’aria compressa. Il ponte trovasi all’altezza di 10 metri dal letto del fiume e di metri 41.45 dal livello del mare. La sua lunghezza è di 300 metri comprese le spalle. La parte carrozzabile è larga m. 5.20 ed i marciapiedi m. 1. Nel tempo massimo vi hanno lavorato 300 operai e nei due anni e mezzo impiegati nella costruzione non si ebbero a lamentare che due scioperi – il che è poco a questi raggi di luna … organizzata – e nessun infortunio.
L’opera colossale, svelta ed elegante (una delle più ardite del genere costruite finora in Italia) è già stata ammirata da molti ingegneri toscani, emiliani, liguri, della Lunigiana, da quelli dell’ufficio II delle Ferrovie dello Stato e dai laureandi ingegneri degli Atenei di Roma e di Torino. Essa è costata 700 mila lire; occorsero per manufatti 30 mila quintali di cemento e 220 tonnellate di ferro. Il nuovo ponte rende continuativa la strada provinciale Pontremoli-Spezia e servirà al passaggio di una tranvia fra la Spezia, Aulla e l’alta Lunigiana, abbreviandone la distanza di circa 13 chilometri …”[12]
L’ “inaugurazione ufficiale” e l’ “inaugurazione popolare del ponte Anacarsi Nardi”
Seguendo le cronache dell’epoca ci si rende conto del fatto che nel 1908 il ponte ebbe una doppia inaugurazione. Cerchiamo di vedere perché.
Partiamo però da un curioso episodio che val la pena menzionare:
“Sabato scorso [n.d.a.: 17 ottobre 1908] S.M. il Re[13] accompagnato da S.A.R. il Duca di Genova, dal Ministro della Marina e dal generale Brusati passò in automobile sul ponte diretto a Pisa. Il guardiano, essendone allora proibito il passaggio, fè cenno all’automobile di fermarsi, e S.M. dopo essersi fatto riconoscere proseguì il viaggio ammirando la bella e svelta costruzione dell’ingegner Muggia”.[14]
L’inaugurazione ufficiale del ponte in cemento armato si tenne una settimana dopo, ovvero la mattina di domenica 25 ottobre 1908[15], in un giornata piovosa.
Prestarono servizio la Filarmonica Pontremolese e la banda della Regia Marina.
Padrino della manifestazione fu l’ingegner Attilio Muggia e madrina la signorina Maria Mazzini, figlia del sindaco di Aulla Antonio Mazzini[16], Presidente del Comitato. Numerose le autorità intervenute anche se vi furono assenti illustri.
Fu Monsignor Angelo Fiorini (1861 – 1929)[17], vescovo di Pontremoli, dell’ordine dei Cappuccini, a benedire il ponte verso le 10.30.
La presenza del Vescovo non piacque a tutti! Anzi!
Si legge sul periodico “La Spezia” del 28 ottobre 1908:
“Verso le ore otto la folla non è molto numerosa, causa l’astensione dalla cerimonia delle associazioni popolari, che avevano con un vibrato manifesto invitato il popolo della Lunigiana a non partecipare alla festa ufficiale, in cui il prete avrebbe benedetto il ponte intitolato ad Anacarsi Nardi, patriota lunigianese caduto con i fratelli Bandiera sotto il piombo borbonico, e rifiutando i conforti del prete.”[18]
Ed ancora in modo più sentito:
“Il comitato per i festeggiamenti con peregrino pensiero, fece innanzitutto benedire il ponte dal rappresentante di quella religione di cui Nardi Anacarsi respinse sdegnosamente, anche negli ultimi istanti, i bugiardi conforti.”[19]
Resta significativo, come esempio, il telegramma inviato dall’intellettuale Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871 – 1919)[20] al Comitato per i festeggiamenti:
“A rievocato u.me apuano eroe, libertà italica, a festa civile lavoro umano disdice presenza eterno barbaro insidiatore libertà Italica Umanità Protesto sdegnato ritirando adesione”.[21]
Il giornale socialista spezzino “Libera Parola” il 20 novembre 1908 lanciò un appello sulle sue pagine:
“Domenica 22 novembre corrente è fissata la commemorazione popolare di Anacarsi Nardi al nuovo ponte fra Caprigliola e Albiano. Questa manifestazione, come i lettori sanno, ha carattere di protesta contro la cerimonia ufficiale svoltasi alcune settimane or sono, a cui, con poco rispetto al nome del Martire da cui il ponte si intitola, fu chiamata l’autorità ecclesiastica.
La Lunigiana tutta con unanime entusiasmo ha risposto all’appello, e noi facciamo voti perché anche la Spezia popolare, memore delle sue tradizioni, prenda parte alla solenne affermazione anticlericale e proletaria.
Per la ristrettezza del tempo non tutte le associazioni furono direttamente invitate. Il comitato perciò rivolge pubblico invito, a nostro mezzo, a tutte le Associazioni democratiche della Spezia, perché intervengano con bandiera. La cerimonia è fissata per il pomeriggio: si giunge quindi in tempo prendendo il treno che parte alle ore 12 per la linea di Parma. Oratore sarà il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi.”[22]
Domenica 22 novembre 1908 ebbe luogo a Caprigliola l’annunciata manifestazione popolare. Intervennero molte associazioni con bandiere ed aderirono l’onorevole Camillo Cimati (1861 – 1945)[23], l’ingegner Ferdinando Quartieri (1865 – 1936)[24] e l’ingegner Attilio Muggia.
Ecco la sintesi del “Corriere della Spezia”:
“L’avvocato Formentini[25] della Spezia presentò il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, che pronunziò un vibrato discorso, rivendicando l’idea anticlericale all’eroe che insieme ai Fratelli Bandiera venne fucilato nel vallone di Rovito presso Cosenza nel 1844.
L’avvocato Bologna[26], di Pontremoli, ringraziò l’oratore per aver accettato l’invito delle associazioni popolari, e la manifestazione ebbe fine fra gli applausi. Prestarono servizio le Filarmoniche di Pontremoli e Albiano”.[27]
Cronache integrali
Per documentare la doppia inaugurazione riporterò due ampi articoli in versione integrale.
Il primo, relativo all’inaugurazione ufficiale del 25 ottobre 1908, sarà tratto dal giornale democratico – costituzionale “A Noi!”, che faceva riferimento al politico Camillo Cimati. Il secondo, riguardante la manifestazione popolare e i contenuti del ricordo effettuato da Ceccardo Roccatagliata Ceccardi[28] su Anacarsi Nardi, sarà ripreso dal giornale socialista spezzino “Libera Parola”.

Non resta che lasciare spazio alle cronache del secolo scorso, con la speranza che, sulle macerie del ponte crollato, possa essere ricostruito un manufatto al passo coi tempi, degno di quello che l’ingegner Attilio Muggia fece nella sua epoca, provando contemporaneamente a valorizzare i ruderi del vicino ponte medievale[29].
Inoltre, guardando alle cronache odierne, resta il desiderio che l’arcobaleno, sorto in cielo dopo un’abbondante acquazzone il 3 agosto in occasione dell’inaugurazione del nuovo viadotto Genova San Giorgio progettato dal noto architetto Renzo Piano[30], possa essere visto come un simbolo di rinascita dei “ponti” sia in Liguria che in Toscana.
Appendice
Allegato n. 1
A Noi!, 1 novembre 1908, anno V, n. 44, p. 2
Il ponte Anacarsi Nardi
[Impressioni e note] … se novella vera / di Val di Magra o di parte vicina / sai dillo a me … – Dante, Purgatorio, canto VIII]
I cento castelli che torreggiano a picco come neri falchi librati a volo, hanno avuto un fremito di vita moderna seguendo di tra l’edere lente, rampicanti agli ultimi merli, il giocondo caracollare dell’onde del Magra lambenti dolcemente il gigante snello e leggiadro, novello Prometeo apportatore di nova luce, contro il fato che gravava sulla Vallata oscurità tetra e nebulosa.
Da lungi gli ermi pizzi delle Apuane, nidi e baluardi dei padri antichi, che l’ultima e più fiera resistenza opposero alla potenza dominatrice dell’aquile romane, rotto il denso velo, che un passato nero, quasi invidiando l’ora presente, pareva avesse proteso sul mostro solenne, salutavano l’opera d’arte, il parto della scienza più moderna che schiudeva un varco più facile e più ampio alla ricchezza e alla civiltà.
L’ombra di Dante, da secoli vagante per le contrade d’Italia, soffermavasi sulle sponde dell’ospitale Lunigiana e bene augurava ai conterranei dell’ospite Malaspina, vaticinando alle due sponde quella cortesia e quella fratellanza, che tanto generosamente gli largì in Mulazzo la corte di Franceschino.
E lo spirito dell’umile ma grande eroe popolare lunigianese Anacarsi Nardi, aleggiava, fremente amor di patria sulla sua terra e dalla rocca di Licciana sua vigilava al compiersi del grandioso portento. Egli, che col sacrificio della vita ha dimostrato quanto amasse la sua patria. Col suo nome è monito continuo ai fratelli, cui insegnò fino all’ultimo ad esser forti. E’ lustro al paese che volle sempre libero e grande.
E, dotata di quest’opera egregia, la Lunigiana non sarà seconda nel consorzio del progresso civile a nessuna delle regioni sorelle, ma recherà un contributo prezioso alla madre comune per la conquista di quel posto eminente, che per la sua grandezza antica e moderna giustamente le spetta nel concerto delle nazioni europee.
L’opera
E’ opera del chiaro Ing. Muggia, professore alla Scuola d’applicazione degli Ingegneri a Bologna, che vinse il concorso bandito dalla Provincia di Massa nel 1904.
I lavori furono incominciati nel maggio 1906 e dovettero essere sospesi, non avendo la natura geologica del fondo corrisposto alle previsioni; fu allora che il Muggia studiò un progetto di riforme delle fondazioni, basato anche sopra un sistema speciale di sottofondazione per agglomeramento pneumatico delle ghiaie applicato per la prima volta con esito felicissimo.
Il lavoro fu consegnato due mesi prima del termine fissato, dando, in seguito alle prove statiche e dinamiche, durate otto giorni, ottimi risultati.
Questo grandioso ponte che è uno dei primi del genere in Italia e che tanto onore fa all’ingegneria italiana, è composto di 5 arcate di m. 51.85 l’una con 5 m. di monta, sostenute da quattro pile e da due spalle, ed è largo m. 7.20.
Autorità e rappresentanze
Coi treni da Spezia e da Pontremoli arrivarono nella mattinata tutte le autorità, notabilità e rappresentanze che dovevano prendere parte alla solenne inaugurazione. Disgraziatamente il tempo minaccioso ci rovesciò addosso un’acqua fitta ed implacabile che ci costrinse a ripararci chi qua chi là. Fece servizio di ricevimento la nostra Filarmonica, che eseguì inappuntabilmente parecchie marce.
Col treno da Pontremoli giunsero il Prefetto della Provincia Comm. Pio Vittorio Ferrari, il Sottoprefetto di Pontremoli cav. Podestà-Lucciardi, il dottor Giuseppe Angella rappresentante il Sindaco, il cavalier Emilio Pini, consigliere provinciale per Calice al Cornoviglio, il Sindaco di Bagnone cav. Simonini, il Sindaco di Filattiera cav. Buglia, il Sindaco di Zeri Pedroni Quirico, il Sindaco di Fivizzano cav. Angeli, il consigliere provinciale per Licciana Massimo Lombardi, il deputato provinciale Ferdinando Quartieri, il cavalier Lazzeri rappresentante il comune di Tresana, l’avvocato Rossi consigliere provinciale di Aulla, l’avvocato Tedeschi consigliere provinciale, il cav. Ufficiale Pelliccioni deputato provinciale di Castelnuovo Garfagnana. Da uno scompartimento di prima classe scendeva pure il Vescovo di Pontremoli monsignor Fiorini accompagnato dal suo segretario.
Con quello di Spezia arrivava il Sottoprefetto di Spezia, il Controammiraglio Manfredi, rappresentante il comando in capo del primo compartimento marittimo accompagnato dal suo aiutante di bandiera Conte Provana, il Maggiore Pittaluga rappresentante il Presidio Militare di Spezia, il sindaco di Spezia cav. Falconi con molti assessori, il sig. Farina ingegnere capo del Comune di Spezia, il signor Bertinelli, ingegnere capo della Provincia di Massa, il Segretario capo della Prefettura di Massa, il segretario capo della Prefettura di Massa, il prof. Barbieri Remo dell’accademia di Belle Arti di Carrara, l’ing. Augusto Zannoni, presidente dell’ordine degli ingegneri e degli architetti della Toscana, l’ing. Casini, presidente del collegio degli ingegneri di Firenze, l’ing. Poggi Leone, segretario dell’ordine degli ingegneri e architetti della Toscana. Erano pure presenti l’ing. Ferrari cond. dell’ing. Muggia, Giulio Norsa padre della signora dell’ing. Muggia, il professor Canovazzi, vicedirettore della Scuola degli ingegneri di Bologna ed il professor Arzelà dell’Università di Bologna. Spiccavano le due bandiere dei Comuni di Aulla e di Licciana. La stampa era largamente rappresentata dagli inviati speciali della “Tribuna”, del “Corriere della Sera”, del “Secolo”, del “Secolo XIX”, del “Caffaro”, dell’ “Avvenire d’Italia”, del “Carlino”, del “Corriere d’Italia”, del “Momento”, dell’ “Indipendente”, dell’ “A Noi!”, della “Terra”, del “Corriere Apuano” e dei giornali della Spezia.
Oltre la Filarmonica faceva servizio anche la banda della Regia Marina, diretta dal cav. Matacena. Il servizio di P.S. era diretto personalmente dal cav. Borelli, Commissario capo della P.S. della provincia di Massa.
Verso le 10.30 Mons. Fiorini salì su di un palco, appositamente innalzato nel piazzale della stazione. L’accompagnavano tutte le autorità, il padrino ing. Muggia e la madrina signorina Marietta Mazzini, figlia del Sindaco di Aulla, presidente del Comitato.
