LA LUNIGIANA DEL SETTECENTO NELLE “RELAZIONI SUL GOVERNO DELLA TOSCANA” DI PIETRO LEOPOLDO D’ASBURGO LORENA

Il bel monumento a Leopoldo II eretto dalla città di Pietrasanta nel 1848
PROVINCE DI TOSCANA

LUNIGIANA. La Lunigiana anticamente apparteneva quasi tutta alla famiglia Malaspina, che ne aveano l’investitura dall’impero. La casa Medici cercò costantemente tutte le occasioni per acquistarla, ottenendone o in compra o in feudo o per cessione ora un pezzo ora un altro, e per questo ancora presentemente è intersecata da diversi feudi che vi possiede la casa Malaspina. E’ intieramente staccata dalla Toscana; confina da due parti col Genovesato e dall’altra colli Stati di Parma, Modena e Lucca. Il suo territorio è tutto montuoso ed appennino, intersecato però di colline ben coltivate , di vallate molto fertili, essendo però monti quasi tutti nudi, privi di macchia e con poca pastura; le abitazioni sono quasi tutte nelle valli o su dei poggetti e sempre formano dei piccoli castelletti chiamati ville. Tutti questi poggi sono divisi l’uno dall’altro da’ fossi e così detti canali pieni di rupi precipitosissime, ove le acque scorrono con molta rapidità, come anche tutti i fiumi che portano seco grossissimi sassi. I fiumi principali però sono: La Magra, che divide la Lunigiana e va nel mare nel Golfo della Spezia, il Varo, che viene dal Genovesato sotto Madrignano ed entra nella Magra, il Caprio, il Verde, che entra nella Magra in Pontremoli, il Bagnone etc.; sono rapidi e irregolari i corsi loro. E’ divisa questa giurisdizione in tre vicariati, di Pontremoli, Fivizzano e Bagnone.

La terra di Pontremoli, che fu dichiarata città nel 1 agosto 1778, è situata nel confluente dei fiumi Magra e Verde. Vi è molta nobiltà, sufficientemente benestante, molti mercanti e persone di secondo ceto, che mercanteggiano col Parmigiano, genovesato etc. Sono d’indole buona, quieti ed uniti fra loro, non mancano di talenti e capacità, andando per lo più a studiare in Lombardia, nei collegi di Parma e di Modena, ove hanno molti parenti. Il popolo in genere è ignorante, moltissimo materiale, grossolano e dedito al vino ed alle risse, ed armigero, in specie nelle ville vicine ai feudi e confini e nella valle di Zeri e di Rossano. I preti, poi, dei quali vi è un numero eccessivo, sono ignorantissimi, molti anche di cattivi costumi, e fanno tutti i mestieri più vili, come sarebbe il vetturale, l’andare a opera, etc. e non pensano che a far quattrini. Per queste ragioni, fin da molti anni si cercava di stabilirvi un vescovado , giacché i due vescovi di Sarzana e di Brugnato, delle cui diocesi sono, non vi pensano mai e non pensano che a far quattrini e fanno guadagnare alle loro curie, ordinando per quattrini, passando agli esami di confessione etc., tutto per quattrini, essendo tutti senza istruzione, senza libri, ed in conseguenza il popolo non può essere istruito. Dopo una lunga negoziazione con Roma e con Genova, era riuscito di far rinunziare ai vescovi di Sarzana e Brugnato alle loro diocesi ed eretto con breve di Roma un vescovado a Pontremoli, per cui aveva S.A.R. stabilito di assegnamenti. Vi era il Duomo, canonici, palazzo vescovile, etc. ed il seminario nel convento soppresso dei minori conventuali fuori di Pontremoli; quanto alla nomina fatta da S.A.R. del vescovo, il Papa non volle ordinarlo, impugnando alla R.A.S. il diritto di nomina; di modo che non volendo S.A.R. rinunziare al medesimo, restò questo affare sospeso. Conviene però tener forte per non lasciarsi portar via dal Papa questo diritto di nomina ai vescovadi, posseduto dalla Corona di Toscana fino dai tempi più remoti.

