MATTANINI ANGIOLINO

Angiolino nasce a Pontremoli il 12 maggio 1922 da Francesco e Magnaschi Anna. Dichiara di lavorare come falegname quando il 27 gennaio 1942 viene chiamato alle armi ed aggregato al Deposito del 6° Reggimento Genio in Bologna. Poche settimane e il 20 marzo viene trasferito alla 30a Brigata Guastatori del Genio a Ronchi dei Legionari.

Il 21 luglio 1942 parte per la Russia con la 6a Compagnia Guastatori facente parte dell’A.R.M.I.R.; la situazione per il nostro contingente è in un momento delicato, i russi resistono strenuamente, l’avanzata si ferma, la sanguinosa battaglia di Stalingrado segna il punto di svolta e con l’arrivo del rigido inverno le parti si invertono. Già a dicembre la situazione si fa problematica, a inizio gennaio si fa molto critica, per precipitare nella seconda parte di gennaio 1943 nella tragedia della ritirata di Nikolaevka, dove i nostri soldati per evitare l’accerchiamento sono costretti a percorrere a piedi centinaia di chilometri nella neve e temperature a -30/-40 gradi, con poco o niente cibo ed una stanchezza senza fine. In quei terribili giorni ben 40.000 sono i nostri soldati morti nella neve, dispersi o catturati.

Solo poco più di 20.000, compresi i feriti e i congelati, sono coloro che riuscirono a portare a compimento la ritirata, tra questi il nostro Angiolino che il 19 marzo può rientrare in Patria.

Angiolino si è distinto in quei drammatici e catastrofici momenti per atti di eroismo che gli sono valsi l’ assegnazione di Croce al Valor Militare con la seguente motivazione:

” Componente una colonna in ripiegamento sorpresa dalla preponderante forza avversaria, unitamente ad un suo compagno, organizzava un nucleo di resistenza per costringere l’avversario a rallentare la sua forte pressione, sotto intenso fuoco nemico persisteva nell’azione fino a che, esaurite le munizioni, a colpi di bombe a mano riusciva a sganciarsi per ricollegarsi alla colona”. Opetz (Russia) 20.1.1943.

Al momento dell’Armistizio (8.9.1943) anche Angiolino, rimasto senza ordini e direttive, abbandona la divisa ed eludendo il controllo dei militari tedeschi riesce a rientrare in famiglia a Pontremoli. La città col passare delle settimane va a trovarsi in una posizione assai scomoda, con la creazione da parte delle truppe tedesche della Linea Gotica la popolazione è di fatto in prima linea. I soprusi e le angherie da parte nazi-fascista si intensificano con il passare del tempo, sino a sconfinare in crudeltà quando le sorti della guerra si fanno per loro sempre più incerte.

Angiolino il 1° giugno 1944 aderisce – come partigiano combattente – alla 12a Brigata Garibaldi con qualifica gerarchica partigiana di comandante di distaccamento con oltre 35 uomini (Sottotenente), operando con capacità e coraggio sul versante tosco-emiliano dell’Appennino sino al giorno della Liberazione.

Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa

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