PER UN CONTRIBUTO ALLA STORIA DEL MOVIMENTO SOCIALISTA IN LUNIGIANA

Immagine tratta da Wikipedia

In quest’anno (1988) abbiamo avuto più occasioni per riscoprire le origini del movimento socialista lunigianese. In primavera ho avuto modo di rappresentare il Governo Italiano a Parigi ad un Convegno sull’emigrazione italiana, ove studiosi di livello internazionale come Robert Paris e Pierre Milza hanno messo bene in evidenza la figura e l’opera del pontremolese Luigi Campolonghi emgrato in Francia per le sue idee politiche progressiste per ben due volte nel 1898 e nel periodo della dittatura fascista. Lo abbiamo ricordato insieme qui a Pontremoli nell’agosto scorso, presentando la nuova edizione voluta dalla Marsilio dell’opera dello stesso Campolonghi Pontremoli, una cittadina italiana tra l’80 ed il 900. in cui si ripercorrono le tappe della fondazione del socialismo a Pontremoli ed in Lunigiana. Questo Convegno che oggi si inaugura è quindi la terza occasione in breve tempo per tornare ad approfondire le origini del movimento socialista lunigianese.

Il nostro convegno si muove su di una direttrice storiografica ormai consolidata cioè verificare con una serie di sondaggi e di ricerche a livello locale la nascita del socialismo. Da tempo infatti si è manifestata insoddisfazione verso una storia dei partiti politici concepita come analisi del grande dibattito ideologico che si svolge soltanto tra i laeder nazionali, si vuole scavare piuttosto nell’esperienza concreta delle singole realtà locali. Se questa linea storiografica è valida in generale qui in Lunigiana acquista una valenza particolare, in quanto questo territorio, pur appartenendo amministrativamente alla Regione Toscana è a diretto confine con l’Emilia e la Liguria, siamo cioè di fronte ad una zona, che ha caratteristiche di crocicchio culturale fra aree toscane, liguri ed emiliane, e ciò ha un riflesso anche nella storia politica.

Le origini del socialismo lunigianese sono infatti direttamente collegate con l’esperienza socialista emiliana e più precisamente parmense. Come apprendiamo dagli stessi ricordi del Campolonghi sono gli studenti lunigianesi al collegio “Maria Luigia” di Parma gli agenti della diffusione del socialismo nel territorio pontremolese, proprio nel collegio parmense si forma quel sodalizio tra Campolonghi, Alceste De Ambris ed i fratelli Carloni che durerà anche nel periodo dell’emigrazione ( 1).

Le idee socialiste trovano un terreno fertile di diffusione negli anni 80 dell’Ottocento grazie alla mutata situazione economica-sociale provocata dall’apertura della nuova linea ferroviaria La Spezia-Parma. Come dice giustamente Campolonghi crolla in un certo senso un mondo vecchio, scompaiono chiusure mentali, si aprono nuovi rapporti, si schiude una speranza alla maggioranza mal nutrita e alla misera popolazione, si offrono nuove possibilità di lavoro nell’ormai vicino Arsenale della Spezia. In questo nuovo clima nasce il Socialismo a Pontremoli, la Società Operaia pontremolese di Mutuo Soccorso, di tendenza mazziniana si trasforma nel 1885 in circolo operaio con impostazione e tendenza socialista (2). Il nuovo circolo si prefigge lo scopo di sovvenire l’operaio impossibilitato al lavoro per malattia e per vecchiaia; l’artefice di questa trasformazione è l’avvocato pontremolese Pietro Bologna, di alcuni anni più anziano degli studenti dell’Università di Parma Campolonghi e De Ambris.

Questa trasformazione di società operaie in circoli socialisti avviene in molte altre parti d’Italia; è a questo proposito significativa l’esperienza dell’illustre garibaldino Osvaldo Gnocchi Viani, che istituisce borse di lavoro iniziando, quindi, un movimento sindacale. Anche il Viani partendo da un’esperienza risorgimentale e garibaldina giunge all’istituzione di strutture sindacali. Del resto gran parte del primo socialismo italiano è contrassegnato da questa spina sindacale che si fa più evidente nell’esperienza padana, che contagia il nascente movimento socialista lunigianese, dove allarmante è la situazione di miseria.