Il Vescovo dopo la recita della formula rituale, benedice il ponte. Il Sindaco tra grande attenzione legge il discorso inaugurale, salutando l’opera d’arte, e bene augurando al progresso della gente della Lunigiana.
Dopo il discorso il corteo si muove dietro il Vescovo sopra il Ponte, avendo il padrino e la madrina già sciolto il simbolico nastro. Appena terminata la funzione, la pioggia cadde sbandando tutti i presenti.
Il banchetto
Il banchetto fu servito alle 12.30 inappuntabilmente dall’Albergo Camaiora di Caprigliola. Al coperto sotto grandi tendoni incerati presero parte più di 140 invitati. Il Sindaco lesse le adesioni del Ministro Bertolini, dell’onorevole Artom, dell’onorevole Pellerano, del senatore Cappellini, del prefetto di Genova e di Alfredo Melani.
E tra scroscianti applausi di tutti i convenuti lesse il seguente telegramma del nostro Deputato On. Cimati, il quale, quasi a sottrarsi al plauso per l’opera che è monumento ai posteri del forte instancabile volere di Lui e dei suoi ottimi colleghi della Provincia nel bene alle popolazioni lunigianesi, era rimasto a casa, con l’animo volto agli amici e collaboratori che in quel giorno rievocavano l’ombra magnanima di Anacarsi Nardi:
Sindaco Mazzini, Santo Stefano per Caprigliola “Dolente essere impedito assistere inaugurazione ponte che ora sorge sul Magra per volere della Provincia, che parve, più che ardimento, nuovo decreto di fati, dal nome idealità martire Anacarsi Nardi cui s’intitola che servirà rinsaldare compagine popolazioni sparse una altra riva fiume, traggo lieto auspicii anche avvenire economico nostra Lunigiana. PregoLa porgere rallegramenti augurali professor Muggia per sua opera insigne e scusare mia assenza, Grazie saluti. Cimati.”
Numerosissimi i brindisi, fra i quali notevoli quelli dell’avv. Gargiolli, dell’avv. Tedeschi, dell’ing. Quartieri e del Prefetto, tutti inneggianti al nuovo avvenire della Lunigiana. Presenziava anche l’on. Fiamberti che salutò nel ponte la più bella promessa della fratellanza delle due province di Genova e di Massa.
Al dopo pranzo la banda della Regia Marina eseguì uno sceltissimo programma musicale e finalmente coi treni del pomeriggio e della sera tutti ripartirono.
ENRICO LAZZERONI.
Allegato n. 2
Libera Parola, 27 novembre 1908, anno VI, n. 46, p. 1, “La celebrazione popolare al ponte – Anacarsi Nardi –
La celebrazione popolare al Ponte “Anacarsi Nardi” favorita da una magnifica giornata di sole riuscì veramente pari all’aspettativa ed all’entusiasmo della Lunigiana tutta, desiderosa di cancellare la taccia di clericalismo che dal famoso comitato ufficiale presieduto dal Not. Mazzini, le era stata procacciata.
La Giunta Comunale di Licciana intervenne col gonfalone del Municipio, e con essa, insieme a numeroso popolo convenuto da tutte le parti della Val di Magra, da Spezia e da Sarzana, erano le bandiere di numerosissime associazioni. Eccone l’elenco: Società Reduci Garibaldini – Spezia, Sezione Repubblicana – Spezia, Sezione Socialista – Spezia, idem Sezione Marola, Logge Riunite – Marinasco; Società Magistrale Apuana, Pontremoli, Società Filarmonica Pontremoli, Società Ginnastica “Pro Patria” Pontremoli, Circolo Socialista Pontremoli, Lega Muratori id., Lega Calzolai id., Circolo Operaio id., Società M.S. fra Operai, Sarzana, Sezione Socialista id., Gruppo Sindacalista id., Lega Muratori id., Sezione Repubblicana id., Circolo Operaio, Nunziata; Club Sport “Aurora” Villafranca, Pubblica Assistenza id., Società M.S. fra Operai, Licciana; Società Operaia Aulla, Sezione Socialista id., Società Massonica “Nardi Anacarsi” id., Lega Arti Edili Albiano, Corpo Musicale id., Sezione Socialista Caprigliola, Lega Braccianti id., Circolo “Pietro Barsanti” id., Sezione Socialista Mulazzo; Sezione Socialista Terrarossa.
Alle ore 15 salgono sul palco eretto tra la stazione ferroviaria e l’imboccatura del Ponte, i membri del comitato e l’oratore designato, accompagnati da due reduci garibaldini tra cui il Tenente Pierantoni salutati questi ultimi con un caldo applauso della folla.
