[LA CHIESA DI] SAN GIACOMO DELLA MISERICORDIA

di Giuseppe Benelli

La lettiga dei primi del secolo, per il trasporto dei malati, è espressione del Miserere Corde

“Fratelli, cosa comandate?”, chiede con voce ferma il sacerdote all’altare della chiesa di San Giacomo.

“La misericordia di Dio e la pace di questa Confraternita”, rispondono i nuovi confratelli della Venerabile Misericordia di Pontremoli.

“Vi prego di osservare i comandamenti di Dio, i nostri capitoli, e sarete pienamente soddisfatti”.

Con questa formula di rito inizia la solenne vestizione di chi entra a far parte della confraternita. Sono parole semplici ed essenziali che ci riportano indietro nel tempo e ci richiamano all’impegno sociale del cristiano.

Mentre i confratelli indossano la cappa nera, il sacerdote annuncia: “Ti rivesta il Signore dell’uomo nuovo, conforme a come sei stato creato da Dio”.

Il piccolo stendardo della confraternita, cher accompagna i funerali dei bambini, presenta tra tralci di fiori lo stemma di Pontremoli

“Misericordia” significa miserere corde, “abbi pietà col cuore”, e la confraternita di Pontremoli, fatta risalire al 1262, dal medioevo continua a provvedere all’assistenza e al trasporto dei malati, dei feriti e dei defunti. Per i pontremolesi è il più alto punto d’incontro tra il sentimento cristiano e l’impegno morale, tra istituzioni religiose e potere civile. L’opera volontaria della Misericordia, legata all’Arciconfraternita Fiorentina, scandisce la storia sofferta e cara al cuore di Pontremoli.

La chiesa di San Giacomo in antico era denominata “de Campo” o de Campostela e si richiamava al santuario di S. Jacopo de Campostela, meta prediletta dei pellegrinaggi medievali. Sorgeva in un territorio che allora era aperta campagna; sappiamo, infatti, che lo sviluppo della terra murata di Pontremoli si era fermato al confine meridionale della vicinia di Santa Cristina, dove il corso del canale “Carpanella” si gettava nella Magra all’altezza dell’attuale piazza Dodi.

Il raffinato fregio del portale d’entrata contiene i simboli di San Giovanni Decollato: il vassoio con la testa di bue e al di sopra il bastone fiorito incrociato col ramo di palma

Di probabile fondazione monastica, la chiesa diviene parrocchia con l’estensione del borgo, ed è ricordata nel privilegio di Gregorio VIII del 1187 tra le dipendenze del Capitolo della cattedrale di Luni.

IL portale d’entrata è sormontato dal bel fregio in marmo, proveniente molto probabilmente dall’oratorio di San Giovanni Decollato, come testimoniano i simboli del vassoio con la testa di bue e, al di sopra, il bastone fiorito incrociato col ramo di palma. L’oratorio di San Giovanni Decollato, in origine oratorio di San Lorenzo Martire, sorgeva accanto alla chiesa di Santa Cristina. In esso ebbero sede la confraternita del Suffragio e quella di San Giovanni Decollato, che aveva il compito di assistere i condannati a morte; entrambi furono soppressi dal Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo.

All’interno della chiesa di San Giacomo della Misericordia spiccano i begli altari in marmo. Di particolare raffinatezza quello centrale, realizzato a Firenze su disegno del marchese Tommaso Malaspina per la cappella del SS. Sacramento della cattedrale di Pontremoli, poi risultato inadatto e collocato felicemente nella chiesa di San Giacomo.

Cristo, deposro sul lenzuolo, in questa inquietante statua di cartapesta, rivela nelle linee essenziali tutta la forza “popolare” del mistero divino.

Oggetto di grande venerazione è la Madonna di San Luca, di cui si conserva una bella immagine nell’ultimo altare di sinistra per chi entra. Famose, sia in oriente che in occidente, le icone attribuite al pennello di Luca evangelista venivano considerate ritratti di Maria. Anche se non è possibile dimostrare che l’evangelista ne sia stato l’autore, questo tipo di raffigurazione è assai diffuso nell’antichità. La Madonna regge il Bambino docente con il braccio sinistro in posizione naturalistica.

A Impruneta, vicino a Firenze, nel secolo XI fu eretto un tempio romanico sul luogo in cui fu rinvenuta un’antica immagine della Madonna di San Luca. I fiorentini richiesero che l’immagine sostasse in città nelle circostanze più dolorose: in occasione di pestilenze, guerre, avversità stagionali.

Per tutto questo la festa della Madonna di San Luca è celebrata con tanta solennità dalla Venerabile Confraternita della Misericordia di Pontremoli.

Giuseppe Benelli, San Giacomo della Misericordia, pubblicato in Almanacco Pontremolese, 1991, anno XIII, curato e edito da Centro Lunigianese di Studi Giuridici di Pontremoli

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