All’interno del circolo operaio pontremolese sorgerà nel 1893 l’unione cooperativa di produzione del lavoro, il cui scopo è quello di far intraprendere direttamente agli operai i lavori di costruzione e manutenzione stradale.

L’attività del circolo desta serie preoccupazione nel rappresentante del governo il sotto prefetto di Pontremoli, il quale teme che il circolo possa svolgere attività sovversive, informa perciò il suo superiore il prefetto di Massa con una lettera del 2 magio 1987 nella quale afferma “ed è pure un fatto che se per l’addietro presidente (avv. Bologna) e maggiorenti del circolo pontremolese si limitano a nutrire principi radical-repubblicani ora l’ideale loro è socialista” (3).

Il solerte funzionario è preoccupato per il fatto che all’interno del circolo operaio pontremolese si è costituita una vera e propria sezione del partito socialista, il cui vessillo era stato inaugurato da Camillo Prampolini, noto esponente del socialismo padano, il 26 aprile 1897(4). L’oratore fu presentato ad un pubblico di 150 persone dall’avv. Bologna e dallo studente in legge all’Università di Parma Luigi Campolonghi, che come è noto era stato espulso dal Collegio Maria Luigia per le sue idee giudicate sovversive.

La stessa evoluzione subì il circolo operaio dell’Annunziata, già costituito in ente morale, tuttavia sempre secondo il sottoprefetto in esso si annidano elementi peggiori di quello pontremolese.

Il movimento socialista si diffuse in quegli anni ad Aulla attraverso contatti che il Campolonghi ebbe con Giacinto Giromini soprannominato “Garibaldi” e il giovane Arturo Salucci (5).

Lo stato d’assedio proclamato dal governo Crispi nella provincia di Massa-Carrara a seguito dei moti dei cavatori portò alla cattura degli esponenti socialisti tra cui Pietro Bologna e costrinse Campolonghi al suo primo avventuroso esilio a Marsiglia (6). Di questo suo primo esilio Campolonghi ci ha lasciato una documentata memoria che sarebbe utile dare alla stampa. Concetta Fozzer, responsabile editoriale della Marsilio, presente a questo Convegno, potrebbe farsi promotrice anche di questa iniziativa.

Non potendo militare nelle sezioni socialiste che erano state chiuse in Lunigiana i primi militanti aderirono alle società di mutuo soccorso e laddove non erano state create se ne aprirono di nuove come ad Aulla il cui vessillo bianco con al centro due mani incrociate viene inaugurato il 17 settembre 1894. Fra i presidenti del sodalizio troviamo Ettore Baracchini, arrestato insieme a Giacinto Giromini e Arturo Salucci durante lo stato d’assedio, perché professava idee giudicate sovversive. Come era avvenuto a Pontremoli la società di mutuo soccorso di Aulla si trasformerà lentamente appena i tempi lo permetteranno in circolo socialista. Già nel settembre del 1901 tiene nella sede della società operaia una conferenza Giovanni Lerda della Direzione Nazionale del PSI sul tema “Elementi socialisti”. Neppure due anni più tardi il 13 giugno 1903 si costituirà la sezione socialista di Aulla.

