Lunedi 27 marzo 2017 è morto improvvisamente nella sua abitazione a Pontremoli, all’età di 66 anni, Giulio Armanini, docente, dirigente scolastico, politico, giornalista, storico, socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria delle Province Parmensi, socio dell’Associazione “Manfredo Giuliani” per le ricerche storiche e etnografiche della Lunigiana, con cui ha collaborato nel diffondere nell’ambito scolastico lo spirito etnografico e l’importanza delle tradizioni popolari. La salda formazione scolastica al Liceo Classico Vescovile di Pontremoli e la brillante laurea in Lettere all’Università degli Studi di Genova sono alla base della sua attività d’insegnante prima e dirigente scolastico poi. Per tanti anni preside dell’istituto Leonardo Da Vinci di Villafranca, sapeva coinvolgere e interessare i ragazzi e motivare gli insegnanti. Per Giulio era sempre possibile ritrovare l’occasione e il modo di fare bene scuola provando a capire il proprio tempo e il mondo circostante. E rimettersi in gioco è la chiave dell’educare. Con Sandra Chistolini ha pubblicato l’articolo Condizione sociale e immagine della professione docente, nel volume curato da Luciano Corradini Insegnare perché? Orientamenti, motivazioni, valori di una professione difficile (Armando, Roma 2004). L’indagine condotta dall’UCIIM (Unione cattolica italiana insegnati medi) ha testato con appositi questionari tre nuclei d’interesse: la scuola della Lunigiana, i frequentanti la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario di Bologna e gli studenti del corso di laurea in Scienza della Formazione Primaria delle università di Roma Tre e di Bologna.
A tutto questo impegno scolastico, che ha assorbito il suo maggior impegno lavorativo, Armanini è riuscito ad unire l’attività giornalistica per il settimanale cattolico «Il Corriere Apuano», a partire dal 1970, quando un gruppo di giovani si costitui come redazione attorno a don Pietro Tarantola. Il mitico direttore, che ha camminato per più di mezzo secolo con il settimanale, era stato invitato a lasciare l’incarico attorno al ’68 per contrasti con i vertici della diocesi. Dopo due anni, tuttavia, don Pietro tornava a dirigere il giornale, ponendo come condizione irrinunciabile il ritorno della sua vecchia redazione, composta da giovani entusiasti e scalpitanti. Giulio è stato anche direttore del «Corriere Apuano» per quindici anni dal 1984 al 1999, primo laico a ricoprire l’incarico. Scrive don Tarantola: «A me parve giusto, dopo il Concilio Vaticano II, considerata la validità dei miei collaboratori di proporre al Vescovo, al momento di dare le dimissioni da Direttore, il nome del prof. Giulio Armanini, proposta che fu accettata. E ancora oggi, mi pare cosa buona». La cifra giornalistica di Giulio è sempre stata quella di scrivere con chiarezza e incisivită articoli di fondo, sempre argomen-tati, che lo portavano a schierarsi a volte in posizione critica nei confronti degli equilibri politici e della classe dirigente pontremolese. Da qui sono derivati a volte non solo l’isolamento e la solitudine, ma talvolta le sofferenze e le amarezze, come nel 1992, quando veniva fatto oggetto di lettere anonime che lui con coraggio pubblicava accanto ai numerosi messaggi di stima e solidarietà. In quella occasione il vescovo diocesano rivolgeva un forte e duro monito alla comunità pontremolese sull’uso immorale delle lettere anonime. Un’attività quella giornalistica che, com’era nelle corde di Giulio Armanini, spaziava per molteplici campi e interessi, riuscendo sempre ad offrire ai lettori una voce attenta e originale. Una passione che aveva messo anche in politica parteggiando, più che militando, per l’area di sinistra della Democrazia Cristiana e che lo vedeva nella seconda metà degli anni Settanta ricoprire la carica di assessore alla cultura del comune di Pontremoli.
La famiglia Armanini era originaria della Valdantena e alla vallata e alla sua casa di Topleca Giulio era legato da un affetto profondo, tanto da curare dal 2006 al 2016 il blog Alle sorgenti del Magra, nel quale riportava i risultati delle sue ricerche bibliografiche, archivistiche, foto e genealogie con l’intento di ricostruire l’identità del territorio. «Una finestra sulla storia della parte più a Nord della Toscana. scriveva il 14 maggio 2006 – Esiti di ricerche d’archivio, citazioni da altri autori, immagini di allora e di oggi, genealogie. Il tutto nella prospettiva di ricostruire la piccola storia di un territorio dove tanta grande storia è passata». Proprio per trovare notizie e collegamenti con le famiglie che sono emigrate dalla Valdantena, all’inizio dell’impresa lancia l’appello: «Ho pensato di aprire questo blog per incontrare coloro che, muovendosi sulla rete, hanno qualcosa da dire sul territorio dove nasce il Magra. Sto cercandone la storia, che non è cosa da poco, e, in particolare, sto mettendo assieme le famiglie che hanno vissuto nei paesi di Valdantena e Pracchiola. Trovo delle difficoltà nei tempi recenti, per coloro che hanno dovuto lasciare il paese per recarsi in altre zone dell’Italia e – soprattutto – in Paesi esteri (Europa, Nord America e Sud America). Se qualcuno trova questo messaggio e vuole mettersi in contatto con me, sarò lieto di scambiare con lui i dati che ci interessano».
Tanti articoli sono riportati nel blog.Il 27 novembre 2006 scrive La Settimana Santa in Valdantena, con la preziosa consulenza della madre Celide Lisoni che con la sua memoria era affettuosa testimone. «Presentiamo un ricordo relativo ad un momento significativo dell’anno liturgico, la Settimana Santa, cosi come questa era vissuta negli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso. Questo contributo è stato pubblicato sul numero 2006 della rivista “Studi lunigianesi”, edita dall’Associazione Culturale per le ricerche storiche ed etnografiche sulla Lunigiana “Manfredo Giuliani”». Seguono gli studi La famiglia Lisoni nel 1905; La popolazione di Valdantena nel 1841; Logarghena, 2 agosto 1927; II terremoto del 1834 a Valdantena, Pracchiola nel 1508: tra castagneti e pascoli ai piedi del Cirone, Negli Estimi pontremolesi del 1508 a Scorcetoli, attorno alla cappella di S. Andrea, soltanto cinque fuochi possedevano terreni. Attorno a Casalina, nell’antica Fraise, era il castagno a fornire la maggior parte del reddito, Domenico Federico Argenti, soldato della Grande guerra decorato di medaglia d’Argento al Valor Militare: Gli Uggeri a Pracchiola: Mons. Luigi Rosa, da Montelungo a vescovo di Bagnoregio.
Nel 2011 partecipa al convegno, promosso dall’Associazione Manfredo Giuliani e dal Comune di Pontremoli, La stampa periodica pontremolese tra Otto e Novecento, con la relazione La nascita de “Il Corriere Apuano” fra “Non expedit”, desiderio di partecipazione, con-servatorismo cattolico e suggestioni moderniste, pubblicato nel 2013 dal Consiglio regionale della Toscana, a cura di Gianluigi Maffei. Per l’«Archivio Storico per le Province Parmensi» ha scritto un prezioso saggio sui primi estimi pontremolesi (Le proprietà terriere dei “burgenses Pontremuli” nell’Estimo del 1508) e un articolo originale sull’emigrazione (Una famiglia di Valdantena in Sudamerica fra Ottocento e Novecento: Tito Vespasiano Lisoni ai vertici della Repubblica cilena). Ha curato il sito della Venerabile Confraternita della Misericordia, di cui è stato sempre un volontario, in occasione della pubblicazione del libro di Marco Angella, Antonio Bazzigalupi e Paolo Lapi, Il Cammino della Misericordia di Pontremoli nei secoli 1262-2012, dove alla cura della documentazione storiografica, rivela il gusto e la competenza in-formatica.
Ha scritto di Giulio sul «Tirreno» Riccardo Sordi con grande sensibilità: «Se ne è andato un uomo che con la sua intelligenza, la sua ironia, la sua capacità di raccontare con leggerezza ma allo stesso tempo con profondità le cose pontremolesi, lunigianesi ma anche italiane e del mondo, ha contribuito alla crescita di tutte le persone che hanno avuto il piacere ed il privilegio di conoscerlo».
Giuseppe Benelli, Giulio Armanini insegnante, giornalista e storico, pubblicato in “Studi Lunigianesi”, voll. XLVI – XLVII, anno 2016 – 2017, edito da Associazione Manfredo Giuliani, Villafranca Lunigiana