Nacque a Pontremoli il 26 novembre del 1816 da Vincenzo Arzeni e da Girolama Pizzati; studiò lettere in patria, matematiche nell’Università di Pisa, dove il 1840 ebbe la laurea e fu abilitato a esercitare la professione d’ingegnere. Fattosi prete, il Vescovo Michelangiolo Orlandi lo chiamò nel ’43 a insegnare la grammatica nel Seminario, poi gli affidò la cattedra di matematiche, che tenne fino al 1877. Fatto canonico della cattedrale nel 1859, di lì a sei anni rinunziò la dignità. Fu rettore del Seminario dal ’54 al ’59; parroco di Mignegno dal ’74 all’81. Ritiratosi a vita solitaria nella sua villa di Vignola, il Vescovo David Camilli, con dolce violenza, lo trasse di là e lo volle di nuovo a capo del Seminario; ma, trascorso un anno, fece ritorno alla prediletta Vignola, nel suo “sepolcro”, come la chiamava. Benefattore largo e nascosto dell’Orfanotrofio che porta il nome di Leone XIII, impiegò le rendite del canonicato nel dotare fanciulle povere; spartì lo stipendio di rettore del Seminario, l’ultima volta che ricoprì quella carica, tra due alunni bisognosi; il frutto della messa , che diceva nel villaggio di Bassone le feste, spese sempre in opera di carità; e nella carità fu costante, ingegnoso, inesauribile, senza che mai la sua mano destra vedesse quello che operava la sinistra. Ingegnere valente ideò il ponte di ferro sul Verde che congiunge i due rami della città; fece il progetto di una strada a vapore tra Pontremoli e Parma, lodato da chi poteva e sapeva valutarlo. Papa Leone XIII lo nominò suo cameriere segreto. Morì il 6 novembre del 1897. Lascia alle stampe:
Relazione sulla inondazione avvenuta nel territorio comunale di Pontremoli addì 21 settembre 1868, Parma, tipografia Donati, 1868, in -8.
Giovanni Sforza, in Giornale Storico della Lunigiana, 1913