
Duilio nasce a Guinadi da Angelo e Acciari Angela il 21 luglio 1923. E’ in famiglia a lavorare la terra quando il 4 gennaio 1943 viene chiamato alle armi ed aggregato al 2° Reggimento Alpino Borgo San Dalmazio, a San Dalmazio.
Pochi mesi, e poi con la caduta del Duce arriva l’8 settembre 1943 con la proclamazione dell’Armistizio.
E’ un momento di grande confusione e disorientamento. Si pensa con gioia che la guerra sia finita, ma non è così: i tedeschi hanno preparato per tempo la contromossa, dopo il 25 luglio hanno trasferito sul suolo italiano ben otto Divisioni in aggiunta alle altre otto già presenti. E già il 9 settembre intimano ai nostri soldati di continuare a combattere al loro fianco. Il Re, il Governo e gli Comandi Militari sono fuggiti al sud, senza lasciare indicazioni; solo il 13 ottobre Badoglio si decide a dichiarare guerra alla Germania.
In questo clima di estrema incertezza, Duilio non volendo continuare a combattere al fianco dei nazifascisti, abbandona la divisa, evita di essere catturato dai tedeschi ed inviato al lavoro in Germania, e rientra a Guinadi in famiglia.
In Lunigiana la situazione è tutt’altro che tranquilla. La vallata del Magra è a ridosso della Linea Gotica fortificata dai tedeschi per impedire all’esercito alleato di risalire il nord Italia e di mettere in pericolo la stessa Germania e quindi pullula di squadre e mezzi tedeschi.
Non passa giorno che la popolazione civile non debba subire angherie, soprusi, torti. Si fanno sempre più intensi i rastrellamenti che hanno l’obiettivo principale di eliminare la minaccia partigiana, ma che nello stesso tempo servono anche ad imprigionare uomini da inviare in Germania, al lavoro nelle aziende tedesche che sono alla costante ricerca di manodopera.
Tanti sono gli atti compiuti contro la popolazione civile, dalle stragi per ritorsione alle uccisioni, come succede ai fratelli Galli di Vignola che stavano lavorando nei campi di proprietà, motivate solo da ferocia e dalla volontà di spargere terrore.
Duilio non rimane insensibile a quanto succede e il 25 marzo 1944 decide di aderire, come partigiano combattente, alla formazione 1a Brigata Beretta, sino al giorno della Liberazione, facendosi notare da subito per coraggio, intraprendenza e determinazione, raggiungendo in breve la qualifica gerarchica partigiana di S. Tenente.
Il coraggio e la dedizione alla causa gli sono valse l’assegnazione, con decreto del P.R. del 21.6.1966, della Croce al Valor Militare con la seguente motivazione:
” Comandante di una squadra di partigiani, di distingueva per coraggio e spirito di sacrificio. Nel corso di un duro combattimento contro elementi avversari fortificatisi in un edificio, si lanciava da solo allo scoperto, contro la porta d’ingresso che abbatteva con preciso lancio di bombe a mano”. Varese Ligure (SP), 22 giugno 1944.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa