di Pietro Ferrari
A Pontremoli, per tutto il medio-evo, furono tenuti in grande onore gli studi e questo spiega, osserva G. Sforza, “come e perchè Pontremoli seppe dare a più di una università di Italia insegnanti valenti e popolare di buoni giudici i tribunali tutti della penisola e menare il vanto di giureconsulti che scrissero opere che furono tenute per guida da chiunque amministrava la giustizia “(1).
Anche ai tempi in cui scriveva il Campi, – e cioè verso la fine del Seicento, – le scuole di Pontremoli erano frequentate da oltre duecento allievi, senza contare quelli che si trovavano agli studi in altre città.
Il palazzo delle pubbliche scuole si trovava, a quel tempo, nella piazza di sopra di Pontremoli, oggi piazza del Duomo. Vi impartivano le lezioni tre maestri, stipendiati dal comune, che insegnavano grammatica, umanità e rettorica.
Non mancavano, poi, numerose scuole private (2).
Uno strumento di Ser G. Battista Manganelli dell’anno 1652, contenente i Capitoli da osservarsi dal primo Maestro delle scuole di Pontremoli, ci permette di farci un’ idea del funzionamento delle pubbliche scuole pontremolesi di quel tempo e più precisamente, di conoscere ciò che si insegnava nel corso di rettorica e quali erano gli onorari dovuti allo stesso “primo maestro”: col quale titolo s’indicava appunto il maestro di rettorica, che era, in quell’anno, il sacerdote Don Giuseppe Perotti di Pieve Fosciana.
Ecco i Capitoli:
1) Detto primo maestro sarà tenuto al suono della campana che suona per dare il segno alli scolari di comparire in quella, ivi andare e starci per lo spazio di due ore e mezzo la mattina e altrettanto il dopo pranzo,
2) Detto primo maestro sarà tenuto ogni mattina leggere le infrascritte lezioni: Cicerone, cioè Epistole ad Atticum o le Orazioni o de oratore o altre lezioni del medesimo autore gravi e Virgilio, facendo prima a sorte dichiararle dalli scolari e di poi sopra quelle fare la lezione.
3) Il dopo pranzo sarà tenuto leggere Cesare o Tito Livio o Quinto Curzio o altro uguale autore a suo beneplacito et il catechismo, facendole prima come sopra dichiarare a detti scolari a sorte.
4) Il venerdì la mattina leggerà Orazio. La sera dovrà rivedere le traduzioni delle lezioni della settimana che dovranno fare gli scolari e sopra quelle introdurre dispute fra detti scolari.
5) Il sabbato mattina leggerà rettorica, servendosi della propria o di quella di Cicerone o di Cipriano.
6) Un giorno sì et uno no, darà l’epistole alli scolari e quelle con esame correggerà.
7) Fra la settimana darà uno o due argomenti alli scolari sopra i quali, o in scuola o in casa, ci faccino discorso in iscritto, conforme comanderà il signor maestro.
8) Per quelli che avessero desiderio di profittarsi nelli versi latini, sarà tenuto ancora ogni settimana due volte instruirli sopra detta materia.
9) Resterà obligato assistere in tutti li giorni alle scuole, eccettuati quelli comandati dalla S. Madre Chiesa e delle feste titolari delle parrocchie di Pontremoli.
10) Avrà vacanza dall’antivigilia di Natale exlusive per tutto il primo giorno di gennaio; dal mercoledì di carnevale per tutto il primo giorno di quaresima; dal lunedì della settimana santa per tutto il terzo giorno di Pasqua; per la fiera d’agosto dal dì 14 inclusive per tutto il 17: per la fiera di settembre dalli 7 inclusive per tutto il venti; per le vendemmie per otto giorni, da cominciarsi in quello nel quale per ordine del Pubblico si rompono le vendemmie; dalla vigilia di tutti i Santi inclusive per tutto il di 4 festa ai S. Carlo. Fuori di queste vacanze non gli sarà lecito non assistere alle scuole.
11) Sarà ancora carico del detto sig. Maestro di procurare che il secondo e terzo maestro esercitino la loro carica con osservare quello che viene capitolato con essi.
12. Dovrà assistere all’esame generale de’ scolari, il quale si farà per tutti li Santi o per le feste di Pasqua, nel quale detti scolari dovranno fare passaggio da una scuola all’altra.
13) La condotta di detto primo maestro sarà d’anni due, con salario di ducatoni dugento l’anno da giuli quindici e soldi due per ducatone moneta di Pontremoli, quale salario gli verrà pagato di mese in mese dal tesoriere della comunità senza contraddizione alcuna, oltre il fitto della casa per essere forestiero.
15) Dicendo Messa si procurerà ancora fargli dare un’officiatura, la quale sarà d’utile di scudi quattro il mese e che sono giorgini 80.
15) Sarà tenuto insegnare gratis a tutti gli scolari di Pontremoli e sua giurisdizione e, venendo alla sua scuola scolari forastieri, potrà pigliare da loro quel salario che converranno fra essi.
16) Con queste condizioni si darà principio il 5 novembre 1652.
17) Non possa essere astretto il detto sig. Maestro attendere, nè andare alla scuola in caso d’infermità mediante la quale non si potesse attendere “ (3).
Come si vede i programmi d’insegnamento d’allora erano meno complicati di quelli d’oggidì: ma non per questo si studiava meno, nè con minore profitto.
Certo si è che, nel passato, alle scuole rivolsero sempre le maggiori cure i reggitori di Pontremoli, i quali ben ne intesero l’alta funzione civile e politica e nulla trascurarono perchè degnamente rispondessero alle supreme necessità del bene pubblico, contribuendo a preparare allo stato buoni cittadini e saggi governanti. Nè si può dire che fallissero allo scopo.
Bene a ragione, adunque, il Campi poteva affermare che, ai suoi tempi, cosa che non si potrebbe dire oggi, fiorirono di molto le lettere a Pontremoli e, con più che legittimo orgoglio, poteva compiacersi che tanti pontremolesi si fossero illustrati nelle pubbliche cariche e negli studi, specialmente negli studi legali “in cui più che in altri si sono sempre esercitati e tuttora si esercitano i pontremolesi, essendosi ritrovati a Pontremoli sino a cento e più dottori in una volta”, non pochi dei quali resero “ parimenti chiari ed illustri non meno se stessi che la patria et i posteri (4).
Pietro Ferrari, Le scuole pubbliche di Pontremoli nel Seicento, in Giornale Storico della Lunigiana, volume 4°, 1912
Note
- St. di Pontremoli, P. I, p. 273.
- B. CAMPI, Memorie historiche di Pontremoli, manoscritto autografo presso i signori Zucchi-Castellini di Pontremoli.
- Tali capitoli sono riportati in una raccolta di documenti storici riguardanti Pontremoli trascritti dal pontremolese G. Uggeri nel secolo XVIII: raccolta posseduta dallo scrivente. Il protocollo di Ser G. Battista Manganelli si conserva nell’archivio notarile di Pontremoli.
- B. CAMPI. Op. cit.
L’immagine di introduzione alla pagina è tratta dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana….