LA PRIMA TIPOGRAFIA A PONTREMOLI

di “Il Bibliofilo”.

Fu quella che vi aprì, a metà del secolo scorso, il parmigiano Giacomo Ferrari e della quale si ha solo notizia per i due opuscoli che sono, oggi, l’unica traccia rimasta dell’attività di questa prima tipografia pontremolese.

Uno degli opuscoli lo ricorda anche G. Fumagalli, al quale fu segnalato da Giovanni Sforza, nel “Lexicon Typographicon lialiae “ (Firenze Olschki 1005). Sono versi scritti da Pietro Betta, sacerdote e letterato pontremolese, in morte del pontremolese conte Giuseppe Caimi, giovane ufficiale delle truppe parmensi. Questo opuscolo, divenuto ora introvabile, è una vera curiosità libraria, onde è bene ripeterne qui le indicazioni: Pietro Betta: Per la morte del Conte Giuseppe Calmi –  Carme – Pontremoli; Dalla Tipografia Ferrari; 1857 (in 8.°, di pag. 14).

Dell’altro, stampato tre anni prima, si conserva una copia nelle raccolte lunigianesi del comm. Luigi Bocconi, ora alla Biblioteca del Seminario Vescovile di Pontremoli. E’ un trattatello ad uso scolastico. L’anonimo autore vi espone in rapida sintesi, ma con forma quasi togata, i principali elementi della sintassi latina: sono ventuno paragrafi preceduti da un’avvertenza. Ecco le indicazioni bibliografiche dell’opuscolo: Regole fondamentali della Sintassi Latina – Pontremoli; Dalla Tipografia Ferrari; 1854 (in 12.°, di pag. 35).

A tergo della copertina sono elencati altri undici libretti scolastici, pure anonimi, stampati dalla stessa tipografia; ma di questi nessuno ci è stato conservato.

Della tipografia Ferrari ci sono stati invece conservati, oltre gli opuscoli descritti, due fogli volanti che portano stampati due sonetti, dedicati da anonimi ammiratori l’uno al “Chiaro Genio del tragico poeta Leopoldo Barbieri” e “Al merito di Alessandro Salvago primo basso baritono assoluto nel Regio teatro di Pontremoli” l’altro.

Il pontremolese Leopoldo Barbieri (1808-1894), poi ‘funzionario nell’Amministrazione delle Poste e Telegrafi del Regno d’ltalia, ha lasciato, alle stampe, un dramma in versi, ricalcato sul tipo dei libretti d’opera del tempo: “Maria de Ricci. Tragedia lirica». E’ dedicato « Ai Nobili Sposi Bernardo Ricci di Pontremoli e Antonietta dei conti Arici di Brescia “e fu stampato a  Parma nel 1856 dallo stesso Giacomo Ferrari.

Abbastanza numerose sono infatti le pubblicazioni di pontremolesi o attinenti a Pontremoli, per la maggior parte versi di oссаsione, uscite a Parma, fra il 1850 e il 1860, dalla tipografia di Giacomo Ferrari.

Pur non avendone le prove sicure, possiamo pensare che la tipografia Ferrari di Pontremoli fosse una diramazione o addirittura una succursale della omonima tipografia di Parma. Comunque non ebbe vita lunga, forse fino ai primi mesi del 1857, nè una grande attività; fu probabilmente un modesto impianto destinato più ad eseguire lavori di carattere commerciale che non a stampare libri.

II Bibliofilo, La prima tipografia a Pontremoli, Il Campanone – Almanacco Pontremolese, 1940, Scuola tipografica Artigianelli di Pontremoli

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