GALLI RENATO

La lapide che commemora i fratelli Galli

Renato nasce a Vignola il 1 gennaio 1921 da Carmelino e Corradini Paola. Alla visita di leva afferma di lavorare come apprendista meccanico.

Viene chiamato alle armi il 21 gennaio 1941 ed aggregato al 15° Reggimento Genio a Chiavari per la formazione e poi posto a presidio del fronte occidentale.

Il 15 aprile 1942 viene trasferito alla Va Compagnia T.R.T. con la quale il 6 luglio 1942 parte per la Russia, a supporto dello C.S.I.R..

La battaglia sul fronte russo è cruenta da entrambe le parti, ma sostanzialmente in stallo sulla linea del Don, le truppe russe stanno resistendo disperatamente, ben consce che lo sfondamento da parte delle truppe dell’Asse significherebbe irrimediabilmente la loro sconfitta. E con l’arrivo della cattiva stagione e dell’inverno la situazione si capovolge. I nostri soldati combattono eroicamente ma il miglior equipaggiamento e l’abitudine al rigido clima alla fine consentono all’esercito russo, nel frattempo fortemente rinforzato, di guadagnare terreno e di tentare una manovra di avvolgimento che potrebbe consentire di rinchiudere in una sacca l’intero Corpo di Spedizione Italiano.

Il 16 gennaio 1943 iniziata la feroce battaglia di Nikolajewka che consente ai nostri soldati di rompere l’accerchiamento e con marce forzate a piedi nella neve e nel gelo di raggiungere la sospirata salvezza. Sono pochi a poterne gioire, al momento dell’inizio della ritirata il nostro esercito contava circa 61.000 soldati, il 31 gennaio solamente in 13.000 riescono a raggiungere la meta, con altri 7500 feriti e congelati. Sono quindi oltre 40.000 i soldati rimasti uccisi, dispersi o prigionieri dei russi, è una vera ecatombe.

Renato è uno dei prigionieri. Racconta Franco Miglioli ( Il Corriere Apuano, 8 luglio 2000): “[Renato] aveva combattuto in Russia, era stato fatto prigioniero ed era riuscito a liberarsi con l’aiuto di Sonia, una ragazza del posto che si era innamorata di lui. Dopo un anno trascorso con la famiglia della ragazza, aveva avuto nostalgia dell’Italia e vi era tornato con un viaggio interminabile e pieno di insidie”.

Sono tanti i lavori da fare in campagna, e Renato aiuta i genitori assieme al fratello più piccolo, Silvio di 15 anni.

Il 12 marzo 1944 dalla Spezia arriva a Pontremoli il Battaglione San Marco che prende possesso del Seminario facendo allontanare sacerdoti e seminaristi. Il giorno dopo, un lunedì, un gruppo si dirige verso Casa Corvi e Vignola e sorprende i fratelli Galli nei campi, intenti a potare.

Racconta ancora il Miglioli:

” Mi affacciai timidamente alla finestra e vidi due uomini che correvano in preda all’agitazione. “Cosa è successo?” – chiesi. “Ci sono due morti nel campo degli ulivi”. Ebbi un tuffo al cuore e il presentimento, misterioso ma tremendo, dell’accaduto. Non dissi nulla, ma uscii non visto di casa, mi precipitai verso la ferrovia e poi su, su fino al campo degli ulivi. Vidi un gruppo di uomini fermi ai margini di un prato e, poco più avanti, due corpi distesi sull’erba, immobili: erano Silvio E Renato.

Il primo a cadere era stato Silvio. Sorpreso dai militi della San Marco e scambiato per un partigiano, lui così giovane e inerme, era stato ucciso con solo colpo al cuore.

Sgomento e furibondo Renato si era avventato contro lo sparatore, gli aveva strappato di mano l’arma e stava per vendicare il fratello quando un milite, anticipandolo di una frazione di secondo, lo aveva abbattuto con una raffica di mitra che gli aveva squarciato il ventre. E così Renato, sopravvissuto all’inferno della Russia, aveva trovato la morte nel suo paese, a due passi da casa. “.

Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa

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