GIOVANNI GRONCHI A PONTREMOLI IL 12 DICEMBRE 1955

Grochi cammina per le vie del centro storico, al suo fianco il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Fenocchio, e il sindaco di Pontremoli, comm. Luigi Serni

Particolare entusiasmo e partecipazione di popolo destò la visita di Giovanni Gronchi, l’ 11 dicembre 1955 a Massa e il 12 a Pontremoli. Ricostruiamo la giornata a Pontremoli attingendo dalla cronaca sul Corriere Apuano. Fu una visita ufficiale , con arrivo col treno presidenziale dopo brevi soste nelle stazioni lungo il percorso da Massa per salutare la folla accorsa. Alle 10,15 scese alla stazione di Pontremoli accompagnato dai corazzieri e dalla sua “corte”: il ministro Angelini, Rapelli in rappresentanza del governo, i deputati Togni e Andrea Negrari bagnonese, l’amico democristiano e promotore della visita. Le autorità presenti all’evento, chi ha una certa età le ricorda, le ha conosciute di persona, ma per le generazioni più giovani quelle persone sono ignote o ormai entrate nel percorso lontano della storia. La giornata era nebbiosa e fresca, Pontremoli, tutta ormata di fiori, scritte e bandierine (la tipografia Artigianelli fece lunghi tempi straordinari di lavoro per prepararle) si riempì di folla festosa in un clima che il Presidente definì devoto e familiare. Giovanni Gronchi (1887-1978), toscano verace di Pontedera, era molto noto anche in Lunigiana. Fu eletto deputato quattro volte: nel 1919 per il Partito Popolare Italiano appena fondato da don Luigi Sturzo, divenne sottosegretario all’Industria col governo Mussolini ma si dimise nel 1923 quando il PPI uscì dalla maggioranza. Nel 1924, dopo le dimissioni di Sturzo, Gronchi con altri rifondò il PPI e fu eletto deputato fino alla secessione aventiniana. Rientrò nella politica attiva nel 1943, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana nel 1944. ministro dell’Industria nel II e III governo Bonomi e nel I governo De Gasperi. Nel 1948 i e 1953 fu eletto deputato della nuova Italia repubblicana nella nostra circoscrizione; presidente della Camera nella I e II legislatura, fu eletto Capo dello Stato nel 1955 , lo stesso anno della visita alla nostra provincia.

Il saluto tra il Presidente Gronchi e il vescovo Fenocchio
L’arrivo del Presidente alla stazione ferroviaria

Quel 12 dicembre a Pontremoli sfilò un festoso corteo di auto preceduto da granatieri in motocicletta; accanto a Gronchi il sindaco Luigi Serni; e non poteva mancare il suono robusto e giocondo del Campanone, la musica della Banda cittadina, insieme al saluto del vescovo  mons. Giuseppe Fenocchio e di mons. Castellano assistente generale dell ‘ Azione Cattolica. In sala consiliare a Gronchi venne i assegnata la cittadinanza onoraria e una lapide ancora ne fa memoria. In mezzo alle autorità comparve una bambina dell’asilo “Domenico Razzetti” che offrì al Presidente commosso una bambola per la sua piccola figlia Maria Cecilia. Altri doni furono la spongata, una pergamena degli studenti, un album di fotografie da parte della direzione dell’Ospedale, scattate in una precedente visita di Gronchi quando era presidente della Camera dei deputati, la Cementi offrì una targa d’oro, il direttivo del giovane Premio Bancarella il libro vincitore “Lo spretato”. I discorsi pronunciati furono tutti all ‘insegna della gratitudine ma anche ricchi di analisi sui problemi “eterni” della Lunigiana. Il sindaco Serni, mentre richiamava le cose fatte per la viabilità, per l’edilizia, invocava una politica attenta ai bisogni della gente dei paesi, con urgenza di alleggerire la pressione fiscale, di attuare bonifiche montane e di piantagioni demaniali, di curare l’edilizia scolastica. Forte era la disoccupazione per una mancata industrializzazione, che provocò la grande emigrazione che ha spopolato i nostri paesi. Unea prospettiva di nuove fonti di produttività veniva indicata nel fare di Pontremoli un nodo stradale e nell’integrare le economie interprovinciali e interregionali: erano le speranze degli anni in cui si pensava alla costruzione dell ‘ autostrada, che avrebbe potuto essere un volano per lo sviluppo ma le cose non sono andate così. Il saluto dell’on. Negrari rimarcò sentimenti di gratitudine e di fierezza della gente di Lunigiana. Dello stesso tenore il saluto del sindaco Sansoni di Fivizzano a nome di tutti i Comuni lunigianesi. Deposta la corona d’alloro al monumento ai Caduti, dopo l’omaggio di preghiera in Duomo alla Madonna del Popolo, ci fu il ricevimento in Pretura. Qui Gronchi si incontrò coi “popolari storici” di Pontremoli: Severino , Ettore , Abramo, Rosa, Gussoni, Bellotti, Caldi, Michelotti, Lisoni, Bertoli, Biondi, Bellotti Guido, Bernardoni, Pinotti, Moscatelli e Bertolini. Medaglie d’oro furono assegnate alla maestra Elvira Montani di Filattiera, a don Pietro Nicolosi, al cap. Bastioni Angelo di Licciana, a Luigi Poletti matematico e poeta, allo storico Ubaldo Formentini, al farmacologo Alberico Benedicenti. Col saluto affettuoso e incentrato sull’impegno di sostenere la soluzione dei problemi del nostro territorio, dopo una sosta davanti all ‘ex-Conservatorio per scoprire una lapide che richiama l’iniziata ricostruzione dell’edificio, che sarà sede dell’Istituto Tecnico “Belmesseri, il Presidente riprese il viaggio per il Quirinale. Per la Lunigiana si chiudeva un’importante giornata.

Maria Luisa Simoncelli, Il Corriere Apuano, 31.1.2015

Rispondi

Scopri di più da Museo Virtuale dell'Alta Lunigiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere