LA CHIESA PARROCCHIALE DI TORRANO

BREVE CENNO STORICO
L’esterno della chiesa

Le prime notizie che si possono avere circa la comunità cristiana di Torrano (“Turano”) risalgono al 1296.

La cappella “de Turano”, nella giurisdizione della Pieve di S. Cassiano de Urceola (Saliceto), viene ricordata negli elenchi delle Decime Bonifaciane (Diocesi di Luni) del 1296/97 e del 1297/98 ( vedi: “Le Pievi della Diocesi di Luni” di Geo Pistarino, edito da Istituto Internazionale di Studi Liguri – Bordighera – pag. 83 e 92).

Notizie ricavate dall’archivio parrocchiale riferiscono che, da iscrizione su pietra arenaria murata nel presbiterio, si rileva che la chiesa esisteva già nel 1500 e pare anzi che in quel tempo venisse ampliata poiché la primitiva chiesa era una modesta cappella con soffitto a travatura di legno scoperto con copertura di lastre di arenaria; di lastroni di arenaria era anche il pavimento; e nella sommità della facciata si elevava un piccolo campanile composto di due pilastri coperte portanti due piccole campane.

Ampliamenti, innovazioni e restauri furono eseguiti, sia pur lentamente e con fatica essendo molto ridotte le possibilità economiche, nel corso degli anni che va dal 1500 al 1900.

Restauri più consistenti furono eseguiti in questi ultimi cinquant’anni, fino a portare il fabbricato all’aspetto e stile attuale e all’efficienza e decorosità in cui si trova oggi.

LA CHIESA ATTUALE – L’ESTERNO

E’ preceduta da breve piazzalino con muricciolo che lo ripara dalla strada pubblica; è lastricato con arenaria e mattoni ed è decorato da alcune belle piante di cipressi (NDR: alcuni anni fa i cipressi – pericolanti -sono stati tagliati).

La facciata presenta stile prevalentemente romanico che gli viene donato da elementi architettonici in leggero rilievo eseguiti negli ultimi restauri: piccolo pronao all’ingresso, rosone, divisione in tre zone da lesene, con quella centrale più larga e più alta, archi a tutto sesto nelle tre zone, archetti pensili sotto il cornicione delle tettoie (due più alte al centro e due più basse). Tutti questi elementi sono stati eseguiti in cemento e coloriti uso arenaria, mentre il fondo della facciata, ben intonacato, è in bianco avorio. Il tetto, rimesso a nuovo, è coperto di tegole comuni.

Anche le pareti laterali sono intonacate e nell’insieme si trovano in buone condizioni.

TABERNACOLO

E’ stata utilizzata all’uopo una bella, artistica edicoletta di marmo ricca di fini sculture architettoniche raffiguranti prospetto di tempietto con base, pilastrini con capitelli corinzi, doppia trabeazione, incavo con finta abside e volta a semicatino e nei due lati, in forte rilievo, due bei angeli in adorazione; nel fondo apertura rettangolare chiusa da porticina di metallo dorato e nell’interno, incavo rivestito di seta bianca per custodire l’Eucarestia.

L’edicoletta in marmo

Nella fascia della prima parte della trabeazione si trova scolpito: “PEGRINO RECTORE ECCLEXIE “; nella seconda, più ampia: “OPUS: EX. AERE. SOCIETATIS CORPORIS XPI PROCURA^TE.PRESBITERO”. Ai piedi: “A.N.D. M.D.XXXIII”.

L’edicoletta si può attribuire, senza errore, allo scultore Desiderio da Settignano o alla sua scuola, avendone questa scuola prodotti altri simili che si possono ammirare a Firenze e altrove.

Misura circa mt. 1,40 x 0,80.

Sotto di questa è stata impostata parte della balaustra di marmo su cui vengono posati la lampada e i vasi di fiori.

CROCIFISSO PER ALTARE CENTRALE

E’ sospeso, retto da fili quasi invisibili, in alto sopra l’altare. E’ di legno, di buona fattura, alto circa mt. 1,20, montato su croce di legno scolpito e ben dorato nelle cimase, nei bordi e nella raggiera; la croce misura circa mt. 2,50 di altezza.

Si potrebbe attribuire al ‘700.

Interno della Chiesa

STATUA DI SAN GEMIGNANO

E’ collocata in una edicola di legno colorata uso marmo, nella parete di fondo dell’abside. Ha l’interno vuoto (con cavalletto), rivestita di lamine di metallo sbalzate su forma di paludamenti vescovili: croce, pettorale, piviale ecc. in parte dorato, in parte argentato. Tiene nella mano sinistra il pastorale e sul capo la mitra. Probabile opera del ‘700.

PILA PER ACQUA SANTA

E’ collocata  al lato destro dell’ingresso, labro svasato, decorata di sculture  a foglie nel sottocoppa; fusto circolare ben tornito a candelabro e decorato di sculture con petali, scanalature e anelli; base quadrangolare molto rastremata, porta scolpito in una facciata uno stemma con in campo toro e stella; porta la data: 1500. Misura circa mt. 1,20 di altezza, la coppa cm. 70   di diametro.

E’ rinforzata, per la sua stabilità, da braccio di ferro con anello che, fissato nel muro, la lega nel sottocoppa.        

BATTISTERO

Sempre nello stesso lato, in piccolo vano aperto da arco e da balaustra di marmo, è impostato il Battistero; il vano misura circa mt. 3 di larghezza, 1,20 di profondità; ha propria copertura a volta. Nella parete di fondo è stato praticato un incavo semicircolare con copertura a mezzocatino; vi è impostata la vasca battesimale, molto ampia (circa mt. 1,20 di diametro) e circa cm. 50 di profondità).

In antico probabilmente serviva per battesimo ad immersione.

E’ tutta in arenaria ricoperta di biacca; la vasca ha anche bella forma (due anelli decorano il bordo, petali in rilievo il sottocoppa); di forma e fattura un po’ più rozza la base ed il breve fusto.

La disposizione interna della chiesa prima del Concilio Vaticano II

In tempo più recente, nel centro della vasca è stato collocato un vaso di marmo che si erge per circa cm. 50; su questo, una chiusura di legno piatto e un tendaggio che scende sino a quasi il pavimento.     

La decorazione del vano è a finto tendaggio e nel campo del mezzocatino della nicchia è raffigurato lo Spirito Santo sotto forma di colomba.

La vasca battesimale appare molto antica, probabilmente 1500 o forse prima;.

Vicino alla vasca, su asta propria, è collocato un crocefisso di bronzo, cm. 30 circa con cimase trilobate a giglio, e Cristo (cm. 12) fissato con spina nel retro.                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

DUE ALTARI LATERALI

Sono collocati nel fondo dei due bracci laterali della navata. Sono molto simili o quasi gemelli, con la differenza che quello di destra, entrando, ha prospetto, o alzata finta, mentre quello di sinistra è di legno intagliato e scolpito su disegni di volute, cariatidi, angeli, cherubini, supporti di rosoni e foglie d’accanto, listelli, cornici ecc. Il tutto laccato con forte colore azzurro, in oro e a colori le figure e qualche scultura in aggetto.

Nel centro di questo prospetto è aperta una nicchia  con vetro che contiene la statua di gesso della B.V. del Rosario con Bambino, mentre in quello di destra viene custodita la statua (di gesso) di S. Antonio Abate.

NDR: La statua di S. Antonio è del 1907 e la statua della B.V. del Rosario, opera dello scultore Dario Bertarelli, risale al 1909.

Tratto dalla relazione del can. Edoardo Borrotti, conservata nel fascicolo della parrocchia di Torrano presso la Curia Vescovile di Pontremoli.

Rispondi

Scopri di più da Museo Virtuale dell'Alta Lunigiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere