di Gian Battista Poletti

L’idea degli Ospizi Marini gratuiti per i bambini scrofolosi poveri, come quella delle “Compagnie di Misericordia,, nacque nella vicina Toscana gentile: si deve al Dottor Giuseppe Barellai, che ne proponeva l’istituzione alla Società Medicofisica fiorentina nella seduta del 12 giugno 1853. Al termine del suo dire, il Dr. Barellai, vivamente applaudito, mostrava a quell’assemblea di medici il quadro di Stefano Ussi, rappresentante un bambino morto di tabe scrofolosa, e la sua memoria intitolata “Degli Ospizi Marini”, veniva stampata nello stesso anno dal Le Monnier a Firenze.
Il primo Ospizio Marino sorse in Viareggio il 14 Ottobre 1861. sotto il patronato del Re Vittorio Emanuele II, ed alla posa della prima pietra intervennero i Principi Umberto ed Amedeo di Savoia. Come spesso succedeva in quei tempi; anche l’idea di detti Ospizii, germogliata nel giardino d’Italia, per intuizione d’un Italiano, trovò fuori d’Italia chi meglio e più rapidamente seppe applicarla. E così sorsero i celebri Sanatorii marittimi permanenti di Berk sur Mer e di Arcachon.
L’idea di mandare al mare i bimbi poveri di Pontremoli era nell’anima del Dottor Pietro Ceppellini sino da quando Egli iniziò in Pontremoli la sua carriera di medico; ma chi per primo l’afferrò e lo confortò della sua autorevole ed incondizionata adesione, fu il Sen. Camillo Cimati, il quale in data 2 Febbraio 1910, scriveva da Roma al Dottor Ceppellini: “Caro Dottore, le compiego una circolare del Comitato per gli Ospizii Marini di Terni, perchè veda se non sia il caso di tentare qualche cosa di simile costì. Gradisca una stretta di mano. Aff.mo Cimati.,
Tale lettera, della quale oggi è più che evidente il valore, si conserva negli Atti del primo anno della Colonia di Pontremoli. L’idea del Senatore Cimati venne raccolta col più puro entusiasmo e subito lanciata dal Ceppellini nel “Corriere Pontremolese, della “Scintilla, di Parma. Non solo: ma fu così validamente da Lui divulgata e ben compresa da tutta la popolazione di Pontremoli, che dopo solo due mesi dalla lettera del Sen. Cimati, e precisamente il giorno 11 Aprile del 1910, veniva tenuta la prima adunanza preparatoria per la istituenda Colonia Marina estiva, nel Gabinetto dell’ill’mo Signor Sindaco.

Ciò rileviamo da una copia di biglietto d’invito rimesso dal Ceppellini anche al rappresentante del giornale locale “La Terra”. Sempre dal carteggio del primo anno della Colonia ci piace rilevare e riprodurre una lettera autografa dell’Avv. Pietro Bologna, allora Sindaco di Pontremoli, indirizzata all’ Egregio Dottor Pietro Ceppellini: “ Le compiego lire venti quale mia offerta per l’Istituzione della Colonia Marina per i nostri bambini poveri. Auguro e spero che la bella iniziativa trovi nella cittadinanza l’assenso che merita. E spero che alla sua riuscita non vorrà rimanere estraneo il Comune. Con osservanza Avv. Pietro Bologna 17.9.1910”. Pure interessante (per i tempi che poi furono) l’offerta di L. 35,20 che a nome della Società ginnastica “ProPatria, il Presidente Avv. Tito Bassignani inviava alla Colonia, augurandosi di poter in altra circostanza dimostrare con maggiore contributo il suo interessamento a cotesta benemerita Istituzione.
Questo per considerare in quale serena atmosfera e con quali consensi stava per nascere in Pontremoli l’Opera alla quale il Ceppellini prodigava tutte le sue cure e tutta la sua passione.
È del 2 maggio 1911 il primo manifesto della Colonia, nel quale si annunciava che era possibile inviare dieci bambini alle cure marine. La sottoscrizione fatta sul giornale “La Scintilla”, a forza di lirette aveva raggiunta la cifra di lire 384,20, somma non forte, anche per quei tempi, e considerato che la maggiore offerta era quella dei Fratelli Aichta in L. 50! Ma ciò che permise l’invio dei primi undici bambini pontremolesi al mare fu l’oblazione della Regina di L. 250, ottenuta per l’interessamento del Sen. Cimati, ed il ricavo della famosa recita del “Lupo del Piagnaro”, nella quale il Dr. Ceppellini sostenne la parte di” Commissario del Gran Duca di Toscana” (L. 310,55). Si erano pertanto radunate L. 1.177,85: i primi cinque bambini partirono il 7 luglio 1911, accompagnati da Giovanni Bacchini (il primo Segretario della Colonia); gli altri 6 partirono il successivo 7 Settembre e vi furono accompagnati dall’attuale Podestà Avv. Camillo Cocchi. Rimasero a fondo cassa L. 386,30.

Questa è la semplice e non troppo conosciuta cronistoria del primo anno di vita della Colonia Marina di Pontremoli, alla quale questa nota si vuol limitare e per la brevità dello spazio qui messo a nostra disposizione e sopratutto perchè il resto è ampiamente documentato dagli annuali resoconti della Istituzione: in memoria del Dottor Ceppellini è poi in corso di stampa un libro che ricorderà dettagliatamente la Sua Opera Trentennale.
Dopo i primi anni di vita della Colonia, sorsero in Pontremoli le aspre lotte politiche, venne la guerra, poi il bolscevismo che non risparmiò nè Pontremoli nè la Colonia: questa resistette contro tutti e contro tutto, ben sorretta e difesa dall’attivitá instancabile del Dr. Ceppellini e dalla paterna, alta, viva protezione del Sen. Cimati. Poi venne il Fascismo che di questa forma di assistenza infantile fece uno dei suoi capisaldi: oggi tutte le spiagge brulicano di bimbi che a migliaia si temprano nel bel sole d’Italia! Ma qui era doveroso ricordare i precursori: e come per Firenze quello del Barellai, per Pontremoli due sono i nomi da ricordare: Ceppellini e Cimati.
Il “dottore, doveva scrivere su “Il Campanone” della Sua Colonia, ma la morte rapida Lo colse, forse quando la più alta meta della Colonia stava per essere raggiunta! Qui il Suo Spirito ancora ci impone il silenzio! Che cosa abbia fatto la Colonia in trent’anni lo sanno tutti i poveri di Pontremoli, lo sanno tutti i benefattori che il Ceppellini aiutarono nella francescana fatica! Oggi, per Pontremoli, la Colonia di Ceppellini è sacra come la Misericordia!
Ma non vogliamo qui ripeterci in commemorazioni. Chi abbia perduto, Pontremoli lo avvertirà col tempo….. Prima però che lo risentano anche i suoi bimbi poveri, è bene che tutta la cittadinanza si stringa subito in un solo fascio di volontà perchè la Colonia non sia comunque menomata e, come ora si trova, almeno mantenuta!
Milano, Febbraio del 1940 XVIII.
Gian Battista Poletti, Come sorse a Pontremoli la Colonia Marina, pubblicato in Il Campanone-Almanacco pontremolese, 1940, Scuola Tipografica Artigianelli di Pontremoli.