Ubaldo Formentini a nome del Comitato legge le adesioni tra cui quella del Prof. Muggia, autore del ponte, e del deputato Cimati, saluta le associazioni e le rappresentanze convenute al ponte novello che congiunge la Lunigiana feudale con quella che portò il nome glorioso della repubblica Genovese.
Presenta quindi l’oratore, il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi augurando che la sua poesia si compenetri e si faccia opera viva nella coscienza della gente Apuana.
Ceccardo Roccatagliata – Ceccardi ringrazia brevemente gli amici che vollero la sua modesta voce di poeta ad esaltare così trionfale opera del lavoro umano.
Ben fece il popolo di Val di Magra ad associare il nome dell’ultimo suo eroico figlio al ponte che a tante necessità della regione sovviene, che quasi una nuova epoca apre, indirizzando la stirpe verso il golfo lunato dove si dice sorgesse l’etrusca Luni conquistata da Liguri Apuani per la necessità di uno sbocco al mare al tempo della loro egemonia feroce. Dopo aver quindi esaltato questo risorgimento del popolo Apuano il quale ha ben diritto alle proprie autonomie nell’armonia, s’intende, delle stirpi che compongon l’Italia – la grande patria liberata dai tiranni indigeni e stranieri – il poeta si chiede se è proprio per questa lode e per questo esaltamento soltanto che il buon popolo di Val di Magra lo ha chiamato a se o se non piuttosto il popolo volle che egli, sacerdote di libertà, lavasse al bel ponte, trionfo del lavoro umano, e al nome purissimo dell’Eroe repubblicano, l’onta di una benedizione cattolica.
Per grandi linee allora il poeta allora abbozza la storia del cristianesimo – dall’editto di Costantino cioè da quando da oppresso divenne oppressore – dalle feroci guerre civili dell’eresie primitive, alle atroci persecuzioni del cattolicesimo ormai fermo e saldo nel suo edificio ieratico, persecuzioni collettive che dal secolo XIII al XVI insanguinarono l’Europa; ai martirii dei filosofi che pagarono sul rogo il loro purissimo tributo alla libertà dell’Idea. – Fa risaltare quanto poi il Cattolicesimo sia stato di danno alla libertà dell’Italia: che caduta di sotto alla bufera barbarica non poté per quindici secoli risollevare la testa per cagion dei papi i quali chiamarono lo straniero ogni volta che essa pareva accingersi a riconquistare la propria unità (Pipino, Carlomagno, Carlo d’Angiò ecc.)
E un prete – dunque riprende il poeta – doveva venir a benedire il ponte sacro all’Eroe della libertà ricuperata, della patria riunita? – Spiega egli allora quell’intervento con il confusionismo dell’ora che passa. Accenna con frasi violenti a coloro che seguivano il prete benedicente, i corrotti che il corruttore Giolitti manda nelle province, i mercanti di voti, gli scudieri, gli arlecchini, gli uomini gravi di decorazioni e di ori da cui uscirà il nuovo piccoletto Carlo di Persano ammiraglio del re – tutti quelli insomma che, o tentano riaddormentare la grande anima eroica del popolo, o al popolo ribadiscono i secolari ceppi. – Ciò sempre ha benedetto il prete – grida il poeta – ed è però necessario che qui fosse il prete.
Ma il popolo apuano, amante secolare di libertà, ben ciò ha compreso – egli continua – e perciò è qui accorso per smacchiare colla sua moltitudine l’insulto di pochi. E il poeta riassume la lotta eroica del popolo apuano per la libertà la cui memoria i nipoti si tramandarono come un’eredità per secoli. Da questo popolo quando l’Italia dopo la grande tempesta della rivoluzione di Francia spazzante i diritti dei re e dei preti cominciò a risvegliarsi, uscì Anacarsi Nardi.
E qui, dinnanzi al popolo di Val di Magra, il poeta gittò in gran fascio di luci e di ombre la storia dell’epico riscatto d’Italia; e a capo il seminatore Mazzini.
Dopo l’accenno ai moti del 21, del 31, del 33 – patiboli modenesi napoletani, piombo piemontese, e carceri austriache – passa a una bella e luminosa descrizione del sacrificio del fratelli Bandiera (Giugno e Luglio 1844) a cui compagno, fu già grave da anni, ma di fervor di giovinezza ancor tutto palpitante, il Nardi.
Lesse le parole di Mazzini con cui essi respinsero in nome del Vangelo e in nome di Libertà il prete cattolico. Ripete le parole del Nardi maledicenti Domenico di Guzman.
Dopo una calda lode al Municipio di Licciana che s’appresta a onor di Val di Magra a trasportare da Cosenza nella aspra e verde solleata pace del bel loco natio le ceneri dell’eroe, esorta il popolo a quella prossima festa di Libertà, ma più che ad essa lo esorta a ben ricordare l’eroe, e se l’ora suonasse, a saperlo imitare. E con una rapida vision poetica, Ceccardo Roccatagliata – Ceccardi conchiude immaginandosi di veder Anacarsi Nardi in forma di un gigante seduto su un balzo in mezzo la grande chiostra apuana, fiso con una grande asta in mano alle chiuse, vigile Nume di Libertà.