L’attività politica dei primi militanti socialisti aullesi sarà ben presto coronata da successo: due esponenti del partito Giromini e Baracchini entreranno nella Giunta Municipale nel 1905. L’anno seguente cioè nel 1906 Camillo Prampolini inaugura la bandiera della sezione di Aulla alla presenza di rappresentanze socialiste giunte da tutta la provincia e dalla vicina La Spezia. Anche qui si può riscontrare che il punto di riferimento politico-ideologico è quello del Socialismo emiliano. Fra la fine del 1892 e gli inizi del ’95 si vanno formando i primi nuclei socialisti in alta Lunigiana, anche qui sono studenti dell’Università di Parma: Vittorio Carloni, Ugo Pirro Orlandini nativi di Mulazzo, che portano le idee socialiste nel loro comune. Narcisio Buttini, nato a Villafranca nel 1880 aderisce al gruppo socialista di Pontremoli e si tiene sempre in contatto epistolare con Prampolini facendosi diffusore della “Giustizia” che propaga principalmente in Villafranca dove, il 27 dicembre 1895, si costituì un circolo socialista. Nell’ottobre-novembre del ’94 a Fivizzano due socialisti: Pigoni e Bonini avevano iniziato la raccolta e le adesioni alla lega per la difesa delle libertà sorta in Milano dopo lo scioglimento delle società socialiste. Questi due giovani costituirono nel 1895 con altri otto compagni, il circolo socialista di Fivizzano che raggiungerà ben 30 iscritti nel settembre del 1897. In questi anni, come ha scritto molto bene Lorenzo Gestri (7), che credo sia autorità in materia, le prime adesioni sono in alcuni comuni individuali, mancano strutture organizzative, ma, ciò deriva più che dalla scarsità delle forze dal clima di repressione, reazionario e antisocialista in cui il governo Crispi aveva gettato il paese. Le origini del movimento socialista in Lunigiana sono dunque caratterizzate da una forte spinta propulsiva verso il rinnovamento l’affrancamento dalla miseria che si scontra con un ambiente retrivo e con il clima nazionale di repressione, nel successivo periodo dell’età giolittiana il movimento socialista diventerà forza trainante per il rinnovamento economico-sociale lunigianese, dirigendo la politica amministrativa locale. Le relazioni che seguiranno metteranno in luce l’impegno degli amministratori socialisti in particolare di Pietro Bologna sindaco socialista di Pontremoli per oltre un decennio nell’affrontare e avviare a soluzione i più gravi problemi del territorio. Già agli inizi del secolo nascono contraddizioni nello stesso movimento socialista si apre un dibattito che potremmo definire in termini moderni tra riformisti e correnti di segno diverso.

Basta osservare l’itinerario di Alceste De Ambris nella vicina Parma del socialismo rivoluzionario o di Campolonghi che tra il 1908 e il 1910 si distacca dal movimento socialista ufficiale aderendo a movimenti democratico-borghesi.

Tuttavia l’onda lunga della storia dovrà rendere giustizia a questi primi socialisti della Lunigiana, nel dibattito storiografico era apparso in un certo momento che queste prime iniziative del movimento socialista, certamente benemerite, avessero dei limiti intrinseci, invalicabili, si guardava a questo periodo come ad una fase preparatoria della nascita del partito comunista. Questa visione delle cose contagio lo stesso Partito Socialista di Nenni, egli stesso negli anni ’50 parlava più volentieri di Andrea Costa che di Filippo Turati, ma credo che l’onda lunga della storia abbia fatto giustizia di questa impostazione e quindi renda oggi particolarmente interessante e moderna la ricerca degli incunaboli del socialismo del nostro paese. Questo convegno sulle origini del movimento socialista lunigianese si pone in questa ottica di ricerca storiografica.

Le nuove idee vennero portate in Lunigiana dagli studenti lunigianesi dell’Università di Parma e trovarono un terreno fertile di diffusione nel rinnovato ambiente economico-sociale prodotto dall’apertura della linea ferroviaria La Spezia-Parma. Operai dell’Arsenale della Spezia, artigiani cavatori nella valle del Lucido insieme ad alcuni intellettuali sono i primi iscritti alle sezioni socialiste lunigianesi, questi nuovi ceti tenteranno di introdurre stimoli di novità ed elementi di collegamento con altre zone come lo spezzino ed il parmense socialmente più evolute, purtroppo questi stimoli ed elementi di novità sono stati compressi e repressi, quindi la storia della Lunigiana è una storia in qualche modo di sconfitta. Questo territ di introdurre stimoli di novità ed elementi di collegamento con altre zone come lo spezzino ed il parmense socialmente più evolute, purtroppo questi stimoli ed elerio ha subito una fortissima emigrazione, il Comune di Pontremoli con le sue frazioni montane che costituiscono l’attuale Comune di Zeri nel 1911-13 contava 17.000 abitanti una realtà molto diversa da quella attuale ove gli abitanti del comune superano di poco le 10.000 unità.

