PONTREMOLI E IL PARMIGIANINO

di Nicola Zucchi-Castellini

Che Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, (1503-1540), possa aver avuto una lontana ascendenza pontremolese, non è argomento che abbia finora appassionato i nostri studiosi di storia locale. Solo Piero Ferrari ne ha fatto cenno nel Comune di Pontremoli e la sua espansione territoriale in Val di Vara, (Pontremoli Bertocchi 1937), alla nota 175.

In verità sull’origine della famiglia del Pittore ben poco c’è da aggiungere a quanto già hanno scritto gli storici parmensi.

Il padre Ireneo Affo nella Vita del graziosissimo pittore Francesco Mazzola detto il Parmigianino, (Parma Carmignani 1784), afferma che i Mazzola si trasportarono a Parma, da Pontremoli, nel 1305 e a questo proposito ricorda un Franceschino ed un Bernazzano Mazzola, mercanti ed un Armano Mazzola, medico, tutti da Pontremoli, ma già stabiliti a Parma, che, l’11 settembre 1315, chiedono la cittadinanza reggiana (vedi per questo anche Tacoli R. Memorie di Reggio Carpi, 1769).

All’affermazione ed alla citazione dell’Affò il Pezzana (Storia della Città di Parma Parma, Tipografia Ducale, 1837 1859; Арpendice al Tomo 1.0, pag. 31, nota 27) aggiunge la notizia che al nome dei Mazzola, o almeno di alcuni di essi, si accompagna nei documenti il titolo di “domini” e ne deduce che la famiglia dovette avere rango fra le famiglie signorili della città. Una “Andriola filia quondam domini Mazolae de Mazolis” è parte in un rogito del notaro Giacomino Ferrari e un dominus Armaninus Mazola vi appare fra i testimoni (17 gennaio 1357).

Altri Mazzola reggiani ricorda il Pezzana nell’appendice al Tomo II (pag. 5) dell’opera citata. Altri numerosi ne ha trovati Laudadeo Testi nei documenti parmigiani, fra la fine del secolo XIV. e l’inizio del successivo e in parte li ricorda nel suo Pier Ilario e Michele Mazzola (Bollettino d’Arte del Ministero dell’Educazione Nazionale; Anno IV), dichiarando che è impossibile collegare tutti questi Mazzola fra di loro e insieme col capostipite documentato dei Mazzola pittori.

Di una famiglia Mazzola o Mazzuoli (de Mazolis) a Pontremoli si ha solo traccia al principio del secolo XIV. in due documenti che furono uno pubblicato e l’altro dato in riassunto da Giovanni Sforza in Memorie e Documenti per servire alla Storia di Pontremoli (Lucca, Giusti, 1887 -1904). Il 13 febbraio 1322 Corradino di Spagnoletto Filippi, sindaco e procuratore della parte inferiore di Pontremoli, nomina ed elegge a signore di Pontremoli Castruccio degli Antelminelli e l’atto è redatto nella casa “ domini Opithi de Mazolis” (Sforza, op. cit.; Parte II, pag. 319). Il 17 ottobre 1323 un Gigliolo Mazzuoli (de Mazolis) è presente all’atto pel quale Ottobono Reghini e Franceschino Maraffi in uno con Canebono, Alberto e gli altri fratelli Bernardi cedono al rappresentante degli Antelminelli ogni loro diritto, azione, ragione sulla casa degli stessi Bernardi, già acquistata da Arrigo, primogenito di Castruccio (Sforza, op. cit.; Parte I, Volume I, pag. 212).

È quanto si conosce dei Mazzola a Pontremoli; dopo questa fugace apparizione non se ne ha più notizia: o lasciarono tutti Pontremoli, spinti da necessità economiche o da avvenimenti politici, o i rimasti ben presto si estinsero. Non si deve però dimenticare che gli archivi pontremolesi, per l’incendio appiccato al borgo dagli Svizzeri di Carlo VIII, mancano di documenti anteriori al secolo XV e che se già è ardua impresa seguire le vicende di una famiglia nel ‘400, è quasi impossibile farlo pel ‘300. Comunque il nome dei Mazzola è rimasto legato a quegli avvenimenti politici pontremolesi che conclusero un lungo periodo di lotte interne nella signoria di Castruccio e dobbiamo pensare che quell’Obizzo avesse una posizione eminente fra gli uomini della sua parte, se la casa sua fu scelta per la celebrazione dell’atto, tanto importante, sopra ricordato. Se già non appartennero al ceppo delle famiglie signorili che dettero origine al Comune, i Mazzola, al cominciare del secolo XIV., dovevano aver raggiunto da tempo, a Pontremoli, una cospicua posizione economica sociale politica. Ma cosa concludere della parentela pontremolese del Parmigianino?

Pur tralasciando di cercare precisazioni di date, è certo, perchè documentato, che i primi Mazzola, che appaiono a Parma, sono originari di Pontremoli.

E a Parma, come già a Pontremoli, i Mazzola continuarono ad avere o riebbero subito, almeno alcuni, rango fra le famiglie signorili.

Si deve però constatare che fra quei primi Mazzola, che sappiamo di origine Pontremolese ed il capostipite accertato dei Mazzola pittori (Bartolomeo) non è possibile stabilire, attraverso i numerosi Mazzola che ci danno i documenti, una continuità documentata. La prima notizia di Bartolomeo l’abbiamo da un rogito del 1409 relativo alla moglie di lui Filippina del quondam Niccolò della Fossa (un Antonio della Fossa reggiano, “jure civili li centiatus», divenne, alla fine del secolo XIV, burgensis di Pontremoli; nel 1388 fu uno dei compilatori degli Statuti del Collegio dei Notai e nel 1400 si fece costruire in S. Francesco una cappella, scomparsa poi nei successivi rifacimenti, ma ancora ricordata da una lapide: vedi P. Ferrari: La Chiesa e il Convento di S. Francesco di Pontremoli, Pontremoli, Bertocchi, 1926; pag. 8,192); dai primi Mazzola a lui corre dunque quasi un secolo durante il quale il ceppo si moltiplica tanto nei suoi rami e in questi cosi si intrica da rendere difficile il ritrovare le giunture.

Premesso ciò, si può se non documentare, affermare con tutta probabilità che i Mazzola andati a Parma al principio del secolo XIV, diramassero dallo stesso ceppo della Famiglia signorile che in quel tempo troviamo a Pontremoli e che da quei primi Mazzola venuti da Pontremoli, avessero origine, fra i tanti altri anche i Mazzola pittori.

E questo non per rivendicare glorie a Pontremoli, che nulla ha da rivendicare del Pittore, ma per ricordare ai Pontremolesi, ora che Parma si appresta a celebrare il Parmigianino nel quarto centenario della morte, una lontana probabile origine pontremolese della famiglia di Francesco Mazzola.

Nicola Zucchi – Castellini, Pontremoli e il Parmigianino, pubblicato in Il Campanone – Almanacco Pontremolese, 1940, Scuola Tipografica Artigianelli di Pontremoli

L’immagine di introduzione alla pagina rappresenta l’autoritratto del Parmigiano in uno specchio convesso ed è conservato a Vienna al Kunsthistoriches Museum. Immagine tratta da Wikipedia

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