di Giovanni Sforza
Figlio di Pellegrino Molossi e di Caterina Costa Reghini (1), nacque a Pontremoli il 3 aprile del 1795; studió in patria e a Firenze; trasferitosi giovanissimo a Parma, il 13 decembre del 1814 fu da Filippo Francesco Magwly-Cerati Calvy, che stava allora dando assetto allo Stato, ad-detto al dipartimento di Giustizia e Militare, con l’annuo assegno di settecentoventi lire. Il 31 decembre del ’16 la Duchessa Maria Luigia lo nominò aggiunto alla sezione prima dell’ Amministrazione pubblica nella Presidenza delI’ Interno; ed ebbe ottocento lire di paga; portate a mille nel 1818. Eletto segretario del Commissario distrettuale di Busseto il 30 aprile del 1821, con lo stipendio di milledugento lire, la Commissione di Governo, il 28 maggio del 1824 lo destinò a dar opera provvisionalmente nella spedizione di non pochi nè facili affari della Divisione d’ Amministrazione generale della Presidenza dell’ Interno ». Un successivo decreto del 7 settembre 1825 lo chiamò in via provvisoria alla Divisione stessa; nominato vice segretario della Divisione seconda della Presidenza dell’ Interno, con lo stipendio di lire millecinquecento, il 29 febbraio del 1828, restò in quell’ ufficio quattordici anni.
Ammogliatosi fin dal 27 luglio del 1817 con Rosa Antelmi, nel 1836 ebbe a trovarsi in grandi strettezze. Il 3 di ottobre scriveva al Ministro: “Quest’anno non ho potuto, mediante i miei lavori particolari, soddisfare come in altri a le più connaturali occorrenze della mia casa, composta di sei individui, onde in questa stagione delle provviste mi trovo forse per la terza volta in grave e penoso imbarazzo”. Il 23 di decembre indirizzò questa supplica alla Duchessa:
Sebbene nel corso di ventidue anni io mi sia ingegnato e collo studio indefesso e colla quotidiana diligenza di acquistarmi nome di non inutile servitore di V. M., pure la fortuna fu meco avara di quei favori onde pur contento molt’ altri, che mi stavan del pari, o assai dopo mi venivano seguitando nella carriera ….. Io, figlio di nobile e giá ricca famiglia, a cui unico patrimonio è lo stipendio, sono in lotta colla povertà e sconsolato; nè altro lume di speranza io veggo ora che nella suprema beneficenza della mia Augusta Padrona, alla quale stendo le mani, prostrato a’ suoi piedi, supplicando di un sovvenimento.
Al Presidente delle Finanze, che gli chiedeva conto di lui, cosi replicò, il 6 giugno del ’37, quello dell’ Interno: “Ha la moglie, due figlie, una da marito, l’altra dai 12 ai 13 anni (2), e la suocera. Possiede la sola casetta, che abita, in strada S. Barnaba. È di talento grande, facile scrittore: ha lo stipendio annuo di 1500 lire: guadagna qualche poco nella stampa di alcuni opuscoli. Non si conoscono dal sottoscritto i bisogni veri della sua famiglia, ma è noto che sono sempre urgenti”. Per giunta era ammalato. “Presenta ne’ suoi occhi “(cosi attestava il prof. Giovanni Rossi), “ oltre i caratteri di miopia, un’ apparentissima alterazione, consistente nella dilatazione della pupilla e nella sua quasi immobilità. Tale malattia è probabilmente venuta in conseguenza di prolungate occupazioni”. Ebbe un permesso per curarsi e si recò a Piacenza. Nel novembre del ’41 chiese un sussidio, per sopperire alle forti spese che ha incorse ed incorre per la non breve e gravissima malattia della moglie sua, che poi gli morì il 15 febbraio dell’ anno appresso (3).
Il Presidente dell’ Interno ebbe a dichiarare: “I servigi che il petente presta sono per la molta sua abilità distinti e pregievoli”. Il 25 giugno del ’42 ottenne la tanto sospirata promozione: fu nominato segretario capo della sezione delle contribuzioni indirette nella Presidenza delle Finanze, con lire duemila d’onorario. Il cav. Michele Pazzoni, Presidente dell’ Interno, il 2 di luglio, glielo partecipava con questa lettera:
Mentre io debbo congratularmi con Lei per la promozione della quale S. M. I’ Augusta Sovrana nostra l’ha onorata, chiamandola a sostenere un nuovo importante uficio nella Présidenza delle Finanze, ristar non posso dal condolermi meco medesimo per la perdita che io mi fo di un ufiziale che durante i lunghi servigi suoi ha fornito le più belle prove di rara prontezza d’ ingegno, di non comune scienza nelle cose della pubblica amministrazione e di operosità incessante nell’ adempimento degl’ incarichi che gli erano stati commessi; e se a me rimane un conforto, quello si è ch’ Ella nel dipartirsi dagli ufizii dell’ Interno vi lascia ció nulla meno memorie e scritture che palesano i pregi distinti de’ quali si onora il suo nome e che varranno ad incitamento e istruzione a chi le verrà succeduto.
Il 30 decembre del ’46 tornò a prestare l’opera sua, tanto apprezzata, nel Dipartimento dell’ Interno, col grado di segretario capo della divisione di agricoltura, commercio e statistica, e la paga di duemila cinquecento lire (4).
Durante la rivoluzione del ’31 fu segretario generale del Governo Provvisorio. La Duchessa al suo ritorno non gli torse un capello. Caldeggiatore nel ’48 dell’ unione al Piemonte, e direttore nel ’49 del giornale Il Postino, che usciva fuori tre volte la settimana e si pubblicò dal 4 di gennaio al 4 aprile, il 9 di quello stesso mese d’aprile il generale D’ Aspre lo sospese dall’ impiego, in vista della sua riprovevole condotta osservata durante il regime rivoluzionario, e per essersi con dei fatti, mancando al suo giuramento, reso immeritevole della fiducia del Governo. Il fiero decreto venne revocato di li a due mesi dal barone di Stürmer, nuovo Governatore supremo civile e militare dello Stato. Riammesso di li a qualche tempo in servizio e nominato capo dell’ ufficio di statistica, nel ’56 perdette di nuovo l’ impiego, per decreto della Duchessa reggente Luisa Maria, indignata per il memoriale sulle tristi condizioni del paese, che il 30 giugno di quell’ anno ebbe il coraggio di presentarle. Produsse un’ impressione grande, nè la sua parola fu lettera morta, essendone stati in buona parte seguiti i consigli (5). Il generale austriaco, allora residente in Parma, ad ogni costo voleva farlo arrestare. Indarno gli amici consigliarono il Molossi a rifugiarsi in Piemonte. No», rispose, « fuggono i bricconi, non coloro che si sentono forti della coscienza di avere adempito ad un loro dovere. Faccia il generale ciò che più gli talenta, io non gli darò mai la sod-disfazione di vedermi fuggire. Nel 1859, cacciati che furono i Borboni, la Commissione governativa lo reintegrò nel perduto impiego, e il quinto Collegio di Parma l’ elesse deputato all’ Assemblea. Nel ’60 ebbe la croce de’ SS. Maurizio e Lazzaro (6) e la direzione della Statistica dell’ Emilia. II ministro Tommaso Corsi gli offrì quella del Regno, ma la rifiutò a cagione della vista indebolita. Il ’64 venne posto in disponibilità e poi giubilato. Era sonatore valentissimo di clarino, e segretario operoso dell’ Accademia Filarmonica di Parma (7). Morì il 26 aprile del 1880. Parmenio Bettoli ne fa questo ritratto: “ Alle doti dello intelletto rispondevano con perfetta armonia quelle del cuore. Buono, generoso e sepur facile qualche volta all’ira, altrettanto sollecito a rientrare in sè stesso, a perdonare, a dimenticare: incapace di serbar rancori, pronto sempre a render servizio altrui. Equamine e giocondo d’ umore, era diletto vivissimo il suo conversare arguto e sagace, cui lumeggiava sempre un breve guizzo beffardo. Malgrado ciò, di carattere fermo, risoluto, indipendente; mai inchinevole a’ grandi; mai suscettivo di servili arrendevolezze, di compiacenti piaggerie. I dappoco lo perseguitarono; i saggi lo tennero in alta stima ed affetto > (8).
GIOVANNI SFORZA, Lorenzo Molossi,Il Giornale Storico della Lunigiana
Scritti di Lorenzo Molossi.
1. Manuale per le Guardie campestri degli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla, procurato da LORENZO MOLOSSI, Parma, dalla Tipografia Ducale, M.DCCC.XXIX; in 8° di pp. XX-270.
Lo dedicó al barone Ferdinando Cornacchia Presidente dell’ Interno.
2.) Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, di LORENZO MOLOSSI, preceduto da cenni statistici e susseguito da un’ appendice, Parma, dalla Tipografia Ducale, 183234 in 8º di pp. LX 634, con la carta topografica dei Ducati e con tre tavole rappresentanti lo Stabilimento delle Piacentine del Principe Soresina Vidoni.
3.) Cenni statistici preposti al Vocabalario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1834 in-8°.
È un estratto dall’ opera precedente.
4.) Breve guida pel governo de bachi da seta, compilata da LORENZO MOLOSSI ad uso delle donne degli Stati di Parma, Parma, dalla Stamperia Carmignani, 1836: in 12 di pp. 72.
5. Del reggimento municipale, trattato del signor DUPIN maggiore. volgarizzato da LORENZO MOLOSSI, con note, Parma, dalla Stamperia Carmi-gnani, 1837; in-8° di pp. XL-332.
Lo intitolò a Donnino Fontana dilettissimo amico, con lettera de’ 27 febbraio 1837, che occupa le pp. III-XXXIX.
6.) Necrologia del commendatore Francesco Cerchi Parma, dalla Tipo-grafia Ducale, MDCCCXXXIII; in-8º di pp. 16.
7 Nuovo elenco di voci e maniere di dire biasimate e di altre che sembrano di buona ragione e mancano ne vocabolari italiani, compilato da LORENZO MOLOSsı, Parma, presso Filippo Carmignani, 1839-1841: in-8° di pp. 8.48.
8.) Diario del Teatro Ducale di Parma dal 1829 a tutto il 1840, compilato dal Portiere al Palco scenico ALESSANDRO STOCCHI, Parma, presso Rossi Ubaldi, 1841; in 12 di pp. 4 n. n. 236.
Sotto il nome di Alessandro Stocchi si nasconde quello di Lorenzo Molossi.
9.) Diario del Teatro Ducale di Parma dell’ anno 1841, compilato dal Pubblicazione Seconda, Portiere al Palco Scenico ALESSANDRO STOCCHI anno XIII di questo Teatro Parma, presso Giuseppe Rossetti, 1842; in- 12″ di pp. 94-
10. Diario del Teatro Ducale di Parma dell’ anno 1842, compilato Pubblicazione Terza. dal Portiere al Palco Scenico ALESSANDRO STOCCHI anno XIV di questo Teatro Parma, presso Giuseppe Rossetti, 1843; in-120 di pp. XIV-94-
11.) Sillabario italiano di LORENZO MOLOSSI, ad uso delle Scuole elementari, Parma, dalla tipografia Rossi Ubaldi, MDCCCXLIV; in-8º di pp. XVI-140.
Nella a prefazione tratta: I. Imperfezione dell’alfabeto italiano e compensi adottati in questo sillabario»; II. «De’ metodi d’insegnare a leggere e quale siasi prescelto »; III. Della pronunzia»; IV. delle prime letture ». seconda è del 1855: Se ne fecero successivamente quattro edizioni. La l’ultima uscì co’ torchi del Fiaccadori nel 1870.
12.) Diario del Teatro Ducale di Parma dell anno 1843, compilato dal Portiere al Palco Scenico ALESSANDRO STOCCHI Pubblicazione Quarta, anno XV di questo Teatro Parma, presso Giuseppe Rossetti, 1844; in 120 di pp. VIII-88.
13.) Diario del Teatro Ducale di Parma dell’ anno 1844, compilate dal Portiere al Palco Scenico ALESSANDRO STOCCHI anno XVI di questo D. Teatro in12º di p. VIII-84. Pubblicazione Quinto, Parma, presso Giuseppe Rossetti, 1845:
14.) Diario del Teatro Ducale di Parma dell anno 1845, compilato dal Pubblicazione sesta, anno Portiere al Palco Scenico ALESSANDRO STOCCHI XVII di questo D. Teatro Parma, dalla Tipografia Ferrari; 1846; in-12° di pp. VIII-72-40.
