ROTA GIOVANNI

Giovanni nasce il 24 marzo 1915 a Pracchiola, da Giovanni e Triola Emilia. Alla visita di leva dichiara di lavorare la terra in famiglia.

Giovanni militare

Viene chiamato alle armi il 21 marzo 1936 ed aggregato al 2° Regg. Artiglieria – Divisione Celere in Ferrara. Ottiene la qualifica di soldato scelto ed il 10 giungo 1937 promosso Caporale; quindi il 9 agosto 1937 congedato. Rientra al Corpo per un breve periodo di aggiornamento dal 14 settembre 1939 al 31 marzo 1940.

Per esigenze belliche viene richiamato in servizio il 15 gennaio 1941 e trasferito a Pordenone, da dove parte per la Russia l’11 giugno 1942.

La fascia da infermiere indossata da Giovanni durante la guerra

Neppure il tempo di prendere confidenza con il suolo russo, nel mese di luglio inizia la tremenda battaglia di Stalingrado. Inizialmente i militari dell’Asse conquistano alcune posizioni e sembrano in grado di prendere possesso della città. L’esercito sovietico oppone una stoica resistenza ed a prezzo di centinaia di migliaia di vittime riesce ad evitare lo sfondamento. L’arrivo dell’inverno, con freddo intenso e gelo, e i rinforzi inviati da Stalin consente ai russi di invertire la situazione: le truppe tedesche vengono accerchiate e distrutte; il 16 dicembre una forte offensiva sovietica segna l’inizio della disfatta per le nostre truppe, costrette ad una precipitosa ritirata.

Un mese dopo, il 15 gennaio 1943 ha luogo la seconda grande offensiva russa che costringe il nostro esercito ad intraprendere una tragica ritirata a piedi nella desolata e ghiacciata steppa russa, privi di rifornimento ed incalzati da preso dai militari nemici che tentano una manovra di accerchiamento.

La Croce di Guerra assegnata a Giovanni

Sono quindici giorni di indicibili sofferenze: fame, freddo, stanchezza, senza possibilità di recuperare energie, nello sfinimento fermarsi significa morire assiderati, come succede purtroppo a moltissimi.

L’eroismo dei nostri soldati riesce a prevalere nella decisiva battaglia di Nikolaevka, che consente ai superstiti di rompere il tentativo di accerchiamento e di raggiungere Senekino, fuori dalla tenaglia russa.

I numeri sono atroci: il 16 gennaio 1943, giorno di inizio della ritirata il Corpo d’Armata Alpino conta oltre 61.000 uomini. Il 31 gennaio, dopo la predetta battaglia, solo 13.000 uomini riescono ad uscire dalla sacca, ai quali vanno aggiunti 7500 tra feriti e congelati. Mancano all’appello 40.000 uomini, morti nella neve, dispersi o catturati.

Tra i pochi superstiti c’è anche Giovanni, che il 10 aprile 1943 raggiunge il campo contumaciale di Postumia, dove rimane per un mese cercando di recuperare le forze; poi rientra a casa per altri 30 giorni di riposo.

Giovanni con la famiglia nel 1955

Il 13 giungo 1943 viene trasferito alla 142a Batteria di Bari; il 1° maggio 1944 è promosso Caporal Maggiore. Il 21 gennaio 1945 viene trasferito al 406 Reggimento – 172a Compagnia S.M.L..

Finalmente il 4 settembre 1945 giunge l’atteso congedo.

A Giovanni viene assegnata la Croce al Merito di Guerra per la Campagna di Russia, con determinazione della Reg. Mil. Tosco Emiliana VII Comp. Mil. Ten. Firenze in data 11.12.1961.

Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa

Una opinione su "ROTA GIOVANNI"

  1. Sono il figlio di Rota Giovanni. Grazie per la presentazione della figura del papà che ho apprezzato molto nel dettaglio di tante volte che ha raccontato le sue vicissitudini di guerra. Non nascondo un intenso momento di commozione che ha prevalso nel suo ricordo. Il papà è morto il 09/12/2011 e riposa nel cimitero di Pracchiola che tanto ha amato. Un saluto affettuoso. Renato

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