CONCILIABOLI PIEVI E CORTI NELLA LIGURIA DI LEVANTE – PREAMBOLO

Saggio sulle istituzioni liguri nell’antichità e nell’alto medio evo
Ubaldo Formentini – immagine tratta da Wikipedia

Ho incominciato questo studio come semplice resoconto d’ una esplorazione archeologica compiuta nel territorio di Framura; il filo delle ricerche ml ha condotto lungi dal segno.

Ma vedo ora che lo stesso concetto generale del lavoro espresso nel sottotitolo ha bisogno d’ una giustificazione; e la darò, per brevità,  senza corredo di fonti e di letteratura.

I Liguri non furono conosciuti direttamente dagli scrittori dell’Antichità se non dopo la fondazione della colonia focese di Marsiglia. Avanti la romanizzazione del territorio, dal VI secolo a C., i geografi greci avevano ritrovato i Liguri uniti nella regione marittima fra il Rodano e l’Arno, per entro terra nel nord-est della Gallia, sui due versanti delle Alpi occidentali e marittime, nell’ alta valle del Po, sopra i dorsi dell’Appennino fin presso Arezzo. Fuor di questo confine avevano riconosciuto altri gruppi liguri, sparsi fra il Rodano ed i Pirenei, in fusione cogli Ibèri (fossero o no i due popoli originalmente consanguinei com’è discussa opinione), nel nord-ovest della Gallia, fino sulle rive dell’ Atlantico, schiacciati dai Celti, nelle Alpi settentrionali e nella bassa pianura padana non ancora totalmente sommersi dalle nuove invasioni arie.

Reliquie dl un vasto Impero, steso sull’ Europa occidentale (anche se moderni indirizzi scientifici tendono a restringerne il campo), che in tempo più remoto i poeti e i mitografi greci avevano vagamente raffigurato, dietro Il racconto dei mercanti d’ ambra, come il misterioso, sterminato paese dove scorreva e versavasi al tramonto il gran fiume della diurna luce; popolato dalle mitiche persone del dramma solare: Fetonte, le Elìadi, Κύκνος, il re ligure divenuto il cigno selvaggio che piangeva ogni sera l’inesorabile caduta del dio.

Della discesa dei Liguri nel Lazio, del dipartirsi da loro dei Siculi riecheggiano negli storici di Roma tradizioni e leggende ben note.

Questi mitici confini non sono parsi smisurati ai filologi e antropologi moderni, i quali, talvolta con più agile fantasia dei poeti, li hanno anzi superati.

Ora, se i segni della razza ligure possono studiarsi a Worms o in Britannia, della lingua nella toponomastica delle foci del Reno o della valle del Danubio, una ricerca delle istituzioni politiche e sociali dovrà ridursi entro il meno ampio confine primamente disegnato; il quale, sebbene già nel III secolo a. C. rimosso a settentrione e ad occidente dai Celti, a mezzodì dagli Etruschi, prima ancora, ad oriente, premuto da genti italiche della bassa valle del Po, sotto il cui Influsso sembra svolgersi nella Liguria orientale fino a Genova una distinta civilizzazione, possiamo dire confine storico e nazionale.

Infatti, conosciuta la Liguria nell’ ordinamento d’ Augusto, come spiegare se non con la forza intrinseca e sopravivente della nazionalità, che, anche dissolto l’ ordinamento unitario dell’ Impero, Ia Liguria abbia ritrovato I confini preaugustèi nelle circonscrizioni dei Bisantlni, nelle provincie delle Alpes Cottiae e delle Alpes Apenninae, quindi, attraverso oscuri rimaneggiamenti longobardi e franchi, nella marca carolingia della Tuscia, la quale, riuniti I quattro comitati occidentali della Toscana, Lucca, Pistoia Pisa, Luni, con la circonscrizione Litora Maris, comprendente le due Riviere, i comitati di  Bredulo, Diano, Acqui, Altriate; Tortona nella valle del Po, al di là delle Alpi le archidiocesi di Aix e di  Embrun, riabbracciò, tutto il teatro della guerra romano-ligure ?

Si dice che il suolo ligure, avanti la conquista romana, non conobbe istituzioni civili fuor della πόλις greca, nelle rare fondazioni coloniali sulla costa.; ma in realtà, non solo, lo stesso racconto aristotelico della fondazione di Marsiglia parla d’una precedente organizzazione politica ligure, non solo alcune colonie massaliote sono sicuramente istituzioni greche su fondo sociale ligure, ma si hanno centri civili di cui non è dato trovare altri Istitutori che i Liguri stessi, pur sotto svariate influenze, greche, etrusche, italiote, com’è per certo Genova ; come sarebbe da vedere per Pisa, Lucca e Luni.

Finalmente, per quanto sia stato grande il dislivello di cultura fra le popolazioni liguri costiere e le montane, tale da aver generato in più casi un vero dualismo, pure anche le seconde presentano tracce di un ordinamento federale unitario, che, se non altro, fece la sua prova nella condotta d’una guerra d’ottant’anni contro i Romani.

Ma fin qui non troveremmo nessun carattere politico, e neppur di costume, veramente proprio e distintivo dei Liguri, e poco ci dicono al riguardo gli scrittori classici dai quali il popolo ci è presentato soltanto con i tratti fisici e psicologici recanti il vergine stampo delle condizioni naturali primitive d’esistenza e di lavoro.

Proprio di istituzioni politiche e giuridiche liguri sembra non potersi parlare che post obitum della nazione, con il comune genovese. E finora di questa originalità solo Macchiavelli s’è avveduto ragionando degli ordinamenti del Banco di San Giorgio in relazione co  la costituzione politica e con le vicende del Comune: esempio veramente raro, e da’ filosofi in tante loro immaginate e vedute Repubbliche non mai trovato; della parte che hanno avuto le creazioni giuridiche private e pubbliche genovesi nella storia della moderna società capitalistica, ch’io sappia, nessuno.

Non è questo d’altra parte il mio tema, ma nel render conto delle mie ricerche, seguendo più il cammino dei miei pensieri che un preordinato disegno, non dispero dl avvicinare qualcuno dei vergini problemi della sintesi storica ligure; trovare per esempio nella primitiva organizzazione dei castelli liguri qualche traccia degli elementi che improntarono gli istituti medioevali genovesi; l’ energica definizione contrattuale delle forme politiche, il rigoroso parallelismo tra diritto privato e pubblico, cioè, in certo senso, il germe della Compagna.

Abbreviazioni. – ASL, Atti della Società Ligure di Storia Patria, GSL, Giornale Storico della Lunigiana. GS L L, Giornale storico e letterario della Liguria. MAL, Memorie dell’ Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini„; oltre quelle d’uso comune e le altre indicate nel corpo delle note.

Ubaldo Formentini, Conciliaboli pievi e corti nella LIguria di Levante, Accademia Lunigianese di scienze G. Cappellini, La Spezia, 1926

L’immagine di Ubaldo Formentini di introduzione alla pagina è tratta dal sito AIB.IT

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