
Sono funzioni religiose eccezionali, le sole che si facciano in aperta campagna e per la benedizione del raccolto agricolo.
Sono quattro: la prima il 25 aprile è la più solenne e si chiama “Litanie maggiori”. Fu istituita da San Gregorio Magno che fu Papa dal 5 agosto 604, e venne fissata al giorno in cui, secondo la tradizione S. Pietro sarebbe entrato per la prima volta in Roma.
Le altre tre si fanno nei giorni precedenti l’Ascensione: sono chiamate “Litanie minori”.
Un tempo frequentatissime, oggi sono disertate quasi ovunque ed in molte parrocchie soppresse per assenza di fedeli.
E’ un male.
Tutti sanno che le rogazioni sono istituite per la benedizione dei frutti della terra.
Se ne fa senza? E Dio ci abbandona a noi stessi. E’ giusto.
Ma intanto ecco ogni anno una nuova malattia, ai grani, alla vite, ai frutti, ai prati, al bestiame.
Non pretendiamo di indovinare i perché di Dio: ma questo infischiarsi della benedizione celeste non c’entrerà per nulla nella serie dei malanni che colpiscono l’agricoltura?
Non sarebbe certo inutile che le nostre campagne profanate da tante bestemmie, vedessero almeno una volta all’anno le turbe pie passare processionalmente cantando tra i fiori, tra i grani e sulle verdi distese dei prati, le invocazioni composte e ferventi alla protezione di Dio e dei Santi sulle zolle sudate.
Tratto da L’Angelo della Famiglia – Bollettino Parrocchiale di Succisa – Maggio 1931