Chi è costui? – grida – E’ Anacarsi Nardi? Sì, forse. – Sì e no – Popolo apuano, o antichissimo amico di Libertà, sei tu!
Il nobile, eloquente discorso del Ceccardi, detto con veemenza oratoria fu interrotto ad ogni istante dagli applausi della folla entusiasta e commossa, trascinata dalla potenza degli accenti e dal fulgore delle immagini, e fu salutato infine da una ovazione calorosa.
L’avv. Bologna da ultimo facendosi interprete del sentimento comune ringraziò e salutò il poeta di nostra gente per la magnifica orazione e invitò la folla a rinnovarli il tributo di ammirazione e di applausi.
Le associazioni precedute dalla Filarmonica Pontremolese e dal Corpo Musicale di Albiano, attraversano quindi il ponte al suono dell’inno garibaldino accompagnate dalla folla plaudente.
Ad Albiano dove il corteo si sciolse la Filarmonica Pontremolese eseguì un variato e sceltissimo programma musicale, riscotendo le approvazioni unanimi e sincere della folla. Il più schietto entusiasmo regnò nel paese fino alla partenza degli ospiti che avvenne al suono degli inni popolari col treno delle 19.
Fra le adesioni è pure notevole quella mandata per telegramma dall’Ing. Ferdinando Quartieri il quale si associò plaudendo anche alla scelta del nobile poeta apuano come oratore della civile cerimonia.
MARCO ANGELLA, L’INAUGURAZIONE DEL PONTE DI ALBIANO NELLE CRONACHE DEL 1908, pubblicato in “Il Porticciolo”, La Spezia, anno XIII, n. 3.9.2020, pp. 157 – 167
La rivista spezzina “Il Porticciolo” è fondata e diretta dalla professoressa Rina Gambini
[1] Cfr. “Aulla, crolla il ponte di Albiano. Coinvolti due furgoni. L’autista ferito: «Sto bene, ma che volo»”, in “Il Tirreno” on line, 8 aprile 2020; “Crolla il ponte di Albiano Magra, coinvolti due furgoni: autisti in ospedale”, ne “La Nazione” on line, 8 aprile 2020; cfr. Davide Tondani, “Un altro disastro annunciato: crollato il ponte della Bettola ad Albiano Magra”, in “Il Corriere Apuano” on line, 17 aprile 2020.
[2] Sul patriota italiano Anacarsi Nardi, nato ad Apella di Licciana Nardi il 21 dicembre 1800, cfr. Giovanni Sforza, “Il Dittatore di Modena Biagio Nardi e il suo nepote Anacarsi”, Società Editrice Dante Alighieri, Milano – Roma – Napoli 1916; “Biagio e Anacarsi Nardi. Patrioti del Risorgimento. Studi e celebrazioni”, Centro Aullese di Ricerche e di Studi Lunigianesi, Tipografia Ambrosiana, La Spezia 1983; cfr. Fabio Zavalloni, “Nardi, Anacarsi”, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, volume 77 (2012).
[3] Sull’ingegnere veneziano Attilio Muggia cfr. Paolo Lipparini, “Muggia, Attilio Giacomo”, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, volume 77 (2012). Ricordo che la Ditta Muggia, costruì anche il Ponte “Zambeccari” di Pontremoli (1913-1914), che a fine maggio 2020 è stato chiuso al transito veicolare e pedonale e messo sotto sequestro: cfr. “La Procura dispone il sequestro del Ponte Zambeccari”, in “La Voce Apuana” on line, 28 maggio 2020; cfr. “Pontremoli, chiuso il ponte Zambeccari, l’opposizione «Città tagliata in due»”, in “L’Eco della Lunigiana” on line, 28 maggio 2020. Per notizie storiche cfr. Vitale Arrighi, Avvenimenti pontremolesi. La progettata e realizzata costruzione del Ponte Zambeccari con la demolizione della Chiesa dei SS. Giovanni B. e Colombano, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1997 [Adattamento e note di Nicola Michelotti],I Quaderni de “Il Corriere Apuano”, n. 4.
[4] Sull’ingegnere Nino Ferrari (nato a Campegine di Reggio Emilia) cfr. http://www.architetti.san.beniculturali.it, scheda dedicata a Nino Ferrari.