Il Convegno che oggi inauguriamo dovrà approfondire le cause di questa sconfitta. Pertanto non assisteremo ad una rievocazione agiografica di figure di socialisti illustri, ma ad analisi approfondita del contesto socio-culturale lunigianese. Questa analisi sarà utile anche per il presente, perchè certe cause del sottosviluppo lunigianese sono strutturali, tuttavia il convegno dovrà rendere giustizia a questi primi pionieri del movimento socialista lunigianese, alla loro fierezza, alla loro intraprendenza politica al loro orgoglio di sentirsi ovunque, anche nella dura emigrazione, lunigianesi. Il loro esempio non può che essere per tutti quelli che hanno responsabilità politico-amministrativa un elemento di stimolo, di iniziativa e di attaccamento a questa terra. Io ho cercato di mantenere questo spirito quando ho rappresentato in Parlamento questo territorio perchè ne sono rimasto colpito positivamente, ed anche per questo ho voluto portare il mio contributo a questo Convegno oltrechè rappresentare il Governo come Sottosegretario agli Interni.

Concludendo voglio sottolineare l’importanza di questo Convegno e portare l’adesione del sen. Sandro Pertini, nostro amato Presidente della Repubblica amico e compagno nell’esilio di Luigi Campolonghi, la sua avanzata età non gli permette di essere oggi qui presente, ma proprio ieri per telefono mi ha pregato di esprimere i suoi auguri ai convegnisti. Ringrazio infine il Comitato organizzatore ed in particolare l’assessore alla cultura della Comunità Montana Caterina Rapetti e Franco Bonatti, che mi ha guidato nello studio della storia del movimento socialista in Lunigiana.

Saluto gli illustri relatori i quali sono sicuro porteranno un contributo notevole all’approfondimento di quelle tematiche che ho sommariamente annunciato, sono certo che gli atti di questo convegno segneranno un tappa nella storiografia del movimento socia-lista e faranno progredire le nostre conoscenze in questo settore.

Valdo Spini, Per un contributo alla storia del movimento socialista in Lunigiana, in Movimento Socialista in Lunigiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, Comunità Montana della Lunigiana, Tip. Artigianelli, 1990

(1)Cfr “L’alba di una rivoluzione” in L. Campolonghi, Pontremoli una cittadina italiana tra l’80 e il 900, Marsilio, Venezia 1988.

(2)G. Adorni Mazzinianesimo e socialismo in Alta Lunigiana alla fine dell’ottocento in “Cronaca e Storia di Val di Magra III/2, 1974, pp. 81-92.

(3)Archivio di Stato di Massa, Lettera del Sottoprefetto al Prefetto 2 maggio 1897.

(4)Sulla figura ed opera di Camillo Prampolini si vedano gli interessanti atti del Convegno di Reggio Emilia Prampolini e il socialismo riformista, Mondo Operaio-Edizioni Avanti, Roma 1978, vol. I e II.

(5)Sulle origini del movimento socialista ad Aulla si veda G. Ricci I primi anni del movimento socialista aullese e della media Val di Magra in “Cronaca e Storia di Val di Magra”, I, 1972.

(6)Sui monti di Lunigiana abbiamo la diretta e toccante testimonianza dello stesso Campolonghi nei capitoli 1898 e Verso l’esilio in Pontremoli, una cittadina cit

(7)Cfr. L. Gestri, Capitalismo e classe operaia in provincia di Massa-Carrara, Olschki, Fi renze 1976.

(8) L’attività politico-amministrativa del sindaco Bologna è bene illustrata nel periodico socialista pontremolese “La Terra”.

(9)Cfr. L. Gestri Il movimento operaio e socialista nella regione Apuo-versiliese 1871-1922 in Il Movimento operaio e socialista nella Toscana nord-orientale 1870-1922 in “Quaderni del circolo Rosselli 5,” Firenze 1982.

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