di Tiziano Mannoni
Lo scavo archeologico di Sorano ha chiarito che il rialzo del cimitero attorno alla pieve è opera del secolo scorso e che non corrisponde ad un lieve dosso naturale. Infatti il pavimento della pieve, più basso del cimitero, è sullo stesso livello del piano di campagna posto a monte del cimitero stesso, ed è di circa un metro più alto del piano posto a nord e a sud della pieve, lungo la vecchia strada.
Un dosso antico è sembrato invece emergere dallo scavo in direzione del Castelvecchio, dove era superficialmente insicura l’influenza dell’erosione della collina, degli spostamenti di terra dovuti alla costruzione della ferrovia, e a conseguenti sistemazioni agricole.
L’impiego puntuale, e quindi praticamente non distruttivo, dell’escavatore meccanico in una grande piana alluvionale come quella del Magra, coadiuvato da uno strumento topografico, ha permesso ancora una volta di aggiungere importanti informazioni sullo stato antico dei suoli e, per conseguenza delle scelte fatte in tempi differenti per la realizzazione dell’insediamento. E’ risultato chiaro che il suolo sul quale è stato costruito il villaggio di Sorano, nel settore scavato finora, era la superficie di un limo giallo fluviale, di più di due metri di spessore, dove non ci sono tracce di attività umane. L’esplorazione si è spinta così a più di quattro metri di profondità dal piano di campagna attuale; questo non sarebbe stato possibile manualmente a causa della presenza della falda acquifera. Ma ciò significa anche che le statue-stele dell’età del bronzo, ritrovate all’inizio del secolo entro i due metri di profondità dal pavimento della chiesa, erano al di sopra di tale potente strato alluvionale, e che un insediamento di tale periodo non esiste, o era già stato rimosso dai romani, nell’area dello scavo archeologico.
Un sondaggio analogo condotto 15 metri ad est dello scavo stesso, verso la collina, ha dimostrato che il villaggio continua con strutture poste a due metri e mezzo più in alto rispetto a quelle già scavate, al di sopra quindi della falda acquifera. Il villaggio continua anche a circa dieci metri a nord dell’ingresso del cimitero e allo stesso livello di quello già scavato, mentre manca a sud del cimitero stesso. Si può concludere allo stato attuale delle conoscenze che il villaggio di Sorano avesse uno sviluppo di circa cento metri lungo il lato verso il Magra, ma con andamento diverso da quello attuale delle strade e della ferrovia, con una massima distanza dalla collina sul davanti della pieve, ed una rientranza verso il ponte. Il villaggio era inoltre sistemato a gradoni verso la collina stessa, e non è escluso quindi che alla fine dell’impero, e durante l’occupazione bizantina, esso fosse collegato, con opere di difesa, al campo trincerato che è stato scavato nel 1982 sull’estremità ovest di Castelvecchio. Ciò spiegherebbe perché in tale sito fortificato non vi siano tracce di abitato, essendo costituito solo dalla parte più elevata del complesso di Sorano, riservata alla guardia e ad usi militari.
Prof. Tiziano Mannoni, Il Corriere Apuano, 5.8.1989
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