[5] Cfr. https://www.ingenio-web.it/26507-crolla-un-ponte-sul-fiume-magra-informazioni-e-video e https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Caprigliola ; cfr. inoltre Roberto Ghelfi, “Il ponte di Albiano nella storia dell’ingegneria”, in “Il Corriere Apuano” on line, 30 aprile 2020: l’architetto Ghelfi cita tra i progettisti anche Giulio Ceradini (1918-2005), “il quale, dal 1943 al 1946, aveva lavorato in Svizzera per monitorare i ponti, a volta sottile con impalcato irrigidente, realizzati dall’ ing. Robert Maillart (1872-1940), che esercitarono un grande fascino sui giovani di quel periodo”.
[6] Riferirò, a mo’ d’esempio, che a Pontremoli la “Miscellanea della Lunigiana” non si può consultare perché la Biblioteca comunale “Camillo Cimati” sta cambiando sede e i volumi sono in transito verso il Tribunale; la Sezione Archivio di Stato di Pontremoli è stata chiusa in occasione dell’emergenza Covid e non ha più riaperto i battenti; l’Archivio Diocesano sezione di Pontremoli non è consultabile perché è in corso il “trasloco” dal Palazzo Vescovile al Seminario.
[7] Cfr. antico.erasmo.it Grazie a questa banca-dati ho potuto consultare i giornali “A Noi!”, “Il Popolo”, “Corriere della Spezia”, “La Gazzetta della Spezia”, “La Spezia” e “Libera Parola”.
[8] Cfr. “Gazzetta della Spezia”, 31 ottobre 1908, anno XXIX, n. 44, pp. 1-2, “La storia del grandioso Ponte sul fiume Magra intitolato ad Anacarsi Nardi”.
[9] Cfr. “Corriere della Spezia”, 31 ottobre 1908, anno XII, n. 45, p. 1, “L’inaugurazione del ponte «Anacarsi Nardi» sul Magra, fra Albiano e Caprigliola”.
[10] Sull’erudito pontremolese Enrico Lazzeroni cfr. Manfredo Giuliani, Enrico Lazzeroni, in “Giornale Storico della Lunigiana”, n.s., anno VI, n. 3-4, luglio-dicembre 1955, pp. 94-96 (biografia e bibliografia); Nicola Zucchi Castellini, “Pontremoli e Val di Magra. Studi storici”, Tolozzi Compagnia dei Librai, Genova 1996, pp. 277-278.
[11] Cfr. “A Noi!”, 1 novembre 1908, anno V, n. 44, p. 2, “Il ponte Anacarsi Nardi”.
[12] Cfr. “Gazzetta della Spezia”, 24 ottobre 1908, anno XXIX, n. 43, p. 1, “L’inaugurazione del grandioso ponte sulla Magra”.
[13] Su Vittorio Emanuele III di Savoia (1869-1947), Re d’Italia dal 1900 al 1946 cfr. Alberto Bergamini, “Il Re Vittorio Emanuele III di fronte alla storia”, Società Editrice Superga, Torino 1950; Gioacchino Volpe, “Vittorio Emanuele III. Dalla nascita alla corona d’Albania”, Marco Editore, Lungro di Cosenza 2000.
[14] Cfr. “Corriere della Spezia”, 24 ottobre 1908, anno XII, n. 44, p. 1.
[15] Tengo a precisare che l’inaugurazione doveva svolgersi l’11 ottobre ma fu rimandata al 25 ottobre 1908: cfr. “A Noi!”, 4 ottobre 1908, anno V, n. 30, p. 3: “Caprigliola – Inaugurazione del ponte sul Magra fra Caprigliola e Albiano – Ci viene comunicato che, dovendosi ritardare per cause impreviste, le prove di stabilità del ponte, l’inaugurazione del medesimo, che già era stata annunciata per il giorno 11, è stata rimessa al 25 c.m.”
[16] Sul Sindaco di Aulla Antonio Mazzini (deceduto il 12 giugno 1909) cfr. Giulivo Ricci, “Aulla e il suo territorio attraverso i secoli. Il Risorgimento”, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1992, vol. IV, p. 309; in particolare Ricci riporta i versi ironici che gli oppositori del sindaco scrissero proprio in relazione al ponte: “Han fatto il ponte a cavalier del Magra / E don Mazzini a cavalier del ponte / Gaudete, aullesi! Il cavalier Del Ponte / Farà l’Aulla ancor più spolta e magra”. Per altre notizie sul ponte in questione cfr. Giulivo Ricci, op. cit., pp. 320-321.
[17] Su Monsignor Angelo Fiorini, nato a Campiglia Marittima (Livorno) il 17 gennaio 1861 e morto a Pontremoli il 5 maggio 1929 (settimo Vescovo della Diocesi di Pontremoli, a partire dal 1899) cfr. Annibale Corradini, “La Chiesa di Santa Maria del Popolo”, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1969, pp. 228-230; Emanuele Borserini, “Mons. Angelo Fiorini”, in http://www.santiebeati.it/
[18] Cfr. “La Spezia”, 28 ottobre 1908, anno II, n. 44, p. 2, “L’inaugurazione del ponte sul Magra”.
