Pasqualino nasce a Pieve di Saliceto il 16 giugno 1913 da Giovanni e Ramaglia Maria.
Alla visita di leva dichiara di essere analfabeta e di lavorare come marmista; viene assegnato alla ferma minore di 2° grado (6 mesi).
Il 7 aprile 1934 viene invitato a vestire la divisa militare e aggregato al 2° Reggimento Alpini; il 25 agosto 1934 viene posto in congedo.
Il 12 maggio 1935 viene richiamato alle armi in vista dell’imminente inizio della campagna d’Etiopia (3 ottobre 1935) che porta alla proclamazione dell’Impero (5 maggio 1936). Segue ( 1 luglio 1936) il congedo.
Il 21 agosto 1939 ed il 4 giugno 1940 giunge a Pasqualino il richiamo alle armi, seguito pochi mesi dopo alla messa in congedo.
Il 5 febbraio 1941 arriva l’ennesimo richiamo; questa volta Pasqualino viene imbarcato sul piroscafo Piemonte, destinazione Valona dove giunge il 31 marzo 1941 inquadrato nel 3° Alpini Battaglione Susa.
Pasqualino è impegnato in combattimenti sul fronte greco, si batte con coraggio e determinazione, tanto da meritarsi l’assegnazione della Croce al Valor Militare per l’atto di eroismo compiuto il 12 aprile 1941: Componente di una squadra di fucilieri, si slanciava all’attacco di posizioni nemiche ed affrontava l’avversario con ammirevole spirito aggressivo, catturando prigionieri. Benché ferito, rimaneva sul posto ad incitare i compagni, dando prova di coraggio ed attaccamento al dovere. Sella di Radati, fronte greco – 12 aprile 1941.
Il 27 aprile 1941 viene imbarcato a Valona per essere ricoverato all’ospedale militare territoriale di Lugo per ferita da scheggia. Seguono oltre tre mesi di convalescenza, al rientro viene assegnato alla 333 compagnia del 24 Battaglione Sussidiario per effettuare servizi di scorta da Trieste sino al territorio greco.
Pasqualino è sorpreso, come tutti i suoi commilitoni, dalla firma dell’armistizio sottoscritto con gli Alleati l’8 settembre 1943. I militari rimangono disorientati, non hanno istruzioni, il re e il governo si sono trasferiti al sud senza dare indicazioni. Pasqualino non intende proseguire la guerra al fianco dei nazi-fascisti e, elusa la sorveglianza tedesca, non sappiamo con quali traversie, riesce a rientrare a casa, in famiglia, per lui la guerra è finita.
Per la compilazione della scheda ci si è avvalsi della consultazione del Fogflio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato