
Riccardo Lorenzo nasce a Coloretta il 30 agosto 1922 da Angelo e Rossi Erminia.
Aiuta la famiglia nella lavorazione della terra quando il 20 gennaio 1942 viene chiamato alle armi ed aggregato al 2° Reggimento Artiglieria di Corpo d’Armata.
Il 20 aprile 1942 viene trasferito al 103 Gruppo Mobilitato per essere avviato il 20 giugno 1942 alla Campagna di Russia, al seguito dello A.R.M.I.R..
Poche settimane dopo l’arrivo sul suolo russo, Riccardo Lorenzo si trova coinvolto nella terribile battaglia di Stalingrado che vede inizialmente i militari dell’Asse avanzare, riuscendo a stabilire delle teste di ponte sul fiume Don. I russi, ben consci che una disfatta sulla linea di Stalingrado rappresenterebbe la perdita della guerra, resistono eroicamente, anche se con perdite ingentissime di uomini e mezzi. Con l’arrivo della neve e del gelo e truppe fresche che vanno a ricostituire la struttura delle truppe sovietiche, la situazione si capovolge.
A fine novembre la 6a Armata Tedesca viene accerchiata a Stalingrado e il 16 dicembre 1942 ha luogo la prima grande offensiva tedesca, seguita il 15 gennaio 1943 da una seconda che travolge definitivamente le nostre truppe schierate.
I nostri militari sono costretti ad una precipitosa ritirata a piedi, nella steppa stretta in una morsa di neve e gelo, senza rifornimenti e sfiniti dalle fatiche del ripiegamento, inseguiti da vicino dai russi che tentano di chiuderli in una sacca. Una battaglia feroce si svolge a Nikolaevka tra le forze italo-tedesche dell’Asse e le truppe sovietiche. A prezzo di inenarrabili fatiche e perdite di vite umane, i nostri soldati riescono a prevalere, aprendosi la strada per Sebeniko, fuori dalla tenaglia sovietica, dove giungono il 31 gennaio 1943.
Il 16 gennaio 1943, data di inizio della ritirata, l’esercito italiano conta oltre 61.000 militari. Dopo la battaglia di Nicolaevka solo poco più di 13.000 sono gli uomini che riescono a porsi in salvo ( cui vanno aggiunti circa 7.500 tra feriti e congelati). Oltre 40.000 sono i nostri militari rimasti indietro, morti, dispersi o catturati.
Tra i pochi che tra indicibili sofferenze riescono a porsi in salvo c’è Riccardo Lorenzo, il quale il 27 aprile 1943 lascia la Russia per giungere il 6 maggio 1943 al Comando Truppe di Solcano e rientrare poi in Patria.
Pochissimi mesi e Riccardo Lorenzo si trova ad affrontare il momento della firma dell’armistizio con gli Anglo- Americani. Gli alti comandi militari, il Re e il Governo fuggono al sud, lasciando i militari senza ordini ed indicazioni, solo dopo un mese Badoglio dichiara formalmente guerra alla Germania.
I tedeschi pressano pesantemente i nostri soldati perché continuino la guerra al loro fianco; Riccardo Lorenzo però ne elude la sorveglianza, abbandona la divisa e rientra in famiglia.
Il 15 luglio 1946 viene finalmente posto in congedo definitivo.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa