Il Cappelletti, fondandosi probabilmente sopra un passo degli Annali Bolognesi pubblicati dal Muratori, che in seguito riporteremo, ritenne che questo Vescovo fosse di Reggio. Infatti così ne scrisse: ” Nel 1467 fu eletto ( alla Chiesa di Brugnato) il reggiano Bartolomeo Uggorio (sic), Pievano di Saliceto, luogo antichissimo presso Pontremoli” (1). Ci sembra per altro che senza alcun dubbio debba esso ritenersi come pontremolese, non solo perché i cronisti locali lo qualificano come tale, e lo dicono appartenente alla famiglia Uggeri, ma anche perché lo stesso Ughelli esplicitamente dice: Bartholomeus de Ugeriis de Pontremulo – an. 1472 (2).
La data della sua elezione, fissata dal Cappelletti nel 1467, ha piena conferma dallo istrumento ai rogiti del notaro Gio. Giacomo Torti, da noi già citato discorrendo del precedente Vescovo, col quale il nostro Bartolommeo fu messo in possesso della Chiesa. Anzi dalla Bolla pontificia di elezione , riportata in detto istrumento, nella quale Bartolommeo è chiamato clericus Brugnatensis , si ha un’altra ragione per escludere ch’egli fosse reggiano, e anche per confermare ch’egli fosse addetto al clero del suo parente Vescovo Antonio, che teneva residenza nella chiesa di San Pietro di Pontremoli.
Il Campi lasciò scritto che il Vescovo Bartolommeo Uggeri era dottissimo; e questa circostanza ci fa pensare ch’egli possa essere quello stesso Bartolommeo da Pontremoli che il 12 aprile 1446 fu chiamato dalla Repubblica di Lucca a insegnare per un anno la grammatica nelle pubbliche scuole di quella città, con lo stipendio di cinque fiorini al mese; e il 20 febbraio del 1447 venne confermato per altri due anni, da cominciare finita la prima condotta, avendo dato buona prova di scienza e dottrina (3).
I Vescovi di Brugnato quasi mai abitarono nella piccolissima città, capoluogo della loro diocesi, piccolissima anch’essa, preferendo quasi costantemente di risiedere a Sestri Levante, ch’era il paese più importante del territorio soggetto alla loro giurisdizione (4).
Non pochi di essi per altro debbono avere riseduto in Pontremoli, almeno per buona parte dell’anno, approfittando della circostanza di avervi giurisdizione sulle parrocchie di S. Pietro entro la Terra e di S. Maria Assunta di Teglia, come altrove si è detto; e specialmente debbono avervi riseduto i Vescovi appartenenti a famiglie di Pontremoli e del suo territorio. Senza dire del Gandolfi, che vi ebbe casa propria, e vi morì, e fu sepolto in San Francesco, è notevole che in molti atti solenni, taluni dei quali inerenti al ministero episcopale, compiuti in Pontremoli, si veggono figurare i Vescovi di Brugnato, e non quelli di Luni-Sarzana, dai quali Pontremoli dipendeva. Di sei nuove chiese erette in Pontremoli dal 1474 al 1723, una soltanto fu consacrata da un Vescovo di Luni-Sarzana, mentre tutte le altre furono consacrate dai Vescovi di Brugnato. Infatti il nostro Bartolommeo Uggèri pose la prima pietra della SS. Annu8nziata nel 1474, e Filippo Sauli, altro Vescovo di Brugnato, la consacrò il 16 ottobre 1524.
Francesco Motino, Vescovo di Brugnato, consacrò la nuova chiesa dei Carmelitani il 9 ottobre 1611.
Gio. Battista Salvago, Vescovo di Luni-Sarzana, consacrò San Colombano il 20 novembre 1622.
Francesco Durazzo, Vescovo di Brugnato, consacrò San Giacomo dell’Altopascio il 15 ottobre 1641.
Gio.Battista da Diece, Vescovo di Brugnato, consacrò la chiesa dei Cappuccini il 24 agosto 1664.
Leopoldo Lomellini, Vescovo di Brugnato, per delegazione di Mons. Antonio Spinola, Vescovo di Luni-Sarzana, consacrò la nuova cattedrale il 6 ottobre 1723.
