Alfredo nasce a Cavezzana d’Antena il 23 gennaio 1919 da Pietro e Cucchi Maria.
Viene chiamato alle armi il 1° aprile 1939 ed inserito nel 90° Fanteria S. Remo.
Nel maggio 1941 partecipa, a Civitavecchia, al corso per “Guastatori”; il 7 luglio 1942 viene aggregato al XV Battaglione Guastatori con il quale parte per la Russia, in appoggio al Corpo di Spedizione Italiano in Russia C.S.I.R..
Secondo la storiografia sovietica il 17 luglio inizia la battaglia di Stalingrado, con la quale il generale tedesco Von Paulus tenta la spallata all’esercito nemico ; il 21 agosto 1942 si registra per i sovietici l’inizio del momento più drammatico: la 6a Armata tedesca conquista teste di ponte sul Don e lancia le sue forze corazzate nel corridoio Don-Volga.
E’ proprio al termine di quella sanguinosa giornata del 21 agosto che Alfredo viene dichiarato irreperibile; solo nel maggio 1943 si può appurare che nello scontro il nostro militare non è rimasto ucciso ma è stato catturato e fatto prigioniero.
La vita dei prigionieri italiani in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale è stata un’esperienza tragica e segnata da sofferenze indicibili. Le dure condizioni di vita, la fame, le malattie, le violenze e la separazione dalle famiglie hanno causato la morte di migliaia di soldati italiani. A distanza di tanti anni non è possibile avere numeri precisi, ma si calcola che oltre 50.000 siano stati i prigionieri italiani e che solo il 20% circa siano sopravvissuti e ritornati a casa.
Tra questi il nostro Alfredo, il quale a guerra ampiamente terminata, il 12 gennaio 1946 riesce a rientrare in Italia, al centro alloggio di Verona. La gioia del ritorno è immensa, ma il trauma della guerra lascia ferite profonde difficili da rimarginare.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa