di Riccardo Boggi
L’emigrazione in Lunigiana è storia antica, a partire da quella più lontana, quando uomini d’armi , diplomatici, giuristi, ecclesiastici, letterati, fin dal medioevo lasciarono la loro terra per cercar fortuna presso le più importanti corti e università italiane. Poi, nell’ottocento, ci fu l’avventura nelle terre di Brescia : la mitica Barsana degli ambulanti bagnonesi e di tutta l’alta Lunigiana, documentata nel Centro multimediale degli archivi storici di Bagnone e nel Museo dell’emigrazione della Toscana di Lusuolo.
Nel 1882 era esploso il fenomeno dei librai ambulanti di Mulazzo e il sindaco poteva scrivere alla Camera di Commercio: “ molti di questi abitanti esercitano l’industria di rivenditori ambulanti di pietre, libri e chincaglierie nei diversi comuni del regno e all’estero”.
Nel 1940, all’indomani dell’entrata in guerra, nei comuni lunigianesi ci fu un vero e proprio boom di iscrizioni alla Camera di Commercio con una varietà di offerta merceologica: mercerie, chincaglierie, maglierie, tessuti, confezioni, casalinghi, profumi. Dopo la parentesi della guerra, un buon numero di ambulanti lunigianesi ripresero la loro attività, talvolta cominciando una nuova avventura, dedicandosi al mercato nero di abiti e tessuti acquistati nei campi americani dell’area pisana e livornese. Diverse donne, fino agli anni “70, si dedicarono alla raccolta, di casa in casa, di uova e pollame che, con grosse ceste e utilizzando il treno, venivano commercializzate porta a porta alla Spezia.
Da Bagnone giungeva alla Camera un elenco di 54 nuovi ambulanti di maglierie e chincaglierie, ma ci sono anche un venditore ambulante di castagne fresche e secche, patate e legna da ardere ed una donna che commercia uova, burro, frutta e pollame.
A Casola c’era una sola venditrice di pollame, uova, burro e formaggio.
A Filattiera erano presenti 39 ambulanti : 16 di chincaglierie , 5 di Chincaglierie e profumi , 9 di Chincaglierie e maglierie, 7 di Chincaglierie e mercerie , 2 di bigiotteria.
A Fivizzano un solo ambulante commercializzava chincaglieria, tessuti, maglierie, confezioni.
Da Licciana nella statistica inviata si elencavano 9 ambulanti di maglierie e chincaglierie ed un venditore di funghi e cenci.
Vendevano maglierie 7 ambulanti di Mulazzo, mentre 23 abbinavano alle maglierie, chincaglieria, e mercerie e una venditrice offre chincaglierie e profumi.
E’ interessante a statistica del comune di Podenzana, dove fin dall’inizio del 900 c’erano produttori agricoli che scendevano al mercato di Aulla e nel 1940 si iscrivono alla Camera un ambulante di frutta e verdura, due di frutta, verdura, polli, uova, formaggi ed un ambulante di maialini da allevamento.
A Pontremoli 21 ambulanti vendevano prodotti più diversificati: le solite chincaglierie le vendevano in due; maglierie e profumi li commerciavano in sei; cinque offrivano chincaglierie, maglierie, casalinghi; un venditore esponeva zoccoli, scarpe di gomma, pantofole, scarpe e tre ambulanti, oltre alle chincaglierie commercializzavano casalinghi, profumi e maglierie.
Tresana chiudeva la rassegna con 4 venditori ambulanti di chincaglieria.
Per molti ambulanti l’emigrazione in Lombardia fu una scelta obbligata ed iniziarono l’attività proprio vendendo maglierie portate con fagotti sulle spalle, o con la cassetta a tracolla piena di chincaglieria : a dar una mano a molti dei nostri ambulanti in Bersana fu un personaggio destinato a segnare cinquant’anni di vita del prestigioso Premio Bancarella, del quale è stato l’anima indiscussa. Mario Mengoli, emiliano che aveva magazzini di maglieria e biancheria, dopo aver conosciuto l’onestà e l’intraprendenza degli ambulanti lunigianesi faceva loro credito e riceveva i pagamenti a merce venduta. Mengoli finì col trasferirsi a Mulazzo ed aprì poi un deposito di libri a Pontremoli, mantenendo le relazioni con i discendenti di quegli ambulanti mulazzesi che, nel frattempo, avevano aperto bancarelle e prestigiose librerie nelle principali città italiane.
Intanto, oggi, molti ambulanti partiti dalla Lunigiana negli anni 50 del secolo scorso hanno creato in Lombardia fiorenti attività commerciali e non pochi sono diventati imprenditori.
La loro saga, nel secolo scorso, doveva essere ben nota ad un largo pubblico, se un poeta come il premio Nobel Eugenio Montale pensò ai merciai di casa nostra nel rendere omaggio all’avventurosa vita del poeta ortonovese Ceccardo Roccatagliata Ceccardi:
…Sotto quest’umile arco dormì talora Ceccardo,
partì come un merciaio di Lunigiana
lasciandosi macerie a tergo.
Si piacque d’ombre di pioppi, di fiori di cardo…
Riccardo Boggi, tratto da pubblicazione Camera di Commercio di Massa
L’immagine di introduzione alla pagina è tratta dall’articolo ” Al mercato settimanale ignari della Guerra che incombe”, pubblicato in Il Corriere Apuano, ed è stata scattata nei primi anni del 1900.