Di più, si è visto che Tommaso Enreghini intervenne ad alcuni atti solenni compiuti dai Fieschi in Pontremoli, e il Raihgaforche assisté ai grandiosi funerali del Marchese di Bagnone; cose che probabilmente non avrebbero fatte se la loro abituale dimora fosse stata Brugnato, o a Sestri Levante, luoghi assai lontani.
Quanto poi al nostro Uggèri è provato che teneva la sua residenza in Pontremoli da due documenti, cioé: – dallo atto di possesso della Mensa, stipulato in Pontremoli in solita residentia episcopali Sancti Petri (5), ai rogiti del notaro pontremolese Gio. Giacomo Torti; – e dalla Bolla di Sisto IV, del 16 settembre 1474, relativa alla erezione del Convento della SS. Annunziata, la quale è a lui diretta con le seguenti parole: Venerabili Fratri Bartholommaeo Episcopo Brugnatensi in Terra Pontremoli Lunensis Dioecesis residenti, salutem (6). – E’ un poco strano che, specialmente nella occasione in cui s’inalzò il più grande monumento, e forse anche il più pregevole che sia in Pontremoli, tutto fosse preparato e fatto dal Vescovo di Brugnato, il quale ne pose anche la prima pietra. Ma convien riflettere che la sede di Luni-Sarzana era allora occupata da Antonio Maria Parentucelli, della famiglia di Niccolò V, il quale visse per molto tempo a Roma aspirando a più alti onori, ed ivi morì; e per conseguenza poco si curò della Diocesi. Si aggiunga che la vastità di essa avrà consigliato il Parentucelli e gli altri Vescovi Lunensi a rilasciare o delegare certi atti di meno stretta giurisdizione ai Vescovi di Brugnato, i quali dal canto loro avevano maggiore comodità nella residenza a Pontremoli.
Il Gerini, riportando un passo dello ignoto suo Ughelli, tace dell’amministrazione della Diocesi di Bologna tenuta dall’Uggeri; e fissa erroneamente nel 1487 la data della di lui morte, senza neppure ricordare il modo tragico nel quale avvenne. Suppliremo e correggeremo colle parole del Cappelletti: ” A lui (Uggèri) fu anche affidata in amministrazione la diocesi di Bologna, in qualità di coadiutore del Cardinale Filippo Calandrini, Vescovo di quella chiesa. E continuò nello stesso ufficio anche sotto il successore Cardinale Francesco Gonzaga, a cui la Chiesa Bolognese era stata concessa in amministrazione (7): anzi l’esercizio di questo impiego da lui con troppa severità sostenuto, fu cagione della sua morte: imperocché recatosi a Cento, provocò a tanto sdegno quei castellani che gli si avventarono addosso e lo ammazzarono (8) Del quale avvenimento tragico ci assicurano gli Annali Bolognesi presso il Muratori, con le seguenti parole: ” Anno 1479 – Episcopus Brugnatensis de Regio cum vices gerebat Episcopi Bononiensis, in castro Centi propter suum rigidum regnum a quibusdam occisus est: duo ex occisoribus Bononiam ex Ferraria ducti suspensi sunt” (9).
Morì adunque il Vescovo Uggèri nel 1479, non nel 1487, come scrisse il Gerini.
Tratto da I Vescovi appartenenti a Pontremoli ed al suo territorio, di P. Bologna, Modena, 1903
(1) Cappelletti, XIII, 470
(2) Ughelli, IV, 987
(3) Sforza Gio., Epistola Peregrini de Belmesseris, pag. 6
(4) Repetti, Diz. geogr. della Toscana, I, 366
(5) Questa frase ci sembra dimostrare chiaramente che la residenza abituale dei Vescovi di Brugnato, almeno in quel tempo, era a Pontremoli
(6) Questa bolla è riportata integralmente da G. B. Cavalieri-Bernardoni a pag. 23 del libretto intitolato: Santuario della SS. Annunziata presso Pontremoli dichiarato monumento nazionale, storia e descrizione, Torino, tip Salesiana, 1895; 12-120
(7) Di Francesco Gonzaga così si legge nel Muratori Rer. Ital. script., XXIII, 900: ” Franciscus Gonzaga Cardinalis eundem Episcopatum (di Bologna) in commendam accepit dissipaturus ejus substantiam. Sic fecit.
(8) Cappelletti, XIII, 470 Cfr. Anche Semeria, op. cit. II, 196
(9) Muratori, Rer. ital. script. 902