IL LABIRINTO E I GRAFFITI DI CERETOLI

La conoscenza dei luoghi

La chiesa di S. Martino

Il borgo di Ceretoli, di epoca altomedievale, è sorto e si è sviluppato lungo la più antica strada “Francigena”, sull’incrocio con la via del “Volto Santo”, dalla popolazione locale denominata “Lombarda”. Questa via attraversava il borgo ed era una delle direttrici principali di collegamento, già in epoca Romana e successivamente per tutto il medioevo, tra Luni e Parma.

Il percorso si snodava da “Sorano”, già insediamento Bizantino, ove sorge l’omonima Pieve, saliva a Ceretoli per raggiungere Arzengio (quota 450 mt. sul livello del mare) e da qui alla Valdantena, per proseguire poi diramandosi verso il passo del Valoria e poi la Cisa (Montebardone) o verso Pracchiola per arrivare al passo del Cirone, e quindi scendere poi a Parma.

Il centro storico di Ceretoli, importante per la sua posizione strategica, assieme al borgo di Arzengio costituiva infatti il sistema insediativo storico più antico della parte sud/est del Comune di Pontremoli, nella fascia territoriale che si estende sulle propaggini meridionali della dorsale di Logarghena, compreso tra i compluvi dei torrenti Gorgoglione e il canal d’Angelo.

Il campanile

Il centro religioso è riferito all’antica chiesa parrocchiale di S. Martino, già citata nel 1296-97. “(Colletta pro subsidio Regni Siciliae)”. La parrocchiale dedicata a S. Martino presume una probabile fondazione in periodo Longobardo, detta chiesa rimaneggiata nel XVII° secolo presenta alcuni tratti di muratura tipica del periodo romanico. Nei recenti lavori di restauro, tali strutture sono in parte riemerse, denotando una matrice ad unica navata di modeste dimensioni con attiguo edificio con caratteristiche romaniche destinato forse ad ospitale; da tenere presente la connessione della Chiesa di Ceretoli con la Pieve di Sorano e quanto scritto sulla “lapide di Leodgar”: “….fondò l’ospizio di S. Benedetto protettore di Cristo costruì la Chiesa di S. Martino…..”

Il Labirinto di Ceretoli (Pontremoli – MS)

A partire dal X secolo la grafica del labirinto medievale assume il simbolo cristiano per eccellenza: la croce; tale simbolo di salvezza e rigenerazione viene a sovrapporsi ai corridoi meandrici del labirinto in modo che il punto di incrocio dei bracci coincida con il centro.

Ed è proprio con il pellegrino del Medioevo, che sperimenta in modo concreto il viaggio, con tutti i suoi pericoli e insidie, verso le mete di Roma, Gerusalemme e Santiago, che nasce il binomio via di pellegrinaggio e labirinto, che interessa un ampio tratto della Francigena: Pavia, Piacenza, Pontremoli, Lucca, e Roma, sono centri di transito di pellegrini, che lasciavano segni delle loro presenze attraverso incisioni sui muri limitrofi ai luoghi di culto.

Il labirinto entrò nella simbologia cristiana medievale con estrema semplificazione anche attraverso il “filetto”, che viene ingenuamente graffito sulle pareti delle chiese e delle montagne.

Il “filetto” è una forma diffusissima nei graffiti di chiese di età storica, e quando lo si trova inciso su pareti verticali, corredato di croci al centro, con monogramma di Cristo, riprende puntualmente gli elementi compositivi del labirinto medievale.

Labirinto a filetto di Verbaia Suna Filetto: Schema della triplice cinta Cavalieri Templari – Gioco

La pietra ritrovata

Nell’estate 2006 in prossimità della chiesa di S. Martino a margine di un muro in pietra attiguo all’antica chiesa, veniva ritrovato una pietra arenaria usata per tale muro, ricostruito in epoche recenti con pietre di recupero trovate in loco.

Tale pietra di dimensioni cubiche di circa cm. 24x24x24, era stata messa in opera nascondendo le parti lavorate, e a causa del riuso della stessa, risulta mancante in un lato; solo il caso fortuito ha permesso la sua riscoperta.

La bozza in pietra si presenta con due facce lavorate, e la medesima risulta di dimensioni idonee per essere originariamente applicata su un paramento murario verticale atto a rendere visibile le due facce incise della bozza medesima. La vicinanza dell’antica Chiesa di S.Martino, e ai paramenti murari più antichi che connotano una muratura a filari con bozze regolari tipiche del periodo romanico, fanno pensare che la bozza lavorata fosse sicuramente posizionata su di un paramento murario dell’antica Chiesa. Nella faccia principale della bozza si può rilevare il tracciato del labirinto perfettamente simmetrico in tre quadrati concentrici, con al centro la croce delimitata dal primo quadrato con i vertici incavati verso le bisettrici esterne, a voler significare la centralità di Cristo nel labirinto dell’universo. La dimensione della croce è di 4 x 4 cm, i quadrati concentrici partono da 7 cm e aumentano ogni 5 cm per arrivare a 19 cm. perfettamente inscritti nella bozza di pietra arenaria avente dimensioni esterne di cm. 24 x24.

Sulla seconda faccia della pietra si può notare il noto simbolo cristiano J H S cioè Gesù “J” salvatore “S” degli uomini “H” per mezzo della croce (“Jesus hominum Salvator per Crucem”), databile XII° – XIII° secolo. Il simbolo ripetuto accanto a quello centrale è una chiara aggiunta successiva, come anche il simbolo sottostante dei chiodi, come si può dedurre dall’analisi delle incisioni. Non è da escludere che anche sulla sinistra del monogramma prima che venisse spezzata la pietra, vi fosse un altro simbolo simile.

Il labirinto rinvenuto a Ceretoli (Pontremoli – MS), non ha una raffinata lavorazione nelle incisioni, perché probabilmente eseguito da un artigiano locale, ma anche perché forse ha origini molto arcaiche.

I Graffiti – figure antropomorfe – incisioni sulle vie di pellegrinaggio

Nell’alto medioevo era diffuso il desiderio tra i pellegrini in genere, di lasciare segni della loro presenza presso chiese e luoghi santi che visitavano, attraverso incisioni sui muri o su rocce limitrofe ai luoghi di culto.

Nei graffiti di Ceretoli, si può riconoscere una figura umana dotata di mani, con bastone a spirale tipico simbolo medievale connesso al pellegrinaggio; nella figura di destra si può riconoscere un pellegrino lungo una strada che valica le montagne, per arrivare al simbolo della croce (Cristo) che stà a significare il centro del mondo identificato da una coppella incisa nella pietra.

La presenza delle incisioni o graffiti nelle vicinanze del borgo e della Chiesa di Ceretoli, fanno comprendere l’importanza dell’edificio di culto e della viabilità nel medioevo.

Mauro Lombardi, Il labirinto e i graffiti di Ceretoli, tratto da Almanacco Pontremolese 2017, edito e curato da Centro Lunigianese di Studi Giuridici

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