VALLE DI ROSSANO
Gli abitanti della valle di Rossano hanno fin da antico tempo una disputa con gli abitanti del feudo della Sughera del Malaspina per la confinazione da un territorio all’altro per tutta quella estensione di terreno che sarà circa in miglio e mezzo tutto quel tratto per il quale la Toscana confina col Genovese fino al confine dei Casoni di Calice, specialmente dal fosso detto di Pietra Cantarella e la macchia di Barbaracca. Pretendono gli uomini di Rossano che il confine sia la via regia e gli uomini di Sughera che sia la cima dei monti dove l’acqua pende in là e che sia la differenza di non poche pasture e di un piccolo pezzo di macchia benché di non molta importanza: hanno litigato più volte questa macchia alla Plenipotenza di Milano ed hanno ottenuto e sentenze in favore gli uomini di Rossano, ma quei di Sughera ne pretendono il possesso perché vi hanno sempre seminato. Più volte vi sono stati mandati gli ingegneri per farvi la confinazione, fra i quali due volte l’ingegner Capretti, e non hanno mai concluso niente, anzi non hanno neanche chiamato gli uomini di Rossano per dire le loro ragioni, anzi hanno segnato i confini senza però fissarli, ancora più in là di quello che pretendevano gli uomini di Sughera , il che fa vedere quanto questi ingegneri fiorentini sono negligenti. Questa confinazione va sollecitamente e stabilmente terminata, essendo l’unico pezzo da quella parte che vi manca. L’acquisto dei feudi fatto da S.A.R. di Calice, Madrignano e Veppo dal marchese Malaspina da Mulazzo è stato di molto vantaggio perché i medesimi erano interamente circoscritti dal territorio toscano e confinano col Genovesato. Quelli che col tempo farebbe comodo di acquistare per riunire il vicariato di Bagnone a Fivizzano, sarebbero quelli di Bastia, Licciana ed il Ponte, osservando di riunire alla Toscana il feudo toscano di Groppoli tutte le volte che venisse a mancare, procurando di acquistare il feudo imperiale di Treschietto circoscritto nella Toscana e però di molto incomodo, essendo un piccolo oggetto.
Tratto da La Lunigiana del Settecento nelle “Relazioni sul Governo della Toscana” di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, a cura di Giulivo Ricci, Centro Aullese di Ricerche e di Studi Lunigianesi, 1980