RITROVAMENTO DI UNA LASTRA DI PIETRA INCISA NELLO ZERASCO

Durante una delle numerose ricognizioni sul territorio effettuate assieme ad altri membri del Centro di Ricerche Etnografiche e Storiche, ricerche che ci permetteranno di conoscere meglio quella terra che è la Lunigiana, ci siamo recati nello zerasco.

Questo è un lembo di Lunigiana in cui si conservano, ancora vive, antiche tradizioni. Le vallate rimaste isolate, chiuse a quasi tutte le forme di penetrazione e di influenza esterna, sono un ottimo terreno di ricerca e di studio.

Mentre percorrevamo la vetta tondeggiante di una montagna, alta circa 1140 mt., usata quasi completamente, come pascolo, se si esclude uri boschetto di giovani castagni e noccioli, notavo conficcata nella terra accanto ad un reticolato, una lastra di arenaria grigiastra.

La pietra sporgeva per circa 15 cm. e mi incuriosiva oltre che per la forma perfettamente regolare, il che mi faceva pensare di trovarmi di fronte ad un manufatto, anche per una piccola croce incisa sulla sommità.

La lastra, nella sua attuale collocazione, era stata sicuramente utilizzata come segnacolo di confine, non è, infatti, infrequente trovare simili oggetti nei campi di Lunigiana.

Assieme ad altri membri del C.R.7.S. estrassi, con molta cautela, la pietra; una volta completamente alla luce potei constatare che si trattava effettivamente di un manufatto litico, di forma rettangolare con la parte inferiore, spaccata in obliquo, più spessa, forse per configgerla nel terreno, le due facce laterali ben levigate. La lunghezza totale attuale è di 65 cm., la larghezza è di 30 cm. e lo spessore medio è di 5 cm. Per circa 20 cm. , partendo dal bordo superiore, presenta un forte dilavamento ed è coperta di licheni. Su ambedue le superfici piane più larghe presenta alcune incisioni. Senza dubbio, in quattro di questi petroglifi, posso identificare altrettante rappresentazioni sessuali femminili (caratteristica forma a « chicco di caffè » allungato con un intaglio al centro). Su una delle facce ne sono incise tre, una più in alto, quasi completamente obliterata dall’erosione atmosferica (sicuramente questa parte della pietra è rimasta molto più a lungo fuori del terreno), misura 8,5 cm. di lunghezza; è larga, nel centro 3,5 cm. e dista dal bordo superiore circa 9 cm.

Le altre due sono state incise più in basso (dal bordo superiore circa 35 cm,) e sono molto meglio conservate, misurano una 12 cm. di lunghezza , 4,5 cm. di larghezza e al centro ha un intaglio rettilineo lungo 5,5 cm. , l’altra più piccola, misura 8,5di lunghezza, 3 cm. di larghezza e ha un intagli centrale di 2 cm. di lunghezza; la larghezza delle incisioni è di 5 mm. ed è praticamente costante. Nella zona centrale della faccia sono state praticate due incisioni, a cui, per ora, non riesco a dare un significato plausibile, si tratta di due linee rette, Iunghe rispettivamente 4 e 6,5 cm. , abbastanza profonde (circa 1 cm.) terminanti,ambedue, in una piccola incisione semisferica del diametro di circa 1 cm. ; potrebbe trattarsi di « coppelle ».

Sull’altra faccia sono incisi due simboli, uno è la solita raffigurazione sessuale, identica, nella forma, alle precedenti, questa volta più grande (misura 14 cm. di lunghezza, 6 cm. di larghezza, nel punto di massimo allargamento, e porta all’interno un tratto rettilineo lungo 8 cm. , la larghezza dell’incisione è di 5 mm. , la profondità varia da 3 a 4 mm.) , è posta a circa 20 cm. dal bordo superiore, l’altro è un petroglifo che, per ora, non ha nessun paragone in tutto il territorio di Lunigiana. Esso è costituito da due linee distinte, lunghe 14,5 cm. , con andamento dapprima rettilineo, poi curvo, che si avvicinano ma non si uniscono, distano infatti nel punto più lontano 6,5 cm. in quello più vicino 1,5 cm., alle estremità presentano piccoli rigonfiamenti rivolti verso destra.

In mezzo alle due linee c’è un’altra incisione composta da un disco, in rilievo, perfettamente circolare, di 3,5 cm. di diametro su cui è tracciata, in modo molto superficiale, appena leggibile, una croce a braccia quadre che lo divide in quattro quadranti uguali, dal disco parte un solco rettilineo lungo 11 cm. terminante in un piccolo allargamento. Questa faccia presenta una notevole frattura con sfaldamento superficiale, è probabile che, con la parte mancante, sia andata perduta qualche altra incisione.

Nella faccia superiore (quella che emergeva) è incisa, come detto precedentemente, una croce lunga 5,5 cm. e larga 4 cm. , porta alla base un allargamento semisferico, come un potenziamento del simbolo cristiano; si nota immediatamente come la croce sia stata scolpita in epoca abbastanza recente e sicuramente posteriore a quella delle altre incisioni. Sul lato stretto verticale (considerando la lastra diritta) si nota un piccolo forellino del diametro di circa 0,8 cm., profondo 4 mm.

Questa è la descrizione della pietra così come si è presentata ai nostri occhi una volta recuperata; per la funzione che questa lastra abbia avuto, per il suo significato, per l’epoca in cui venne scolpita, mi pare alquanto prematuro avanzare ipotesi, considerando, anche, che non abbiamo, per ora, termini di confronto.

Sicuramente i quattro petroglifi a “chicco di caffè” vogliono rappresentare un sesso femminile (umano o animale?), l’altro potrebbe essere una stilizzazione, estrema, del labirinto (anche il labirinto può essere considerato simbolo sessuale), anche la presenza, se pur appena accennata, delle “coppelle” mi fa pensare ad un ulteriore rafforzamento del significato sessuale dell’insieme.

Considerando la forma e la posizione dei petroglifi, la nostra pietra, benché spezzata, doveva essere, nella destinazione originale, infissa verticalmente nel terreno.

Forse si trattava di un simulacro per un culto della fertilità, forse per un culto dei morti, o ci troviamo di fronte alla fusione di due culture, una scultura che altro non è che il punto di incontro tra la civiltà delle statue stele e quella delle incisioni rupestri. Solo nuove, probabili, scoperte potranno aiutare a svelare questo nuovo enigma.

Riccardo Ricci, Ritrovamento di una lastra di pietra incisa nello zerasco

Rispondi

Scopri di più da MUSEO VIRTUALE DELLA VITA RURALE E DELLA MEMORIA DELL'ALTA LUNIGIANA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere