LIONELLO RICCI ARMANI (1888-1947)

Nacque a Pontremoli il 5 luglio 1888 da Armano e da Maria Bologna.

Dai genitori ebbe con la vita la forza di una secolare tradizione pontremolese. Il Padre, allora capitano, raggiunse poi i massimi gradi della gerarchia militare e tenne con onore il comando di grandi unità in Libia e nel primo conflitto mondiale. La Madre visse dell’amore dei figli; nipote di Giovanni ministro di Leopoldo II di Toscana, fu l’ultima di uno dei rami usciti dal tronco cui aveva dato vita all’inizio del cinquecento «Giovanni del Bolognese” noto alle cronache della vita pontremolese del tempo.

Completati gli studi medi, Lionello andò a Venezia dove frequentò i corsi di Ca’ Foscari e dove si laureò in scienze economiche. Assunto quindi da un grande istituto di credito, fu funzionario capace ed attivo e per il frutto del suo lavoro ottenne incarichi direttivi.

La guerra iniziata vent’anni fa, lo trovò a Carrara direttore di quella filiale del Credito Italiano. Al suo termine, dopo che le operazioni militari avevano sconvolto il territorio e la vita della Lunigiana, Lionello riprese con sicura volontà le fila del proprio lavoro reso arduo dallo stato d’immiserimento della regione dove tutto era da ricostruire.

Ma dell’opera sua non poté vedere i risultati chè sorpreso da inesorabile malattia, n’ebbe rapidamente distrutto l’organismo. Mori all’alba del 28 ottobre 1947, a Grassina, in quella villa dei Bologna dove era sua consuetudine cercare riposo nell’autunno tra i libri e le cure agresti.

A chi lo conobbe lasciò di Lui il ricordo della generosità dell’animo, di un equilibrato senso della vita, della vivacità degli interessi intellettuali.

Appassionato di filatelica e di numismatica, raccolse francobolli ed antiche monete sino a comporne collezioni di pregio. Amante della cultura e del libro, riunì una buona biblioteca alla quale accompagnò una importante collezione di autografi. Ma sopratutto fu fervido ricercatore di documenti di storia lunigianese misurando su tale studio l’amore al paese natale, il fascino di una tradizione.

Già negli anni giovanili, in occasione di un prolungato soggiorno londinese, aveva dato prova considerevole di scrittore con una serie di corrispondenze pubblicate, tra il 1912 e il 1913, dal quotidiano fiorentino « II Nuovo Giornale” in una rubrica che aveva preso il nome di “ Lettere e Corriere Londinesi ».

Ma fu attività presto interrotta per le crescenti esigenze del lavoro d’ufficio. Solo più tardi fu da lui ripresa con collaborazioni prestate a giornali e riviste per illustrare uomini ed avvenimenti di Lunigiana, aspetti e atteggiamenti della vita di un tempo. Ed anche quando si fermò all’aneddoto, non mancò di efficacia nella rievocazione di un ambiente.

Scrisse anche per i primi numeri del Campanone ed ora che dopo una lunga pausa viene ripresa la pubblicazione di questo documento di vita pontremolese, nessuna parola può ricordarlo qui, tra gli amici scomparsi, meglio di un saggio bibliografico dei suoi scritti apparsi quasi sempre sotto lo pseudonimo di R. De Arimannis.

1) Passaggi di sovranità in Lombardia dopo il 1815: in Rivista Apuana Anno II, n. 3, settembre 1935; 2) Pietro Leopoldo in Lunigiana: in Rivista Apua-na Anno II, n. 3, settembre 1935; 3) Una licenza di esportazione da un fondo Malaspiniano: in Rivista Apuana Anno II, n. 4, ottobre 1935; 4) Una controversia fra gli accademici del Teatro La Rosa e il pittore Antonio Contestabili: in Rivista Apuana Anno II, n. 4, ottobre 1935; 5) Poeti di Lunigiana Marcello Malaspina: nel Popolo Apuano del 27 novembre 1935; 6) Frate Antonio di Lunigiana Faber lignarius: nella Giovane Montagna di Parma, 1937 (a parte) nella Biblioteca della Giovane Montagna n. 114; 7) Il libro dei capitoli delle Monache di S. Antonio di Pontremoli: nella Giovane Montagna di Parma, ottobre 1937 (a parte) nella Biblioteca della Giovane Montagna. n. 120; 8) I corpi armati dei Cybo-Malaspina: nel Popolo Apuano del 1ª gennaio 1938 (a parte) Carrara E. Bassani IEFA 1938; 9) Arte e storia dell’Alta Lunigiana: nel Telegrafo del 31 agosto 1939; 10) Un Malaspina traduttore di Fedro: nel Popolo Apuano del 24 febbraio 1940; 11) Cavalieri di S. Stefano appartenenti a famiglie pontremolesi: nel Campanone Almanacco Pontremolese 1940, n. 1, pp. 101/106; 12) La stamperia fiorentina del Monastero di S. Giacopo di Ripoli: nella Nazione del 1° gennaio 1941; 13) Un imperatore ed una tabacchiera: nel Campanone Almanacco Pontremolese 1942, n. 2, pp. 114/118 (a parte) Pontremoli Artigianelli. d. ma 1942; 14) Tavole imbandite all’ombra del Campanone: nel Campanone Almanacco Pontremolese 1942, n. 2, pp. 160/166 (a parte) Pontremoli Artigianellis. d. ma 1942; 15) Un viaggio da Pisa a Parma via Sarzana-Pontremoli ai primi dell’ottocento: nel Popolo Apuano del 16 marzo 1942 (a parte) S.A.S.A. già Bassani Car-rara 1942; 16) Spigolature e ricordi di tempi passati: nel Popolo Apuano. del 13 luglio 1942 (a parte) S.A.S.A. già Bassani Carrara 1942; 17) Il riordinamento politico amministrativo e giudiziario della provincia di Lunigiana e Massa-Carrara nel 1840: nel volume Raccolta di scritti storici in onore del Conte Carlo Del Medico Staffetti (a parte) Artidoro Benedetti Pescia 1942

Tratto da “Il Campanone“, Almanacco Pontremolese, 1961 – 1962, Editore Città del Libro, pp. 80 – 82

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