[19] Cfr. “La Spezia”, 28 ottobre 1908, anno II, n. 44, p. 2, “L’inaugurazione del ponte sul Magra”.
[20] Sull’intellettuale Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871 – 1919) cfr. Giona Tuccini, “Roccatagliata Ceccardi, Ceccardo”, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 88 (2017). Nel 2019, in occasione del centenario della morte sono stati organizzati diversi convegni dedicati al “Poeta Apuano”.
[21] Cfr. “Libera Parola”, 31 ottobre 1908, anno VI, n. 42, p. 1, “L’inaugurazione del ponte Nardi Anacarsi”: “Il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi invitò al comitato per i festeggiamenti a documento della sua fierezza il seguente telegramma: …”
[22] Cfr. “Libera Parola”, 20 novembre 1908, anno VI, n. 45, p 1, “L’inaugurazione popolare del ponte Nardi Anacarsi”.
[23] Su Camillo Cimati (1861-1945) cfr. Pietro Ferrari, Il Senatore Camillo Cimati, in “Il Campanone 1940. Almanacco Pontremolese”, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1940, pp. 283-294; Nicola Michelotti, Camillo Cimati dalla politica locale al Parlamento italiano, Buonaparte, Sarzana 2003.
[24] Sull’ingegnere, imprenditore e politico italiano Ferdinando Quartieri (nato a Bagnone il 6 gennaio 1865 da Nicolò e da Teresa D’Achiardi), cfr. Carlo Bruno Brunelli (a cura di), “Ferdinando Quartieri. Industriale e senatore del Regno”, in “Famiglie illustri bagnonesi”, Litografia L’Artigiana, Alba 2000, pp. 61-117; Mario Perugini, “Quartieri, Ferdinando”, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, volume 85 (2016).
[25] Sullo storico, archeologo e politico, nato a Licciana Nardi, Ubaldo Formentini (1880-1958) cfr. Nino Lamboglia, Ubaldo Formentini, in “Studi etruschi”, 27 (1959), pp. 349-350; Paolo Tirelli, Formentini, Ubaldo, in “Dizionario biografico degli italiani”, vol. 49, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 1997.
[26] Sull’avvocato socialista pontremolese Pietro Bologna (1864 – 1925) cfr. Angelo Angella, 1910-1920: un decennio di amministrazioni a guida socialista nel comune di Pontremoli, in AA. VV. “Movimento socialista in Lunigiana fra la fine dell’Ottocento e il Novecento”, Tipografia Artigianelli, Pontremoli 1990, pp. 249-282. Cfr. inoltre Marco Angella, Pietro Bologna (1864-1925) nel 150° anniversario della nascita, in “Il Porticciolo”, anno VII, n. 2, giugno 2014, pp. 39-45.
[27] Cfr. “Corriere della Spezia”, 28 novembre 1908, anno XII, n. 48, p. 2, “La manifestazione popolare al ponte Anacarsi Nardi”.
[28] Per la cronaca, pochi mesi prima, ovvero il 15 maggio 1908, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi si era incontrato a Portofino Kulm con il poeta Gabriele d’Annunzio (1863 – 1938). Chi volesse saperne di più potrà consultare il mio saggio “L’incontro a Portofino Kulm tra Ceccardo Roccatagliata Ceccardi e Gabriele d’Annunzio (1908)”, in corso di pubblicazione negli atti del convegno su Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, organizzato nel centenario della morte (1919-2019) dall’Accademia “Capellini” alla Spezia nei giorni 20 e 21 settembre 2019.
[29] Il riferimento è all’appello di Davide Tondani promosso recentemente sul “Corriere Apuano”, vòlto alla valorizzazione dei ruderi dell’antico ponte medievale della Bettola di Albiano, vicinissimo al manufatto di prossima costruzione. Il bel disegno riproposto nell’articolo è dell’architetto e storico locale Roberto Ghelfi. Cfr. Davide Tondani, “Un appello. Valorizziamo il sito del ponte medievale”, in “Il Corriere Apuano” on line, 18 giugno 2020
[30] Cfr. “Genova, dopo la pioggia un arcobaleno abbraccia il nuovo ponte sul Polcevera”, in “Il Secolo XIX” on line, 3 agosto 2020. Come noto il nuovo viadotto prende il posto del ponte Morandi, crollato il 14 agosto del 2018, giorno in cui morirono 43 persone. Cfr. inoltre Stefania Alessandrini, “Da Morandi a Piano: ecco il ponte che unisce Genova”, in https://www.ingenio-web.it, 12 maggio 2020 e Roberto Ghelfi, “Dal Morandi al San Giorgio, il nuovo ponte di Genova”, in “Il Corriere Apuano” on line, 5 agosto 2020.