È dedicato a Marianna Barbieri Nini, una fra le più splendide gemme del teatro italiano. Stampa, in fine, il «Capitolato per l’appalto degli spettacoli nel Ducale Teatro di Parma dal 1º dicembre 1846 a tutto il novembre 1849 ».
15.) Diario del Teatro Ducale di Parma dell’ anno 1846, compilato dal Portiere al Palco Scenico ALESSANDRO STOCCHI Pubblicazione settima, anno XVIII di questo D. Teatro Parma, dalla Tipografia Ferrari, 1847; in-12º di pag. XVI-104.
A pp. III-XVI si leggono I misteri del Teatro, schizzi di reminiscenze », che dovevano seguitare ne futuri Diari, che poi non stampò.
16.) Una visita alla Manifattura dei tabacchi nella Certosa presso Parma, [In fine:] Parma, presso Rossi Ubaldi, 1848; in-8° di pp. 45, con I tav.
Då copiose notizie storiche sulla Certosa e riporrà una lettera del ministro Guglielmo Du Tillot relativa alla soppressione degli Ordini religiosi nel Ducato.
17.) Il Postino, Parma, Stamperia di Giacomo Ferrari, 1849; infol. Giornale diretto da Lorenzo Molossi, che usciva fuori tre volte la settimana, il martedì, il giovedì e il sabato. Il n. I é del 4 gennaio 1849; il n. 48 e ultimo del 4 aprile 1849. L’abbonamento era di lire 18 l’anno. Un nu-mero separato costava 22 centesimi.
18.) Prime lezioni di geografia e topografia applicate agli Stati Parmensi ed alla Città di Parma, corredate da carte litografiche, Parma, Stamperia Carmignani, 1852; in-16″.
19.) Manuale topografico degli Stati di Parma, per cura di LORENZO MOLOSSI, Parma, dalla Tipografia Reale, 1856; in-8° di pp. XX-196.
20.) Memoriale a S. A. R. Maria Luisa Duchessa Reggente di Parma, [30 giugno 1856].in DALLA ROSA G. Alcune pagine di storia Parmense, vol. III [1875), pp. 230-237- -in IANELLI G. B. Dizionario biografico dei Parmigiani illustri o benemeriti nelle scienze, nelle lettere e nelle arti o per altra guisa notevoli. Appendice, Parma, Grazioli, 1880; pp. 122-127.
21.) Carla corografica dei Ducati di Parma e Piacenza, secondo le attuali divisioni politiche, e coll’indicazione della nuova strada ferrata, Milano 1857, presso l’editore Achille Stucchi, Piazza S. Giovanni in Era, n. 412. E’ nella proporzione di 1 a 30,000. Si ritiene che il Molossi vi abbia prestato la sua collaborazione.
22.) Della Provincia della Lunigiana Parmense. nella Stagione, rassegna mensile, di Parma, ann. 1858, n. 2, n. 4 c n. 5.
(1)Il padre, nato il 29 giugno del 1775, mori nell’ Egitto nel giugno del 1819. Lorenzo ebbe due fratelli: Francesco, nato nel 1797, e Maurizio, nato nel 1801. La famiglia Molossi è ascritta alla nobiltà di Pontremoli.
(2)Alda, morta nell’ aprile del 1901, che si maritò il 20 gennaio del 1847 col conte Paolo Leggiadri Gallani; e Clementina, che mancò ai vivi essa pure nel 1901.
(3)In seconde nozze si ammoglio il to agosto 1843 con Elisa Rosini, che gli partori Leonello e Pellegrino. Mancatagli il 16 agosto del 47, puese moglie per la terza volta il 13 decembre del ’59. Fa Carolina Campora, dalla quale ebbe Filibertin e Eugenia.
(4)R. Archivio di Stato in Parma. Presidenza dell’ Interno. Personale.
(5)DALLA ROSA G. Alcune pagine di storia parmense, memorie; III, 228-229.
(6) Il decreto è del 23 gennaio; il 15 agosto 62 fu promosso ufficiale.
(7) Il 13 settembre del 1878 fu nominato membro effettivo della R. Deputazione di storia patria per le Provincie Parmensi.
(8) P. [armenio] B. [ettoli], Lorenzo Molossi, nella Gazzetta di Parma, ann. XXI, n. 14, martedi 27 aprile 1880.