Mario Arrighi nasce a Pontremoli il 2 aprile 1923, da Alfredo e Rosa Bontempi.
Gli avvenimenti del 1943 — i rovesci militari in Russia e in Africa Settentrionale e la firma dell’armistizio con gli Alleati — ne impediscono la chiamata alle armi, e Mario non indossa mai la divisa militare.
Nei mesi successivi, di fronte alla violenza dei reparti tedeschi e dell’esercito repubblichino, matura in lui un profondo senso civico che lo porta, alla fine dell’estate del 1944, a unirsi alle forze partigiane.
Nella zona dell’alta Val Taro le forze partigiane riescono a liberare una vasta area che comprende i comuni di Borgotaro, Albareto, Bedonia, Compiano e Torniolo, decretando il 15 giugno il “Territorio libero del Taro”. L’autogoverno ha breve durata, dal 15 giugno al 24 luglio 1944, viene neutralizzato da una vasta e feroce operazione di rastrellamento (“Wallenstein II).
Mario entra l’8 settembre nella 2ª Brigata Julia, con il nome di battaglia “Barba”. Dopo un periodo di addestramento, dall’8 dicembre fino alla Liberazione è Capo Squadra (Sergente Maggiore)con oltre quindici uomini.
La 2ª Brigata Julia fa parte della Divisione Taro, incaricata di presidiare la zona appenninica fino a Parma, controllando la via della Cisa e la linea ferroviaria strategica per i rifornimenti diretti alla Linea Gotica.
La costante pressione esercitata dalla 2° Brigata Julia nella sua zona di competenza ha contribuito a tenere costantemente in allerta le truppe di occupazione, fiaccandone il morale e la capacità di manovrare.
Il 9 aprile 1945 i partigiani della Divisione Taro liberano Borgotaro e l’alta valle del Taro, anticipando di due settimane l’arrivo degli Alleati.