
Non occorre certo rievocare qui la figura di Giuseppe Micheli illustre figura di politico e di infaticabile bibliofilo e studioso, di importanza nazionale, ma non si possono dimenticare le tante prove di interesse e di affetto da lui date a Pontremoli e alla Lunigiana. “La Giovane Montagna”, la sua bella rivista montanara diffusa su tutto il nostro Appennino, ne offre una prova eloquente. In quelle pagine vive di turismo e di cultura, primeggiano gli studi che riguardano la Lunigiana e specialmente Pontremoli e il pontremolese. Da Pontremoli era appunto partita l’iniziativa di una vasta inchiesta folcloristica nei territori dei due lati dell’Appennino emiliano-lunigianese, e dell’altra sul nome del portalumi negli stessi territori appenninici, inchieste che ebbero largo successo di collaborazione e che furono seguite con interesse da illustri demologi non solo italiani, ma anche stranieri. Altrettanto importanti, sebbene più culturali che non popolari, furono le inchieste sulle Pievi appenniniche e sulle Caminate esse pure promosse da studiosi lunigianesi.
A Pontremoli, per merito di Micheli, la Sezione locale della Deputazione di Storia Patria per le Provincie Parmensi ebbe una inaspettata affermazione e vi divenne un efficace strumento di cultura storica. Col prestigio della sua grande autorità politica, dopo la guerra, Egli tentò anche di fare riavere a Pontremoli il vecchio Circondario, con un Sotto o un Vice prefetto, che avrebbe ridato alla Città l’antica preminenza già esercitata nell’alta Val di Magra, e con vantaggio di tutta la circoscrizione, sebbene non trovasse tutto quel largo consenso ed appoggio locale che sarebbe stato da aspettarsi.
Anche il Campanone (n. II, 193) lo aveva avuto amico e fu onorato della sua autorevole collaborazione.
Valendosi della ricca raccolta bibliografica regionale Egli volle inserire, togliendoli dalle carte da lui possedute di Lorenzo Molossi, noto letterato parmigiano di famiglia pontremolese, alcuni importanti documenti d’interesse scientifico, contributo notevole per la storia della cultura pontremolese, relativo a quel modesto ma valente scienziato che fu il prof. Luigi Marsili.
Questi documenti sull’800 pontremolese meritano di essere conosciuti e tenuti presenti, specialmente dai giovani, in quanto toccano momenti importanti della nostra tradizione culturale, e sono tali da servire ai giovani di ammonimento e stimolo. Meminisse iuvabit.
Tratto da “Il Campanone“, Almanacco Pontremolese, 1961 – 1962, Editore Città del Libro, pp. 71-72