Nato il 19 novembre 1916, località Farinotti (Comune di Mulazzo) da Antonio (Tonio) Giambiasi e Maria Fogola (meglio conosciuta come signora Serafina), frequenta la prima ele4mentare in località Crocetta (Mulazzo); col trasferimento della famiglia alla Spezia, nel 1922, finisce gli studi e, nel 1930 fa il reporter de Il Telegrafo, lavorando alla redazione spezzina; aiuta anche il padre nella gestione dei due negozi in città. Ma la passione ed il vero amore di Orio (così lo chiamano gli amici) sono gli areoplani ed appena ha un pò di tempo, il giovane si reca a Cadimare e Muggiano ad ammi9rare i decolli e gli ammaraggi degli idrovolanti. E’ il periodo in cui il governo italiano bandisce concorsi per allievi piloti dell’ Aereonautica Militare. Nel giugno del 1937, dichiarato idoneo ed ammesso a partecipare al corso per Allievi Sottoufficiali non di carriera, ottiene i brevetti di pilota e da questo momento cambia la sua vita.
Trasferito dalla Scuola di Pilotaggio al 35° Stormo dell’aeroporto di Brindisi, inizia l’attività di volo operando con il grado di sergente pilota. Il 5 gennaio 1940 viene collocato in congedo, ma nel mese di maggio dello stesso anno viene richiamato alle armi ed assegnato a reparti operativi nel Mediterraneo.
Scoppia la guerra ed il sottoufficiale Giambiasi, pilota di velivoli mono e plurimotore, distaccato in basi avanzate (Tripoli di Libia, Prevesa in Grecia e Cefalonia) e in zone particolarmente battute dall’aviazione nemica, partecipa a numerose missioni di guerra ( 180, con 70 ore di volo) con elevato spirito combattivo: il 15 luglio 1941, a cinque miglia sud dell’isola di Pantelleria, di scorta aerea ad un nostro convoglio, attacca tempestivamente con bombe di profondità un sommergibile nemico, che aveva lanciato tre siluri contro le nostre navi. Il convoglio riesce così ad evitare l’attacco. Dal 10 al 15 maggio 1943, effettua missioni speciali segrete per il comandante delle Forze Armate dislocate in Grecia, Gen. Vecchiarelli. Il 31 luglio 1943, con il suo apparecchio scorta antisommergibile, segue un convoglio italiano diretto al Pireo (quattro ore e cinque minuti di volo). Nell’Agosto del 1943, con il grado di Sergente Maggiore, effettua delle missioni dall’Italia alla Grecia.
Nel settembre 1943, Orio si trova a Cefalonia a disposizione del Generale Antonio Grandin, comandante della Divisione Acqui; sono le due del mattino del 9 settembre, il generale convoca gli equipaggi dei due aerei di stanza nell’isola (uno di essi è sotto la guida di Giambiasi) e comanda loro il decollo immediato dall’isola con l’ordine di trasferimento in zona libera da forze tedesche o sotto il controllo alleato. I due aerei, alle prime luci dell’alba, portando personale specializzato, riescono a decollare e ad arrivare a Taranto, che era stata evacuata dai tedeschi, mentre a Cefalonia sta iniziando la tragedia dei circa undicimila soldati italiani.
Il 13 settembre le truppe alleate occupano Taranto e Giambiasi assieme ad altri piloti, che erano riusciti ad evitare la cattura tedesca, raggiunto l’accordo con il comando alleato, inizia la guerra di Liberazione, partecipando ad azioni belliche agli ordini di ufficiali inglesi.
Frattanto aumenta il numero di velivoli italiani sfuggiti ai tedeschi e nel sud con il beneplacito del comando alleato che ormai si fida completamente dei nostri piloti, si costituiscono tre raggruppamenti: a Taranto, il Raggruppamento Idrovolanti e a Lecce i Raggruppamenti bombardieri e caccia che offrono il loro grande contributo alla liberazione del Paese. Con il 25 aprile cessano le ostilità e lo stesso generale Alexander firma il diploma d’Onore al Merito degli Alleati, che viene consegnato a Giambiasi assieme a decorazioni al Valor Militare. In seguito arriva anche la promozione a sottotenente pilota.
Ma il lavoro di Orio non è terminato: nel 1948 viene trasferito da Taranto a Cadimare (La Spezia) e poi al Reparto Soccorso Aereo ad Augusta. L’Italia è a pezzi e soprattutto nelle isole Eolie, Lampedusa ecc. c’è bisogno di aiuto: è qui che si svolge il lavoro di assistenza sanitaria di Orio, oltre ai compiti di soccorso e ricerche nel Mediterraneo. Nel 1953, infine, da Augusta avviene il trasferimento a Linate (Milano) e, in questa base, nel 1964 Francesco Giambiasi va in pensione.
Il Presidente della Repubblica gli conferisce l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, inoltre viene pluridecorato al Valore Militare e gli viene conferita la Medaglia d’Oro di Lunga Navigazione Aerea, per aver superato i 25 anni di attività di volo.
Il Maresciallo pilota di Prima Classe Francesco Giambiasi vive adesso a Ponte Teglia, a cinque chilometri da Pontremoli.
Tratto da Il Corriere Apuano