A Pontremoli vi è un convento di cappuccini ed uno di agostiniani nel borgo della SS. Annunziata. Quello dei minori conventuali è stato soppresso per farvi il seminario; e quello dei carmelitani pure soppresso è stato destinato per spedale di malati ed è ben tenuto e pulito. Dei due conventi di monache, uno è stato ridotto a conservatorio di educazione e scuola, essendo stato dotato ed accomodata la sua fabbrica. Le scuole a Pontremoli sono ben montate e vi sono 5 maestri di leggere, scrivere, abbaco, latino, filosofia e morale. Vi era anticamente un governo militare con una fortezza montata, che fu abolita, smontata e venduta ed è stata stabilita una compagnia civica divisa in tre terzi, uno a Pontremoli, uno a Fivizzano ed uno a Bagnone . Dipendeva dalla Pratica di Firenze ed abolita la medesima fu sottoposta agli altri tribunali di Firenze e stabilito in Pontremoli un vicario come nelli altri vicariati. La comunità di Pontremoli aveva molti beni comunali, che sono stati tutti allivellati ed è la sola Toscana che abbia un cancelliere a nomina della comunità, e siccome non ha prodotto alcun inconveniente si può lasciare stare. A Pontremoli ed a Fivizzano vi è un assessore a nomina dei rispettivi magistrati per decidere delle cause in seconda istanza dal vicario. Nel borgo della SS. Nunziata che è fuori Pontremoli vi sono delle polveriere che sono uno degli oggetti importanti del commercio di Pontremoli. Varie di queste polveriere sono saltate in aria in tempi diversi, con molto danno di quelli abitanti. Più volte fecero istanza che le medesime fossero rimosse dall’abitato; finalmente fu commessa una visita e fu ordinato che fossero rimosse dai luoghi abitati e portate lungo il fiume in un luogo disabitato e dove non potessero far male.

Passano settimanalmente , tanto da Pontremoli che da Fivizzano, delle numerose condotte di muli, che dal Golfo della Spezia portano mercanzie nel Parmigiano e nella Lombardia; queste medesime condotte forniscono Pontremoli e la Lunigiana, e caricano moltissimo sale dai magazzini del governo che lo vende a prezzo puramente mercantile e lo trasportano nella Lombardia, e questo è un oggetto di molta importanza per Pontremoli e Fivizzano. Vi è la strada maestra, o sia mulattiera, che viene da Sarzana in Lombardia, passa da Fosdinovo, marchesato Malaspina, e si divide in due rami, uno dei quali va per Fivizzano in Lombardia, l’altro poi per Aulla, marchesato Malaspina, Caprigliola, Terrarossa, Filattiera, sempre lungo la Magra, per Pontremoli va nel Parmigiano e in Lombardia. Un’altra strada maestra, detta dl sale, per cui vengono i trasporti del sale, va per Carrara a Massa Ducale. Il territorio del vicariato di Pontremoli è intersecato da molti feudi ed è diviso in molte ville, come il resto della Lunigiana. Gli abitanti della Lunigiana in campagna o sia delle ville sono quasi tutti poveri, ma ognuno di loro possessori in proprio almeno di una selva; vivono con molta economia e la maggior parte di questa gente va a lavorare in Maremma o in Corsica, essendo la Lunigiana molto popolata. I preti per la maggior parte vanno in Lombardia per cappellani alle chiese o ville nel Veneziano o Lombardia, cercando di far denari, vivendo con molta economia e dopo essersi fatti assegnare delle messe da quei luoghi, chiese, fondazioni, etc. dicendole per la metà meno , tornano a casa, ove comprano qualche effetto e vivono con le loro famiglie. Il numero dei preti è anche eccessivo, perché ogni villa dove sono i parochi essendo composta di molti piccoli castelli di dove, non potendo sempre quelli abitanti andare alle chiese nelle ville, tengono un prete che gli dice la messa delle limosine assegnategli dalle fondazioni della Lombardia.

Le due valli più popolate e più coltivate sono quelle di Zeri e di Rossano, che confinano con il Genovesato; sono armigeri quelli abitanti e sono in continua guerra con i genovesi che odiano a morte. Seguirono nei tempi passati vari fatti per cui, colle mediazione della Corte di Torino, furono sopite con Ducato di Parma le controversie di confini che vi erano tra Comano e Miscoso, e con i genovesi tra Zeri e Bolano, affari che più volte avevano fatto marciare delle truppe e che si riducevano ad un monte deserto con poca erba. Vi è la potesteria di Albiano, a mezza strada di Pontremoli, che è un castello molto popolato lungo la Magra avendo dirimpetto quello di Caprigliola, nei quali due castelli, atteso che vi passa la strada maestra, vi stanno due picchetti di un caporale e 10 uomini, necessari e da continuarsi. Tra Albiano e Pontremoli vi è il castello di Filattiera, popolato di tutta povera gente. La Magra che vi passa ha lasciato un piccolo terreno, che si chiama le Ghiare di Filattiera, per le divisioni delle quali vi sono state dispute infinite fra quelli abitanti e i marchesi Malaspina dirimpetto. Avendo il fiume rovinato i muri che gli difendevano, che chiamano More, nel 1787 furono spediti degl’ingegneri, i quali a spese del governo gli fecero tutti rifare. Infiniti sono stati i ricorsi e le inquietudini in Lunigiana tra quella gente litigiosa di natura sua per la divisione de’ beni comunali da sé; ma essendo stato ordinato che fossero divisi tra gli abitanti delle rispettive ville, tutti rimasero contenti. […….]