LA GROTTA DELLA COLOMBARA A ROSSANO DI ZERI

Grotta della Colombara

Con il nome Colombara si identifica il fosso che, scendendo da Montelama, piccolo borgo della Vallata di Rossano, alimenta la cascata, situata nel ventre della valle tra boschi ruscelli antichi sentieri ponti romani e mulini.

Lì in quel luogo l’acqua fa da padrona.

La grotta si apre con una singolare cavità scavata nella roccia, dominata da una cascatella che si getta in un breve e gelido laghetto.

Il suffisso ara nell’antichità significava abbondanza e potrebbe riferirsi alla ricchezza di acqua che caratterizza tutta quella zona, o forse quel luogo in passato poteva essere rifugio di colombi e colombacci; ma è altrettanto vero che gli antichi culti liguri – nel venerare la Grande Madre, principio vitale della natura – la contrassegnavano proprio con un colombo.

Luoghi come la Colombara ne evocavano la sua presenza.

L’etimo Rossano infatti viene avvicinato dal professore Giuliani al culto di Robeo da cui Robeanus, divinità ligure di carattere naturalistico, legato principalmente alla venerazione di vette, pietre, boschi, acque.

Quelle arcaiche forme di religiosità contemplavano il concetto di fertilità, fecondità, rigenerazione.

Culti indefiniti e confusi, assorbiti poi dalla religione cristiana, che li convertì successivamente in stabilità, potenza, eternità e che portarono con sé la costruzione di templi e oggetti di culto, fino ad allora inutili, perché la presenza della divinità la si riscontrava in luoghi che, per la loro stessa conformazione, sapessero evocarla.

Primavera 1920 di Attilio Bertoni

Quei luoghi erano i boschi sacri i luci, per lo più situati sulla sommità di rilievi, racchiudenti radure o alberi isolati, comprendenti stagni o sorgenti, qualche volta frequentati da determinati animali, e spesso caratterizzati da pietre di particolare forma e colore.

La Colombara in antichità portava il nome di “C‘lombara d’San Giuano”, San Giovanni di Chioso sorge isolata su un poggio a poca distanza dalla cascata.

Costruita pare sulle antiche rovine di un tempio pagano, in passato parrocchia della Vallata e gemella con la parrocchia di San Medardo a Chiesa di Rossano.

La storia parla di processioni con le due statue, con la Madonna col bambino presso la “ vricchiola” la collina posta di fronte alla Colombara.

Due parrocchie perpetuamente unite in processione verso un bosco ritenuto sacro da quelle tribù agricole che popolavano l’orizzonte della Vallata Zerasca nell’epoca Neo-Eneolitica.

Le foto di copie in prossimità di corsi d’acqua si ricollegavano a riti propiziatori di fertilità – Primavera 1920 di Attilio Bertoni

Quella collina boscosa dai fianchi scabri ricca di acqua e dal terreno fertile posta a fondovalle, li confluiscono ancora oggi molti dei torrenti che portano acqua a formare la Teglia.Più anticamente il luogo era conosciuto come “Vric’ d’la gesia” legata a doppio filo con la chiesa di San Giovanni di Chioso che presta il nome alla Colombara detta “C’lombara di S’ an Giuano”.

Segni distintivi di un passato molto remoto nel quale sembrano echeggiare lontani culti animistici assorbiti dalla cristianità, in ordine ai quali varrebbe la pena di indagare meglio.

Cinzia Angiolini, La grotta della Colombara a Rossano di Zeri, Tratto dal saggio “la Chiesa di San Giovanni Battista di Rossano e i culti piromani dei luci” Dario Manfredi 1983 (Amministrazione Comunale di Zeri inviò la documentazione a ogni capo famiglia della Vallata di Rossano). Brano tratto da Almanacco Pontremolese 2021, edito e curato da Centro Lunigianese di Studi Giuridici

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