TERREMOTO IN LUNIGIANA (7 MAGGIO 1481)

di Giovanni Sforza

Bartolommeo Pucci, Capitano di Fivizzano per la Repubblica Fiorentina, in una lettera che scrisse agli Otto di Pratica, il 10 maggio del 1481, descrive il terremoto terribile che tre giorni prima tanto danneggiò quella regione. La lettera è inedita e si conserva nel R. Archivio di Stato in Firenze (1). Qui la trascrivo:

Magnifici Domini mei, etc.

Solo per dare notizia alle Vostre S. in che termini stiamo, oltre a molti tremuoti venuti da di 6 di febbraio, Iunedì a di 7, a ore 19, venne un tremuoto terribile, lo quale ha fatto rovinare in questo paese cc chase; la fortezza di Groppo San Piero tutta fracassata, eccetto la torre principale, nella quale s’è ridotto il chastellano; male in axetto la fortezza di Coman; quella di Saxarbo, fracassata in modo che non vi si può abitare, e la stanza del chastellano non è di bisogno, perchè exendo e no, non ci è divario. Quella di Verrucola aperta, il chastellano sta nel procinto; la torre dove stavo, tutta aperta e fracaxata. Ho da ringraziare lo justissimo Idio; per certi, che la notte innanzi eran venuti, con tutta la famiglia di buon’ora ero uscito; se di notte fussin venuti, la magior parte de’ mia sarebon periti. Io mi sto alla campagna con trabacche, e nella stanza non posso più tornare. Come haran cexati, per questo poco del tempo piglerò a pigione qualche stanzetta. Avendo coxa nexuna a fare, le Vostre S. comandino.

Fivizani, die X maij 1481.

Servo B. PUCCI Cap.

(A tergo🙂

Magnificis Dominis Otto Viris pratice Reip.

Florentine Dominis meis onorandiximis.

 (Da parte🙂

1481.

Da Bartolomeo Pucci a di 16 di maggio, de’ di X.

Del terremoto che desolò Pontremoli e Zeri il 1834; e di quello che l’11 aprile del 1837 percosse Casola e Minucciano, portando dovunque lo spavento, la desolazione e la rovina, resta il ricordo che ne scrisse Girolamo Gargiolli (2). Il terremoto di Pontremoli e Zeri ebbe per centro di concussione il Molinatico; il terremoto di Casola e Minucciano il Pizzo d’ Uccello, che fu veduto scuotersi con terribile impeto e scagliare lungi da sè le sue nevi.


GIOVANNI SFORZA, Terremoto in Lunigiana, Giornale Storico della Lunigiana, vol. 5 a. 1913, p. 53

(1) Repubblica. Otto di Pratica, Responsive, filza 1a c. 213.

(2) GARGIOLLI G. Terremoto nella Lunigiana; nel Giornale agrario toscano, compilato da una deputazione dell 1. e R. Accademia economica agraria dei Georgofili; vol. X1 [1837]. pp. 207-216.

L’immagine di introduzione alla pagina è stata creata con l’IA

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