Agostino nasce il 6 marzo 1919 a Succisa da Giovanni e Ghelfi Maria. Alla chiamata di leva dichiara di esercitare la professione di autista.
Viene chiamato alla armi il 6 gennaio 1941 ed aggregato al 21 Reggimento Fanteria della Spezia; il 4 luglio 1943 viene trasferito con la Compagnia Deposito alla Caserma Dogali di Carrara.
L’8 settembre 1943 l’Italia annuncia di aver firmato l’Armistizio con le forze Anglo-Americane. Il Re, il Governo e gli alti comandi militari fuggono al sud, lasciando l’intero esercito senza ordini e direttive. Nello sbandamento che ne segue Agostino, che non vuole continuare a combattere al fianco dei tedeschi come gli stessi pretenderebbero, abbandona la divisa e rientra nella casa paterna a Succisa.
Nel volgere di alcuni mesi la Lunigiana viene a trovarsi in prima linea, sul fronte di guerra. Gli alleati, sbarcati nel gennaio del 1944 ad Anzio, stanno risalendo la penisola; i tedeschi decidono di erigere una estrema difesa su quella che sarà chiamata Linea Gotica, che viene fortificata e dovrà rappresentare una barriera atta ad evitare il dilagare degli Alleati verso la Pianura Padana e verso la stessa Germania.
La Lunigiana, posta immediatamente a ridosso della Linea Gotica, pullula di forze nascifasciste che si lasciano andare ad atti di efferata violenza e ferocia anche verso l’inerme popolazione civile.
Il 1 settembre 1944 Agostino decide che è giunto il momento di dare il proprio contributo per liberare l’Italia dall’occupazione tedesca.; aderisce come partigiano combattente alla formazione “Missione Alleata” ed opera con dedizione alla causa sino al giorno della Liberazione, il 25 aprile 1945.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa